Tutti a casa di messere Babalucco. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta una gallinella che si chiamava Guendalina e un gallinello che si chiamava Gesualdigno. Un bel giorno di primavera, che ci stava un sole enorme e splendente, Guendalina e Gesualdigno decisero di fare un viaggio in carrozza. Così, Gallinello Gesualdigno decise di costruire una carrozza. Andò nel bosco per cercare del buon legno di faggiolo. Lo trovò, e con becco e artigli, lo segò, lo tagliò, lo intagliò, lo modellò, finché, insieme all’amico porcospino occhiofino, che era un buon costruttore di carrozze, fabbricò una magnifica carrozza. […]

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L’ago da rammendo. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un ago da rammendo, così delicato da credersi un ago da ricamo. “State attente a dove mi tenete!” disse l’ago da rammendo alle dita, che lo tiravano fuori dalla scatola. “Non mi perdete! Se cado sul pavimento, non sarete più capaci di ritrovarmi, tanto sono sottile.” “Questa poi!” dissero le dita e lo afferrarono per la vita. “Guardate: io arrivo col seguito!” esclamò l’ago da rammendo, tirando dietro di sé un lungo filo, che però non aveva il nodo. Le dita guidarono l’ago fino nella pantofola della cuoca dove la tomaia si era rotta e doveva essere ricucita. […]

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La palla di cristallo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in

C’era una volta una strega che aveva tre figli, i quali si amavano come fratelli; eppure, la vecchia non si fidava affatto di loro, e temeva ch’essi volessero rubarle tutto il potere. Così, trasformò il maggiore in un’aquila, e quello fu costretto a volare via sulle montagne rocciose, in mezzo alle quali lo si vedeva fare tante giravolte nel cielo. Il mezzano diventò una balena, e andò a vivere nel profondo del mare, e solo raramente lo si poteva vedere quando risaliva in superficie e spruzzava in aria una gran quantità d’acqua. Tutti e due tornavano umani solo per due ore al giorno. Il terzo fratello, che temeva di vedersi trasformato in una bestia feroce come, per esempio, un orso o un lupo, prese e fuggì via di nascosto. […]

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GianBabbeo. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In campagna c’era una fattoria dove abitava un fattore con due figli, con tanto cervello che anche la metà sarebbe bastata. Volevano chiedere in sposa la figlia del re e avrebbero osato farlo perché lei aveva fatto sapere che avrebbe sposato chi sapeva tenere meglio una conversazione. I due si prepararono per una settimana, il periodo più lungo concesso, ma per loro sufficiente perché avevano già un certa cultura il che tornò loro utile. Uno conosceva tutto il vocabolario latino e le ultime tre annate del giornale del paese che sapeva recitare da capo a fondo e viceversa, l’altro si era studiato tutti i regolamenti delle corporazioni d’arti e mestieri e aveva imparato tutto quello che deve sapere il decano di una corporazione, così pensava di potersi pronunciare sui problemi dello stato, e inoltre imparò anche a ricamare le bretelle, dato che era di gusti raffinati e molto abile. […]

 

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Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm

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* dai 10 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Molto tempo fa c’era un uomo ricco che aveva una moglie bella e giudiziosa; si volevano tanto bene, ma, purtroppo non avevano bambini. Davanti alla loro casa, in cortile, c’era un pianta di ginepro. Un giorno, in pieno d’inverno, la donna se ne stava seduta sotto il ginepro mentre sbucciava una mela e, d’improvviso, si tagliò un dito, e il sangue cadde sulla neve: –Ah, se potessi avere un bambino, rosso come il sangue e bianco come la neve! – Disse la donna sospirando. Passarono i mesi e alla settima luna raccolse alcune bacche del ginepro, le mangiò e si fece triste e si ammalò; passò l’ottava luna, ed ella disse a suo marito: -Se dovessi morire, marito mio, voglio che mi seppellisca sotto il ginepro-. […]


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I quattro fratelli ingegnosi. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un pover’uomo che aveva quattro figli; quando furono cresciuti disse loro: -Cari figlioli, ora dovete andarvene per il mondo, io non ho nulla da darvi; mettetevi in cammino e andate in terra straniera, imparate un mestiere e cercate di industriarvi-. I quattro fratelli presero così il bastone del viandante, dissero addio al padre e lasciarono insieme la città. Quand’ebbero fatto un tratto di strada, giunsero a un crocicchio che portava in quattro paesi diversi. Il maggiore allora disse: -Dobbiamo separarci, ma fra quattro anni esatti ci ritroveremo qui e, nel frattempo, tenteremo di far fortuna-.

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C’è differenza. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era il mese di maggio, il vento soffiava ancora freddo; ma c’era già la primavera, così dicevano cespugli e alberi, campi e prati; comparivano fiori dappertutto, anche sulla siepe, e lì la primavera parlava di sé, e parlava da un piccolo melo, il cui tronco si assottigliava in un unico ramo; ma così fresco così fiorito, ricoperto di sottili gemme di color rosso pallido che stavano per sbocciare; lui stesso sapeva bene quanto fosse bello, perché lo sa la linfa quanto il sangue, e per questo non si meravigliò quando una carrozza signorile si fermò sulla strada davanti a lui e la giovane contessa esclamò che quel ramo di melo era la cosa più graziosa del mondo, e che era la primavera stessa nella sua più bella incarnazione. Il ramo venne spezzato e lei lo tenne tra le mani delicate proteggendolo dal sole col parasole di seta.

 

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Lo Gnomo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re molto molto ricco che aveva tre figlie; esse andavano tutti i giorni a passeggio nel giardino del castello. Il re aveva una gran passione per tutti gli alberi belli, e uno gli piaceva in particolare, tanto che, se qualcuno ne coglieva una mela, egli lo malediva, che potesse sprofondare cento braccia sotto terra. Quando venne l’autunno, le mele sull’albero divennero rosse come sangue. Le tre fanciulle andavano tutti i giorni sotto l’albero e guardavano se il vento non avesse per caso buttato a terra qualche mela, ma non ne trovavano mai. L’albero era così carico di frutti che sembrava dovesse spezzarsi, e i rami pendevano fino a terra. […]


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L’osso che canta. Una fiaba dei fratelli Grimm

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 * dai 7 anni in su

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In una gran foresta si aggirava un cinghiale che sconvolgeva campi, uccideva il bestiame e azzannava e sbranava gli uomini. Nessuno si avventurava più nei pressi del bosco, poiché‚ l’animale era diventato un vero flagello per il paese. Il re promise una ricompensa a chi sarebbe riuscito a catturarlo o ucciderlo, ma tutti coloro quelli che ci provarono morirono miseramente, sicché‚ più nessuno aveva coraggio di accettare l’impresa. Infine il re rese noto che colui che avesse abbattuto il cinghiale avrebbe avuto la sua unica figlia in sposa. Ed ecco che da tutto il regno si fecero avanti solo due fratelli, figli di un pover’uomo: il maggiore era astuto e superbo; il minore, era innocente e sciocco, per il troppo buon cuore. Il re li fece entrare nel bosco da due punti diversi, dai quali essi dovevano tentare la loro fortuna. […]


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L’acciarino magico. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un soldato marciava allegramente verso il suo villaggio: uno, due! Uno, due! Con lo zaino in spalla e la sciabola al fianco, ritornava dalla guerra. Improvvisamente incontrò una strega molto vecchia e brutta. – Buongiorno, soldato, hai una bella sciabola, ma il tuo zaino sembra vuoto. Ti piacerebbe possedere molti soldi? – Si, certo. – Bene, allora scendi nel tronco cavo di questo albero. Prima però ti attaccherò una corda intorno alla vita, per farti poi risalire quando me lo chiederai. – Che cosa troverò in questo grosso albero? […]


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Le tre filatrici. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una ragazza pigra che non voleva filare; la madre poteva dire qualunque cosa, ma non riusciva a persuaderla. Un giorno la madre andò in collera e le scappò la pazienza, cosicché‚ la picchiò, ed ella incominciò a piangere forte. In quel momento passava di lì la regina, e quando sentì piangere fece fermare la carrozza, entrò in casa e domandò alla madre perché‚ picchiasse sua figlia, dato che si sentivano le grida da fuori.


