Tutti a casa di messere Babalucco. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta una gallinella che si chiamava Guendalina e un gallinello che si chiamava Gesualdigno. Un bel giorno di primavera, che ci stava un sole enorme e splendente, Guendalina e Gesualdigno decisero di fare un viaggio in carrozza. Così, Gallinello Gesualdigno decise di costruire una carrozza. Andò nel bosco per cercare del buon legno di faggiolo. Lo trovò, e con becco e artigli, lo segò, lo tagliò, lo intagliò, lo modellò, finché, insieme all’amico porcospino occhiofino, che era un buon costruttore di carrozze, fabbricò una magnifica carrozza. […]

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L’ago da rammendo. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un ago da rammendo, così delicato da credersi un ago da ricamo. “State attente a dove mi tenete!” disse l’ago da rammendo alle dita, che lo tiravano fuori dalla scatola. “Non mi perdete! Se cado sul pavimento, non sarete più capaci di ritrovarmi, tanto sono sottile.” “Questa poi!” dissero le dita e lo afferrarono per la vita. “Guardate: io arrivo col seguito!” esclamò l’ago da rammendo, tirando dietro di sé un lungo filo, che però non aveva il nodo. Le dita guidarono l’ago fino nella pantofola della cuoca dove la tomaia si era rotta e doveva essere ricucita. […]

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La palla di cristallo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in

C’era una volta una strega che aveva tre figli, i quali si amavano come fratelli; eppure, la vecchia non si fidava affatto di loro, e temeva ch’essi volessero rubarle tutto il potere. Così, trasformò il maggiore in un’aquila, e quello fu costretto a volare via sulle montagne rocciose, in mezzo alle quali lo si vedeva fare tante giravolte nel cielo. Il mezzano diventò una balena, e andò a vivere nel profondo del mare, e solo raramente lo si poteva vedere quando risaliva in superficie e spruzzava in aria una gran quantità d’acqua. Tutti e due tornavano umani solo per due ore al giorno. Il terzo fratello, che temeva di vedersi trasformato in una bestia feroce come, per esempio, un orso o un lupo, prese e fuggì via di nascosto. […]

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GianBabbeo. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In campagna c’era una fattoria dove abitava un fattore con due figli, con tanto cervello che anche la metà sarebbe bastata. Volevano chiedere in sposa la figlia del re e avrebbero osato farlo perché lei aveva fatto sapere che avrebbe sposato chi sapeva tenere meglio una conversazione. I due si prepararono per una settimana, il periodo più lungo concesso, ma per loro sufficiente perché avevano già un certa cultura il che tornò loro utile. Uno conosceva tutto il vocabolario latino e le ultime tre annate del giornale del paese che sapeva recitare da capo a fondo e viceversa, l’altro si era studiato tutti i regolamenti delle corporazioni d’arti e mestieri e aveva imparato tutto quello che deve sapere il decano di una corporazione, così pensava di potersi pronunciare sui problemi dello stato, e inoltre imparò anche a ricamare le bretelle, dato che era di gusti raffinati e molto abile. […]

 

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Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm

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* dai 10 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Molto tempo fa c’era un uomo ricco che aveva una moglie bella e giudiziosa; si volevano tanto bene, ma, purtroppo non avevano bambini. Davanti alla loro casa, in cortile, c’era un pianta di ginepro. Un giorno, in pieno d’inverno, la donna se ne stava seduta sotto il ginepro mentre sbucciava una mela e, d’improvviso, si tagliò un dito, e il sangue cadde sulla neve: –Ah, se potessi avere un bambino, rosso come il sangue e bianco come la neve! – Disse la donna sospirando. Passarono i mesi e alla settima luna raccolse alcune bacche del ginepro, le mangiò e si fece triste e si ammalò; passò l’ottava luna, ed ella disse a suo marito: -Se dovessi morire, marito mio, voglio che mi seppellisca sotto il ginepro-. […]


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I quattro fratelli ingegnosi. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un pover’uomo che aveva quattro figli; quando furono cresciuti disse loro: -Cari figlioli, ora dovete andarvene per il mondo, io non ho nulla da darvi; mettetevi in cammino e andate in terra straniera, imparate un mestiere e cercate di industriarvi-. I quattro fratelli presero così il bastone del viandante, dissero addio al padre e lasciarono insieme la città. Quand’ebbero fatto un tratto di strada, giunsero a un crocicchio che portava in quattro paesi diversi. Il maggiore allora disse: -Dobbiamo separarci, ma fra quattro anni esatti ci ritroveremo qui e, nel frattempo, tenteremo di far fortuna-.

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C’è differenza. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era il mese di maggio, il vento soffiava ancora freddo; ma c’era già la primavera, così dicevano cespugli e alberi, campi e prati; comparivano fiori dappertutto, anche sulla siepe, e lì la primavera parlava di sé, e parlava da un piccolo melo, il cui tronco si assottigliava in un unico ramo; ma così fresco così fiorito, ricoperto di sottili gemme di color rosso pallido che stavano per sbocciare; lui stesso sapeva bene quanto fosse bello, perché lo sa la linfa quanto il sangue, e per questo non si meravigliò quando una carrozza signorile si fermò sulla strada davanti a lui e la giovane contessa esclamò che quel ramo di melo era la cosa più graziosa del mondo, e che era la primavera stessa nella sua più bella incarnazione. Il ramo venne spezzato e lei lo tenne tra le mani delicate proteggendolo dal sole col parasole di seta.

 

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Lo Gnomo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re molto molto ricco che aveva tre figlie; esse andavano tutti i giorni a passeggio nel giardino del castello. Il re aveva una gran passione per tutti gli alberi belli, e uno gli piaceva in particolare, tanto che, se qualcuno ne coglieva una mela, egli lo malediva, che potesse sprofondare cento braccia sotto terra. Quando venne l’autunno, le mele sull’albero divennero rosse come sangue. Le tre fanciulle andavano tutti i giorni sotto l’albero e guardavano se il vento non avesse per caso buttato a terra qualche mela, ma non ne trovavano mai. L’albero era così carico di frutti che sembrava dovesse spezzarsi, e i rami pendevano fino a terra. […]


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L’osso che canta. Una fiaba dei fratelli Grimm

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 * dai 7 anni in su

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In una gran foresta si aggirava un cinghiale che sconvolgeva campi, uccideva il bestiame e azzannava e sbranava gli uomini. Nessuno si avventurava più nei pressi del bosco, poiché‚ l’animale era diventato un vero flagello per il paese. Il re promise una ricompensa a chi sarebbe riuscito a catturarlo o ucciderlo, ma tutti coloro quelli che ci provarono morirono miseramente, sicché‚ più nessuno aveva coraggio di accettare l’impresa. Infine il re rese noto che colui che avesse abbattuto il cinghiale avrebbe avuto la sua unica figlia in sposa. Ed ecco che da tutto il regno si fecero avanti solo due fratelli, figli di un pover’uomo: il maggiore era astuto e superbo; il minore, era innocente e sciocco, per il troppo buon cuore. Il re li fece entrare nel bosco da due punti diversi, dai quali essi dovevano tentare la loro fortuna. […]


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L’acciarino magico. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un soldato marciava allegramente verso il suo villaggio: uno, due! Uno, due! Con lo zaino in spalla e la sciabola al fianco, ritornava dalla guerra. Improvvisamente incontrò una strega molto vecchia e brutta. – Buongiorno, soldato, hai una bella sciabola, ma il tuo zaino sembra vuoto. Ti piacerebbe possedere molti soldi? – Si, certo. – Bene, allora scendi nel tronco cavo di questo albero. Prima però ti attaccherò una corda intorno alla vita, per farti poi risalire quando me lo chiederai. – Che cosa troverò in questo grosso albero? […]


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Le tre filatrici. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una ragazza pigra che non voleva filare; la madre poteva dire qualunque cosa, ma non riusciva a persuaderla. Un giorno la madre andò in collera e le scappò la pazienza, cosicché‚ la picchiò, ed ella incominciò a piangere forte. In quel momento passava di lì la regina, e quando sentì piangere fece fermare la carrozza, entrò in casa e domandò alla madre perché‚ picchiasse sua figlia, dato che si sentivano le grida da fuori.


