Il contadino e l’aquila. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Il contadino e l’aquila
Accadde un giorno che un contadino, mentre tornava dai campi, vide un’aquila che era rimasta intrappolata in una rete. L’uomo ebbe pietà di quella poveretta, che tentava in ogni modo di liberarsi inutilmente dalla rete. Anzi, più si dimenava e più la rete stringeva la sua morsa nelle sue maglie fitte, e più ancora l’aquila si feriva. Il contadino decise di darle una mano, di restituirle la libertà. Sfilò il suo coltello, che di solito usava per gli innesti delle piante da frutto, affilatissimo, e tagliò la rete.
L’aquila, appena sentì d’essere sciolta dalle maglie e dai lacci della rete, volò via, alta nel cielo, e il contadino fu molto felice e orgoglioso lieto di aver restituiti la libertà al grande volatile.
L’aquila non dimenticò quel gesto di bontà da parte del contadino.
Accadde così che un giorno, s’era di primo mattino, come era solito, il contadino portò a la sua mandria di mucche al pascolo.
Era appena cominciata l’estate, ma già faceva caldo. Il contadino, che era in piedi dall’alba, si accostò un momento ad un muricciolo a secco, per bere un sorso d’acqua.
Improvvisamente, in quell’istante, un’aquila si lanciò aprendo gli artigli, contro il contadino e gli rubò la cintura.
Il contadino disperato cercò di rincorrerla ma dopo pochi metri l’aquila lasciò cadere la cintura.
Stupefatto e incredulo per quel gesto, che non era naturale per un’aquila, che di solito una volta afferrata la preda mai e poi mai l’avrebbe abbandonata, e nulla poteva più salvarla. Si accorse invece, il contadino, che durante l’inseguimento dell’aquila il muro a secco, su cui stava seduto, era crollato trascinando con se ogni cosa.
Il contadino comprese allora che l’aquila gli aveva salvato la vita!
Chi fa del bene, prima o poi lo riceve.

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