Il bosco di San Giuseppe. Una fiaba dei fratelli Grimm

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una madre che aveva tre figlie: la maggiore era scortese e cattiva, la seconda era già molto meglio, benché, avesse anche lei i suoi difetti, mentre la più giovane era una bimba buona e pia. Eppure la madre prediligeva la figlia maggiore e non poteva soffrire la minore. Per questo mandava spesso la povera bambina minore in un gran bosco, per levarsela di torno; pensando che si sarebbe persa e che non avesse ritrovato più la strada del ritorno.

L’audace soldatino di stagno. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Messa in voce di Gaetano Marino

Erano nati da un vecchio mestolo di stagno. Erano venticinque fratelli, valorosi e temerari soldatini di stagno. Ciascuno aveva in spalla il fucile e lo sguardo fiero in avanti, ordinati e perfetti nell’inconfondibile uniforme rossa e blu. “Soldatini di Stagno, son soldatini di stagno” fu il grido che sentirono risuonare nella scatola in cui stavano conservati in bella mostra, ed era l’urlo di un bambino che dalla felicità tremava tutto e applaudiva. Era il giorno del suo compleanno e li aveva ricevuti in dono. Subito li tirò fuori e li mise in fila sul tavolo

Gli sciacalli e l’elefante. Una favola dall’Africa

Messa in voce di Gaetano Marino

Quel giorno gli sciacalli s’erano ritrovati senza più carogne da mangiare. Le avevano divorate tutte, e non avevano più una sola carogna da mangiare. Il saggio anziano del branco di sciacalli ebbe un’idea.

Medusa, Gorgone mortale e quel sogno d’amore. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

La Gorgone più conosciuta era Medusa, l’unica mortale delle tre sorelle e loro regina, che, per volere di Persefone, era la custode degli Inferi. Medusa era anche la più bella, tanto bella che fece innamorare Poseidone, il dio del mare. Egli la corteggiò in tutti i modi, tant’era abituato a non sentirsi dire di no, finché riuscì a conquistarla, convincendola ad incontrarsi segretamente con il dio in un piccolo tempio dedicato alla dea Atena. Lì si amarono follemente. Lì cominciò il sogno di Medusa, un sogno che non l’abbandonerà mai più. Lo sguardo luminoso del dio del mare, i suoi baci, i suoi abbracci, le sue parole, la sua forza.

Deucallione e Pirra: scomparsa e rinascita dell’umanità. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

“Ora basta! Basta! Non ne posso più! Che siate maledetti. Uomini e donne morirete tutti! Animali e piante vi seguiranno nella fine. Dal nulla vi abbiamo creato e nel nulla tornerete!”
Queste furono le parole del divino tonante Zeus, dio supremo dell’Olimpo, un attimo prima che scatenasse il grande diluvio destinato a cancellare la terra e i suoi abitanti.

Una topolina curiosona. Una fiaba dall’Africa

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

Era una topolina assai graziosa. Con due occhietti neri neri, le orechiette vivaci, un musetto baffuto e svelto, sempre pronto ad annusare ogni cosa, ma soprattutto, quella creaturina non era mai stanca di saltellare di qua e di là. Poi capitò quel giorno in cui la graziosa topolina, spinta dalla curiosità, istinto che tutti possediamo, e soprattutto i giovani, lasciò il proprio nido per fare una passeggiata nel grande cortile di casa. Tanta era la voglia di scoprire un mondo nuovo, che la topolina si ritrovò, chissà come, lontana lantana dal proprio nido. […]

Annika, la bella fanciulla e la matrigna cattiva. Una fiaba dall’Africa

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

C’era una volta una fanciulla assai bella che si chiamava Annìka. Era buona, giudiziosa, e assai gentile: il padre e la madre l’adoravano tanto che non avevano occhi che per lei. Ma un triste destino volle che Annìka restasse orfana di madre quando aveva appena nove anni. Qualche anno dopo il padre decise di risposarsi, perché voleva che Annìka non restasse senza madre. […]

Ares, il dio della guerra. Miologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Doveva esserci qualcosa di andato a male in quella pozione magica. Era ne era convinta. Prima di restare incinta di Efesto, il dio del fuoco, chiese un afrodisiaco alla maga più conosciuta e rinomata, e cara, dell’Olimpo, e il risultato fu un figlio deforme, brutto e vendicativo. La regina dell’Olimpo però era decisa ad avere un figlio dal Capo, suo marito Zeus. Occorreva un erede al suo stato ufficiale di regina. Ma questa volta niente filtri magici, nessun intruglio strano e pericoloso. Si rivolse con temerarietà e tenacia al marito, per giorni e giorni, perseguitandolo in ogni dove e per ogni dove, finché Zeus, esausto, cedette e concesse alla propria moglie una notte d’amore.

I musicanti di Brema, una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un uomo aveva un asino che lo aveva servito per parecchi anni; ma oramai il povero animale non aveva più forza e ogni giorno diventava sempre più incapace di lavorare. Allora il padrone decise di sbarazzarsene, ma l’asino, che si accorse delle sue intenzioni, raccolse le sue poche cose e scappò verso la città di Brema dove sperava di fare il musicista nella banda musicale. […]

L’angelo dal viso bello e felice. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“Carissimi amici, dovete sapere che ogni volta che un bambino buono s’addormenta per sempre, scende sulla terra un angelo del Signore, prende in braccio il bimbo addormentato, allarga le grandi ali bianche e vola in tutti quei posti che il bambino ha amato. Poi raccoglie una manciata di fiori, che porta a Dio, affinché essi fioriscano belli assai più che sulla terra. Il buon Dio tiene i fiori sul suo cuore, ma al bimbo rapito dal sonno eterno, a quello che ha più caro di tutti dà un bacio. Appena il bimbo riceve il bacio, subito apre gli occhi e prende in dono la voce soave e può cantare con il coro dei beati.” […]

La principessa sul piccolo pisello. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta in un paese lontano lontano, un principe ricchissimo. Egli era unico figlio, amato e stimato dai sudditi del regno. I suoi modi e la sua educazione erano sempre stati degni di un grande principe, seppure non rinunciasse mai a feste e ricevimenti. Era un principe davvero a modo e sempre cordiale e gentile, con tutti, tant’è che in tanti, nobili e aristocratici, desideravano invitarlo alle feste e alle battute di caccia. […]

Apollo innamorato. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Apollo non era un dio senza cuore. Ma venne pure per lui il tempo d’amare. E fu un tempo parecchio difficile, perché alcuni suoi amori furono orchestrati dal dio Eros, il quale aveva parecchie vendette da consumare, proprio contro, Apollo. Eros, sappiamo, aveva il potere dell’amore, o meglio degli innamoramenti, e con le sue frecce stabiliva quali tremendi turbamenti il cuore degli dei e degli uomini dovesse subire. Ed era il turbamento dell’amore corrisposto o dell’amore negato.

Le divine spose di Zeus. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Tutti sanno che il dio supremo Zeus, dopo che conquistò il trono dell’Olimpo, prima di sposare Era, colei che diverrà la sposa regina ufficiale, diciamo così, ebbe tante altre mogli. Il figlio di Crono poteva scegliere tra un bel po’ di Titanidi; e si concesse pure dopo aver nominato Era come sua consorte al trono, di conquistare tutte le fanciulle mortali che desiderasse.
Egli era il re, e tutto gli era permesso, e quando non otteneva il consenso, sapeva come conquistare le sue amanti.

Titanomachia. Guerra tra Titani. Mitologia

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

Per dieci lunghi anni la terra conobbe distruzione e devastazione. Fu sconvolta da terremoti, maremoti, tempeste, uragani. Si spostarono e si sgretolarono le montagne, i mari furono perennemente in tempesta a un passo da sommergere la terra tutta. I fiumi inondavano le terre, i laghi scomparivano sprofondando nelle viscere della terra, le valli bruciavano! Orribili crepaci, precipizi, gorghi, si formarono dappertutto. Dalle fauci dei vulcani sgorgava lava e dalle crepe d’intorno si sprigionava fumo intenso, acre, che sapeva di zolfo dal colore scuro.