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La pagliuzza, il carbone e il fagiolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In un villaggio abitava una povera vecchia che aveva raccolto un piatto di fagioli e voleva cuocerli. Preparò il fuoco nel camino, e perché bruciasse più in fretta l’accese con una manciata di paglia. Mentre versava i fagiuoli nella pentola, gliene sfuggì distrattamente uno, che cadde a terra accanto a una pagliuzza; e subito un pezzetto di carbone ardente saltò anch’esso dal focolare e si mise accanto a loro. Allora la pagliuzza disse: “Carissimi amici, da dove venite?” Rispose il carbone: “Acciderbolone, io che son carbone, per una gran fortuna sono fuggito dal fuoco, e se non ci fossi riuscito a viva forza, sarebbe stata morte sicura e terribile perché sarei stato incenerito.” Disse il fagiuolo: “Acciderbuolo, io che son fagiuolo, pure l’ho scampata bella bella, ma se la vecchia mi avesse messo in pentola, sarei stato ridotto in pappa pappetta e senza pietà, come i miei compagni, ecco. […]


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Il grano saraceno. Una fiaba di Hans Christian Andersen

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Molto spesso capita che, se si passeggia dopo un temporale in un campo dove cresce il grano saraceno, si scopra che questo è diventato tutto nero e bruciacchiato; come se una fiamma vi fosse passata sopra, il contadino infatti dice: “È stato colpito dal fulmine!” ma perché è stato colpito? Ora vi racconterò quello che un passerotto mi ha detto una volta, e il passerotto lo ha sentito da un vecchio salice che si trova ancora oggi proprio vicino a un campo di grano saraceno. […]


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Le nozze celesti. Una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta, in chiesa, un povero contadinello udì il parroco che diceva: -Chi vuole arrivare nel regno dei cieli, deve sempre andare diritto-. Allora egli si mise in cammino e andò sempre diritto, senza mai cambiare direzione, per monti e per valli. Alla fine la strada lo condusse in una grande città, dove proprio nel mezzo ci stava una chiesa, dentro la quale si stava celebrando la messa. Quando vide tutta quella magnificenza, egli credette di essere arrivato in cielo, si mise a sedere ed era tutto contento. […]


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L’ultimo sogno della vecchia quercia. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nel bosco in cima alla collina, verso la spiaggia aperta, si trovava una vecchissima quercia che aveva proprio trecentosessantacinque anni, ma questo lungo periodo di tempo corrisponde per la quercia a non più di altrettanti giorni per noi uomini; noi ci svegliamo al mattino, dormiamo di notte e facciamo i nostri sogni; per gli alberi è diverso: restano svegli per tre stagioni e solo d’inverno dormono, l’inverno è il loro periodo di riposo, è la loro notte dopo il lungo giorno che si chiama primavera, estate e autunno. […]


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L’ultima perla, una fiaba di Christian di Andersen

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Era una casa ricca, una casa felice. Tutti, padroni e domestici e amici di casa, erano contenti ed allegri. Quel giorno, un erede era nato — un figlio maschio; e mamma e bambino stavano benone. La lampada, nella bella camera da letto, era a mezza luce; pesanti tende di seta preziosa pendevano alle finestre, chiuse accuratamente; il tappeto era folto e morbido come il musco: tutto invitava al sonno, al riposo che ristora le forze. Nemmeno l’infermiera aveva saputo resistere all’invito, e infatti s’era addormentata: niente di male, del resto, poi che tutto andava per il meglio, e tutto era contentezza. Lo Spirito ch’era a guardia della casa stava a capo del letto. Sopra il bambino, che riposava sul petto della mamma, era stesa come una rete di stelle scintillanti, — una magnificenza: ciascuna era una perla della felicità. Tutte le buone fate della vita avevano portato il loro dono al neonato; qui brillava la salute, lì la gioia, la ricchezza, l’amore; tutto, in somma, quel che di meglio possono desiderare gli uomini sulla terra. […]


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Il porcellino salvadanaio. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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C’erano molti giocattoli nella stanza dei bambini; in cima all’armadio si trovava il salvadanaio di terracotta, a forma di porcellino. Aveva naturalmente una fessura sulla schiena e questa era stata allargata con un coltello in modo che ci passassero anche le monete d’argento: ce n’erano già due, oltre a molte altre monetine. Il porcellino salvadanaio era così pieno che non tintinnava più, e questo è il massimo a cui un porcellino salvadanaio possa aspirare.


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L’elfo della rosa. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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In mezzo a un giardino cresceva un rosaio pieno di rose, e in una di esse, la più bella di tutte, abitava un elfo. Era così minuscolo che nessun occhio umano poteva vederlo, aveva una camera da letto dietro a ogni petalo, ed era così ben fatto e grazioso che nessun bambino avrebbe potuto superarlo; le ali gli andavano dalle spalle sino ai piedi. Che profumo nelle sue stanze e come erano luminose e belle le pareti! (ovvero i petali di rosa).


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Gianni si sposa. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un contadinello di nome Gianni. Suo cugino avrebbe voluto trovargli una moglie ricca, perciò un giorno lo mise a sedere dietro la stufa e fece accendere un bel fuoco. Poi prese una caraffa piena di latte e un bel po’ di pane bianco, gli diede un soldo luccicante e nuovo di zecca e disse: -Gianni, tieni stretto il soldo, e il pane inzuppalo nel latte; e stai seduto qui senza muoverti finché‚ torno-. -Sì, lo farò- rispose Gianni. Il cugino infilò un paio di vecchi calzoni rattoppati, andò nel villaggio vicino, dalla figlia di un ricco contadino, e disse: -Non vorreste sposare mio cugino Gianni? Vi prendereste un uomo valido e capace che vi piacerà-. Il padre, avaro, domandò: -Come sta a quattrini? Ha di che bollire in pentola?-. […]


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Il principe cattivo. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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C’era una volta un principe cattivo e superbo, il cui unico pensiero era di vincere tutti i paesi del mondo e seminare lo spavento con il suo solo nome; avanzava col ferro e col fuoco; i suoi soldati uccidevano chiunque incontrassero nel loro cammino. Calpestavano il grano dei campi e incendiavano le case dei contadini, ogni cosa bruciava. Molte povere madri si nascondevano con i loro figli nudi al seno dietro le mura fumanti, i soldati le cercavano e quando le trovavano coi bambini, si scatenava la loro malvagità diabolica; gli spiriti cattivi non avrebbero potuto comportarsi peggio! […]


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L’allodola che canta e saltella. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo che si preparava a partire per un lungo viaggio e, nel prender commiato dalle sue tre figlie, chiese loro che cosa avrebbero voluto ricevere in dono. La prima voleva delle perle, la seconda diamanti, mentre la terza disse: “Caro babbo, desidero un’allodola che canta e saltella.” Il padre disse: “Sì, se riesco a prenderla l’avrai.” Le baciò tutt’e tre e partì. Quando fu tempo di ritornare a casa, aveva comprato perle e diamanti per le due maggiori, per la minore invece non era riuscito a trovare l’allodola che canta e saltella, benché‚ l’avesse cercata ovunque; e ciò gli dispiaceva perché‚ la figlia più piccola era la sua prediletta. […]


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I figli d’oro. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un pover’uomo e una povera donna, che possedevano solamente una piccola capanna, si cibavano di pesce e vivevano alla giornata. Ma un giorno, mentre l’uomo sedeva vicino all’acqua a gettare la sua rete, gli accadde di pescare un pesce che era tutto d’oro. E mentre lo contemplava, pieno di meraviglia, il pesce si mise a parlare e disse: -Ascolta, pescatore, se mi ributti in acqua, trasformerò la tua capanna in uno splendido castello-. Il pescatore rispose: -Che cosa me ne faccio di un castello se non ho niente da mangiare?-. […]