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La pagliuzza, il carbone e il fagiolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In un villaggio abitava una povera vecchia che aveva raccolto un piatto di fagioli e voleva cuocerli. Preparò il fuoco nel camino, e perché bruciasse più in fretta l’accese con una manciata di paglia. Mentre versava i fagiuoli nella pentola, gliene sfuggì distrattamente uno, che cadde a terra accanto a una pagliuzza; e subito un pezzetto di carbone ardente saltò anch’esso dal focolare e si mise accanto a loro. Allora la pagliuzza disse: “Carissimi amici, da dove venite?” Rispose il carbone: “Acciderbolone, io che son carbone, per una gran fortuna sono fuggito dal fuoco, e se non ci fossi riuscito a viva forza, sarebbe stata morte sicura e terribile perché sarei stato incenerito.” Disse il fagiuolo: “Acciderbuolo, io che son fagiuolo, pure l’ho scampata bella bella, ma se la vecchia mi avesse messo in pentola, sarei stato ridotto in pappa pappetta e senza pietà, come i miei compagni, ecco. […]


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Il grano saraceno. Una fiaba di Hans Christian Andersen

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Molto spesso capita che, se si passeggia dopo un temporale in un campo dove cresce il grano saraceno, si scopra che questo è diventato tutto nero e bruciacchiato; come se una fiamma vi fosse passata sopra, il contadino infatti dice: “È stato colpito dal fulmine!” ma perché è stato colpito? Ora vi racconterò quello che un passerotto mi ha detto una volta, e il passerotto lo ha sentito da un vecchio salice che si trova ancora oggi proprio vicino a un campo di grano saraceno. […]


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Le nozze celesti. Una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta, in chiesa, un povero contadinello udì il parroco che diceva: -Chi vuole arrivare nel regno dei cieli, deve sempre andare diritto-. Allora egli si mise in cammino e andò sempre diritto, senza mai cambiare direzione, per monti e per valli. Alla fine la strada lo condusse in una grande città, dove proprio nel mezzo ci stava una chiesa, dentro la quale si stava celebrando la messa. Quando vide tutta quella magnificenza, egli credette di essere arrivato in cielo, si mise a sedere ed era tutto contento. […]


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L’ultimo sogno della vecchia quercia. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nel bosco in cima alla collina, verso la spiaggia aperta, si trovava una vecchissima quercia che aveva proprio trecentosessantacinque anni, ma questo lungo periodo di tempo corrisponde per la quercia a non più di altrettanti giorni per noi uomini; noi ci svegliamo al mattino, dormiamo di notte e facciamo i nostri sogni; per gli alberi è diverso: restano svegli per tre stagioni e solo d’inverno dormono, l’inverno è il loro periodo di riposo, è la loro notte dopo il lungo giorno che si chiama primavera, estate e autunno. […]


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L’ultima perla, una fiaba di Christian di Andersen

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Era una casa ricca, una casa felice. Tutti, padroni e domestici e amici di casa, erano contenti ed allegri. Quel giorno, un erede era nato — un figlio maschio; e mamma e bambino stavano benone. La lampada, nella bella camera da letto, era a mezza luce; pesanti tende di seta preziosa pendevano alle finestre, chiuse accuratamente; il tappeto era folto e morbido come il musco: tutto invitava al sonno, al riposo che ristora le forze. Nemmeno l’infermiera aveva saputo resistere all’invito, e infatti s’era addormentata: niente di male, del resto, poi che tutto andava per il meglio, e tutto era contentezza. Lo Spirito ch’era a guardia della casa stava a capo del letto. Sopra il bambino, che riposava sul petto della mamma, era stesa come una rete di stelle scintillanti, — una magnificenza: ciascuna era una perla della felicità. Tutte le buone fate della vita avevano portato il loro dono al neonato; qui brillava la salute, lì la gioia, la ricchezza, l’amore; tutto, in somma, quel che di meglio possono desiderare gli uomini sulla terra. […]


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Il porcellino salvadanaio. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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C’erano molti giocattoli nella stanza dei bambini; in cima all’armadio si trovava il salvadanaio di terracotta, a forma di porcellino. Aveva naturalmente una fessura sulla schiena e questa era stata allargata con un coltello in modo che ci passassero anche le monete d’argento: ce n’erano già due, oltre a molte altre monetine. Il porcellino salvadanaio era così pieno che non tintinnava più, e questo è il massimo a cui un porcellino salvadanaio possa aspirare.


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L’elfo della rosa. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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In mezzo a un giardino cresceva un rosaio pieno di rose, e in una di esse, la più bella di tutte, abitava un elfo. Era così minuscolo che nessun occhio umano poteva vederlo, aveva una camera da letto dietro a ogni petalo, ed era così ben fatto e grazioso che nessun bambino avrebbe potuto superarlo; le ali gli andavano dalle spalle sino ai piedi. Che profumo nelle sue stanze e come erano luminose e belle le pareti! (ovvero i petali di rosa).


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Gianni si sposa. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un contadinello di nome Gianni. Suo cugino avrebbe voluto trovargli una moglie ricca, perciò un giorno lo mise a sedere dietro la stufa e fece accendere un bel fuoco. Poi prese una caraffa piena di latte e un bel po’ di pane bianco, gli diede un soldo luccicante e nuovo di zecca e disse: -Gianni, tieni stretto il soldo, e il pane inzuppalo nel latte; e stai seduto qui senza muoverti finché‚ torno-. -Sì, lo farò- rispose Gianni. Il cugino infilò un paio di vecchi calzoni rattoppati, andò nel villaggio vicino, dalla figlia di un ricco contadino, e disse: -Non vorreste sposare mio cugino Gianni? Vi prendereste un uomo valido e capace che vi piacerà-. Il padre, avaro, domandò: -Come sta a quattrini? Ha di che bollire in pentola?-. […]


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Il principe cattivo. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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C’era una volta un principe cattivo e superbo, il cui unico pensiero era di vincere tutti i paesi del mondo e seminare lo spavento con il suo solo nome; avanzava col ferro e col fuoco; i suoi soldati uccidevano chiunque incontrassero nel loro cammino. Calpestavano il grano dei campi e incendiavano le case dei contadini, ogni cosa bruciava. Molte povere madri si nascondevano con i loro figli nudi al seno dietro le mura fumanti, i soldati le cercavano e quando le trovavano coi bambini, si scatenava la loro malvagità diabolica; gli spiriti cattivi non avrebbero potuto comportarsi peggio! […]