Il figlio del Sole. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Come tutte le divinità mitologiche, anche il Sole ebbe un bel po’ di figli e di figlie. Tra questi, uno in particolare gli diede un sacco di problemi: Fetonte, che vuol dire “lo splendente”. Fetonte era ambizioso cocciuto e prepotente. Da un po’ di tempo aveva un’idea fissa, una vera ossessione: voleva a ogni costo prendere il posto del padre alla guida del carro di fuoco.

L’imperatore vanitoso e i suoi nuovi vestiti. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Messa in voce di Gaetano Marino

Molti anni fa viveva un imperatore che amava tanto vestire con abiti sempre nuovi e stravaganti. Ogni suo avere lo impegnava ad acquistare vestiti eleganti. Possedeva un vestito per ogni ora del giorno. Nella grande città in cui regnava giungevano ogni giorno molti stranieri tessitori e sarti. Tutti proponevano un vestito nuovo all’imperatore, ed egli acquistava quel che offrivano. Un giorno arrivarono due sarti impostori: si fecero passare per tessitori e sostennero di saper tessere e cucire la stoffa più sottile, più resistente e bella che mai si potesse immaginare.

Il leone e il moscerino. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un moscerino s’avvicinò quatto quatto al naso di un leone. Il re degli animali socchiuse le palpebre degli occhi, vide l’insetto proprio davanti ai suoi occhi.
-Oh! Oh! Tu, insignificante moscerino! Come puoi avere il coraggio di starmi sul naso, e davanti agli occhi.
-Ma tu chi ti credi di essere?- rispose il moscerino.

  • Ma tu forse non sai chi sono io, vedo! disse il leone.
  • No che non lo so. Rispose il piccolo insetto.
  • Ah, non lo sai, dunque?
  • Ma che sei sordo, leoncino caro. t’ho detto che non lo so.
  • Io sono, o miserabile insignicante e maleducato moscerino, Io sono il re degli animali, sono il re leone, il possente sovrano. Mai sentito parlare? Guarda quanto sono grosso, forte, implacabile con i miei artigli e le mie zanne.
    Il leone mostrò le sue zampe, gli artigli e le poderose zanne, e infine ruggì.
  • Mamma mia che alito fetido che ti ritrovi, eh?
  • Che hai detto? Disse il leone rizzandosi sulle quattro zampe. Non vedi quanto io sono possente?
  • E tu, e tu che credi di farmi paura perché sei grosso e grande? O perché dici di essee il re di tutti gli animali. Ah Ah Ah!
  • Bada, citrullo moscerino, che se mi monta la rabbia…
    E che succede se ti monta la rabbia? Pucci pucci, mi fai la bua? Ahahahah… smonta smonta, caro belllo.
  • Ma tu guarda sto cosetto.
  • Senti leonaccio caro, mi sa che sto cosetto allora deve darti una belle lezione.
  • Ma lasciami perdere, va!
  • Bene, cosino cosino, non proprio prima di averti dato una bella lezione, ti lascerò perdere. Ti mostro io chi è il più forte tra noi due! Vediamo se mi acchiappi!
    Fu così che il temerario e improvvido insetto prese lo slancio e si lanciò in picchiata contro la fronte del leone, il quale provò ad acciuffarlo, ma inutilmente. Scagliava le zampe armate d’artigli poderosi sula fronte, nel tentativo di acciuffare il moscerino, ma l’insetto fu velocissimo nello scansare i colpi. Il leone sgraffiava e ruggiva, tirava gli artigli sulle proprie orecchie, il mento. L’unico guaio fu che colpiva solo se stesso, e colpiva forte con tutta la rabbia. Si rotolava su se stesso, infilzava come una furia gli artigli sulla propria pelle, la strappava dalla ferocia, sinché si ridusse ad una belva insanguinata, stanca, sfiancata, con la bava alla bocca e con gli occhi infiammati.
    Il moscerino intanto aveva già da un po’ abbandonato il collo del leone e si godeva lo spettacolo standosene seduto su di un ramoscello. Eh sì, il moscerino aveva vinto, senza nemmeno tanta fatica.
  • Povero leoncino, pensavi d’essere tu il più forte, e invece, guarda come ti sei ridotto. Disse il moscerino. – Sono io ormai il più forte. Ciao ciao. E il moscerino, tronfio e borioso volò via ad annunciare al mondo la sua vittoria.
    Ma fece poca via, ahimé, perché… Pataspakette, finì su una ragnatela, che esso non aveva visto in tempo; tanto era premuroso nel fare lo sbruffone. E finì nella trappola di un ragno.
    -Toh, guarda guarda chi è venuto a farci visita: un misero moscerino!- disse il ragno che stava tra i suoi fili.
    -Peccato, speravo di catturare un animale più grosso. Ma pazienza, bisogna essere umili, oggi questo c’è e questo ci mangiamo, meglio di nulla, domani si vedrà.
    E il ragno, in un solo boccone, divorò il moscerino

A volte si combatte con forza e ingegno contro i più forti e si vince; ma mai bisogna credersi forti per sempre, perché altre volte si diventa vittime di insignificanti avversari, e si perde con umiliazione.

Il cigno, l’oca e il cuoco. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Il cigno, l’oca e il cuoco
Nel grande giardino di un castello vivevano tantissimi uccelli. Uccelli di ogni razza.
Alcuni erano liberi di volare dappertutto, da un albero all’altro e di cantare felici, altri erano uccelli domestici, che razzolavano sul terreno e attendevano il loro turno per finire in padella.
Un cigno e un’oca bianca, che s’incontravano ogni giorno nelle acque di un laghetto del parco, fecero grande amicizia.
Nuotavano spesso fianco a fianco, e da lontano parevano quasi fratelli, ma da vicino appariva subito che il cigno era di buona razza regale.
Aveva forme più eleganti, mentre quelle dell’oca erano goffe e grassottelle.
Il cigno era ritenuto da sempre un ospite nobile e distinto del giardino, mentre l’oca si sapeva destinata a finire in pentola non appena fosse arrivato qualche ospite al castello.
La differenza fra i due si notava ancor di più quando aprivano il becco: il cigno aveva un canto armonioso, mentre l’oca non sapeva fare altro che starnazzare stonata e sgraziata.
Nonostante tutto l’oca, stando sempre fianco a fianco al cigno, finì col credersi lei pure un nobile animale.
E in segreto sperava che quando fosse venuta l’ora di finire in pentola, il cuoco si sbagliasse e tirasse il collo al cigno, anziché a lei. E questo perché erano amiche.
E avvenne proprio che un giorno il cuoco, un po’ sbronzo, scambiò il cigno coll’oca e lo afferrò per il collo. Ma il cigno si lamentò con un canto tanto dolce che il cuoco, stupito, si accorse dell’errore ed esclamò: – Oh, mamma mia, cosa stavo facendo! Non sia mai che io tagli la gola a chi sa servirsene così bene!
E lo lasciò libero. L’oca invece finì in pentola, tra le patate e le verdure.

Ade, il dio degli inferi prende moglie. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Ade era un dio ricco, potente e molto temuto. Egli era il signore dell’Oltretomba. Il suo regno dunque, era popolato dalle ombre dei morti. E chi non temeva la morte? Proprio per questo ogni fanciulla o dea inorridiva all’idea di diventare sovrana di un regno dove stava sempre il buio nero nero, riempito da grida e dolore, qua e là qualche fiammata, e soprattutto, una volta entrati, non si poteva più tornare indietro. […]

I gatti, i topi e la fame. Una fiaba dall’Africa.