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Il Re generoso Bazza di Tordo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Un re aveva una figlia di straordinaria bellezza, ma, ahimè ella era altezzosa e sdegnosa, cosicché nessun pretendente le pareva degno di lei. Una volta il re ordinò una gran festa e invitò quanti desiderassero ammogliarsi. I pretendenti furono messi in fila secondo il grado e la carriera: prima i re, poi i duchi, i principi, i conti e i baroni, e infine i nobili. La principessa fu condotta fra di loro, ma a ciascuno trovava qualcosa da ridire: e questo era troppo grasso? – Che botte di vino!- Esclamava. E quello era troppo lungo: -Lungo, lungo, alto fin là, bella andatura proprio non ha!-; e il terzo era troppo piccolo: – Così grasso e piccolino, sembra proprio un maialino!-; il quarto troppo pallido: -bianco cera come la morte!-; il quinto troppo rosso: – Che pare un tacchino!-. […]


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La sposa del leprotto. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta una donna che aveva una figlia e un bell’orto pieno di cavoli. D’inverno venne un leprotto grigio che si mangiava tutti i cavoli. Allora la donna disse alla figlia: -Figlia mia cara, va nell’orto, e scaccia il leprotto-. La fanciulla corse nell’orto e disse al leprotto grigio: -Ehi, leprotto grigio, vattene via, via. Non devi mangiare tutto il cavolo!-. Il leprotto grigio disse: -Vieni, fanciulla, vieni, siediti sul mio codino e ti porterò nella mia casetta, sarai felice-. La fanciulla non volle. […]


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La pastorella e lo spazzacamino. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Hai mai visto un armadio di legno, tanto vecchio e nero per il tempo passato, intagliato con ghirigori e foglioline? Beh, ce n’era uno così in un salotto. Era stato ereditato dalla bisnonna ed era intagliato da capo a piedi. Al centro dell’armadio stava scolpito un uomo intero, e era proprio un piacere guardarlo, e lui stesso pareva sorridesse. L’uomo intagliato aveva zampe di caprone, piccole corna sulla fronte e una lunga barba. I bambini di quella casa lo chiamavano sempre “sergente di legno testa di corna”. Stava lì, e guardava il tavolo sotto lo specchio, dove c’era una graziosa pastorella di porcellana, molto molto carina. Vicino a lei si trovava un piccolo spazzacamino, nero come il carbone, e pure lui fatto di porcellana. Egli stava vicinissimo alla pastorella, entrambi erano stati messi lì e si erano fidanzati. […]


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Babino, lo sciocco. Una fiaba di di Lev N. Tolstoj

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Un giorno, uno sciocco di nome Babino si mise in cammino per il mondo: voleva mostrare a tutti quant’egli fosse gentile. Cammina e cammina, trovò sulla sua strada una casa dove pareva non vivesse nessuno. Ma quando Babino guardò nella cantina vide alcuni diavoletti con i baffi ispidi e ritti, con gli occhiacci rossi pieni di fuoco, e con la testa deforme come una pera. Babino guardò meglio e vide i diavoletti che giocavano a carte e dadi, avevano delle manacce enormi con le lunghe dita ricurve. Babino li salutò: Dio vi aiuti, buona gente! Non l’avesse mai detto! I diavoletti restarono un po’, ma subito s’infuriarono, afferrarono Babino e lo pestarono forte. Quando lo videro più morto che vivo, i diavolacci lo lasciarono andare.


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Il bucaneve. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Era inverno, l’aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve. Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passò attraverso la neve fino al bulbo e busso. «Avanti!» disse il fiore. «Non posso» rispose il raggio «non sono abbastanza forte per aprire, diventerò più forte in estate.» «Quando verrà l’estate?» chiese il fiore, e lo chiese di nuovo ogni volta che un raggio di sole arrivava laggiù. […]

La strega e la sorella del sole. Una fiaba di Aleksandr Nikolaevic Afanas’ev

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Vivevano un tempo, in un lontano reame, uno zar e una zarina che avevano un figlio, Ivan, muto dalla nascita. Aveva dodici anni quando un giorno andò nella stalla dal suo stalliere preferito. Questo stalliere gli raccontava sempre le fiabe e anche quella volta il principe Ivan era andato da lui per sentirne una, ma udì ben altro. – Principe Ivan! ­ disse lo stalliere – Tua madre darà presto alla luce una figlia, che sarà una terribile strega e divorerà padre, madre e tutti i sudditi. Perciò va, chiedi a tuo padre il suo cavallo migliore, come se volessi cavalcare un po’, e vattene via di qui se vuoi salvarli da tanta sciagura. […]

I tre anelli, una fiaba di Luigi Capuana

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un sarto che aveva tre figliuole, una più bella dell’altra. Sua moglie era morta da un pezzo, e lui si stillava il cervello per riuscire a maritarle. Le ragazze non avevano dote, e senza dote un marito è un po’ difficile da trovarsi. Un giorno questo povero padre pensò d’andarsene in una pianura e chiamare la signora Sorte: – Signora Sorte, signora Sorte! Gli apparve una vecchia, con la rocca e col fuso: – Ohè, che c’è, tu mi chiami, ma perché? – Ti ho chiamata per le mie figliuole. – Portale qui ad una ad una; si sceglieranno la sorte colle loro mani. […]

L’incantesimo della sorgente. Una fiaba Polacca

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Adattamento e messa in voce di Gaetano

Tutt’intorno al giardino c’era una siepe di noccioli e poco più fuori si trovavano prati e campi con mucche e pecore, ma in mezzo al giardino c’era un rosaio in fiore sotto il quale si trovava una lumaca che poteva dire di avere davvero molto nel suo guscio, poiché aveva tutta se stessa. «Aspetta che venga il mio tempo!» diceva «farò qualcosa di più che non mettere rose o portare noci o dare latte come fanno le mucche e le pecore!» «Mi aspetto proprio molto da lei!» rispose il rosaio. «Posso chiederle quando sarà?» «Mi dia tempo» ribatté la lumaca. «Lei ha troppa fretta! e non si gusta l’attesa.» […]

La lumaca e il rosaio. Una fiaba di Hans Chistian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tutt’intorno al giardino c’era una siepe di noccioli e poco più fuori si trovavano prati e campi con mucche e pecore, ma in mezzo al giardino c’era un rosaio in fiore sotto il quale si trovava una lumaca che poteva dire di avere davvero molto nel suo guscio, poiché aveva tutta se stessa. «Aspetta che venga il mio tempo!» diceva «farò qualcosa di più che non mettere rose o portare noci o dare latte come fanno le mucche e le pecore!» «Mi aspetto proprio molto da lei!» rispose il rosaio. «Posso chiederle quando sarà?» «Mi dia tempo» ribatté la lumaca. «Lei ha troppa fretta! e non si gusta l’attesa.» […]

I fiori della piccola Ida. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“I miei poveri fiori sono tutti morti!” disse la piccola Ida. “Erano così belli ieri sera, e ora sono tutti appassiti! Perché è successo?” chiese allo studente, che sedeva sul divano. Lei gli era molto affezionata, perché sapeva raccontare le storie più belle e sapeva ritagliare figurine di carta molto divertenti: cuori che contenevano damine che danzavano, fiori e grandi castelli, le cui porte si potevano aprire; era proprio uno studente simpatico! “Perché i fiori sono così brutti oggi?” gli chiese nuovamente, e gli mostrò un mazzo che era tutto appassito. “Oh, sai che cos’hanno?” disse lo studente. “I fiori sono stati a ballare questa notte e per questo ora hanno la testa che ciondola.” […]

Storia di un cavallo incantato. Una fiaba Araba. Da Le mille e una notte

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Durante la festa del Novruz, il capodanno che si celebra in tutta La Persia nel periodo della primavera, dopo che i più abili e i più ingegnosi del paese ebbero offerto al re e a tutta la corte il divertimento dei loro spettacoli, un Indiano si presentò al cospetto del sovrano spingendo un cavallo riccamente bardato e imitato con tanta arte che, vedendolo, lo si sarebbe in un primo momento scambiato per vero. L’Indiano si inchinò davanti al trono e, rialzandosi, disse: – Sire, sebbene io mi presenti per ultimo a Vostra Maestà, posso tuttavia assicurarvi che non avete visto nulla di così meraviglioso né di così sorprendente come il cavallo che vi sto mostrando. – In questo animale – gli rispose il re – non vedo altro che l’ingegnosità dell’artigiano nel dargli il più possibile un aspetto naturale. […]

