La volpe con la pancia piena. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

L’inverno era ormai alle porte. Gli alberi non avevano più foglie e non offrivano più un riparo sicuro e i piccoli animali si erano già preparati ad affrontare il freddo. Una giovane volpe vagava solitaria in cerca di un po’ di cibo. Erano molti giorni che non mangiava. Le sue prede si erano rifugiate nelle proprie tane nutrendosi con le scorte di cibo raccolte durante l’estate, ed era impossibile stanarli. Così, il povero animale camminava sconsolato pensando che la fame era veramente una brutta nemica.
All’improvviso sentì un profumo delizioso che le stuzzicò le narici. La volpe si avvicinò al punto da cui proveniva il profumo e finalmente vide un enorme pezzo d’arrosto ben sistemato nell’incavo di una quercia. Sicuramente era il pranzo dimenticato da qualche pastore.
L’animale si introdusse nella cavità della quercia, riuscendo ad entrarvi seppure con molta fatica.
Quando fu all’interno della quercia poté divorare la carne in un boccone. Trascorsero alcuni minuti, e appena finito di mangiare l’arrosto, la volpe, decise di uscire dall’incavo della quercia. Ma appena tentò di uscire dal buco da cui era entrata, la povera bestia scoprì di non potercela fare, non ci passava proprio! La volpe aveva mangiato troppo, tanto che la sua pancia oramai era diventata spaventosamente grande, troppo grande. Spaventatissima si sforzò cosi tanto per uscire che alla fine rimase irreparabilmente incastrata nell’incavo della quercia, e piena di ferite!
Lo sfortunato animale iniziò a gridare finché una seconda volpe passando la vide e saputo quanto fosse accaduto disse: “E’ inutile strillare, amica mia. Avresti dovuto avere pazienza ed aspettare tranquilla all’interno della pianta fino a quando la tua pancia non fosse tornata come prima. Invece l’impulsività ti ha ridotto in questa condizione e ora dovrai comunque aspettare finché non smaltirai ciò che hai mangiato”. Così, la povera volpe rimase incastrata nella cavità per più di un giorno, rimpiangendo il calduccio che avrebbe trovato se avesse aspettato paziente all’interno della quercia.
La pazienza e il tempo sono degli ottimi alleati per affrontare le difficoltà.

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