L’ago del sarto. Una fiaba di Luigi Capuana

Parole di Storie
L'ago del sarto. Una fiaba di Luigi Capuana
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un sarto, che campava la vita mettendo toppe e rivoltando vestiti usati.
Nella sua botteguccia ci si vedeva appena; per ciò lavorava sempre davanti la porta, con gli occhiali sul naso; e, tirando l’ago, canterellava:
Il mal tempo dee passare,
Il bel tempo dee venire.
Zun! Zun! Zun!
Aveva una figliuola bella quanto il sole, ma, ahimè, era senza braccia. Le vicine lo aiutavano: oggi una, domani un’altra, si prestavano a vestire la ragazza, a pettinarla, a lavarle la faccia; lui invece doveva imboccarla. Ma ad ogni boccone, brontolava:
— Chi non ha braccia, non dovrebbe aver bocca!
La ragazza, invece di arrabbiarsi, si metteva a ridere e rispondeva:
— Dovevate farmi le braccia e non la bocca, padre. La colpa è vostra.
— Hai ragione, dovevo farti le braccia e non la bocca.
Rispondeva il padre e poi riprendeva a lavorare, canticchiando… […]

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