Il cervo e le sue corna. Una favola di Esopo

Il cervo e le sue corna. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

IL CERVO
Quel giorno un cervo si accostò al fiume per dissetarsi. Mentre ristorava la propria sete, scoprì la sua immagine riflessa. Il cervo iniziò a lodare le proprie corna, che erano ben fatte, solide, diramate e grandi; ma quando si osservò le zampe disse: – Oh mamma, come sono esili e brutte le mie zampe! D’improvviso, da dietro un cespuglio comparve un leone che si lanciò contro il povero cervo. Il cervo fuggì per la pianura, riuscendo a scampare dalla furia del leone, ma appena giunse nel bosco, le sue corna si imbrogliarono malamente tra i cespugli e non riuscì più né a muoversi né a sbrigliare il proprio corpo; ogni tentativo di liberarsi fu vano. Giunse il leone che lo afferrò forte con gli artigli possenti. Mentre sentiva prossima la fine il cervo si disse: – Sono stato uno stupido! Le mie zampe che credevo brutte e inutili son quelle che mi hanno fatto scappare, ed invece le corna, che credevo così belle e ben fatte mi hanno portato alla morte.

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