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L’allodola che canta e saltella. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo che si preparava a partire per un lungo viaggio e, nel prender commiato dalle sue tre figlie, chiese loro che cosa avrebbero voluto ricevere in dono. La prima voleva delle perle, la seconda diamanti, mentre la terza disse: “Caro babbo, desidero un’allodola che canta e saltella.” Il padre disse: “Sì, se riesco a prenderla l’avrai.” Le baciò tutt’e tre e partì. Quando fu tempo di ritornare a casa, aveva comprato perle e diamanti per le due maggiori, per la minore invece non era riuscito a trovare l’allodola che canta e saltella, benché‚ l’avesse cercata ovunque; e ciò gli dispiaceva perché‚ la figlia più piccola era la sua prediletta. […]


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I figli d’oro. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un pover’uomo e una povera donna, che possedevano solamente una piccola capanna, si cibavano di pesce e vivevano alla giornata. Ma un giorno, mentre l’uomo sedeva vicino all’acqua a gettare la sua rete, gli accadde di pescare un pesce che era tutto d’oro. E mentre lo contemplava, pieno di meraviglia, il pesce si mise a parlare e disse: -Ascolta, pescatore, se mi ributti in acqua, trasformerò la tua capanna in uno splendido castello-. Il pescatore rispose: -Che cosa me ne faccio di un castello se non ho niente da mangiare?-. […]


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Il Re generoso Bazza di Tordo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Un re aveva una figlia di straordinaria bellezza, ma, ahimè ella era altezzosa e sdegnosa, cosicché nessun pretendente le pareva degno di lei. Una volta il re ordinò una gran festa e invitò quanti desiderassero ammogliarsi. I pretendenti furono messi in fila secondo il grado e la carriera: prima i re, poi i duchi, i principi, i conti e i baroni, e infine i nobili. La principessa fu condotta fra di loro, ma a ciascuno trovava qualcosa da ridire: e questo era troppo grasso? – Che botte di vino!- Esclamava. E quello era troppo lungo: -Lungo, lungo, alto fin là, bella andatura proprio non ha!-; e il terzo era troppo piccolo: – Così grasso e piccolino, sembra proprio un maialino!-; il quarto troppo pallido: -bianco cera come la morte!-; il quinto troppo rosso: – Che pare un tacchino!-. […]


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La sposa del leprotto. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta una donna che aveva una figlia e un bell’orto pieno di cavoli. D’inverno venne un leprotto grigio che si mangiava tutti i cavoli. Allora la donna disse alla figlia: -Figlia mia cara, va nell’orto, e scaccia il leprotto-. La fanciulla corse nell’orto e disse al leprotto grigio: -Ehi, leprotto grigio, vattene via, via. Non devi mangiare tutto il cavolo!-. Il leprotto grigio disse: -Vieni, fanciulla, vieni, siediti sul mio codino e ti porterò nella mia casetta, sarai felice-. La fanciulla non volle. […]


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La pastorella e lo spazzacamino. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Hai mai visto un armadio di legno, tanto vecchio e nero per il tempo passato, intagliato con ghirigori e foglioline? Beh, ce n’era uno così in un salotto. Era stato ereditato dalla bisnonna ed era intagliato da capo a piedi. Al centro dell’armadio stava scolpito un uomo intero, e era proprio un piacere guardarlo, e lui stesso pareva sorridesse. L’uomo intagliato aveva zampe di caprone, piccole corna sulla fronte e una lunga barba. I bambini di quella casa lo chiamavano sempre “sergente di legno testa di corna”. Stava lì, e guardava il tavolo sotto lo specchio, dove c’era una graziosa pastorella di porcellana, molto molto carina. Vicino a lei si trovava un piccolo spazzacamino, nero come il carbone, e pure lui fatto di porcellana. Egli stava vicinissimo alla pastorella, entrambi erano stati messi lì e si erano fidanzati. […]


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Babino, lo sciocco. Una fiaba di di Lev N. Tolstoj

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Un giorno, uno sciocco di nome Babino si mise in cammino per il mondo: voleva mostrare a tutti quant’egli fosse gentile. Cammina e cammina, trovò sulla sua strada una casa dove pareva non vivesse nessuno. Ma quando Babino guardò nella cantina vide alcuni diavoletti con i baffi ispidi e ritti, con gli occhiacci rossi pieni di fuoco, e con la testa deforme come una pera. Babino guardò meglio e vide i diavoletti che giocavano a carte e dadi, avevano delle manacce enormi con le lunghe dita ricurve. Babino li salutò: Dio vi aiuti, buona gente! Non l’avesse mai detto! I diavoletti restarono un po’, ma subito s’infuriarono, afferrarono Babino e lo pestarono forte. Quando lo videro più morto che vivo, i diavolacci lo lasciarono andare.


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Il bucaneve. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Era inverno, l’aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve. Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passò attraverso la neve fino al bulbo e busso. «Avanti!» disse il fiore. «Non posso» rispose il raggio «non sono abbastanza forte per aprire, diventerò più forte in estate.» «Quando verrà l’estate?» chiese il fiore, e lo chiese di nuovo ogni volta che un raggio di sole arrivava laggiù. […]

La strega e la sorella del sole. Una fiaba di Aleksandr Nikolaevic Afanas’ev

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Vivevano un tempo, in un lontano reame, uno zar e una zarina che avevano un figlio, Ivan, muto dalla nascita. Aveva dodici anni quando un giorno andò nella stalla dal suo stalliere preferito. Questo stalliere gli raccontava sempre le fiabe e anche quella volta il principe Ivan era andato da lui per sentirne una, ma udì ben altro. – Principe Ivan! ­ disse lo stalliere – Tua madre darà presto alla luce una figlia, che sarà una terribile strega e divorerà padre, madre e tutti i sudditi. Perciò va, chiedi a tuo padre il suo cavallo migliore, come se volessi cavalcare un po’, e vattene via di qui se vuoi salvarli da tanta sciagura. […]

I tre anelli, una fiaba di Luigi Capuana

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un sarto che aveva tre figliuole, una più bella dell’altra. Sua moglie era morta da un pezzo, e lui si stillava il cervello per riuscire a maritarle. Le ragazze non avevano dote, e senza dote un marito è un po’ difficile da trovarsi. Un giorno questo povero padre pensò d’andarsene in una pianura e chiamare la signora Sorte: – Signora Sorte, signora Sorte! Gli apparve una vecchia, con la rocca e col fuso: – Ohè, che c’è, tu mi chiami, ma perché? – Ti ho chiamata per le mie figliuole. – Portale qui ad una ad una; si sceglieranno la sorte colle loro mani. […]

L’incantesimo della sorgente. Una fiaba Polacca

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Adattamento e messa in voce di Gaetano

Tutt’intorno al giardino c’era una siepe di noccioli e poco più fuori si trovavano prati e campi con mucche e pecore, ma in mezzo al giardino c’era un rosaio in fiore sotto il quale si trovava una lumaca che poteva dire di avere davvero molto nel suo guscio, poiché aveva tutta se stessa. «Aspetta che venga il mio tempo!» diceva «farò qualcosa di più che non mettere rose o portare noci o dare latte come fanno le mucche e le pecore!» «Mi aspetto proprio molto da lei!» rispose il rosaio. «Posso chiederle quando sarà?» «Mi dia tempo» ribatté la lumaca. «Lei ha troppa fretta! e non si gusta l’attesa.» […]

