L’inverno e la primavera. Una favola di Esopo

L’inverno e la primavera. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La Primavera e l’Inverno sono due stagioni completamente opposte che non sono mai riuscite ad andare d’accordo. E questo si sa. Fortunatamente esse non devono convivere, infatti, quando una compare l’altra deve umilmente ritirarsi, andare via. Sempre stato così.
Un giorno il signor Inverno si trovò faccia a faccia con la signorina Primavera. La vecchia stagione disse: “Mia cara amica, tu non sai essere decisa e definita. Quando giunge il tuo tempo, la primavera, la gente e gli animali corrono fuori dalle loro case, o dalle loro tane, e si spargono in ogni luogo, in ogni prato pieno di fiori. I tuoi frutti vengono raccolti e divorati con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono neppure di riposare in pace.
Invece io, cara mia primavera, chiedo rispetto. Io dono la nebbia, il freddo e il gelo. La gente si rinchiude in casa e non esce quasi mai, temono le malattie, e così mi lasciano riposare tranquillo”.
La bella e dolce Primavera, colpita da quelle parole, rispose:
“Mio caro signor inverno. Il mio arrivo è desiderato da tutti, si ricomincia, e le persone mi amano. Tu non puoi nemmeno immaginare quale sia la gioia che provo. E’ una meravigliosa ebrezza che tu, freddo come sei, puoi solo far gelare i cuori di ognuno”. L’inverno non poté dire nulla.

Eh sì, per ottenere rispetto ed amore non serve la forza, o far paura, la bontà e la delicatezza donano buoni frutti.

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