La noce e il cetriolo. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Quel cetriolo era un vero sbruffone. Screditava sempre la noce e si vantava con tutti del proprio fisico ponderoso. Un giorno, mentre i due stavano chiacchierando del più e del meno, il cetriolo disse: “Cara amica Noce! Credo proprio che la natura ti sia nemica, e credo proprio che per te sarebbe meglio se morissi anziché continuare a soffrire. Tu sei troppo debole, e non capisco come potresti resistere a un qualsiasi nemico. Guarda me, invece! Io si che sono bello grosso e forte, tanto che nessuno oserebbe mai mettersi contro di me! Se vado a sbattere contro qualcosa senza fare attenzione, posso ridurla in polvere! Non c’è uomo che potrebbe lanciarmi a una distanza superiore ai dieci metri. Ma tu, amica mia! Se il vento ti ghermisse ti porterebbe cosi in alto nel cielo che non riusciresti mai più a tornare a terra!” […]

La iena e la bertuccia. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Una volta, tanto tempo fa, quando non c’era mancanza di cibo per nessuno, una iena e una bertuccia vivevano assieme. Erano molto felici perché avevano a portata di mano tutto il cibo che serviva a loro. Un giorno, mentre erano lontane da casa, la signora scimmia si introdusse in casa loro e si portò via un po’ di carne e parecchie verdure. Tornate a casa le due amiche scoprirono sgomente che avevano subito un furto. Cominciarono allora a sospettare l’una dell’altra e ognuna pensava che l’altra fosse una ladra. […]

I tre pesci: il furbo, il saggio e lo sciocco. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Moltissimo tempo fa, negli abissi del mare vivevano dentro la stessa tana tre piccoli pesci. Essi erano grandi amici, pur avendo caratteri e nature diversi. Infatti, uno era assai sveglio e scaltro, un altro sapeva osservare e valutare le cose attraverso un pensiero saggio, tant’è che lo chiamavano il pesce filosofo; e il terzo, invece, ahimé era troppo babbeo, per niente intelligente, tant’è che o chiamavano per canzonarlo, Sciansòn Babaluc. […]

La gallina e la volpe. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Ed ecco che quel giorno, appunto, la volpe che stava proprio a non poterne più d’avere la pancia vuota, entrò coraggiosamente in un piccolo villaggio alla disperata ricerca di qualcosa da mettere nella pancia, qualsiasi cosa.
Guarda di qui, guarda di là, ad un tratto scoprì una gallina appollaiata su un albero.
La volpe si rivolse alla gallina con la faccia rivolta verso l’alto e disse alla gallina. “Salute a voi voi signora gallinella! Finalmente v’ho trovata. Grandi novelle ho da raccontarvi, ma intanto mi dica, cosa fa di bello appollaiata sull’albero? è da tanto che non ho sue notizia, e stavamo per preoccuparci. […]

La iena affamata. Una favola Etiope

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si dice che una volta, tanto ma tanto tempo fa, il cielo fosse alto solo un metro, e che si librasse appena sopra la testa degli uomini. E lì, in quel cielo basso basso, viveva una iena affamata, mentre asini e muli ben pasciuti se la spassavano sulla terra. Sulla superficie del pianeta abbondava l’erba tenera e saporita e scorreva sempre acqua fresca. Gli asini, che bevevano quell’acqua fresca e si cibavano di quell’erba saporita, si godevano la vita sotto il calore del loro amico sole, accarezzati dall’arietta ravvivante. […]

Le rane chiedono un re, e altre favole di Esopo.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Le favole del gruppo
01.Le rane chiedono un re
02.La volpe con la pancia piena
03.La volpe e la pantera
04.La volpe, il leprottino e il rovo di spine
05.La zanzara e il leone

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L’aquila e lo scarafaggio, e altre favole di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Le favole del gruppo
01.L’aquila e o scarafaggio
02.Il cerbiatto e il cervo
03.Il corvo malato
04.Il granchio e la volpe
05.Il nibbio che voleva nitrire
06.L’inverno e la primavera

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Rime di Favole. Di Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Settimo Bastimento 07

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Traduzione di Emilio De Marchi
Messa in voce di Gaetano Marino

Il grande erede di Fedro e della Favola Esopica in un capolavoro intramontabile di Poesia, stile, saggezza, eleganza, moralità, adatto a tutte le età e culture. Veri e propri racconti in Poesia, le Favole del genio francese, hanno vissuto nei suoi straordinari versi un’identità e una vita come mai vissuta prima. Fluidità, ironia, tecnica sublime unita a una raffinata e squisita semplicità, fanno delle sue Favole un’opera senza precedenti, consegnando il Poeta all’immortalità, mentre in Italia, la grande fama delle sue Favole è indissolubilmente legata alla magnifica opera di traduzione del grande Emilio De Marchi.