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

C’era un paese che in quel tempo fu colpito da una grave e mortale carestia. Uomini e animali non riuscivano a sopravvivere. I gatti soprattutto ne soffrirono, e assai più dei topi, loro eterni nemici e prede: non riuscivano più a trovare cibo, persino i vermi di sottoterra erano scomparsi. Per i topi invece, la carestia non fu così drammaticamente mortale, anzi, furono loro i primi a trarne vantaggio. […]

Il bambino d’oro e il bambino d’argento. Una fiaba africana

Messa in voce di Gaetano Marino

Niame, il più potente fra i maghi del cielo, viveva in una fattoria posata sopra un bellissimo tappeto di nuvole. Un giorno decise di prendere moglie e invitò a presentarsi le quattro fanciulle più belle della sua tribù. Poi domandò a ciascuna: – Che cosa faresti, per me, se io ti sposassi? […]

La regina delle api. Una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba adottata da Freedom LAC e messa in voce da Gaetano Marino

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Due giovani principi se ne andarono in cerca di peripezie, e come sempre accade finirono col trascorrere una vita da fannulloni; tanto che non fecero più rientro a casa.
Avevano un fratello piccolo che loro chiamavano Tontolone. Questi andò alla ricerca dei fratelli e quando li trovò, loro, per gratitudine, lo presero in giro e lo canzonarono. […]

Poseidone, la sposa Anfitrite e il delfino gentile. Mitologia

Scritto e messo in voce da Getano Marino

Ed ecco che un giorno la bella Anfitrite, mentre si trovava nella misteriosa isola greca di Nasso, terra bagnata dalle acque del mare Egeo, partecipò alle danze di un gruppo di ninfe vestite di lino bianco trasparente; quelle fanciulle parevano fluttuassero nell’aria. Fu allora che Poseidone vide la bella Anfitrite per la prima volta, e non seppe resistere.

Il patto fra i topi e i gatti. Una favola dall’Africa

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta il re dei gatti mandò un messaggio alla regina dei topi, che governava su un vasto territorio. Proponeva che i gatti potessero sposarsi con i topi, per arrivare, come risultato finale, a creare la pace fra le due razze. Entrambe le specie avrebbero così potuto condurre una vita prospera e felice. Il messaggero incaricato era una volpe, scelta ufficialmente dai gatti per operare in qualità di meditatore. Nell’atto di presentare il messaggio alla regina dei topi, la volpe, disse: “Vostra maestà! Non ci sarà mai pace in questo mondo fino a che gli uomini imporranno la loro volontà. […]

Il Re Mida e la Mucca. Di Gianni Rodari

Messa in voce di Gaetano Marino

Il re Mida era un grande spendaccione, tutte le sere dava feste e balli, finché si trovò senza un centesimo. Andò dal mago Apollo, gli raccontò i suoi guai e Apollo gli fece questo incantesimo: – Tutto quello che le tue mani toccano deve diventare oro. […]

Alice Cascherina. Di Gianni Rodari

Messa in voce di Gaetano Marino

Questa è la storia di Alice Cascherina, che cascava sempre e dappertutto.
Il nonno la cercava per portarla ai giardini: – Alice! Dove sei, Alice?
Sono qui, nonno. – Dove, qui?
Nella sveglia.
Sì, aveva aperto lo sportello della sveglia per curiosare un po’, ed era finita tra gli ingranaggi e le molle, ed ora le toccava di saltare continuamente da un punto all’altro per non essere travolta da tutti quei meccanismi che scattavano facendo tic-tac.
Un’altra volta il nonno la cercava per darle la merenda: – Alice! Dove sei, Alice?
Sono qui, nonno. – Dove, qui?
Ma proprio qui, nella bottiglia. Avevo sete, ci sono cascata dentro. […]

Il cacciatore sfortunato. Di Gianni Rodari

Messa in voce di Gaetano Marino

– Prendi il fucile, Giuseppe, prendi il fucile e vai a caccia, – disse una mattina al suo figliolo quella donna. – Domani tua sorella si sposa e vuol mangiare polenta e lepre.
Giuseppe prese il fucile e andò a caccia. Vide subito una lepre che balzava da una siepe e correva in un campo. Puntò il fucile, prese la mira e premette il grilletto. Ma il fucile disse: Pum!, proprio con voce umana, e invece di sparar fuori la pallottola la fece cadere per terra. […]

Tonino l’invisibile. Di Gianni Rodari

Messa in voce di Gaetano Marino

Una volta un ragazzo di nome Tonino andò a scuola che non sapeva la lezione ed era molto preoccupato al pensiero che il maestro lo interrogasse.
«Ah, – diceva tra sé, – se potessi diventare invisibile…»
Il maestro fece l’appello, e quando arrivò al nome di Tonino, il ragazzo rispose: – Presente! – ma nessuno lo sentì, e il maestro disse: – Peccato che Tonino non sia venuto, avevo giusto pensato di interrogarlo. Se è ammalato, speriamo che non sia niente di grave. […]

Il topo che mangiava i gatti. Di Gianni Rodari

Messa in voce di Gaetano Marino

Un vecchio topo di biblioteca andò a trovare i suoi cugini, che abitavano in solaio e conoscevano poco il mondo. – Voi conoscete poco il mondo, – egli diceva ai suoi timidi parenti, – e probabilmente non sapete nemmeno leggere. – Eh, tu la sai lunga, – sospiravano quelli. – Per esempio, avete mai mangiato un gatto? – Eh, tu la sai lunga. Ma da noi sono i gatti che mangiano i topi. – Perché siete ignoranti. […]

L’uomo che voleva uccidere Dio. Una leggenda dall’Africa

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

In quel tempo lontano vivevano due fratelli. Il maggiore si chiamava Ebèba, il minore Eleya. Ebèba non se la passava tanto bene, la povertà era stata da sempre sua compagna, mentre Eleya era assai ricco e fortunato. […]

Farfallino. Una fiaba di Luigi Capuana

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un contadino che dietro la sua casetta aveva un piccolo orto. Vi coltivava cavoli, lattughe, sedani e cipolle. Sua moglie lavorava quanto lui. Filava, tesseva, cuciva. E di quel che tutt’e due guadagnavano non spendevano neppur la metà. Pensavano all’avvenire della loro unica figliola che cresceva bella e buona e aveva sette anni. La bambina passava molte ore della giornata nell’orto dove, in un cantuccio, coltivava dei fiori. Un giorno, mentre la bambina parlava col babbo o con la mamma, le parve di sentirsi chiamare dall’orto. […]

L’asino che perse le orecchie. Una fiaba dall’Africa

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un gruppo di asini che viveva nella foresta. Questa era ricchissima di erba novella ed era attraversata da numerosi corsi  d’ acqua fresca. Grazie a tutti questi doni della natura, gli asini  erano ben nutriti e vivevano felicemente. Ogni giorno ballavano ragliavano, al colmo della gioia. Ma anche se la vita era così  generosa con loro, uno del gruppo non riusciva a essere felice. Quello che lui voleva ere un bel paio di corna sulla testa, come quelle che hanno il toro o il bufalo d’acqua. Gli sembrava che la vita senza un bel paio di corna sulla testa non fosse degna di essere vissuta. […]

La storia di Narciso. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una bellissima ninfa che diede alla luce un bambino: il piccolo Narciso. Questo era il suo nome. Egli cresceva accanto a sua madre, dalla quale era amato come pochi al mondo lo sono mai stati. Per lui nulla era troppo bello, troppo delicato o troppo prezioso. Un giorno volendo conoscere il destino del suo adorato figlio la ninfa si recò dall’indovino Tiresia, la cui sapienza era leggendaria: – Mio figlio vivrà fino a una felice vecchiaia? – gli domandò. – Sì – rispose Tiresia – Se non conoscerà se stesso. […]

Perseo e il mostro Medusa. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

[…] Medusa era circondata da centinaia e centinaia di uomini che erano diventati statue di pietra per aver fissato lo sguardo su di lei. “Come faccio a ucciderla senza guardarla?” si chiedeva Perseo, preoccupato. Un raggio di sole si rifletté sullo scudo di Atena, e Perseo ebbe un’idea. Si mise lo scudo davanti al viso e volò all’indietro trasportato dai sandali alati. Riuscì cosi a guardare il mostro, riflesso nel metallo lucidissimo. […]

La storia di Giasone e Medea, il vello d’oro – Mitologia

Adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Medea prepara per Giasone un unguento magico che lo proteggerà dal fuoco sputate dai due tori e gli dona un rubino fatato, capace di proteggerlo dai guerrieri della seconda prova. Nonostante Giasone abbia superato le prove, Eeta rifiuta di cedere il Vello d’Oro, allora Giasone, sempre aiutato da Medea, addormenta il drago, messo a guardia del Vello, se ne impadronisce e torna con la nave verso Iolco con Medea. […]

Amore e Psiche, anima curiosa. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Ma alla dea dell’Amore, Afrodite, non fece piacere che qualcuno osasse mettere a confronto la sua bellezza con quella di una semplice mortale. Ma quando vide Psiche riconobbe, suo malgrado, che quella bellezza meritava davvero lodi e apprezzamenti assai maggiori. Afrodite decise di vendicarsi.

