Il lupo sazio e la pecora. Una favola di Esopo

Il lupo sazio e la pecora. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Grande giorno passava per un lupo assai conosciuto in tutta la foresta; noto per la sua voracità, e d’una fame senza fondo. Mai alzò zampa, né sostenne lotte con le zanne taglienti per procurarsi ottime prede. Tutte trovate casualmente, prede, fortuna sfacciata, a terra, belle pronte da essere pappate. In verità, probabile erano state colpite da qualche cacciatore. Comunque fosse andata il lupo fortunello s’era di già saziato in un pranzo così ricco e sostanzioso, che nemmeno un re avrebbe potuto permettersi. Dopo aver abbondantemente mangiato, il lupo satollo, si inoltrò nella foresta per fare due passi, e per ben digerire il pasto abbondante. Fu allora che incontrò una dolce pecorella. La poveretta, ahimé fu terrorizzata alla vista del predatore. Che era notoriamente suo nemico. Il lupo, rapido d’istinto predatore, afferrò la preda con le zanne, tenendola stretta, stretta. Ma lo stomaco gli ricordò che era inutile, perché da quelle parti non ci stava più nemmeno un lupino. Era sazio, insomma, completamente sazio! Occorreva però trovare una buona scusa per riuscire a liberarsi della pecora. Una valida , soprattutto un alibi credibile per quella preda pecora ancora in vita di fronte a n lupo, e per non compromettere l’onore acquisito del lupo. “Ci sono” Disse il lupo. E si rivolse alla pecorella, tutta tremante“ Dunque, signorina pecorella, oggi voglio lasciarti andare solo se saprai espormi tre desideri, ma voglio che tu sia onesta e sincera. La pecorella sconcertata, dopo aver riflettuto un po’ rispose: “Bè, se proprio debbo essere sincera, caro lupo, anzitutto, avrei voluto non incontrarti. Seconda cosa, se proprio il destino mi ha assegnato questo spiacevolissimo incontro, pazienza, avrei voluto trovarti cieco, le orecchie strappate, col naso tagliato, e pestato a sangue da qualche leone. Ma visto che nessuno di questi desideri è stato esaudito, adesso vorrei che tu e tutta la tua razza mangiaste carogne, e avveleniate nella bile, e facciate una fine miseranda, perché tu lupo e tuoi familiari, siete l’incubo di noi pecorelle. Appena la pecorella ebbe pronunziate queste terribili parole, scese il silenzio. Il lupo rimase a guardare la pecorella, la pecorella fece altrettanto, si attendeva che qualche assalto da un momento all’atro il lupo lo avrebbe fatto. Ma, inspiegabilmente e inaspettatamente il lupo cattivo, invece di adirarsi, come logico sarebbe stato, dichiarò: “Bene, apprezzo la tua sincerità, o pecorella. Hai avuto molto coraggio a dirmi ciò che pensavi, e per questo ti lascerò libera!” E così dicendo il lupo liberò la pecorella e, con un cenno di saluto, la invitò ad allontanarsi, libera.

La sincerità è sempre apprezzata dalle persone intelligenti, che non si offendono di fronte a chi si mostra comunque onesto e leale.

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