La pulce e il professore. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era un aeronauta a cui andò male: il pallone si ruppe, e l’uomo saltò giù ma finì a pezzi. Il suo figliolo era riuscito a gettarsi giù due minuti prima con il paracadute, e questa era stata la sua fortuna. Non subì danni e se ne andò in giro; sarebbe stato un esperto aeronauta, ma non aveva pallone e neppure i mezzi per procurarsene uno. Doveva comunque vivere, così imparò l’arte dei giochi di prestigio, e a parlare con lo stomaco, vale a dire a essere ventriloquo. Era giovane e era bello, e quando gli crebbe la barba e ebbe bei vestiti, venne scambiato per un giovane conte. Le signore lo trovavano gradevole, e una signorina rimase così affascinata dalla sua bellezza e dalla sua abilità di prestigiatore che lo seguì per città e paesi stranieri; lui si faceva chiamare professore, non poteva certo essere nulla di meno. Il suo pensiero fisso era di ottenere una mongolfiera e alzarsi nell’aria con la sua mogliettina, ma ancora non ne avevano i mezzi.

Cuore affranto, cuore di dolore. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In realtà questa che scopriremo adesso è una storia in due parti; la prima potremmo benissimo non raccontarla, ma essa ci svela i precedenti, e questi sono sempre utili. Soggiornavamo in un castello nell’interno del paese, quando accadde che i proprietari restarono misteriosamente assenti per un giorno. Giunse dalla cittadina più vicina una donna col suo cagnolino, perché voleva, come disse lei stessa, che qualcuno comprasse delle una parte della sua conceria. Aveva con sé i documenti e noi le consigliammo di metterli in una busta e di scriverci sopra l’indirizzo del proprietario del castello: “Commissario generale di guerra, cavaliere, ecc..” […]


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I tre uccelli. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Più di mille anni fa nel nostro paese c’erano tanti piccoli re, e uno di essi abitava sul monte dei monti e gli piaceva molto andare a caccia. Una volta, mentre usciva dal castello con i suoi cacciatori, ai piedi del monte c’erano tre fanciulle che custodivano le mucche; e quando videro il re con tutta quella gente, la maggiore gridò alle altre due, indicando il re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-. La seconda rispose, dall’altra parte del monte, indicando la persona che si trovava alla destra del re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-. Allora la più giovane gridò, indicando la persona che si trovava alla sinistra del re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-.


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Il farfallone. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un farfallone che voleva una fidanzata. E naturalmente doveva essere un grazioso fiorellino. Guardò tutti i fiori, ciascuno se ne stava tranquillo e piegato sul proprio stelo, come una signorina deve stare quando non è ancora fidanzata. E ce n’erano tanti tra cui scegliere, ed era difficile, e il farfallone non aveva voglia di stare a cercare; così volò dalla margheritina.

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Il dottor Sotutto. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un povero contadino chiamato Gambero, che aveva portato con due buoi un carico di legna in città e l’aveva venduta per due scudi a un dottore. Mentre veniva pagato il dottore sedeva a tavola, e il contadino vide che mangiava e beveva così bene che c’era da lasciarci il cuore, e avrebbe fatto volentieri il dottore anche lui. Così rimase là ancora un pochino e poi chiese se anche lui poteva diventarlo. -Oh, sì!- rispose il dottore -è presto fatto. […]

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La volpe e il cavallo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un contadino aveva un cavallo fedele che era diventato vecchio e non poteva più servirlo; perciò il padrone non voleva più mantenerlo e gli disse: -Ormai non mi puoi più essere utile, ma se hai ancora tanta forza da portami qui un leone, ti terrò: adesso però vattene dalla mia stalla- e lo scacciò in aperta campagna. Il cavallo era triste e se ne andò verso il bosco, per cercare riparo dalla pioggia. E incontrò la volpe che gli disse: -Perché‚ te ne vai in giro da solo con la testa bassa?-.

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Le cicogne, una fiaba di Hans Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Sull’ultima casa di un villaggio si trovava un nido di cicogne. Mamma cicogna se ne stava nel nido con i suoi quattro cicognini, i quali si affacciavano con i loro piccoli becchi neri, che poi sarebbero diventati rossi. Poco lontano dal nido, sempre sul tetto, stava, dritto e immobile, papà cicogna, il quale aveva sollevato una zampa, per stare un po’ scomodo dato che stava di guardia. Sembrava scolpito nel legno, tanto era immobile, “È molto elegante che mia moglie abbia una sentinella vicino al nido!” pensava “e non possono sapere che sono suo marito, credono sul serio che sia stato ingaggiato per stare qui. Fa proprio una bella impressione!” e intanto continuava a stare lì su una zampa sola.

 

 

Le arance d’oro. Una fiaba di Luigi Capuana

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si racconta che c’era una volta un Re, il quale aveva dietro il palazzo reale un magnifico giardino. Tanti erano gli alberi di questo giardino, ma il più raro e il più pregiato, era quello che faceva le arance d’oro. Quando arrivava la stagione delle arance, il Re vi metteva a guardia una sentinella, notte e giorno; e tutte le mattine scendeva lui stesso a osservare coi suoi occhi se mai ne mancasse qualcuna, persino le foglie contava. Una mattina il re va in giardino, e trova la sentinella addormentata. Guarda l’albero… Le arance d’oro non c’erano più! – Sentinella sciagurata, pagherai colla tua testa. […]

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La figlia furba del contadino. Una fiba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un povero contadino. Non possedeva terre, ma aveva comunque una piccola casetta, e una figlia. Un giorno la figlia disse: “Babbo mio, siam troppo poverelli, dovremmo pregare il re di darci un pezzetto di terra.” Il re era venuto a sapere della loro povertà e regalò loro un pezzetto di terra fertile e prosperosa. Il padre e la fanciulla ringraziarono il re e cominciarono subito a coltivare la terra. Iniziarono con il frumento e quando ebbero zappato quasi tutto il campo, trovarono nella terra un mortaio d’oro puro. “Senti” disse il padre alla fanciulla “dato che il nostro re è stato così generoso e ci ha regalato il campo dobbiamo dargli il mortaio.” Ma la figlia non era d’accordo e disse: “Babbo, ma il re ha tutto l’oro che vuole, e se abbiamo il mortaio ma non il pestello, proviamo cercare anche il pestello e non diciamo nulla.”

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La nonna. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La nonna è molto vecchia, ha tante tante rughe e i capelli tutti bianchi; ma gli occhi brillano ancora come due stelle; anzi, son più belli, delle stelle, e così dolci, così affettuosi, che il guardare in fondo ad essi fa bene all’anima. E la nonna sa anche le storie più curiose. Ha un vestito a grandi fiori, di una stoffa di seta così pesante, che accompagna ogni movimento con un fruscìo. La nonna sa tante cose, perché è vissuta un bel po’ prima che il babbo e la mamma fossero al mondo. La nonna ha un libro antico di preghiere con certi grandi fermagli d’argento, e legge spesso nel libro. Tra le pagine, c’è una rosa, schiacciata e secca; non è così bella come le rose che le stanno dinanzi, nel vaso; e pure essa le sorride più affettuosamente che a quelle, e, tal volta, sì, le vengono anche le lacrime agli occhi.

 

Il cane e il passero, una fiaba dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un mastino aveva un cattivo padrone che gli faceva patire la fame. Quando non ne poté più, se ne andò via tutto triste. Per strada incontrò un passero che gli disse: “Fratello cane, perché‚ sei così triste?” – “Eh, ho tanta fame, e non ho niente da mangiare.” Allora il passero disse: “Caro fratello, vieni con me in città: ti sfamerò io.” Così andarono insieme in città e quando giunsero davanti a una macelleria, il passero disse al cane: “Fermati qui, ti butterò giù un pezzo di carne.” Si posò sul banco, si guardò intorno e a forza di beccate e di strattoni riuscì a far cadere un pezzo carne che si trovava sull’orlo. Il cane lo acchiappò, corse in un angolo e lo divorò.