La leggenda e il mito di Semiramide. Una regina colomba.

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

Semiramide fu una grande regina della città di Babilonia. Donna affascinante, bella, indomabile, di immenso valore e di grande coraggio mostrato nelle imprese e nell’esercizio delle armi. Ogni fatto della sua vita ebbe inizio nella regione della Siria, e precisamente nella città di Ascalona, dove si venerava Derceto, una dea che si pensava vivesse nelle profondità di un lago vicino alla città. […]

Uno gnomo in giardino. Una leggende Olandese

Messa in voce di Gaetano Marino

Nell’Olanda del Nord viveva in un villaggio un modesto mugnaio che lavorava da mattina a sera per soddisfare i bisogni della sua famiglia. Una volta, mentre stava al lavoro, udì una vocina che chiedeva disperatamente aiuto. Il mugnaio si precipitò nella direzione da dove proveniva il grido d’aiuto e, con grande stupore, vide un esserino simile a una bambolina che stava per essere schiacciato dalla macina del mulino. […]

Perché la gente muore e non rinasce più. Un racconto dall’Africa

Messa in voce di Gaetano Marino

Tanto tempo fa, la Luna, che muore e rinasce ogni quattro settimane, disse un giorno alla lepre: – Va’ e annuncia agli uomini che come io muoio e nasco di nuovo, anch’essi moriranno e rinasceranno. […]

Luna innamorata. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Dalle buie acque dell’Oceano sorgevano gli astri. Tra questi stava pure la Luna. Ella percorreva il cielo di notte, e pare che non potesse mai stare senza amore. Tra le sue tante storie di passione ci fu quella verso Endimione, giovane uomo e forte. La dolce e luminosa Luna lo amava solo nel sonno, così che la notte era compagna e unico vero abbraccio del desiderio. Ma il tempo scorreva per tutti. La Luna restava sempre giovane e lucente, e il suo amato umano, ahimè, invecchiava inesorabilmente. Solo in sogno dunque, i due potevano amarsi.

Eracle. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Eracle era un tipo eccezionale. Principalmente per la forza che divenne leggendaria; ma già il modo in cui nacque e il modo in cui fu concepito, furono davvero fuori dal comune. Sua madre si chiamava Alcmena ed era sposata con un uomo di nome Anfitrione, che un giorno partì per la guerra. Alcmena era sicuramente molto bella e attraente: un giorno Zeus la vide e se ne innamorò. Lei però, era innamorata di suo marito Anfitrione e non degnò il dio di un solo sguardo. Zeus non era tipo da arrendersi. Così, usando i suoi poteri divini, si trasformò in un uomo uguale ad Anfitrione: stessi capelli ricci, stessa barba, identico fisico atletico. […]

Sette piccoli corvi e sette fratelli. Una fiaba dei fratelli Grimm

Messa in voce di Gaetano Marino

Un uomo aveva sette figli maschi e neanche una bimba, per quanto la desiderasse. Finalmente la moglie si trovò ad essere di nuovo incinta e diede alla luce proprio una femminuccia. Era una bimbetta molto bella, ma, ahimé, troppo piccola e fragile, tanto che dovettero battezzarla subito. Il padre inviò di fretta uno dei ragazzi alla fonte a prendere l’acqua per il battesimo, ma anche gli altri sei fratelli corsero con lui. […]

La famiglia felice delle lumache bianche. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un vecchio castello, dove non si mangiavano più le lumache, perché si erano estinte; ma non si erano estinte le piante di farfaraccio, che crescevano sempre più lungo i sentieri e le aiuole, tanto che non era più possibile controllarle; s’era ormai formato un vero e proprio bosco di farfaraccio, e tra le sue foglie vivevano le ultime due lumache, ormai vecchissime. […]

Il vecchio lampione e i suoi amici. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un buon vecchio lampione, che per moltissimi anni aveva prestato servizio; ma ora doveva essere sostituito. I tempi cambiavano anche per lui, e cambiavano tristi e male. Era quella dunque, l’ultima sera che il vecchio lampione stava sul palo a illuminare la strada. Aveva perciò una paura terribile, perché sapeva che dovevano presentarlo in municipio, davanti al consiglio dei Trenta, per decidere se fosse ancora utile al servizio, o mandarlo ad illuminare in periferia o chissà dove, o, peggio ancora, se finire in una fonderia ed essere trasformato in chissà cosa. […]

Il cervo e la vigna. Una favola di Esopo

Messa in voce di Gaetano Marino

A volte le certezze si trasformano in delusioni molto pericolose. Non bisogna mai sottovalutare il pericolo finché esso non sia realmente passato.

Il vecchio usuraio fra le spine. Una fiaba dei fratelli Grimm

Messa in voce di Gaetano Marino

Un ricco contadino aveva un garzone, di nome Crisponzio, a lavoro da ben tre anni. Il garzone era sempre stato un buon lavoratore e fedele, nonostante il contadino non gli avesse ancora dato un solo mese di salario. Quel povero ragazzo finalmente si stancò di faticare per per nulla e un bel giorno decise di recarsi dal padrone contadino e gli disse: — Padrone, io vi ho servito bene per tutti questi anni e spero che prima o poi che mi darete quanto merito. […]

Pandora e il vaso misterioso. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…]Zeus decise di inviare sulla terra una creatura modellata apposta, una donna, che si chiamava Pandora, che in greco significa “tutti i doni”. Fu creata da Efesto e Atena, aiutati da tutti gli dei, per ordine di Zeus. Ognuno donò a Pandora una qualità: la bellezza, la grazia, l’abilità manuale e la persuasione.[…]

Il leopardo e il monaco. Una fiaba africana

Messa in voce di Gaetano Marino

Una volta un leopardo stava per essere ucciso da un gruppo di cacciatori. Fortunatamente per lui, nella sua fuga trovò un monaco che si stava recando a un monastero. “O Monaco! Sant’uomo, salvami tu! Salvami, ti scongiuro! La mia vita è in pericolo! I cacciatori sono sulle mie tracce” disse il monaco. L’umile monaco aprì la sua sacca e permise al leopardo di nascondersi. Poi legò l’imboccatura del suo sacco e riprese il cammino, con il leopardo che gli ballonzolava […]

Prometeo, benefattore dell’umanità. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Prometeo, il cui nome significa colui che prevede, fu il più intelligente tra tutti i Titani; ovviamente dopo Zeus. Prometeo era cugino di Zeus, in quanto figlio del Titano Giapeto, fratello di Crono. Sua madre appare di incerta provenienza e nome. A volte la si identifica con Asia, o con Climène, entrambe figlie di Oceano. […]

Fata Fiore. Una fiaba di Luigi Capuana

Messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta due sorelle che erano rimaste orfane sin dall’infanzia: la maggiore bella quanto il Sole, diritta come un fuso, con una grande chioma di capelli che parevano d’oro; la minore, invece, era così cosiì, né bella né brutta. Restava piccina, magrolina e… zoppina da un piede. Per la sorella maggiore e cattiva, non aveva nome: era semplicemente la zoppina. […]

L’uomo di neve. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Messa in voce di Gaetano Marino

«Fa così freddo che scricchiolo tutto» disse l’uomo di neve. «Il vento, quando morde, fa proprio resuscitare! Come mi fissa quello là!» e intendeva il sole, che stava per tramontare. «Ma non mi farà chiudere gli occhi, riesco a tenere le tegole ben aperte.»Infatti i suoi occhi erano fatti con due pezzi di tegola di forma triangolare. La bocca invece era un vecchio rastrello rotto, quindi aveva anche i denti. Era nato tra gli evviva dei ragazzi, salutato dal suono di campanelli e dagli schiocchi di frusta delle slitte. […]

