L’usignolo e lo sparviero. Una favola di Esopo.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Posato su un’alta quercia, un usignolo, come al solito, cantava.
Lo vide uno sparviero affamato, che gli piombò addosso e se lo portò via.
Mentre stava per ucciderlo, l’usignolo lo pregava di lasciarlo andare, dicendo che esso non bastava a riempire lo stomaco di uno sparviero:
avrebbe dovuto rivolgersi a qualche uccello più grosso, se proprio avesse bisogno di mangiare.
Ma lo sparviero lo interruppe dicendo:

  • Sciocco sarei, ma proprio tanto, se lasciassi andare il pasto che ho qui pronto, per correre dietro a quello che non si vede ancora!
    E se lo mangiò!

Anche tra gli uomini sono incoscienti e sprovveduti tutti coloro che, per l’ambizione e la speranza di ottenere maggiori guadagni, si lasciano sfuggire inutilmente ciò che già hanno solidamente sotto mano.

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