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Comare lupa e comare volpe. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una lupa mise al mondo un lupacchiotto e invitò la comare volpe a fare da madrina. -E’ nostra parente stretta- disse -è astuta e ha molto giudizio: potrà addestrare il mio figlioletto e aiutarlo a farsi strada nel mondo.- La comare volpe fu molto onorata per l’invito e disse: – Vi ringrazio per l’omaggio che mi fate, comare lupa; io mi comporterò in modo da contentarvi-. Durante il banchetto la comare volpe mangiò quanto più potè, divertendosi allegramente, e poi disse: – Cara comare lupa, è nostro dovere provvedere al piccolo lupacchiotto; dovete nutrirvi bene perché‚ si irrobustisca. Conosco un ovile dove sarà facile prenderci un bel bocconcino-. L’idea piacque tanto alla comare lupa, e si avvicinò all’ovile con la comare volpe. Questa le mostrò l’ovile di lontano e disse: – Da quella parte potrete intrufolarvi dentro inosservata; nel frattempo voglio guardarmi un po’ attorno da quest’altra, per vedere di acchiappare un pollastrello-. […]

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Il Trombotto e l’Upupa. Una fiaba dei fratelli Grimm

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“Dove preferite pascolare la vostra mandria?,” chiese un tale ad un bovaro. “Qui, signore, dove l’erba non è né troppo grassa né troppo magra, altrimenti non fa bene.” – “Perché?,” chiese il signore. “Sentite quel grido roco che viene dal prato?,” rispose il pastore, “è il trombotto. Una volta era un pastore, così pure l’upupa. Voglio raccontarvi la loro storia.”[…]

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Il lupo e l’uomo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta una volpe raccontò al lupo quanto l’uomo fosse forte: nessuna bestia poteva resistergli, e dovevano adoperare l’astuzia per salvarsi da lui. Il lupo rispose: -Però, se mi capitasse di vederne uno, gli salterei addosso-. -Posso aiutarti io- disse la volpe -vieni da me domani mattina presto, e te ne mostrerò uno.-

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Il vecchio compare Ildebrando. Una fiaba dei fratelli Grimm

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* dai 9 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un contadino che si chiamava pinopino e una contadina che si chiamava pinapina; per la contadina il parroco del villaggio, che si chiamava don pippino, aveva un debole e desiderava trascorrere tutta una giornata da solo con lei a spassarsela; e la cosa piaceva anche a lei. Allora un giorno egli le disse: -Mia cara Pinapina, mi è venuta un’idea, per poter finalmente trascorrere insieme un’intera giornata e divertirci. Sapete? Mercoledì vi mettete a letto e dite a vostro marito che siete ammalata, e vi lamentate e gemete per bene e continuate così fino a domenica, quando io faccio la predica. E io dirò che se qualcuno ha in casa un bambino ammalato, un marito ammalato, una moglie ammalata, un padre ammalato, una madre ammalata, una sorella ammalata, un fratello o chicchessia, e si reca in pellegrinaggio al monte Gallegallicchio, in Italia, guarisce all’istante-. […]

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I tre capelli d’oro del diavolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. “Oh,” gli risposero, “è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re.” Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l’accettare e pensarono: E’ un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla. […]

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Dognipelo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Era ormai grande quando un giorno il re osservandola vide che somigliava in tutto alla moglie morta; allora egli provò un amore ardente per lei e disse ai consiglieri: -Voglio sposare mia figlia: è il ritratto di mia moglie morta, altrimenti non troverò altra sposa su questa terra-. All’udire queste parole, i consiglieri inorridirono e dissero: -Dio ha vietato che il padre sposi la figlia; dal peccato non può venire alcun bene-. Anche la fanciulla inorridì quando venne a conoscenza dell’intento del padre, ma sperava ancora di poterlo dissuadere. Così gli disse: -Prima di secondare il vostro desiderio, devo avere tre abiti: uno d’oro come il sole, l’altro d’argento come la luna, e il terzo splendente come le stelle; e inoltre voglio un mantello fatto con pellicce di ogni sorta, e ogni animale del vostro regno deve dare un pezzo della sua pelliccia-. […]

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Il gufo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Due o trecento anni fa, quando le persone erano ben lontane dall’essere così furbe e scaltre come sono ora, un evento straordinario ebbe luogo in una città del nord. Per qualche disgrazia uno dei grandi gufi, chiamati gufi cornuti, venne dai boschi vicini nel granaio di una delle case della città di notte-tempo. Quando però il giorno si faceva notte, il gufo, per paura degli altri uccelli, che gridavano terribilmente a loro volta per la paura che apparisse, non aveva il coraggio di avventurarsi di nuovo verso il suo nido. […]


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Il ricco e il povero. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Nei tempi antichi, quando il buon Dio errava ancora sulla terra, fra gli uomini, una sera che era stanco gli accadde di essere sorpreso dalla notte prima di poter giungere a una locanda. Sul suo cammino, si trovavano due case, l’una di fronte all’altra: la prima era grande e bella, la seconda piccola e dall’aspetto misero. Quella grande apparteneva a un ricco, mentre la piccola a un pover’uomo. […]


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Il pastorello, una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un pastorello, famoso ovunque per le risposte sagge che dava a qualsiasi domanda. Ne sentì parlare anche il re di quel paese, ma non ci credette e lo fece chiamare. Gli disse:
“Se saprai rispondere a tre domande che ti farò, ti terrò come se fossi mio figlio e abiterai con me nel mio castello regale.”
Disse il fanciullo: “Quali sono le tre domande?”
Il re disse: “Questa è la prima: quante gocce d’acqua ci sono nel mare?”
Il pastorello rispose: “Maestà, fate chiudere tutti i fiumi della terra, in modo che non ne venga più neanche una gocciolina ch’io non abbia già contata, e vi dirò quante gocce ci sono nel mare.”

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Il giocatutto. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un uomo che non faceva altro che giocare e, per questo, la gente lo chiamava il Giocatutto; e siccome non la smetteva davvero mai, aveva finito col perdere la casa e ogni avere. Ora, proprio il giorno prima che i creditori gli prendessero la casa, arrivarono Nostro Signore e san Pietro, e gli chiesero alloggio per quella notte. Il Giocatutto rispose: -Per me, potete rimanere questa notte; ma non posso darvi né letto né da mangiare-. Allora Nostro Signore disse che doveva soltanto dar loro ospitalità, a comprare qualcosa da mangiare ci avrebbero pensato loro; e il Giocatutto fu d’accordo. San Pietro gli diede tre soldi e gli disse di andare dal panettiere a prendere un pane. […]

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Agnellino e pesciolino. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era una volta un fratellino e una sorellina che si volevano molto bene. Ma la loro mamma era morta ed essi avevano una matrigna che li odiava e faceva loro, di nascosto, tutto il male che poteva. Un giorno essi giocavano con altri bambini su di un prato davanti a casa, e accanto al prato c’era uno stagno che arrivava a lambire un lato della casa. I bambini giocavano a rincorrersi, e ogni tanto riprendevano la conta:
“Lasciami, lasciami, ti lascerò,
all’uccellino io poi ti darò,
e lui la paglia mi cercherà,
che alla vacchina io poi darò,[…]

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La rapa, dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta due fratelli che erano entrambi soldati, ma uno era ricco e l’altro povero. Il povero, per superare la propria miseria, lasciò l’uniforme e si mise a fare il contadino. Dissodò e zappò il suo pezzetto di terra, e seminò delle rape. La semente germogliò e crebbe una rapa che diventò grande e florida. Ingrossava a vista d’occhio e non finiva mai di crescere, sicché‚ la si sarebbe potuta chiamare principessa delle rape; perché‚ mai se n’era vista una simile, né mai la si rivedrà. Finì coll’essere così grossa che occupava da sola un intero carro, e ci volevano due buoi per tirarla.


