L’airone, i pesci e il gambero. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un airone aveva dimora da parecchio tempo in uno stagno, finché divenne vecchio, e gli mancò la capacità di procurarsi qualche pesce e sfamarsi. Non gli rimase che trovare con la furbizia un nuovo metodo per trovare da mangiare. Fu così che si rivolse ai pesci dello stagno:

  • Pesci dello stagno, udite udite quale sventura cadrà su di voi tra qualche giorno: Gli uomini vogliono svuotare lo stagno dalle acque, vogliono prendervi tutti in un solo colpo.
    Tutti pesci vennero a galla con gli sguardi terrorizzati.
  • Ma state tranquilli, – proseguì l’airone – perché io so che al di là di quella collina, si trova uno stagno meraviglioso, e assai più grande di questo.
    I pesci si guardarono tra di loro, ma non sapevano che fare.
  • Io vi aiuterei, amici pesciolini, ma, come sapete io sono anziano e non risco più a volare come prima. I pesci allora, assaliti dalla disperazione, iniziarono a supplicare l’airone perché li portasse al di là della collina.
  • Disse l’airone: – D’accordo, farò uno sforzo per voi, e vi trasporterò; ma non tutti in una volta eh? Non potrei farcela. Se volete vi posso portare uno alla volta.
  • Porta me, no, porta me, prima le donne e i bambini!
  • Calma calma, ci sarà tempo e posto per tutti.
    L’anziano Airone iniziò a portarli, ad uno ad uno: Li trasportava al di là della collina, ma appena giunti i pesci non videro nessuno stagno, fecero in tempo solo a vedere il becco dell’airone, che li trafiggeva ad uno ad uno, per poi divorarli indisturbato.
  • Ora, abitava in quello stagno anche un vecchio gambero. Quando l’airone aveva iniziato il trasporto dei pesci, il gambero sentì che qualcosa non andava, doveva esserci qualche inganno. Tant’è che il gambero disse all’airone: – Ti prego airone generoso, ora puoi trasportare anche me?
    L’airone prese il gambero e lo portò oltre la collina. Appena furono giunti, l’airone volle lanciare il gambero al suolo, ma il gambero, che aveva intuito l’inganno osservando tutto intorno quel che restava dei pesci, agguantò con le sue chele il collo dell’airone e lo spezzò. Quando tornò allo stagno svelò ai pesci quel che vide e scoprì.

Tutti i potenti tiranni prima o poi son destinati a perdere il loro regno, e spesso ciò accade miserevolmente.

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