La lumaca e il rosaio. Una fiaba di Hans Chistian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tutt’intorno al giardino c’era una siepe di noccioli e poco più fuori si trovavano prati e campi con mucche e pecore, ma in mezzo al giardino c’era un rosaio in fiore sotto il quale si trovava una lumaca che poteva dire di avere davvero molto nel suo guscio, poiché aveva tutta se stessa. «Aspetta che venga il mio tempo!» diceva «farò qualcosa di più che non mettere rose o portare noci o dare latte come fanno le mucche e le pecore!» «Mi aspetto proprio molto da lei!» rispose il rosaio. «Posso chiederle quando sarà?» «Mi dia tempo» ribatté la lumaca. «Lei ha troppa fretta! e non si gusta l’attesa.» […]

I fiori della piccola Ida. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“I miei poveri fiori sono tutti morti!” disse la piccola Ida. “Erano così belli ieri sera, e ora sono tutti appassiti! Perché è successo?” chiese allo studente, che sedeva sul divano. Lei gli era molto affezionata, perché sapeva raccontare le storie più belle e sapeva ritagliare figurine di carta molto divertenti: cuori che contenevano damine che danzavano, fiori e grandi castelli, le cui porte si potevano aprire; era proprio uno studente simpatico! “Perché i fiori sono così brutti oggi?” gli chiese nuovamente, e gli mostrò un mazzo che era tutto appassito. “Oh, sai che cos’hanno?” disse lo studente. “I fiori sono stati a ballare questa notte e per questo ora hanno la testa che ciondola.” […]

Storia di un cavallo incantato. Una fiaba Araba. Da Le mille e una notte

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Durante la festa del Novruz, il capodanno che si celebra in tutta La Persia nel periodo della primavera, dopo che i più abili e i più ingegnosi del paese ebbero offerto al re e a tutta la corte il divertimento dei loro spettacoli, un Indiano si presentò al cospetto del sovrano spingendo un cavallo riccamente bardato e imitato con tanta arte che, vedendolo, lo si sarebbe in un primo momento scambiato per vero. L’Indiano si inchinò davanti al trono e, rialzandosi, disse: – Sire, sebbene io mi presenti per ultimo a Vostra Maestà, posso tuttavia assicurarvi che non avete visto nulla di così meraviglioso né di così sorprendente come il cavallo che vi sto mostrando. – In questo animale – gli rispose il re – non vedo altro che l’ingegnosità dell’artigiano nel dargli il più possibile un aspetto naturale. […]

La pulce e il professore. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era un aeronauta a cui andò male: il pallone si ruppe, e l’uomo saltò giù ma finì a pezzi. Il suo figliolo era riuscito a gettarsi giù due minuti prima con il paracadute, e questa era stata la sua fortuna. Non subì danni e se ne andò in giro; sarebbe stato un esperto aeronauta, ma non aveva pallone e neppure i mezzi per procurarsene uno. Doveva comunque vivere, così imparò l’arte dei giochi di prestigio, e a parlare con lo stomaco, vale a dire a essere ventriloquo. Era giovane e era bello, e quando gli crebbe la barba e ebbe bei vestiti, venne scambiato per un giovane conte. Le signore lo trovavano gradevole, e una signorina rimase così affascinata dalla sua bellezza e dalla sua abilità di prestigiatore che lo seguì per città e paesi stranieri; lui si faceva chiamare professore, non poteva certo essere nulla di meno. Il suo pensiero fisso era di ottenere una mongolfiera e alzarsi nell’aria con la sua mogliettina, ma ancora non ne avevano i mezzi.

Cuore affranto, cuore di dolore. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In realtà questa che scopriremo adesso è una storia in due parti; la prima potremmo benissimo non raccontarla, ma essa ci svela i precedenti, e questi sono sempre utili. Soggiornavamo in un castello nell’interno del paese, quando accadde che i proprietari restarono misteriosamente assenti per un giorno. Giunse dalla cittadina più vicina una donna col suo cagnolino, perché voleva, come disse lei stessa, che qualcuno comprasse delle una parte della sua conceria. Aveva con sé i documenti e noi le consigliammo di metterli in una busta e di scriverci sopra l’indirizzo del proprietario del castello: “Commissario generale di guerra, cavaliere, ecc..” […]


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I tre uccelli. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Più di mille anni fa nel nostro paese c’erano tanti piccoli re, e uno di essi abitava sul monte dei monti e gli piaceva molto andare a caccia. Una volta, mentre usciva dal castello con i suoi cacciatori, ai piedi del monte c’erano tre fanciulle che custodivano le mucche; e quando videro il re con tutta quella gente, la maggiore gridò alle altre due, indicando il re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-. La seconda rispose, dall’altra parte del monte, indicando la persona che si trovava alla destra del re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-. Allora la più giovane gridò, indicando la persona che si trovava alla sinistra del re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-.


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Il farfallone. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un farfallone che voleva una fidanzata. E naturalmente doveva essere un grazioso fiorellino. Guardò tutti i fiori, ciascuno se ne stava tranquillo e piegato sul proprio stelo, come una signorina deve stare quando non è ancora fidanzata. E ce n’erano tanti tra cui scegliere, ed era difficile, e il farfallone non aveva voglia di stare a cercare; così volò dalla margheritina.

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Il dottor Sotutto. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un povero contadino chiamato Gambero, che aveva portato con due buoi un carico di legna in città e l’aveva venduta per due scudi a un dottore. Mentre veniva pagato il dottore sedeva a tavola, e il contadino vide che mangiava e beveva così bene che c’era da lasciarci il cuore, e avrebbe fatto volentieri il dottore anche lui. Così rimase là ancora un pochino e poi chiese se anche lui poteva diventarlo. -Oh, sì!- rispose il dottore -è presto fatto. […]

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La volpe e il cavallo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un contadino aveva un cavallo fedele che era diventato vecchio e non poteva più servirlo; perciò il padrone non voleva più mantenerlo e gli disse: -Ormai non mi puoi più essere utile, ma se hai ancora tanta forza da portami qui un leone, ti terrò: adesso però vattene dalla mia stalla- e lo scacciò in aperta campagna. Il cavallo era triste e se ne andò verso il bosco, per cercare riparo dalla pioggia. E incontrò la volpe che gli disse: -Perché‚ te ne vai in giro da solo con la testa bassa?-.

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Le cicogne, una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Sull’ultima casa di un villaggio si trovava un nido di cicogne. Mamma cicogna se ne stava nel nido con i suoi quattro cicognini, i quali si affacciavano con i loro piccoli becchi neri, che poi sarebbero diventati rossi. Poco lontano dal nido, sempre sul tetto, stava, dritto e immobile, papà cicogna, il quale aveva sollevato una zampa, per stare un po’ scomodo dato che stava di guardia. Sembrava scolpito nel legno, tanto era immobile, “È molto elegante che mia moglie abbia una sentinella vicino al nido!” pensava “e non possono sapere che sono suo marito, credono sul serio che sia stato ingaggiato per stare qui. Fa proprio una bella impressione!” e intanto continuava a stare lì su una zampa sola.