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I tre linguaggi. Una fiaba dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta in Svizzera un vecchio conte che aveva un unico figlio, ma così stupido che non riusciva a imparare nulla. Allora il padre disse: -Ascolta, figlio mio, per quanto io faccia non riesco a cacciarti niente in testa. Devi andare via di qui, ci saranno altri maestri più capaci di me che sapranno fare ciò che io non ho saputo fare-. Il giovane fu così mandato in un’altra città e rimase presso un maestro per un intero anno. Trascorso questo periodo, tornò a casa e il padre gli chiese:
-Ebbene, che cosa hai imparato?- Il figlio rispose: -Babbo, ho imparato quello che dicono i cani-. -Oh Dio mi guardi! è tutto qui? Devi andare in un’altra città, da un altro maestro.-


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Il fidanzato brigante. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’era una volta un mugnaio che aveva una bella figlia; e quando fu in età da marito pensò: “Se si presenta un pretendente come si deve e me la chiede in moglie, gliela darò, in modo da sistemarla.” Ora avvenne che arrivò un pretendente che sembrava molto ricco; e il mugnaio, non trovando nulla da ridire, gli promise sua figlia. Ma la fanciulla non lo amava come si deve amare un fidanzato, e provava orrore in cuor suo ogni volta che lo guardava o che pensasse a lui. Un giorno egli le disse: -Sei la mia fidanzata e non vieni mai a trovarmi-. La fanciulla rispose: -Non so dov’è la vostra casa-. -La mia casa è la fuori, nel folto del bosco- rispose il fidanzato. Allora ella cercò delle scuse e disse: -Non riuscirò a trovare la strada-. Ma egli replicò: -Devi venire da me domenica prossima, ho già fatto degli inviti, e perché tu possa trovare la strada la cospargerò di cenere-. […]

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Il fuoco che ringiovanisce, dei fratelli Grimm

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* dai 7 anni in su

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Al tempo in cui Nostro Signore girava ancora sulla terra, una sera si fermò con san Pietro da un fabbro, e fu bene accolto. Ora avvenne che entrò in quella casa un povero mendicante, oppresso dalla vecchiaia e dai malanni, e chiese la carità al fabbro. San Pietro ne ebbe pietà e disse: -Signore e Maestro, se non ti spiace, guariscilo dal suo male, perché‚ possa guadagnarsi il pane da s‚-. Il Signore disse dolcemente: -Fabbro, imprestami la tua fucina, e mettici del carbone: voglio ringiovanire il vecchio infermo-. Il fabbro era pronto, san Pietro tirò il mantice, e quando le fiamme divamparono belle alte, Nostro Signore prese il vecchietto e lo spinse nella fucina in mezzo al fuoco rosso, sicché‚ egli ardeva come un rosaio e lodava Iddio a gran voce. […]

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Il sale, bene più prezioso dell’oro. Una fiaba di di Božena Němcová

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Illustrazione di Stepan Zavrel

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re che aveva tre figlie che gli erano più care della vita stessa. Quando il suo capo si fece bianco come la neve e le forze cominciarono a venirgli meno, un pensiero gli tornava spesso alla mente: quale delle figlie sarebbe divenuta regina dopo la sua morte. Infine decise che avrebbe regnato quella che più lo amava. […]

 

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I fidanzati. Una fiaba di Hans Christian Andersen

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un trottolino e una pallina stavano in un cassetto insieme a altri giocattolini e il trottolino propose alla pallina: “Senti pallina bella perché non ci fidanziamo, dato che siamo insieme nel cassetto?” ma la palla che si credeva una signorina per bene non volle neppure rispondere. Il giorno dopo venne il bambino padroncino di quei giocattoli, prese il trottolino, lo dipinse di rosso e giallo e vi piantò nel mezzo un chiodo di ottone; ci stava proprio bene soprattutto quando girava. “Mi guardi!” disse il trottolino alla palla. “Che cosa ne dice adesso? non possiamo fidanzarci? Stiamo proprio bene insieme, lei salta e io danzo! nessuno potrebbe essere più felice di noi.”


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L’acqua della vita. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce d Gaetano Marino

C’era una volta un re che era ammalato, e più nessuno ormai credeva che potesse vivere ancora. I suoi tre figli, che erano molto addolorati, scesero a piangere nel giardino del castello. Là incontrarono un vecchio che domandò loro il perché‚ di tanto dolore. Gli raccontarono che il padre era così ammalato che presto sarebbe morto, poiché‚ nulla poteva giovargli. Il vecchio disse: -Io conosco un rimedio: l’acqua della vita; se la beve, guarirà. Ma, è difficile da trovare-. Il maggiore disse: -La troverò-.


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I tre fratelli, dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo che aveva tre figli e non possedeva altri beni che la casa in cui abitava. Ognuno dei figli avrebbe voluto avere la casa alla sua morte, ma egli li amava tutti allo stesso modo e non sapeva come fare per non fare torto a nessuno; venderla non voleva perché‚ era la casa dei suoi padri: altrimenti avrebbe diviso il denaro fra di loro. Finalmente gli venne un’idea e disse ai figli: -Andate in giro per il mondo e mettetevi alla prova; ognuno di voi impari un mestiere e, quando tornerete, chi farà il miglior capolavoro avrà la casa-. I figli furono d’accordo. Il maggiore volle fare il maniscalco, il secondo il barbiere e il terzo il maestro di scherma. Stabilirono quando sarebbero tornati tutti a casa e se ne andarono. Il caso volle che tutti e tre trovassero ottimi maestri, presso i quali impararono proprio bene. […]

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Una storia fantastica. Una fiaba di fila e strocca dai fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ho visto due polli in arrosto di mare
volare e crepitare nel sale di fuoco,
volavano rapidi e svelti
come le dune con le pance rivolte
dal cielo futuro spargevano ali
sulle schiene che guardano giù
son montagne che sanno di mare;

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Il gallo del tetto e il gallo del pollaio. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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adattamento di Gaetano Marino, voce della piccola Marta

“Così si nasce. Non tutti possono nascere cetrioli, ci devono anche essere altre specie viventi! Galline, anatre e tutti gli animali del cortile vicino sono pure creature, il gallo del pollaio, che io vedo sulla staccionata, ha naturalmente tutta un’altra importanza del gallo del tetto, che è messo così in alto e che non può neppure cigolare, tanto meno cantare! Quello non ha né galline né pulcini, pensa solo a se stesso e suda fino a diventare verderame! No, il gallo del pollaio, quello sì che è un gallo! Se lo vedi camminare, danza. Se lo senti cantare, quella è musica. Quando arriva lui si capisce cosa vuol dire essere un trombettiere”.

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Il contadinello in paradiso. Una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta morì un contadinello molto pio e devoto e arrivò alla porta del cielo. Nello stesso tempo ci arrivò anche un signore, ben vestito e molto molto ricco, e anche lui voleva entrare in paradiso. Venne San Pietro con le chiavi, aprì la porta per fare entrare il ricco, a quanto pare il contadinello non lo aveva visto, e chiuse la porta. Là fuori il contadinello sentì con quanta festa, musica e canti si accoglieva il ricco signore in paradiso. Alla fine tornò il silenzio, San Pietro venne alla porta e fece entrare anche lui. […]

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Il diavolo e sua nonna, una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta ci fu una grande guerra dove il re diede ai soldati una paga così misera, che proprio non bastava loro per vivere. Allora tre soldati si misero insieme e pensarono di scappare. Uno disse: -Se ci prendono, però, saranno guai seri: come faremo?-. L’altro rispose: -Là c’è un grosso campo di grano; se vi entriamo e ci nascondiamo, non ci trova nessuno: l’esercito non può entrare là in mezzo-. Così si acquattarono nel grano, e vi rimasero due giorni e due notti. Passò il tempo e avevano tanta fame che credevano di morire, perché non potevano uscire. Allora dissero: -A cosa ci serve essere scappati, se qui ci tocca morire miseramente di fame!-. In quella giunse a volo nell’aria un drago di fuoco, li vide distesi laggiù e chiese: -Che cosa fate lì in mezzo al grano?-.

