Il grande serpente di mare. Una fiaba di Christian Andersen

Adattamento di Gaetano Marino e messa in voce di Edoardo Nonnis

C’era una volta un pesciolino di mare di buona famiglia che aveva milleottocento fratelli, tutti uguali a lui; non conoscevano né il padre né la madre e dovettero immediatamente provvedere a se stessi e nuotando qua e là. Avevano abbastanza acqua da bere, tutto l’oceano, e al cibo non pensavano perché lo trovavano ovunque. Il sole brillava sull’acqua, era trasparente, il mare era un mondo pieno di forme stranissime, parecchie spaventosamente enormi, con fauci grandissime, che avrebbero potuto ingoiare tutti i milleottocento pesciolini, ma loro non ci pensavano, perché nessuno era ancora stato ingoiato. Quei piccoli pesci nuotavano tutti insieme, vicini tra loro, come fanno le aringhe e gli sgombri, ma proprio mentre nuotavano beatamente cadde dall’alto, con grande rumore, proprio in mezzo a loro, una cosa lunga e pesante, che non finiva mai; si allungò sempre di più e ogni pesciolino che ne veniva toccato rimaneva schiacciato da non riprendersi più. […]

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