 

 

Le arance d’oro. Una fiaba di Luigi Capuana

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si racconta che c’era una volta un Re, il quale aveva dietro il palazzo reale un magnifico giardino. Tanti erano gli alberi di questo giardino, ma il più raro e il più pregiato, era quello che faceva le arance d’oro. Quando arrivava la stagione delle arance, il Re vi metteva a guardia una sentinella, notte e giorno; e tutte le mattine scendeva lui stesso a osservare coi suoi occhi se mai ne mancasse qualcuna, persino le foglie contava. Una mattina il re va in giardino, e trova la sentinella addormentata. Guarda l’albero… Le arance d’oro non c’erano più! – Sentinella sciagurata, pagherai colla tua testa. […]

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La figlia furba del contadino. Una fiba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un povero contadino. Non possedeva terre, ma aveva comunque una piccola casetta, e una figlia. Un giorno la figlia disse: “Babbo mio, siam troppo poverelli, dovremmo pregare il re di darci un pezzetto di terra.” Il re era venuto a sapere della loro povertà e regalò loro un pezzetto di terra fertile e prosperosa. Il padre e la fanciulla ringraziarono il re e cominciarono subito a coltivare la terra. Iniziarono con il frumento e quando ebbero zappato quasi tutto il campo, trovarono nella terra un mortaio d’oro puro. “Senti” disse il padre alla fanciulla “dato che il nostro re è stato così generoso e ci ha regalato il campo dobbiamo dargli il mortaio.” Ma la figlia non era d’accordo e disse: “Babbo, ma il re ha tutto l’oro che vuole, e se abbiamo il mortaio ma non il pestello, proviamo cercare anche il pestello e non diciamo nulla.”

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La nonna. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La nonna è molto vecchia, ha tante tante rughe e i capelli tutti bianchi; ma gli occhi brillano ancora come due stelle; anzi, son più belli, delle stelle, e così dolci, così affettuosi, che il guardare in fondo ad essi fa bene all’anima. E la nonna sa anche le storie più curiose. Ha un vestito a grandi fiori, di una stoffa di seta così pesante, che accompagna ogni movimento con un fruscìo. La nonna sa tante cose, perché è vissuta un bel po’ prima che il babbo e la mamma fossero al mondo. La nonna ha un libro antico di preghiere con certi grandi fermagli d’argento, e legge spesso nel libro. Tra le pagine, c’è una rosa, schiacciata e secca; non è così bella come le rose che le stanno dinanzi, nel vaso; e pure essa le sorride più affettuosamente che a quelle, e, tal volta, sì, le vengono anche le lacrime agli occhi.

 

Il cane e il passero, una fiaba dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un mastino aveva un cattivo padrone che gli faceva patire la fame. Quando non ne poté più, se ne andò via tutto triste. Per strada incontrò un passero che gli disse: “Fratello cane, perché‚ sei così triste?” – “Eh, ho tanta fame, e non ho niente da mangiare.” Allora il passero disse: “Caro fratello, vieni con me in città: ti sfamerò io.” Così andarono insieme in città e quando giunsero davanti a una macelleria, il passero disse al cane: “Fermati qui, ti butterò giù un pezzo di carne.” Si posò sul banco, si guardò intorno e a forza di beccate e di strattoni riuscì a far cadere un pezzo carne che si trovava sull’orlo. Il cane lo acchiappò, corse in un angolo e lo divorò.


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Comare lupa e comare volpe. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una lupa mise al mondo un lupacchiotto e invitò la comare volpe a fare da madrina. -E’ nostra parente stretta- disse -è astuta e ha molto giudizio: potrà addestrare il mio figlioletto e aiutarlo a farsi strada nel mondo.- La comare volpe fu molto onorata per l’invito e disse: – Vi ringrazio per l’omaggio che mi fate, comare lupa; io mi comporterò in modo da contentarvi-. Durante il banchetto la comare volpe mangiò quanto più potè, divertendosi allegramente, e poi disse: – Cara comare lupa, è nostro dovere provvedere al piccolo lupacchiotto; dovete nutrirvi bene perché‚ si irrobustisca. Conosco un ovile dove sarà facile prenderci un bel bocconcino-. L’idea piacque tanto alla comare lupa, e si avvicinò all’ovile con la comare volpe. Questa le mostrò l’ovile di lontano e disse: – Da quella parte potrete intrufolarvi dentro inosservata; nel frattempo voglio guardarmi un po’ attorno da quest’altra, per vedere di acchiappare un pollastrello-. […]

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Rime di Favole. Di Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Settimo Bastimento 07

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Traduzione di Emilio De Marchi
Messa in voce di Gaetano Marino

Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


BASTIMENTI
RIME DI FAVOLE
PRIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SECONDO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
TERZO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUARTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUINTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SESTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SETTIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Sesto Bastimento 06

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Traduzione di Emilio De Marchi
Messa in voce di Gaetano Marino

Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


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RIME DI FAVOLE
PRIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SECONDO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
TERZO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUARTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUINTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SESTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SETTIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Quinto Bastimento 05

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Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


BASTIMENTI
RIME DI FAVOLE
PRIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SECONDO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
TERZO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUARTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUINTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SESTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SETTIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
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Il Trombotto e l’Upupa. Una fiaba dei fratelli Grimm

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“Dove preferite pascolare la vostra mandria?,” chiese un tale ad un bovaro. “Qui, signore, dove l’erba non è né troppo grassa né troppo magra, altrimenti non fa bene.” – “Perché?,” chiese il signore. “Sentite quel grido roco che viene dal prato?,” rispose il pastore, “è il trombotto. Una volta era un pastore, così pure l’upupa. Voglio raccontarvi la loro storia.”[…]

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Il lupo e l’uomo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta una volpe raccontò al lupo quanto l’uomo fosse forte: nessuna bestia poteva resistergli, e dovevano adoperare l’astuzia per salvarsi da lui. Il lupo rispose: -Però, se mi capitasse di vederne uno, gli salterei addosso-. -Posso aiutarti io- disse la volpe -vieni da me domani mattina presto, e te ne mostrerò uno.-

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La leggenda dell’Etna

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In quel tempo le montagne della Sicilia, insieme ai popoli e ai giganti, erano sotto il dominio di Encelado. Un gigante più gigante di tutti. Feroce e invincibile. Encelado aveva dimora in una delle montagne più alte dell’isola: l’Etna. Encelado puzzava di zolfo. Aveva mani enormi quanto le montagne. La sua barba era ispida, mal curata e nido di serpi. Il corpo suo s’era ricoperto d’una selva oscura di peli, che parevano un cespuglio di rovi. Le sopracciglia erano folte quanto una foresta tropicale, ed infine la sua bocca era slabbrata e sproporzionata, simile ad un forno.