Il lupo e la volpe. Una fiaba dei fratelli Grimm

Messa in voce di Gaetano Marino

Il lupo aveva con se la volpe; e questa era obbligata a fare ciò che egli voleva, poiché‚ era la più debole; sicché‚ le sarebbe tanto piaciuto liberarsi di quel padrone. Un giorno attraversarono il bosco insieme, e il lupo disse: -Pelorosso, procurami qualcosa da mangiare, o mangio te-. La volpe rispose: -Conosco una fattoria dove ci sono due agnellini; se vuoi possiamo prenderne uno-. Il lupo fu d’accordo: andarono, la volpe rubò l’agnellino, lo portò al lupo e se ne andò. Il lupo lo divorò, ma non era ancora sazio. […]

Il dio Ade e il regno dei morti. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

[…]L’oltretomba era il regno dei morti e il dio Ade se ne stava là sotto al buio, tutto solo. Nascoste, nelle viscere della terra, c’era un’immensa ricchezza, ci stavano pietre preziose e i metalli pregiati per forgiare le armi. Il regno di Ade era dunque immenso, un labirinto senza fine circondato dal fiume nero che si chiamava Stige. Su quel fiume, che separava il regno dei vivi da quello dei morti, transitavano le anime dei morti. Viaggiavano a bordo di una barca condotta dal terribile capitano Caronte.[…]

Iside e Osiride, dei e sposi felici. Mitologia dall’Egitto

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…]Quello di Iside e Osiride fu il più popolare tra i miti egiziani. Essi furono la coppia divina più venerata. Il loro mito si ispirava al succedersi delle delle stagioni, e dunque, alla nascita e alla morte della vita. Ìside, era la dea della vita, della bellezza e della natura in fiore, e aveva sposato un giovane dio, Osìride, al quale erano cari i boschi, le messi e tutto quello che di bello la natura donava al mondo.[…]

Cappuccetto Rosso. Una fiaba dei fratelli Grimm

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una dolce bimbetta; solo a vederla le volevan tutti bene, e specialmente la nonna che non sapeva più che cosa regalarle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché le donava tanto, la dolce bimbetta non volle portare altro. Da allora la chiamarono sempre Cappuccetto Rosso.[…]

Rie, antico dio solare. Mitologia dall’Egitto

[…] Il dio Rie viaggiava su due barche solari: la prima chiamata Mandjet (Barca dei Milioni di Anni), o barca del mattino; la seconda chiamata Mesektet, o barca della notte. Queste imbarcazioni trasportavano il dio Rie nel suo viaggio attraverso il cielo e il Duat, l’oltretomba. Ma il dio Rie oramai si faceva vecchio assai, nuovi dei erano apparsi, più giovani e più vigorosi di lui; per questo riusciva difficile all’antico dio solare reggere l’insieme dell’universo con la forte e sicura mano di un tempo. […]

Quando la donna è una dea. Intrighi e amori sull’Olimpo e dintorni. Omero, Apollonio Rodio, Teocrito.

Traduzione di Patrizia Mureddu. Drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Università di Cagliari. Facoltà di Studi Umanistici – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica

I tre brani, accomunati dal tema della presenza femminile e dell’amore, mettono a confronto due modi diversi di intendere il mito e la stessa poesia: alla semplice ed arcana bellezza del mondo evocato da Omero si contrappongono le studiate scelte espressive e narrative dei due poeti-filologi alessandrini, che giocano con il modello, evocandolo o rovesciandolo.
La traduzione in endecasillabi sciolti, che vuole dare conto della dimensione fortemente poetica degli originali, cerca di fare transitare nel testo italiano alcune caratteristiche stilistiche (uso della ripetizione formulare nel testo omerico; arte allusiva e divertito distacco in Apollonio e Teocrito) dei testi di partenza.

Processo ad Antigone. Dalla tragedia di Sofocle.

Musiche dei TAC – Simon Balestrazzi
Traduzione, adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Tesi dell’accusa a cura di Denise Salis. Tesi della difesa a cura di Carlo Usai.
In collaborazione con l’Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici
Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica

Il fatto
Antigone, Figlia di Edipo e Giocasta, ha due fratelli, Eteocle e Polinice. Edipo è morto e i due fratelli si accordano per dividersi a turno il trono, ma Eteocle non rispetta i patti. Polinice, fugge in esilio e muove guerra alla sua città. Nel duello finale Eteocle e Polinice muoiono per mano reciproca. Il potere è assunto da Creonte, fratello di Giocasta. E qui comincia l’opera di Sofocle.
Creonte considera Polinice un traditore e ordina, nel pieno rispetto delle leggi dello stato, che il suo cadavere rimanga insepolto. Ma Antigone, appellandosi alla legge degli dei, che impongono pietà e la sepoltura dei parenti defunti, disobbedisce. Esce dalle mura, si avvicina al cadavere del fratello Polinice e lo cosparge con un pugno di terra dandogli simbolicamente sepoltura. La ragazza viene arrestata e portata alla presenza del re, dinanzi al quale rivendica la legittimità sacra del suo gesto. Creonte, adirato, ordina che Antigone sia sepolta viva in una grotta fuori città.

Il processo
Quando la docente di Letteratura Greca dell’Università di Cagliari, Patrizia Mureddu, mi chiese di mettere in scena l’Antigone di Sofocle, pensai di realizzare un processo in forma teatrale. Un motivo principe, o meglio, una domanda mi spinse in questa direzione: perché sono ben 25 secoli che ci si dibatte sulla questione aperta dal moderato Sofocle? Un dilemma infinito che contempla parecchi temi: lo stato, la pòlis, la famiglia, la legge degli uomini e quella degli dei. Per programmare il processo ho individuato nel testo del tragediografo ateniese il movente, focalizzando il capo d’accusa nel seguente dilemma: la giovane Antigone, seppellendo il proprio fratello Polinice, traditore della patria, ha fatto bene o no a trasgredire l’editto del tiranno Creonte, la figlia di Edipo è colpevole o innocente; è giusto o no che debba morire? In poche parole volevo mettere a giudizio Antigone, l’eroina di Tebe, e affidare allo spettatore il suo nuovo destino.

Storia della Principessa Ifigenia e del suo sacrificio. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…]La divina Artemide non lascerà partire nemmeno una nave, se tu, generale dei generali, Agamennone, non le avrai prima offerto un sacrificio.” I comandanti presenti si guardarono l’un l’altro ponendosi domande tra gli sguardi silenziosi. “Quale sacrificio?” Domandò Agamannone. “ Dimmi, o Calcante. Io sono pronto a qualunque sacrificio.” “La potente dea Artemide, vuole Ifigenia!” “Ifigenia? Mia figlia?!” Domandò Agamennone con uno sguardo di stupore disperato. “Dice la dea: ‘Quando Agamennone avrà offerto a me la sua figlia Ifigenia, sacrificandola sul mio altare levandole la vita, allora io perdonerò il suo orgoglio. Solo allora la tempesta cesserà e le navi potranno partire’.”[…]

Sa mamma e sa filla (La mamma e la figlia). Di Francesco Mango. Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda. Sanluri

Scritta da Francesco Mango e messa in voce da Mariana Fiore

Una borta ci fiat una pipia chi fiat a mala; sa mamma sa dì fiat coendi sa lissia, d’iat fatta inchietai mera, e ci d’hat ghettat aintru de su cardasgu. Debustis chi inci d’hat ghettat, fiat morta; e cumenzat a prangi sa mamma, is caridas d’hanti domandau, puita fiat chi pranziat, e issa arrispundit: — «Brigiredda moriat, e sa mamma prangiat». Is caridas iant intendiu aici, e cumenzaln]t a si azzappulai. Sa porta domandat a is caridas: «Ita teneis chi s’azzappulais?! […]

La mamma e la figlia (Sa mamma e sa filla), di Francesco Mango. Versione in lingua italiana

Scritta da Francesco Mango e messa in voce da Gaetano Marino

Una volta c’era una bimba che faceva la cattiva; la madre quel giorno era facendo il bucato; l’aveva fatta inquietare molto, e la gettò dentro la caldaia. Dopo che l’aveva gettata, era morta; e incomincia a piangere la madre, le sedie le domandarono perché piangeva, ed essa rispose: — «Brigidetta moriva, e la madre piangeva». Le sedie sentendo
così, incominciarono a pestare. […]

Su meri e su serbidori (il padrone e il servo). Una fiaba di Francesco Mango. Versione il lingua sarda (Sanluri).

