La volpe e la cicogna. Una favola di Esopo

La volpe e la cicogna. Una favola di Esopo
Favole

 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un giorno la volpe volle invitare ad una cena l’amica cicogna. La cicogna, onorata e felice dell’invito accettò, e la sera si presentò a casa della volpe. I due presero posto a tavola. Quella sera la volpe volle preparare un gustosissimo brodo di rape, per il quale la cicogna andava ghiotta. Ma quando ella vide vide che il suo brodino stava dentro una ciotola, che era troppo larga, scoprì che non riusciva proprio ad assaggiare nemmeno un piccolo sorso di quel brodino. Il suo becco era troppo lungo e ogni sforzo appariva inutile; intanto la volpe sghignazzava.
Quando poi fu la cicogna ad invitare la volpe a cena, essa, a cicogna, preparò con cura un pranzetto dai mille profumi di arrosto.
Ma, ahimè, alla volpe il cibo fu servito a spezzatino sul fondo di un vaso dal collo stretto e lunghissimo.
La cicogna mangiava con tutta facilità infilando il becco nel vaso, ma la volpe, affamata, poteva solo guardare. In quel recipiente così lungo e stretto, non riuscì a infilare neppure la punta del naso.
Vedi, amica volpe, mia cara, ho fatto quel che tu hai fatto con me, ho seguito il tuo esempio generoso, amica volpe.- disse la cicogna.
E, sghignazzando e beffarda, con grande gusto, la cicogna divorò anche l’ultimo boccone. Come dire, chi la fa l’aspetti.

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