Il topo e la rana. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un topo gironzolava solo per i campi, quando incontrò stravagante ranocchia. I due fecero presto amicizia.
” Senti, amico topo!” Gracidò la rana “che ne diresti se ce ne andassimo insieme a cercare di cibo? In due di sicuro avremmo più fortuna! Potremmo legarci con una catenella l’un l’altro così da essere sicuri di non perderci! ” Il topolino rimase un riflettere, e quindi squittì dicendo: ” Mi sembra una buona cosa, andiamo!” E andarono.
Legati insieme i due si diedero da fare per cercare il cibo, e difatti lo trovarono, e in abbondanza pure, perché due era meglio di uno! Quando, alla fine della giornata furono sazi, si incamminarono verso casa, sempre incatenati. Arrivarono allo stagno vicino alla tana della ranocchia e questa, per istinto, si tuffò nell’acqua trascinandosi dietro il povero topo che, non sapendo nuotare si mise a urlare e cominciò a dibattersi per non annegare. Ma ahimè, annegò.
Un nibbio, guardando dal cielo, vide il povero topo ormai privo di vita. Scese in picchiata sullo stagno e afferrò con gli artigli il corpo del topino al quale però era legata anche la ranocchia. Il nibbio ne fu assai felice perché quel giorno ci fu per lui doppio pasto. Topo e rana in un sol boccone. Oh, non sono mica cose che capitano tutti i giorni, eh.

Chi fa del male agli altri spesso da questa sua azione ne riceve lui stesso un danno.

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