Scritta da Francesco Mango e messa in voce da Mariana fiore.

Una borta ci fiat unu preri chi circara unu serbidori. Una dì indiddi benit unu, d’hat aggiustau, d’iat nau chi deppia fai prangiu, chi di deppia ponni is miggias e is buttinus; insandus d’iat mostrau is crapittas, e d’iat nau: «Comenti si nanta custas? — «Is crapittas», arrispundit su serbidori. Pigat su meri e di donat una bussinara; «no, no si nanta aici: is trippiddis, trappiddis». […]

Il padrone e il servo (Su meri e su serbidori). Una fiaba di Francesco Mango. Versione in lingua italiana.

Scritta da Francesco Mango e messa in voce da Gaetano Marino

Una volta c’era un prete che cercava un servo. Un giorno ne viene uno; pattuì, e gli aveva detto che doveva fare il pranzo, che gli doveva mettere le calzette e gli stivali; allora gli mostrò le scarpette, e gli disse: — Come si chiamano queste? — – Le scarpette, rispose il servo. – Prende il padrone e gli dà uno schiaffo; -no, no, si dice così: is trippiddis is trippiddis. […]

La volpe e la gazza. Una favola di Leonardo da Vinci

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Leonardo fu anche scrittore di favole ricche di grande impegno morale. Esse mettono in guardia dai pericoli dell’ignoranza, dell’invidia, della superbia e della presunzione.
Sono storie brevi, dove le vicende della natura e degli animali, in tutte le loro forme, reali e mitologiche, aiutano a comprendere meglio la storia degli uomini. Un significativo esempio della capacità di Leonardo di parlare di temi universali con un linguaggio ricco e pungente. “La vera saggezza nasce dalla conoscenza della Natura e da una vita in armonia con essa” (LdV)

La fondazione di Roma, tra storia e leggenda. Di Lev Nikolaevič Tolstoj

Messa in voce di Gaetano Marino

Tra le tante ipotesi Roma fu fondata il 21 aprile 753 a.C. L’intera storia della grande città è ricca di riferimenti a personaggi ed episodi mitici, ricostruiti in piena età augustea per la glorificazione dell’intera gens Julia, alla quale apparteneva il primo imperatore Augusto, figlio adottivo di Cesare, il cui progenitore era Enea, fuggitivo dalla città di Troia, conquistata e distrutta dalle fiamme ad opera degli Achei/Greci. Enea era figlio protetto di Afrodite/Venere. Nella sua fuga portò con se il padre Anchise e il figlio Ascanio. Dopo un lungo e periglioso viaggio nel Mediterraneo (Eneide/Virgilio) Enea approdò nel Lazio. Da lui lui provennero Remo e Romolo, fratelli gemelli e fondatori di Roma.

La volpe e il caprone. Una favola di Leonardo da Vinci

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Leonardo fu anche scrittore di favole ricche di grande impegno morale. Esse mettono in guardia dai pericoli dell’ignoranza, dell’invidia, della superbia e della presunzione.
Sono storie brevi, dove le vicende della natura e degli animali, in tutte le loro forme, reali e mitologiche, aiutano a comprendere meglio la storia degli uomini. Un significativo esempio della capacità di Leonardo di parlare di temi universali con un linguaggio ricco e pungente. “La vera saggezza nasce dalla conoscenza della Natura e da una vita in armonia con essa” (LdV)

09-Rime di Favole di Jean de La Fontaine. Il gatto, il topo e altre storie.

Traduzione di Emilio De Marchi. Messa in voce di Gaetano Marino

Le favole di Jean de La Fontaine sono undici raccolte di storie in versi, in cui gli attori vengono rappresentati da animali. Egli è il continuatore delle favole di Esopo e Fedro, dove il suo linguaggio predilige spesso la satira e il grottesco, insieme ai giochi di parole ben tradotti in italiano da Emilio de Marchi. Sono favole in rima che non danno scampo ai più deboli; senza però trascurare il senso di solidarietà e di pietà verso gli sconfitti. La natura umana del più forte vince, ma spesso trova la sua rivincita nel coraggio di chi lotta contro l’ordine della natura, e tutto si risolve in una situazione ridicola e buffa a scapito dei più forti.

La pulce e l’uomo. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Chi fa danni deve essere preparato a subirne le conseguenze

I figli litigiosi. Una favola di Esopo.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

I figli di un contadino non andavano d’accordo e litigavano per ogni cosa. Il contadino, per quanto continuasse ad ammonirli, non riusciva a correggerli. Pensò allora di ricorrere ad un esempio pratico, e disse loro di portargli un fascio di verghe. Unì le verghe in un fascio ben stretto, le consegnò ai figli e ordinò loro di spezzarle, ma per quanti sforzi facessero non ci riuscirono. Allora il contadino sciolse il fascio e diede ai figli le verghe una ad una, e siccome le rompevano senza alcuno sforzo, soggiunse: Così anche voi, figli miei, se sarete uniti, nessun nemico vi potrà sconfiggere, ma se litigherete, diventerete per una facile preda, e l’avranno vinta loro.

L’amicizia tra la tartaruga e l’aquila. Una favola africana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La tartaruga e l’aquila non possono incontrarsi spesso: una passa il suo tempo tra le nuvole e l’altra sulla terra. Ma quando l’aquila comprese che cara compagna potesse essere la tartaruga, venne a cercarla nella sua tana.
La famiglia della tartaruga fu molto contenta della sua compagnia e l’aquila mangiò così bene che tornò spesse volte: ogni volta che andava via rideva, Ha, ha! Posso godermi l’ospitalità della tartaruga sulla terra, ma lei non potrà mai raggiungere il mio nido, lassù in cima agli alberi!
Ben presto le frequenti visite dell’aquila, il suo egoismo e la sua ingratitudine furono sulla bocca di tutti gli animali della foresta.

Il contadino e la pianta. Una favola di Fedro

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un contadino che aveva un campo. Nel suo campo cresceva una pianta che purtroppo non portava frutti, ma serviva solamente da riparo ai passeri e alle cicale con il loro canto. […]

La giraffa vanitosa. Una favola dall’Africa

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono fiabe, favole, leggende e racconti che non finiscono mai di stupire. L’immaginario fantastico viaggia tra magiche virtù e lotte per la sopravvivenza. Un immenso luogo popolato da uomini e animali, a volte pure feroci, ma sempre generosi e disponibili al sorriso furbesco di una folgorante essenza dell’Africa, ricca di colori e terre sconfinate.

Artemide innamorata. Nascita della Costellazione di Orione. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Accadde una notte che li sorprese Apollo, un dio vanitoso, arrogante e geloso, ma soprattutto, dispettoso. Apollo vide la sorella Artemide che se ne andava per il mare aperto dirigendosi verso un’isola. Il dio la seguì e quando giunse sull’isola, si nascose in un anfratto di roccia, in attesa. Poi vide giungere dal mare un uomo, che nuotava proprio verso quell’isola. Quando giunse sulla spiaggia, Artemide gli corse incontro, si abbracciarono e subito una nuvola di lucciole li avvolse; poi scomparvero. […]

08-Rime di Favole di Jean de La Fontaine. Il gatto, la donnola, il coniglio e altre storie.

Traduzione di Emilio De Marchi. Messa in voce di Gaetano Marino

Le favole di Jean de La Fontaine sono undici raccolte di storie in versi, in cui gli attori vengono rappresentati da animali. Egli è il continuatore delle favole di Esopo e Fedro, dove il suo linguaggio predilige spesso la satira e il grottesco, insieme ai giochi di parole ben tradotti in italiano da Emilio de Marchi. Sono favole in rima che non danno scampo ai più deboli; senza però trascurare il senso di solidarietà e di pietà verso gli sconfitti. La natura umana del più forte vince, ma spesso trova la sua rivincita nel coraggio di chi lotta contro l’ordine della natura, e tutto si risolve in una situazione ridicola e buffa a scapito dei più forti.

07-Rime di Favole di Jean de La Fontaine. Il leone malato, la volpe e altre storie.