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L’imbattibile principessa e il finto vecchio. Da Le mille e una notte

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si racconta di una principessa, Datmà, bellissima e leggiadra, che non voleva sposare nessun uomo, sia che fosse ricco o di nobile lignaggio. La principessa Datmà avrebbe sposato con tutto il cuore colui che l’avrebbe sconfitta in un torneo: a spada e lancia. Ma, se il pretendente fosse stato sconfitto la principessa gli avrebbe sottratto il cavallo, le armi e i vestiti e inoltre lo avrebbe marchiato a fuoco nella fronte come un suo schiavo. Molti principi erano venuti da lontano ed erano stati sconfitti. Anche Bahràm, figlio di un re della Persia, sentì parlare della principessa Datmà, e si mise in marcia, con tanti denari, cavalli e tesori, per incontrarla, affrontarla e sposarla.

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Gatta Cenerentola. Una fiaba di Giambatista Basile

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un principe vedovo assai stimato in tutto il regno di Bertolla. Questi aveva un figlia tanto amata di nome Zezolla, e l’adorava a tal punto da non avere altri sguardi né pensieri per nessuno. Quando la fanciulla ebbe l’età adatta, decise di affidare la figlia amata ad una maestra di cucito: Carmusina, chiamava, assai conosciuta in tutto il regno per la sua esperienza e bravura nell’arte del ricamo, del cucito, del punto e croce, punto in aria, punto di sotto, di sopra e chissà dove. Sapeva anche essere maestra grande nel confezionare orli, frange e…

Il pescatore e sua moglie. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un giorno il pescatore se ne stava pensieroso seduto sulla sua barchetta vicino alla lenza, ad aspettare che qualche pesciolino abboccasse all’amo. Quel giorno il mare era calmo, anche più del solito, tanto che il povero pescatore divenne triste e pensò che anche quel giorno non avrebbe pescato nulla. Arrivò la fine della giornata, e il pescatore, triste come sempre si accinse a raccogliere la lenza dal mare. D’improvviso sentì tirare la lenza dal fondo del mare. Qualcosa doveva aver abboccato e dato che tirava forte egli pensò che fosse qualcosa di molto molto grosso. E infatti, quando tirò su la lenza vide che all’amo aveva abboccato un meraviglioso e grosso pesce.

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I tre porcellini. Una fiaba dei fratelli Grimm

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C’erano una volta tre piccoli porcellini che se ne andavano in giro per il mondo soli e soletti a cercar fortuna e una casa dove poter dormire. Il primo porcellino trovò un contadino che trascinava una grande balla di paglia. “Per favore contadino. Per favore contadino… contadino per favore… oh, contadino! o’ contadino ma c’hai la paglia nelle orecchie?” “eh, sì che c’è?” rispose il contadino. “per favore contadino, me la daresti quella balla di paglia?, vorrei costruirmi una casa calda e bella, tutta di paglia” E l’uomo contadino, che era buono e generoso, che fece? gliela regalò. Il porcellino allora si costruì una casetta tutta di paglia e andò a dormire al calduccio. La mattina dopo, appena spuntò il sole, il porcellino sentì bussare alla porta.

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Il lupo e la volpe. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un grande lupo aveva come prigioniera una volpe. La obbligava a fare quel che voleva, minacciandola di divorarla poiché essa era la più debole. La povera volpe avrebbe tano desiderato liberarsi della sua padrona, ma non sapeva come fare. Un giorno mentre attraversavano il bosco, il lupo disse: -Pelorosso, ho fame, o mi trovi qualcosa da mangiare, o io mangio te, sbrigati!- La volpe rispose: -Conosco una fattoria, signor venerando lupo, dove vi stanno due agnellini incustoditi; se vuoi possiamo prenderne uno-.

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La pappa grande e deliziosa. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Doveva dirgli: -Cuoci la pappa, pentolino!- e il pentolino cuoceva una buona pappa dolce di miglio; e quando diceva: -Fermati, pentolino!- il pentolino smetteva di cuocere. La fanciulla lo portò a casa a sua madre: la loro miseria e la loro fame erano ormai finite, ed esse mangiavano pappa dolce ogni volta che volevano. Un giorno che la fanciulla era uscita, la madre disse: -Cuoci la pappa, pentolino!-.

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Il figlio irriconoscente. Una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…]Era l’ora del pranzo e avevano sulla tavola davanti a loro un pollo arrosto, caldo e fumante, e volevano mangiarlo insieme. Ma d’un tratto l’uomo vide avvicinarsi alla tavola il suo vecchio padre. Allora, svelto come il vento, prese il pollo e lo nascose immediatamente, perché‚ non voleva darne al povero genitore.[…]

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Il magico mistero della Serpe Bianca, una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re potente e saggio che ogni giorno, dopo aver pranzato, quando la tavola era sparecchiata, attendeva d’essere solo per farsi portare da uno dei suoi servi più fedeli, un piatto coperto. Il re mangiava un poco di quel che il piatto contenesse, poi lo richiudeva, e lo faceva portare via. Nessuno sapeva che cosa vi fosse dentro.
Un giorno avvenne che il servo fidato, quando il re gli diede il piatto da portare via, non seppe resistere alla tentazione: lo portò nella propria camera, lo aprì e vi trovò dentro una serpe bianca.

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Le tre foglie della serpe, una fiaba dei fratelli Grimm

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(dai sette anni)

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La Bella e la Bestia, di Charles Perrault

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Il Re di Macchia e l’orso, una fiaba dei fratelli Grimm

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Una volta, d’estate, l’orso e il lupo se ne andavano insieme a spasso nel bosco; l’orso udì un dolce canto d’uccello e disse: -Fratello lupo, che uccello è questo che canta così bene?-. -E’ il re degli uccelli- rispose il lupo -dobbiamo inchinarci davanti a lui.- E invece era il re di macchia. -Se è così- disse l’orso -mi piacerebbe anche vedere la sua reggia: vieni, conducimi da lui.
-Non è così facile come credi- disse il lupo. -Devi aspettare che torni Sua Maestà la regina.- Poco dopo giunse Sua Maestà la regina con un po’ di cibo nel becco, e così pure Sua Maestà il re; e volevano imbeccare i loro piccoli. L’orso avrebbe voluto seguirli subito, ma il lupo lo trattenne per la manica e disse: -No, prima devi aspettare che il re e la regina se ne siano andati-. Così guardarono bene dove si trovava il nido e se ne andarono. Ma l’orso non aveva pace, voleva vedere la reggia, e poco dopo tornò là davanti. Il re e la regina erano volati via: egli guardò dentro e vide cinque o sei piccoli nel nido

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Il villaggio dei passeri. Una fiaba indonesiana

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tolau era un giovane serio e affettuoso che viveva con i vecchi genitori in un piccolo villaggio. Egli lavorava con grande volontà la sua piantagione di riso, che era famosa nei dintorni per l’abbondanza e l’ottima qualità del suo raccolto. Il giovane era diventato quasi ricco con i frutti del suo lavoro. Quando raggiunse l’età di prendere moglie, Tolau la cercò tra tutte le ragazze del villaggio, ma nessuna destò il suo interesse. Il giovane allora decise di andare con la madre in giro nei dintorni alla ricerca di una sposa, mentre il padre restava al villaggio per badare alla piantagione. […]

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Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana

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  • dai sette anni

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un Re e una Regina che non avevano figliuoli e pregavano i santi, giorno e notte, per ottenerne almeno uno. Intanto consultavano anche i dottori di Corte. – Maestà, fate questo. – Maestà, fate quello. E pillole di qua, e beveroni di là; ma il sospirato figliuolo non arrivava. Una bel giorno ch’era freddino, la Regina s’era messa davanti il palazzo reale per riscaldarsi al sole. Passa una vecchiarella: – Fate la carità! E la regina rispose: – Non ho nulla. La vecchiarella andò via brontolando. – Che cosa ha brontolato? – domandò la Regina. – Maestà, ha detto che un giorno avrete bisogno di lei.


