Il leone e il cinghiale. Una favola di Esopo.

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era una giornata d’estate, calda e afosa. Un leone e un cinghiale si ritrovarono a dissetarsi nello stesso stagno.
All’immediato iniziarono a litigare su chi dovesse cedere il diritto al bere per primo, tanto se ne dissero che si sfidarono a duello.
La lotta fu feroce e ciascuno dei due riceveva nella propria carne zanne e unghiate reciproche.
Stanchissimi e sanguinanti per la fatica, decisero di fare una tergua per prendere fiato.
Mentre si riposavano, il leone e il cinghiale videro un grande avvoltoio che svolazzava sopra di loro, e se li gustava con gli occhi e li guardava con generosa attenzione. Aveva già nel proprio gusto il futuro banchetto che quei due, leone e cinghiale, avrebbero fornito al suo appetito, sì tanto che l’acquolina gli colava dal becco. Chissà quale dei due animali sarebbe morto per primo da divorare.
A questo punto il leone e il cinghiale si scambiarono uno sguardo e decisero di porre fine alla sanguinosa battaglia. È meglio che la finiamo qui, messer cinghiale, meglio restare amici. – Disse il leone. Eh sì, meglio così, messer leone, restiamo amici, che io non ho nessuna voglia di di finire nella pancia di quel mangiatradimento d’un avvoltoio.

Si deve sempre dare un taglio alla discordia e alla rivalità, che spesso conducono ad epiloghi assai pericolosi e dannosi per tutti.

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