Traduzione di Emilio De Marchi. Messa in voce di Gaetano Marino

Le favole di Jean de La Fontaine sono undici raccolte di storie in versi, in cui gli attori vengono rappresentati da animali. Egli è il continuatore delle favole di Esopo e Fedro, dove il suo linguaggio predilige spesso la satira e il grottesco, insieme ai giochi di parole ben tradotti in italiano da Emilio de Marchi. Sono favole in rima che non danno scampo ai più deboli; senza però trascurare il senso di solidarietà e di pietà verso gli sconfitti. La natura umana del più forte vince, ma spesso trova la sua rivincita nel coraggio di chi lotta contro l’ordine della natura, e tutto si risolve in una situazione ridicola e buffa a scapito dei più forti.

06-Rime di Favole di Jean de La Fontaine. Il serpente, la lima e altre storie.

Traduzione di Emilio De Marchi. Messa in voce di Gaetano Marino

Le favole di Jean de La Fontaine sono undici raccolte di storie in versi, in cui gli attori vengono rappresentati da animali. Egli è il continuatore delle favole di Esopo e Fedro, dove il suo linguaggio predilige spesso la satira e il grottesco, insieme ai giochi di parole ben tradotti in italiano da Emilio de Marchi. Sono favole in rima che non danno scampo ai più deboli; senza però trascurare il senso di solidarietà e di pietà verso gli sconfitti. La natura umana del più forte vince, ma spesso trova la sua rivincita nel coraggio di chi lotta contro l’ordine della natura, e tutto si risolve in una situazione ridicola e buffa a scapito dei più forti.

Il leopardo e l’antilope. Una favola dall’Africa

Adattamento e messa in voce di  Gaetano Marino

Tutti sanno che il leopardo e l’antilope sono nemici fra loro, e spesso quest’ultima si trova a dover interpretare la parte della vittima nei loro scontri.
Un giorno, senza che nessuno dei due l’avesse voluto, un leopardo e un’antilope si incontrarono faccia a faccia. Decisero che era meglio se si mettevano a discutere fra di loro anziché azzuffarsi, e alla fine conclusero di porre fine alla loro inimicizia e di vivere assieme in pace. Ma…

Adattamento e messa in voce di  Gaetano Marino

Tutti sanno che il leopardo e l’antilope sono nemici fra loro, e spesso quest’ultima si trova a dover interpretare la parte della vittima nei loro scontri.
Un giorno, senza che nessuno dei due l’avesse voluto, un leopardo e un’antilope si incontrarono faccia a faccia. Decisero che era meglio se si mettevano a discutere fra di loro anziché azzuffarsi, e alla fine conclusero di porre fine alla loro inimicizia e di vivere assieme in pace. Ma…

Natale nella stalla. Un racconto di Astrid Lindgren

Messo in voce da Gaetano Marino

Era una notte di tanti anni fa. Due viandanti, un uomo e una donna, avanzavano nell’oscurità. Avevano camminato a lungo ed erano stanchi; avevano bisogno di dormire ma non sapevano dove. Le luci delle case erano spente. Tutti dormivano e non c’era nessuno che si preoccupasse dei viandanti in cammino. Era una notte fredda e buia, una notte senza stelle. Finalmente i due viandanti videro una piccola stalla. L’uomo apri leggermente la porta, e fece luce con la lanterna. Forse c’erano degli animali lì dentro? Lo speravano, perché dove ci sono gli animali c’è calore, e i due viandanti avevano bisogno di scaldarsi e di riposare. […]

05-Rime di Favole di Jean de La Fontaine. L’asino, il cagnolino e altre storie.

Traduzione di Emilio De Marchi. Messa in voce di Gaetano Marino

Le favole di Jean de La Fontaine sono undici raccolte di storie in versi, in cui gli attori vengono rappresentati da animali. Egli è il continuatore delle favole di Esopo e Fedro, dove il suo linguaggio predilige spesso la satira e il grottesco, insieme ai giochi di parole ben tradotti in italiano da Emilio de Marchi. Sono favole in rima che non danno scampo ai più deboli; senza però trascurare il senso di solidarietà e di pietà verso gli sconfitti. La natura umana del più forte vince, ma spesso trova la sua rivincita nel coraggio di chi lotta contro l’ordine della natura, e tutto si risolve in una situazione ridicola e buffa a scapito dei più forti.

04-Rime di Favole di Jean de La Fontaine. La volpe il becco e altre storie.

Traduzione di Emilio De Marchi. Messa in voce di Gaetano Marino

Le favole di Jean de La Fontaine sono undici raccolte di storie in versi, in cui gli attori vengono rappresentati da animali. Egli è il continuatore delle favole di Esopo e Fedro, dove il suo linguaggio predilige spesso la satira e il grottesco, insieme ai giochi di parole ben tradotti in italiano da Emilio de Marchi. Sono favole in rima che non danno scampo ai più deboli; senza però trascurare il senso di solidarietà e di pietà verso gli sconfitti. La natura umana del più forte vince, ma spesso trova la sua rivincita nel coraggio di chi lotta contro l’ordine della natura, e tutto si risolve in una situazione ridicola e buffa a scapito dei più forti.

Il cacciatore di serpenti e il pitone africano. Una favola dall’Africa

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta, in un villaggio vicino alla grande foresta, un uomo chiamato Mutisya. Questi si sposò con una donna chiamata Mariamu, e avevano due bambini. Mutisya per guadagnarsi da vivere faceva il cacciatore di serpenti nella grande foresta, e vendeva le loro pelli agli artigiani per fare scarpe e borse, in una piccola città non lontana dal villaggio. Purtroppo Mutisya non guadagnava abbastanza, e la famiglia viveva in povertà. Ogni mattina Mutisya usciva di casa per andare alla foresta, dove metteva le trappole per i serpenti. Vi erano giorni fortunati in cui riusciva a catturare e portare a casa numerose pelli di serpente, ma altri giorni, ed erano tanti, nei quali Mutisya tornava a casa con il sacco vuoto. […]

Il fagiolo che voleva essere palma. Una favola di Massimo Fancellu

Messa in voce di Gaetano Marino

Massimo Fancellu, sito webAgape Consulting

C’era una volta Eolo, un seme di fagiolo che, finalmente, diventa una piccola, tenera piantina. La piccola pianta di fagiolo, chissà perché, si era convinta di essere una palma; una di quelle palme alte quasi fino al cielo, tanto grande da fare ombra a chiunque. Il fatto di essere cresciuta in un campo di fagioli simili a lei non le importava; imperterrita, continuava a ripetere: “Diventerò una grande palma!”. […]

Una volta c’era (Una borta ci fiat), di Francesco Mango. Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua italiana

Scritta da Francesco Mango e messa in voce da Gaetano Marino

Una volta c’era un negoziante, ed era molto ricco, e voleva lasciare il negozio. Aveva fatto gettare un bando, “che a chi gli raccontava una storia, senza dire una volta c’era, dava il negozio”. C’erano tre fratelli a’ quali era morto il padre, che loro aveva lasciato un cavallo, una sella e le redini; […]

Una borta ci fiat (Una volta c’era), di Francesco Mango. Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua sarda. Sanluri

Scritta da Francesco Mango e messa in voce da Mariana Fiore

Una borta ci fiat unu negozianti, e fiat riccu mera, e si ndi boliat sfai de su negoziu. Iat fattu ghettai unu bandu. Chi a chini di contat una storia, senza de nai una borta ci fiat, dis iat a donai su negoziu. Ci fiant tres fraris chi dis fiat mortu su babbu, chi dis iat lassau unu quaaddu, una sedda e is frenus; […]

L’uomo che spaccò la statua. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Le favole di Esòpo per tutti. Scrittore greco, padre della favola per eccellenza. Le sue opere ebbero, e hanno ancora, una grandissima influenza sulla cultura occidentale. Le sue favole sono tutt’oggi estremamente popolari e note. Esòpo è una figura immersa nella leggenda. Non si conoscono con certezza le vicende della sua vita, non si sa nemmeno se sia vissuto nel settimo o sesto secolo a.C. Nei suoi racconti, storielle e raccolte di favole, emerge la sua intelligenza e il suo ingegno. Le favole di Esòpo furono riscritte, spesso imitate, da Fedro e altri scrittori moderni.

