Il cinghiale e la volpe. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Il cinghiale e la volpe
Un cinghiale stava mettendo a filo di taglio le zanne, e s’adoperava contro la corteccia di un faggio. Passò di lì una volpe che restò a guardarlo. Il cinghiale incurante del nuovo spettatore, la volpe, continuò ad affilare le zanne con tanta forza e precisione da scuotere tutto, albero e cespugli intorno. Ma che fai, signor cinghiale, ti affili le zanne, – disse la volpe, – ma qui non c’è l’ombra di un solo predatore che possa cacciarti. Perché ti dai tanto da fare con quelle zanne? Carissima Volpe, se ci pensi benino, troverai la risposta, facile facile. – Replicò il cinghiale, – se qualcuno mi dovesse cacciare, predare, attaccare, non avrei certo il tempo per affilarmi le zanne. Ma se le avrò pronte, potrò farne buon uso. Previdenza è sempre la miglior difesa.

La favola ci insegna che dobbiamo prepararci prima che i pericoli ci sorprendano.

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