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Il vecchio compare Ildebrando. Una fiaba dei fratelli Grimm

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* dai 9 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un contadino che si chiamava pinopino e una contadina che si chiamava pinapina; per la contadina il parroco del villaggio, che si chiamava don pippino, aveva un debole e desiderava trascorrere tutta una giornata da solo con lei a spassarsela; e la cosa piaceva anche a lei. Allora un giorno egli le disse: -Mia cara Pinapina, mi è venuta un’idea, per poter finalmente trascorrere insieme un’intera giornata e divertirci. Sapete? Mercoledì vi mettete a letto e dite a vostro marito che siete ammalata, e vi lamentate e gemete per bene e continuate così fino a domenica, quando io faccio la predica. E io dirò che se qualcuno ha in casa un bambino ammalato, un marito ammalato, una moglie ammalata, un padre ammalato, una madre ammalata, una sorella ammalata, un fratello o chicchessia, e si reca in pellegrinaggio al monte Gallegallicchio, in Italia, guarisce all’istante-. […]

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Quarto Bastimento 04

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Traduzione di Emilio De Marchi
Messa in voce di Gaetano Marino

Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


BASTIMENTI
RIME DI FAVOLE
PRIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SECONDO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
TERZO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUARTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUINTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SESTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SETTIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Terzo Bastimento 03

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Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


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PRIMO BASTIMENTO
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SECONDO BASTIMENTO
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RIME DI FAVOLE
QUARTO BASTIMENTO
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RIME DI FAVOLE
SESTO BASTIMENTO
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RIME DI FAVOLE
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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Secondo Bastimento 02

Traduzione di Emilio De Marchi
Messa in voce di Gaetano Marino

Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


BASTIMENTI
RIME DI FAVOLE
PRIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SECONDO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
TERZO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUARTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUINTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SESTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SETTIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine

Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Primo Bastimento 01

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Traduzione di Emilio De Marchi
Messa in voce di Gaetano Marino

Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


BASTIMENTI
RIME DI FAVOLE
PRIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SECONDO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
TERZO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUARTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
QUINTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SESTO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
SETTIMO BASTIMENTO
Jean De La Fontaine

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Storia di un piccolo grande cavallo di legno. La guerra di Troia. L’ultima battaglia. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] In una delle tante di queste giornate, d’improvviso, il generale greco, il re di Itaca, Ulisse, conosciuto uomo astuto e sapiente, ebbe un’idea straordinaria. Accadde mentre attraversava pensieroso il campo greco, al primo mattino, in attesa dell’inutile battaglia del giorno. Egli vide alcuni bambini, figli di soldati, che giocavano con alcuni balocchi. Uno di questi era un cavalluccio di legno, uno dei tanti, che i fanciulli si portavano in giro, adagiati su delle ruote di legno. Vi trasportavano dentro pure qualche pietruzza colorata, come fosse un tesoro. Avevano, infatti, scavato all’interno del cavalluccio di legno, proprio nel ventre, un foro ben nascosto, dove deposero i loro segreti tesori. […]


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Apollo e i suoi amori impossibili. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Apollo non era un dio senza cuore. Ma venne pure per lui il tempo d’amare. E fu un tempo parecchio difficile, perché alcuni suoi amori furono orchestrati dal dio Heros, il quale aveva parecchie vendette da consumare, proprio contro, Apollo. Heros, sappiamo, aveva il potere dell’amore, o meglio degli innamoramenti, e con le sue frecce stabiliva quali tremendi turbamenti il cuore degli dei e degli uomini dovesse subire. Ed era il turbamento dell’amore corrisposto o dell’amore negato. Chi s’intende d’amore sa quanto fosse un grande potere. Perché esso non mette in gioco la forza o l’astuzia o la prepotenza, ma, al contrario, oppone ad essi la forza dell’amore; che è una forza che non uccide, non ferisce come può un’arma, o un veleno. […]

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Orfeo e la sua Euridice. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Al giovane fu data in sposa la splendida ninfa Euridice ed Orfeo l’amava talmente tanto che nessuna felicità poteva paragonarsi a quella dei due giovani sposi di Tracia. Ma un giorno che la ninfa correva spensierata per la campagna, una vipera nascosta nell’erba, la morse e la povera Euridice morì , uccisa dal veleno del serpente. Inutilmente Orfeo cercò di placare il suo immenso dolore, errando per i boschi e per le montagne con la sola compagnia della sua lira; nulla poteva fargli dimenticare il volto dolcissimo della sua amata sposa. Egli volle allora andarla a cercare nelle oscure caverne dei Morti. […]


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Perseo e il mostro Medusa. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] E sfidò Perseo a superare la prova più difficile che si potesse immaginare. «Ti sfido a portarmi la testa di Medusa» disse al giovane. Un tempo Medusa era stata una ragazza molto bella, ma tanto superba da raccontare in giro che nemmeno le dee dell’Olimpo erano belle come lei. Gli dèi l’avevano sentita e per punirla l’avevano trasformata in una Gorgone, un mostro con serpenti al posto dei capelli e uno sguardo mortale: chi la guardava diventava di pietra. Perseo cadde nella trappola del re: «Parto subito!» gridò. […]


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Ade, il dio degli inferi, prende moglie – Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Allora Ade decise di salire sulla Terra e di non tornare nel proprio regno fino a quando non avesse trovato una degna compagna. Durante il suo girovagare nel Regno dei Vivi, giunse nella Sicilia orientale. Entrò in un boschetto e sentì delle risate; scrutò verso il torrente, che scorreva nella valle sottostante e vide un gruppo di bellissime fanciulle che giocavano in acqua. […]


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Cassandra, principessa inascoltata – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si sentiva bruciare. Diventò Una fiamma altissima e Cassandra fece un passo indietro, spaventata.
– Avrai il Dono della profezia, ma non ti servirà a nulla, perché… –
Una folgore si abbatté sulla terrazza.
– NESSUNO… MAI… ti crederà,- scandì il dio – Questa sarà la punizione per aver tradito la parole data! –
Una pioggia pungente iniziò a scendere dal cielo, ma nessuno dei due sembrava accorgersene.
– Invece che come grande sacerdotessa, verrai ricordata solo come una povera pazza!
Il calore he emanava dal suo corpo era insopportabile e Cassandra si coprì il viso con il braccio. Quando si decise a toglierlo, Apollo era scomparso.
Cassandra si guardò intorno come se vedesse quel luogo per la prima volta. Improvvisamente, tutto le era chiaro: Troia sarebbe stata distrutta dagli Achei!
Si mise a correre come una forsennata verso gli appartamenti reali.
– Padre! Madre! – gridava. Cadde, si rialzò, chiamando a gran voce tutto il palazzo.
– Svegliatevi! Ascoltatemi! Troia sarà rasa al suolo!
Ma nessuno l’ascoltò.


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Teseo, Arianna, e un filo – Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re di nome Minosse, che regnava sull’isola di Creta. Il re aveva un figlio di nome Androgeo e una figlia di nome Arianna. Androgeo. Già a quel tempo ogni quattro anni si svolgevano i giochi olimpici: Androgeo ottenne dal padre il permesso di parteciparvi. Poiché era giovane, forte e coraggioso, abilissimo in tutti gli sport, vinse tutte le gare. In questo modo si attirò l’invidia e la geosia dei giovani atleti ateniesi, e un brutto giorno…[…]


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Narciso, storia di un fanciullo che amava troppo se stesso – Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Storia di un fanciullo che amava troppo se stesso…


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I tre capelli d’oro del diavolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. “Oh,” gli risposero, “è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re.” Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l’accettare e pensarono: E’ un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla. […]

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Dognipelo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Era ormai grande quando un giorno il re osservandola vide che somigliava in tutto alla moglie morta; allora egli provò un amore ardente per lei e disse ai consiglieri: -Voglio sposare mia figlia: è il ritratto di mia moglie morta, altrimenti non troverò altra sposa su questa terra-. All’udire queste parole, i consiglieri inorridirono e dissero: -Dio ha vietato che il padre sposi la figlia; dal peccato non può venire alcun bene-. Anche la fanciulla inorridì quando venne a conoscenza dell’intento del padre, ma sperava ancora di poterlo dissuadere. Così gli disse: -Prima di secondare il vostro desiderio, devo avere tre abiti: uno d’oro come il sole, l’altro d’argento come la luna, e il terzo splendente come le stelle; e inoltre voglio un mantello fatto con pellicce di ogni sorta, e ogni animale del vostro regno deve dare un pezzo della sua pelliccia-. […]