Il coniglio Kalulu ruba il pasto dell’elefante Tembo. Una favola Africana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un giorno il coniglio Kalulu stava osservando i cuccioli dell’amica Soko, la scimmia madre. I suoi tenerei pargoletti giocavano tra gli alberi, e ognuno di loro teneva il proprio fratellino per il collo, come fosse un prigioniero, ma per farlo usava la propria coda, che era lunga, come si sa. Il coniglio Kalulu pensò che questo gioco poteva servire a tante cose. Ma bisognava saperlo fare, e lui, Kalulu era un coniglio e non aveva una coda lunga. Ebbe però un’idea. Avrebbe potuto intrecciare le liane della foresta con un nodo. E così fece. Nei giorni che seguirono tantissimi animali rimasero impigliati foresta, e riuscivano a scappare con molta molta fatica. Tutti pensavano che fosse capitato per caso, ma in realtà, noi lo sappiamo bene, era Kalulu che sperimentava la sua trappola intrecciando le liane. […]

Gli Angeli di Natale. Di Fulvia Degl’Innocenti

Messa in voce di Gaetano Marino

Tra il cielo e la terra corrono lievi e luminosi gli angeli, i messaggeri di Dio. Tante sono le imprese che hanno compiuto dall’alba dei tempi, ma ovunque siano, qualunque sia la loro missione, c’è un attimo della loro eternità in cui tutto si ferma; è quando scocca la mezzanotte del 24 dicembre. È in quel preciso momento che lassù nel cielo queste impalpabili creature, fatte di gioia e di bontà, si mescolano alle stelle, e si ritrovano per ricordare la più bella delle storie, in cui tanti di loro furono protagonisti. […]

L’elefante e la formica, una favola dall’Africa

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’ era una volta un elefante assai vanitoso e pieno d’orgoglio.
Quando camminava per la giungla non si curava affatto di chi incontrasse sul suo cammino. Rompeva, spezzava e tirava giù alberi di ogni tipo. I suoi barriti facevano tremare tutti gli animali della jungla. Io sono grande, il più grande di tutti, il più forte, animali della giungla, guai a chi non mi rispetta! […]

Le scarpette di Natale. Racconto

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era la notte Santa. Un povero calzolaio lavorava ancora nella sua unica stanza, dove viveva insieme alla moglie. Entro la mattina successiva, avrebbe dovuto consegnare un paio di scarpe per il figlio di un ricco signore.

  • Hai già pensato a quello che potremo comprarci con il guadagno di questo lavoro? Chiese il calzolaio alla moglie.
  • Sono piccole: ci daranno ben poco! – scherzò la donna.
  • Beh, quest’anno è andata così. […]

Il leone e il bambino abbandonato. Una favola dall’Africa

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un giorno un leone se ne andava in giro per la foresta, quando d’improvviso trovò un bambino appena nato che ea stato abbandonato. Il leone, anziché mangiarselo, lo prese delicatamente tra le fauci e se lo portò nella sua tana. Nel tempo il leone adottò il bambino, come se fosse un suo cucciolo. Tanto che gli procurava il miglior cibo che potesse, così che il bambino crescesse robusto e sano. E il bambino crebbe in maniera stupefacente, addirittura si fece più forte del leone stesso. Ma il leone non aveva mai smesso di cercare i genitori del bambino, e tutti i giorni si recava al villaggio per riuscire a scoprire chi fossero. Il tempo passò e un giorno…

In quella notte di tanti anni fa. Il racconto del primo Natale.

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Un giorno Maria stava pregando nella sua stanza. Quando d’improvviso apparve una grande luce, di una luce che non s’era mai vista. Maria guardò quella luce e capì subito che si trattava di un angelo, che le disse: – Non devi aver paura, Maria. Io sono l’arcangelo Gabriele, e sono stato mandato da Dio, che ti vuole molto bene. Egli farà scendere su di te il Suo Santo Spirito. Per opera sua tu avrai un bambino, che chiamerai Gesù, il salvatore. Sarà il Figlio dell’Altissimo Onnipotente, il Re dei Re. Egli verrà al mondo per salvare il suo popolo, e il suo regno durerà per sempre, perché niente è impossibile a Dio. Maria rispose: – Io sono la serva del Signore, sia fatta la sua volontà. Anche il suo promesso sposo Giuseppe accolse la volontà del Signore, in obbedienza e nell’assoluto silenzio. […]

Il leone e il topo. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Il leone quel giorno stava facendo il suo solito riposo pomeridiano. Un topo transitò velocissimo sulla sua pelliccia. Ma il leone si destò rapido e agguantò il topo. Dilatò leggermente la bocca per ingoiarlo, quando la bestiolina lo implorò:
Ti scongiuro amico leone, ti scongiuro, non mangiarmi, vedi quanto sono piccolo, e che vuoi che sia per il tuo pancione. Lasciami andare ti prego. Se non mi mangerai io potrò esserti utile un giorno, credimi.
Ah ah ah ah… tu, potresti essermi utile?
Beh, non si può mai dire, signor leone.
Il leone si fece ancora una bella risata e disse:
Mi sei simpatico topastro, oggi voglio essere buono e ti lascio libero. […]

Canto di Natale. Da un racconto di Charles Dickens

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ebenezer Scrooge era un vecchio banchiere che viveva a Londra. Egli era un uomo ricco, avido, ed egoista. Il natale per lui era sempre stato una perdita di tempo. Scrooge rimproverava persino Dio per il riposo domenicale, perché esso era un danno serio per il commercio ed il guadagno. Talmente infastidito dalle festività, Scrooge, non solo lavorava ogni giorno con turni più lunghi di quelli degli operai delle fabbriche, ma costringeva il suo umile impiegato contabile Bob, al quale dava uno stipendio da fame, ovviamente, a fare altrettanto, obbligandolo a presentarsi al lavoro e rimanendo in ufficio fino a tardi anche il giorno della Vigilia di Natale, oltre il giorno di Santo Stefano, concedendogli con enorme risentimento di non lavorare il giorno di Natale. […]

Il gigante egoista. Una fiaba di Oscar Wilde

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tutti i bambini, appena usciti di scuola, correvano a giocare in quel giardino.
Era un giardino immenso con un castello al centro dove si ergeva una torre altissima. Si diceva che il padrone di tutto fosse un terribile e feroce Gigante. Un Gigante che aveva fama d’essere un grande Egoista. I bambini però amavano quel giardino da sempre e, non avendo mai visto il Gigante, vi correvano dentro per giocare. Forse è per questo motivo che in quel giardino pareva ci fosse sempre la bella stagione. Ma un giorno il Gigante Egoista tornò.

Storia di Giacomino dai capelli rossi e di come ingannò un diavoletto. Una fiaba di Gaetano Marino

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

Tanto tanto tempo fa viveva nell’isola di Sardegna un piccolo uomo, scuro e rosso di capelli. Il suo nome era Giacomino, detto Pilu Arrubiu, che vuol dire proprio capelli rossi. Pilu Arrubiu aveva fama d’essere un uomo bugiardo, imbroglione e ladro, e aveva anche la cattiva abitudine di bere troppo; specialmente Abbardente, una grappa tra le più buone e conosciute al mondo. […]

Alla ricerca dell’Isola di dove non si sa. Una fiaba di Gaetano Marino

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

Tra le vecchie colline della Martilla, un’antica regione di quell’isola sacra baciata dal sole, si trova l’antico villaggio di Caropepe. I suoi abitanti appartengono ad una delle più importanti e conosciute Tribù, dove nascono e vivono, ben custodite nelle sue capanne, infinite Storie di Sogni. Ebbene, proprio oggi, mentre sfogliavo un vecchio libro di fiabe nella biblioteca di Parole di Storie, d’improvviso è scivolato via dalle sue pagine un gruppetto di fogli. Questi che ora ho in mano. Ho pensato che si fossero staccati a causa dell’usura, il che capita spesso, perciò li ho subito raccolti, ma nel tentativo di rimetterli tra le pagine del libro, mi sono reso conto che questi fogli sono scritti a mano, in bella calligrafia d’inchiostro nero. […]