L’uccello della buona sorte (Su puzone de sa bona sorte). Una fiaba dalla Sardegna. Versione in lingua italiana

Scritta da Maria Teresa Pinna Catte. Traduzione e messa in voce di Tonino Mesina

C’era una volta una donna che si chiamava Nanghela. Non era vecchia, ma era sempre triste, perchè era sola al mondo. Teneva sempre la porta di casa chiusa, perché non voleva vedere né parlare con nessuno. Passava il tempo davanti al caminetto in inverno, e d’estate stava vicino alla finestra. Anche il cortile era triste, con alberi secchi, senza fiori e niente uccelli. Un giorno di primavera s’avvicina alla porta di casa un grande uccello, con le ali tutte piene di stelle e dice a Nanghela:

  • apri la porta, fammi entrare, io sono l’uccello della buona sorte. […]

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2 commenti

  1. Molto bella… complimenti alla scrittrice e al lettore Tonino, al mio bambino è piaciuta tanto! Grazie

  2. Sono contento che vi sia piaciuta fagli sentire anche le altre.grazie a voi e a tutti quelli che ascoltano.Tonino

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