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La rosa, una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una povera donna che aveva due bambini. Vivevano tutti in una casa di campagna, e in quel tempo, era calato l’inverno, e faceva tanto freddo.
La mamma badava alla casa e il più piccolo andava andare tutti i giorni nel bosco d’intorno a fare legna.
Una volta il piccolo fanciullo si era spinto molto lontano per cercar legna, quando d’improvviso gli si avvicinò un bambino piccino. Quel bambinello, che era tutto bello e luminoso, lo aiutò con cortesia e gentilezza a raccogliere la legna. Tanto gentile e premuroso che gliela portò fino a casa.
E appena ebbe appoggiato la legna alla porta, in un attimo, così com’è comparso, il bambinello caro sparì…

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Spera di Sole Raggio di Sole. Una fiaba di Luigi Capuana

 

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Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una donna che faceva la fornaia e aveva una figliuola, che era brutta assai e nera, come un tizzone di carbone. Tant’è che la chiamò Carbonella. Madre e figliuola campavano infornando il pane, e Carbonella stava sempre lì a lavorare, dalla mattina alla sera, senza riposare quasi mai. Eppure Carbonella era sempre di buon umore. Un mucchio di fuliggine, i capelli arruffati, i piedi nudi e sporchi di fango, e con in dosso due stracci che gli cascavano a pezzi; ma le sue risate risuonavano da un capo all’altro della via. – Carbonella fa l’uovo – dicevano ridacchiando le vicine.

La signora Trude, ovvero, Gertrude. Una fiaba dei fratelli Grimm

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* dai 9 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una fanciullina biricchina, prepotente e curiosona. Quando il papà e la mamma le chiedevano qualcosa, lei non obbediva mai, anzi, faceva finta di non sentire. Un giorno la fanciulla disse ai suoi genitori: – Ho sentito parlare della signora Gertrude. Dicono che la sua casa sia tanto tanto strana e assai curiosa, piena di cose straordinarie, oh, quanto mi piacerebbe andare a farle visita. Il papà e la mamma subito si fecero preoccupati in viso e le dissero che la signora Gertrude era una donna malvagia e terribile. Così proibirono alla fanciulla di andarci, e che se lo avesse fatto non l’avrebbero più voluta come figlia.

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Griselda, la principessa pastorella. Una fiaba di Charles Perrault.

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Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un’ombra però oscurava il suo carattere: in fondo in fondo al suo cuore, il principe pensava che tutte le donne fossero perfide e infedeli; anche la più virtuosa gli sembrava ipocrita, superba, nemica spietata, sempre ansiosa di tiranneggiare sull’uomo disgraziato che le capitasse a tiro. La storia vera del mondo, dove tanti sono i mariti ingannati o ridotti in schiavitù, confermò quest’odio profondo. Giurò dunque, il principe Alcibiade, che mai e poi mai egli avrebbe preso moglie. Così, ogni giorno, dopo avere impiegato la mattina con gli affari di stato, se ne andava a caccia per il resto del giorno, dove i cinghiali e gli orsi, per feroci che fossero, non gli davano così tanto fastidio quanto una donna gli potesse dare. Perciò le evitava, peggio che la peste.

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Storia dello zio Tonto, l’Orco Tontolone. Una fiaba scritta da Gaetano Marino. Dalla tradizione popolare degli orchi.

Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Isotta doveva starsene vicino ai piedi della mamma, proprio in fondo alle coperte e guai, guai a dire un solo lamento.
Intanto la notte si faceva ancora più nera e buia. Si sentivano fuori gli ululati dei cani e il richiamo dei gufi, le urla delle civette. Mamma e figliuola stavano lì, nel letto, immobili. Nemmeno fiatavano. Attesero lo zio Tonto, l’Orco Tontolone, sapevano che era capace di ogni cosa, ma erano sicure che non sarebbe riuscito ad entrare perché tutte le fessure erano state chiuse per bene. D’improvviso la mamma ebbe un sospetto: – Il lavandino! Il buco dell’acqua del lavandino, l’hai tappato tu, Isotta?

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Cappuccetto dei Colori e il feroce e terribile Lupone. Una fiaba di Gaetano Marino, dai fratelli Grimm

Una fiaba donata dalla Zia Lucia ai piccoli Sofia e Filippo

Una fiaba donata dalla Zia Lucia ai piccoli Sofia e Filippo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] – Cappuccetto Rosso si mise subito in cammino e s’avviò verso la casa della povera nonnina, che stava in mezzo al bosco. Mentre camminava allegra allegra lungo il sentiero si fermò a guardare gli alberelli, le foglioline, i fiorellini, le lumachine, le farfalline, i coniglietti, i topini, gli scoiattolini, le tortorelle, i piccioncini, gli uccellini e le coccinelle e le tartarughine, i serpentelli, i grufalottini, i ricciolini, le puzzoline…
Cappuccetto Rosso – Va bene, va bene, abbiamo capito, andiamo avanti!
– Ecco sì, andiamo avanti. Bene. Ed ecco che, all’improvviso, da dietro un albero, spuntò il lupo. Un lupo enorme, ma Cappuccetto Rosso non ebbe paura, perché ancora non lo conosceva. […]

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Il vecchio Lampione. Una fiaba di Hans Christian Andersen

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Hai mai sentito la storia del vecchio lampione? Era un buon vecchio lampione, che per moltissimi anni aveva prestato servizio, ma ora doveva essere scartato. Era l’ultima sera che stava sul palo a illuminare la strada, e gli sembrava di essere una vecchia comparsa di balletto, che danza per l’ultima volta e sa che l’indomani resterà in soffitta.

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La fanciulla che calpestò il pane. Una fiaba di Hans Christian Andersen

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Si chiamava Inger, ed era una bambina povera, orgogliosa, superba e cattiva. Da piccolina aveva come divertimento quello di catturare le mosche e di strappar loro le ali riducendole ad animaletti striscianti. Prendeva il maggiolino e lo scarabeo, li infilzava con uno spillo e poi metteva una fogliolina verde o un pezzetto di carta tra i loro piedi, così il povero animale vi si afferrava e si rigirava senza posa per cercare di liberarsi dall’ago. […]


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Il velo fatato, una fiaba giapponese

Da Sassuolo (Modena) ecco una fiaba donata da papà  Stefano alle piccole Melissa e Sofia

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Da Sassuolo (Modena) ecco una fiaba donata da papà Stefano alle piccole Melissa e Sofia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un pescatore che viveva da solo in una capanna, e stava vicino al mare. La sua vita scorreva lenta e monotona, ma egli non se ne lamentava e il suo animo era sereno e soddisfatto.
Un giorno, come al solito, s’era recato con la sua barca in un bellissimo posto dove, oltre a una ricca pesca, poteva deliziare il suo sguardo ammirando le strane sculture delle rocce e i colori cangianti del cielo e del mare che si mescolavano formando un’unica tinta all’orizzonte.
Ad un tratto un intenso e soave profumo colpì le sue narici. Cercò di capire quale potesse essere l’origine del misterioso aroma, ma non vi riuscì. Incuriosito, seguì la scia del profumo e si diresse remando con vigore verso la spiaggia. Giunse ai margini del bosco che costeggiava la riva, scese dalla barca e s’incamminò lungo un sentiero, sempre alla ricerca della fonte odorosa.

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Gentaglia, una fiaba dei fratelli Grimm

Ancora una fiaba adottata dai piccoli Liliana e Leonardo, in qualità di Genitori Adottivi

Messer Galletto disse alla Gallinella: “Le noci sono mature; andiamo insieme sul monte e mangiamone a sazietà una buona volta, prima che le porti via tutte lo scoiattolo.” – “Sì” rispose Gallinella “vieni, ce la spasseremo insieme.” Se ne andarono tutti e due sul monte e vi rimasero fino a sera. Ora, io non so se si fossero ingozzati tanto o se fossero diventati troppo spavaldi, fatto sta che non volevano tornare a casa a piedi, e messer Galletto dovette costruire una piccola carrozza di gusci di noce. […]

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Alessio, il papà di Liliana e Leonardo…

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