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Il gufo. Una fiaba dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Due o trecento anni fa, quando le persone erano ben lontane dall’essere così furbe e scaltre come sono ora, un evento straordinario ebbe luogo in una città del nord. Per qualche disgrazia uno dei grandi gufi, chiamati gufi cornuti, venne dai boschi vicini nel granaio di una delle case della città di notte-tempo. Quando però il giorno si faceva notte, il gufo, per paura degli altri uccelli, che gridavano terribilmente a loro volta per la paura che apparisse, non aveva il coraggio di avventurarsi di nuovo verso il suo nido. […]


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Il ricco e il povero. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nei tempi antichi, quando il buon Dio errava ancora sulla terra, fra gli uomini, una sera che era stanco gli accadde di essere sorpreso dalla notte prima di poter giungere a una locanda. Sul suo cammino, si trovavano due case, l’una di fronte all’altra: la prima era grande e bella, la seconda piccola e dall’aspetto misero. Quella grande apparteneva a un ricco, mentre la piccola a un pover’uomo. […]


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Il pastorello, una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un pastorello, famoso ovunque per le risposte sagge che dava a qualsiasi domanda. Ne sentì parlare anche il re di quel paese, ma non ci credette e lo fece chiamare. Gli disse:
“Se saprai rispondere a tre domande che ti farò, ti terrò come se fossi mio figlio e abiterai con me nel mio castello regale.”
Disse il fanciullo: “Quali sono le tre domande?”
Il re disse: “Questa è la prima: quante gocce d’acqua ci sono nel mare?”
Il pastorello rispose: “Maestà, fate chiudere tutti i fiumi della terra, in modo che non ne venga più neanche una gocciolina ch’io non abbia già contata, e vi dirò quante gocce ci sono nel mare.”

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Il giocatutto. Una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo che non faceva altro che giocare e, per questo, la gente lo chiamava il Giocatutto; e siccome non la smetteva davvero mai, aveva finito col perdere la casa e ogni avere. Ora, proprio il giorno prima che i creditori gli prendessero la casa, arrivarono Nostro Signore e san Pietro, e gli chiesero alloggio per quella notte. Il Giocatutto rispose: -Per me, potete rimanere questa notte; ma non posso darvi né letto né da mangiare-. Allora Nostro Signore disse che doveva soltanto dar loro ospitalità, a comprare qualcosa da mangiare ci avrebbero pensato loro; e il Giocatutto fu d’accordo. San Pietro gli diede tre soldi e gli disse di andare dal panettiere a prendere un pane. […]

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Agnellino e pesciolino. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era una volta un fratellino e una sorellina che si volevano molto bene. Ma la loro mamma era morta ed essi avevano una matrigna che li odiava e faceva loro, di nascosto, tutto il male che poteva. Un giorno essi giocavano con altri bambini su di un prato davanti a casa, e accanto al prato c’era uno stagno che arrivava a lambire un lato della casa. I bambini giocavano a rincorrersi, e ogni tanto riprendevano la conta:
“Lasciami, lasciami, ti lascerò,
all’uccellino io poi ti darò,
e lui la paglia mi cercherà,
che alla vacchina io poi darò,[…]

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La rapa, dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta due fratelli che erano entrambi soldati, ma uno era ricco e l’altro povero. Il povero, per superare la propria miseria, lasciò l’uniforme e si mise a fare il contadino. Dissodò e zappò il suo pezzetto di terra, e seminò delle rape. La semente germogliò e crebbe una rapa che diventò grande e florida. Ingrossava a vista d’occhio e non finiva mai di crescere, sicché‚ la si sarebbe potuta chiamare principessa delle rape; perché‚ mai se n’era vista una simile, né mai la si rivedrà. Finì coll’essere così grossa che occupava da sola un intero carro, e ci volevano due buoi per tirarla.


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La storia di Giasone e Medea, il vello d’oro – Mitologia

adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Medea prepara per Giasone un unguento magico che lo proteggerà dal fuoco sputate dai due tori e gli dona un rubino fatato, capace di proteggerlo dai guerrieri della seconda prova. Nonostante Giasone abbia superato le prove, Eeta rifiuta di cedere il Vello d’Oro, allora Giasone, sempre aiutato da Medea, addormenta il drago, messo a guardia del Vello, se ne impadronisce e torna con la nave verso Iolco con Medea. […]


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I tre linguaggi. Una fiaba dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta in Svizzera un vecchio conte che aveva un unico figlio, ma così stupido che non riusciva a imparare nulla. Allora il padre disse: -Ascolta, figlio mio, per quanto io faccia non riesco a cacciarti niente in testa. Devi andare via di qui, ci saranno altri maestri più capaci di me che sapranno fare ciò che io non ho saputo fare-. Il giovane fu così mandato in un’altra città e rimase presso un maestro per un intero anno. Trascorso questo periodo, tornò a casa e il padre gli chiese:
-Ebbene, che cosa hai imparato?- Il figlio rispose: -Babbo, ho imparato quello che dicono i cani-. -Oh Dio mi guardi! è tutto qui? Devi andare in un’altra città, da un altro maestro.-


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La storia di Filemone e Bauci, un amore indissolubile. Mitologia

adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Gli dei sommersero il paese e trasformarono la capanna in un sontuoso tempio; ai due vecchi poi concedettero l’esaudimento di un loro desiderio. Essi chiesero di essere i sacerdoti del tempio e di morire ad un tempo; e dopo molti anni furono trasformati in due alberi, una quercia e un tiglio, che a lungo stettero dinnanzi al tempio e furono oggetto di culto.[…]


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Il principe Demofonte, ad un passo dall’immortalità. Mitologia

Adattamento emessa in voce di Gaetano Marino

Demofoonte (o Demofonte; gr. Δημοϕόων) Mitico figlio di Celeo, re di Eleusi, e di Metanira. Secondo Omero, Demetra, grata per l’accoglienza avuta da Celeo, cominciò ad allevare D. per renderlo immortale, nutrendolo di ambrosia, alimentandolo con il suo soffio divino ed esponendolo di notte alla fiamma viva del fuoco. Metanira, ignara di ciò, avendo visto il figlio esposto al fuoco, interruppe l’operato della dea e impedì così la divinizzazione.

