Il riccio e la lepre. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La lepre incontrò il riccio e gli disse:

  • Saresti bello, riccio, se non avessi quelle zampe storte che s’impigliano sempre l’una nell’altra.
    Il riccio s’infuriò e rispose:
  • Che cos’hai da ridere di me? Le mie zampe storte corrono più in fretta delle tue che sono diritte. Lascia solo che io prima passi da casa, e poi vedremo chi corre di più.
    Il riccio andò a casa e disse alla moglie:
  • Ho litigato con la lepre: vogliamo fare una gara di corsa!
  • Rispose la moglie del riccio:
  • Si vede proprio che sei impazzito! Come puoi fare una gara di corsa con la lepre? Lei ha le zampe svelte e tu le hai storte e pesanti.
  • Ribatté il riccio:
  • Se lei ha svelte le gambe, io ho svelto il cervello. Tu fa soltanto quello che ti dirò io. Andiamo nel campo. Ed ecco che giunsero nel campo arato dove attendeva la lepre. Disse il riccio alla moglie:
  • Nasconditi all’estremità di questo solco; io e la lepre partiremo dall’altra estremità; quando lei avrà preso a correre, io tornerò indietro e quando arriverà dove ci sei tu, salta fuori e dille: «E’ un pezzo che t’aspetto!» Lei non ti distinguerà da me e crederà che sia io.
    La moglie del riccio si nascose nel solco, e il riccio e la lepre iniziarono la corsa dall’altra estremità.
    Non appena la lepre si fu lanciata, il riccio tornò indietro e si nascose nel solco. La lepre arrivò al galoppo all’altra estremità: ma guarda un po’! la moglie del riccio si trovava già lì. Essa vide la lepre e disse:
  • E’ un po’ che sono qui ad aspettarti!
    La lepre non distinse la moglie del riccio dal marito e pensò: «Questo è un miracolo! Come ha fatto a passarmi davanti?»
  • Be, disse – facciamo un’altra corsa.
  • Facciamola!
  • La lepre tornò indietro e raggiunse velocemente l’altra estremità del solco e, guarda un po’… il riccio è già là e le dice:
  • Ehi, cara mia, arrivi solo adesso? E’ un pezzo che ti sto aspettando. «Questo è un miracolo! » pensa la lepre. « Ho corso svelta, eppure mi ha sorpassata!»
  • Be riproviamo ancora una volta. Vedrai che non mi sorpasserai più.
  • Riproviamo pure!
  • Si slanciò la lepre con quanto fiato avesse e… guarda un po’… il riccio è già là che aspetta.
  • E così la lepre galoppò da un’estremità all’altra del solco sino a che le
    mancarono le forze. Alla fine si arrese e disse che per l’innanzi non avrebbe mai più fatto scommesse. Nessuno, per quanto possa essere fisicamente perfetto, deve prendere in giro un’altra persona per i suoi difetti.

La favola ci dimostra che nessuno, per quanto possa essere fisicamente perfetto, deve prendere in giro un’altra persona per i suoi difetti.

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