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Storia di Aracne, una fanciulla superba. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Geatno Marino

Aracne era una fanciulla famosa per la sua porpora. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice e ricamatrice in quanto le sue tele erano considerate un dono del cielo tanto erano piene di grazia e delicatezza e le persone arrivavano da ogni parte del regno per ammirarle. Aracne, orgogliosa della sua bravura, tanto che un giorno ebbe l’imprudenza di affermare che neanche l’abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei tanto che ebbe l’audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara. […]


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Ermes, e come liberò la principessa Io – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Come fare a liberare la povera Io ? Zeus chiamò in aiuto Ermes, l’astuto, che velocissimo volò a Nemèa, dove la giovenca era affidata ad Argo dai cento occhi. Il mostro dormiva con due occhi soltanto, mentre gli altri restavano aperti e vigili. Ermes, sedutosi accanto, cominciò a raccontargli un sacco di storie e pian piano anche gli altri occhi cominciarono a chiudersi… Poi suonò col flauto una nenia così lunga e dolce che Argo, per la prima volta, s’addormentò completamente. E fu allora che Ermes, sguainata la spada, gli tagliò d’un colpo solo la testa. “Scappa, Io, scappa !” […]


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Il fidanzato brigante. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un mugnaio che aveva una bella figlia; e quando fu in età da marito pensò: “Se si presenta un pretendente come si deve e me la chiede in moglie, gliela darò, in modo da sistemarla.” Ora avvenne che arrivò un pretendente che sembrava molto ricco; e il mugnaio, non trovando nulla da ridire, gli promise sua figlia. Ma la fanciulla non lo amava come si deve amare un fidanzato, e provava orrore in cuor suo ogni volta che lo guardava o che pensasse a lui. Un giorno egli le disse: -Sei la mia fidanzata e non vieni mai a trovarmi-. La fanciulla rispose: -Non so dov’è la vostra casa-. -La mia casa è la fuori, nel folto del bosco- rispose il fidanzato. Allora ella cercò delle scuse e disse: -Non riuscirò a trovare la strada-. Ma egli replicò: -Devi venire da me domenica prossima, ho già fatto degli inviti, e perché tu possa trovare la strada la cospargerò di cenere-. […]

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Il cavallo di Troia – Mitologia

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…]
Intanto, era notte buia, e un gran silenzio avvolgeva la città di Troia, che dormiva. La luna, era quasi una moneta d’argento che se ne stava sospessa lassù, in mezzo alla notte stellata. Nella piazza grande, d’improvviso una porticina si aprì nel ventre del cavallo di legno. Un uomo, il re Ulisse, si affacciò cauto. Subito un altro uomo comparve dal buio della piazza grande, era Sinone:  – Uscite, mio re Ulisse, dormono tutti! Dalla porticina scivolò srotolando a terra una scala di fune. Solida e compatta. […]

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Le rane chiedono un re, e altre favole di Esopo.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Elenco delle favole:

01 Le rane chiedono un re
02 Il nibbio che voleva nitrire
03 Il corvo malato
04 Il granchio e la volpe
05 Il pipistrello e le donnole
06 La volpe con la pancia piena
07 L’apicoltore
08 La volpe e la pantera
09 Il cinghiale, il cavallo e il cacciatore
10 La volpe, il leprottino e il rovo di spine
11 La zanzara e il leone
12 Il leone, il lupo e la volpe

Il fuoco che ringiovanisce, dei fratelli Grimm

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* dai 7 anni in su

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Al tempo in cui Nostro Signore girava ancora sulla terra, una sera si fermò con san Pietro da un fabbro, e fu bene accolto. Ora avvenne che entrò in quella casa un povero mendicante, oppresso dalla vecchiaia e dai malanni, e chiese la carità al fabbro. San Pietro ne ebbe pietà e disse: -Signore e Maestro, se non ti spiace, guariscilo dal suo male, perché‚ possa guadagnarsi il pane da s‚-. Il Signore disse dolcemente: -Fabbro, imprestami la tua fucina, e mettici del carbone: voglio ringiovanire il vecchio infermo-. Il fabbro era pronto, san Pietro tirò il mantice, e quando le fiamme divamparono belle alte, Nostro Signore prese il vecchietto e lo spinse nella fucina in mezzo al fuoco rosso, sicché‚ egli ardeva come un rosaio e lodava Iddio a gran voce. […]

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Il sale, bene più prezioso dell’oro. Una fiaba di di Božena Němcová

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Illustrazione di Stepan Zavrel

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re che aveva tre figlie che gli erano più care della vita stessa. Quando il suo capo si fece bianco come la neve e le forze cominciarono a venirgli meno, un pensiero gli tornava spesso alla mente: quale delle figlie sarebbe divenuta regina dopo la sua morte. Infine decise che avrebbe regnato quella che più lo amava. […]

 

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I fidanzati. Una fiaba di Hans Christian Andersen

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un trottolino e una pallina stavano in un cassetto insieme a altri giocattolini e il trottolino propose alla pallina: “Senti pallina bella perché non ci fidanziamo, dato che siamo insieme nel cassetto?” ma la palla che si credeva una signorina per bene non volle neppure rispondere. Il giorno dopo venne il bambino padroncino di quei giocattoli, prese il trottolino, lo dipinse di rosso e giallo e vi piantò nel mezzo un chiodo di ottone; ci stava proprio bene soprattutto quando girava. “Mi guardi!” disse il trottolino alla palla. “Che cosa ne dice adesso? non possiamo fidanzarci? Stiamo proprio bene insieme, lei salta e io danzo! nessuno potrebbe essere più felice di noi.”


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L’acqua della vita. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce d Gaetano Marino

C’era una volta un re che era ammalato, e più nessuno ormai credeva che potesse vivere ancora. I suoi tre figli, che erano molto addolorati, scesero a piangere nel giardino del castello. Là incontrarono un vecchio che domandò loro il perché‚ di tanto dolore. Gli raccontarono che il padre era così ammalato che presto sarebbe morto, poiché‚ nulla poteva giovargli. Il vecchio disse: -Io conosco un rimedio: l’acqua della vita; se la beve, guarirà. Ma, è difficile da trovare-. Il maggiore disse: -La troverò-.


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I tre fratelli, dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo che aveva tre figli e non possedeva altri beni che la casa in cui abitava. Ognuno dei figli avrebbe voluto avere la casa alla sua morte, ma egli li amava tutti allo stesso modo e non sapeva come fare per non fare torto a nessuno; venderla non voleva perché‚ era la casa dei suoi padri: altrimenti avrebbe diviso il denaro fra di loro. Finalmente gli venne un’idea e disse ai figli: -Andate in giro per il mondo e mettetevi alla prova; ognuno di voi impari un mestiere e, quando tornerete, chi farà il miglior capolavoro avrà la casa-. I figli furono d’accordo. Il maggiore volle fare il maniscalco, il secondo il barbiere e il terzo il maestro di scherma. Stabilirono quando sarebbero tornati tutti a casa e se ne andarono. Il caso volle che tutti e tre trovassero ottimi maestri, presso i quali impararono proprio bene. […]

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La principessa Atalanta – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Atalanta era figlia di Iaso, re dell’Arcadia, e di Climene. Suo padre desiderava per erede un maschio, per questo alla nascita della principessa Atalanta, e come succedeva spesso nell’antichità quando a venire al mondo fosse una femmina, egli la rifiutò, ordinando che la figlia venisse abbandonata sul monte Pelio. La dea Artemide inviò un’orsa, che si prese cura della neonata Atalanta, allattandola e allevandola. Qualche tempo dopo fu trovata da un gruppo di pastori, alcuni dicono che fossero dei cacciatori, che la adottarono. Ella rimase pura e portava con se sempre armi.  I centauri Ileo e Reco avevano tentato… […]


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Le favole di Fedro – 06

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

 LE FAVOLE DI FEDRO
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LE FAVOLE DI FEDRO 05
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Le favole di Fedro – 02

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Le favole di Fedro – 05

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