BASTIMENTI
RIME DI FAVOLE
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Jean De La Fontaine
RIME DI FAVOLE
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RIME DI FAVOLE
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RIME DI FAVOLE
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RIME DI FAVOLE
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SESTO BASTIMENTO
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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Sesto Bastimento 06

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Quinto Bastimento 05

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Quarto Bastimento 04

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Terzo Bastimento 03

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Secondo Bastimento 02

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Rime di Favole. Da Jean De La Fontaine. Traduzione di Emilio De Marchi. Primo Bastimento 01

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Il cerbiatto e il cervo. Una favola di Esopo

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Un bellissimo cerbiatto viveva con la sua famiglia in una meravigliosa foresta, dove un ricco sottobosco offriva cibo in abbondanza. Il cerbiatto era orgoglioso del proprio babbo e voleva tanto diventare grande e forte come lui. Aspettava con ansia che gli crescessero finalmente le lunghissime corna che tutti invidiavano al suo papà. Intanto il piccolo cerbiatto imparava la vita dal proprio genitore, imitandolo in ogni cosa. […]

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L’aquila e lo scarafaggio. Una favola di Esopo

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Un’aquila inseguiva una lepre per catturarla. Questa non sapeva come trovare scampo; così, visto per caso uno scarafaggio, si rivolse a lui per chiedere scampo e aiuto. Lo scarafaggio la rassicurò e, appena l’aquila gli si avvicinò, iniziò a scongiurarla perché non gli portasse via la povera lepre. Ma l’aquila, figuriamoci, quasi ridendo, non si curò di ciò che il piccolo insetto nero gli chiedeva, e in un attimo agguantò con i suoi possenti artigli la lepre e se la mangiò, proprio lì davanti allo scarafaggio. Fu un oltraggio che lo scarafaggio non dimenticò. Da allora esso inseguì l’aquila in ogni dove, con paziente costanza. […]

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Lo scoiattolo e il lupo. Una favola di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Uno scoiattolo, saltando di ramo in ramo, cadde di peso su un lupo che dormiva. Il lupo si svegliò e, afferratolo, voleva mangiarlo, ma lo scoiattolo lo supplicò: – Lasciami andare… – Bene, – rispose il lupo – per questa volta ti lascerò andare, però mi devi dire perché voi scoiattoli siete sempre così allegri. Io sono sempre triste e, quando vi guardo, voi lassù non fate che saltare e giocare. Lo scoiattolo rispose: – Lasciami prima andare sull’albero e di là te lo dirò, altrimenti ho troppa paura di te. Il lupo lo lasciò libero; lo scoiattolo si arrampicò sull’albero e dall’alto gli disse: – Tu sei triste e annoiato, perché sei cattivo. La tua cattiveria ti brucia il cuore. Invece noi siamo felici, perché siamo buoni e non facciamo del male a nessuno.

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L’airone, i pesci e il gambero. Una favola di Esopo.

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Un airone che viveva presso uno stagno si era fatto vecchio e non aveva più forza per prendere i pesci. Cominciò allora a escogitare un modo per sopravvivere con l’astuzia. E disse ai pesci:
– Voi non sapete, o pesci, quale sventura vi attende: ho sentito dire dagli uomini che vogliono prosciugare lo stagno per pigliarvi tutti. Ma io so che là, dietro quell’altura, c’è un bellissimo stagno. Io vi aiuterei, ma sono vecchio e mi è fatica volare.
I pesci cominciarono allora a pregare l’airone che li aiutasse.
Disse l’airone:
- D’accordo, farò uno sforzo e vi trasporterò; tutti insieme, però, non posso. Vi porterò uno alla volta.
I pesci furono contenti e supplicavano:
- Porta me, porta me! […]

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Il leone e il topo. Una favola di Esopo.

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Il leone stava dormendo. Un topolino passò di corsa sul suo corpo. Il leone si svegliò e prese il topo. La bestiola lo scongiurò di lasciarlo andare e gli disse: – Se tu mi ridai la libertà, io ti farò del bene. Il leone si mise a ridere all’idea che un topolino potesse fare del bene a lui, ma lo lasciò andare. Accadde che poco dopo certi cacciatori catturassero proprio quel leone e lo legassero a un albero. Il topolino udì i ruggiti della belva, accorse, rosicchiò la corda e disse: – Ti ricordi, leone? Avevi riso all’idea che io potessi renderti qualche servigio, e ora vedi che anche da un topo può venire del bene.

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Il topo sotto il granaio. Una favola di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un topo viveva sotto un granaio. Nel pavimento del granaio c’era un forellino, e dal forellino scendeva, a chicchi, il grano. Il topo viveva beato, ma volle vantarsi del suo benessere. Rosicchiando allargò il buco e invitò gli altri topi a venire da lui. – Venite a trovarmi – disse. – Vi tratterò a dovere. Ci sarà cibo per tutti. Ma quando condusse lì i topi, si avvide che il buco non c’era più. Il contadino aveva notato quel grosso foro nel pavimento e lo aveva tappato.

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Il lupo e la vecchia. Una favola di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un lupo affamato era in cerca di preda. Al limite di un villaggio udì, dentro una casa, un bimbo che piangeva e una vecchia che gli diceva: – Se non smetti di piangere ti darò al lupo. Il lupo non proseguì e aspettò che gli dessero il bambino. Calò la notte, lui continuava ad aspettare. Ed ecco che sentì la vecchia che diceva: – Non piangere, piccolino, non ti darò al lupo. Se il lupo viene, lo uccideremo. Il lupo, allora, pensò: «Si vede proprio che qui dicono una cosa e ne fanno un’altra» E se ne andò via dal villaggio.

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Il falco e il gallo. Una favola di Esopo

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Un falco era stato addomesticato e andava a posarsi sulla mano del padrone quando questi lo chiamava; il gallo, invece, quando il padrone gli si avvicinava, scappava e starnazzava. Disse il falco al gallo: – Voi altri galli non conoscete la gratitudine; siete una razza di servi. Solo quando avete fame vi avvicinate ai padroni. Noi, uccelli selvatici, siamo ben altra cosa; noi, che abbiamo tanta forza e possiamo volare più veloci di tutti, non fuggiamo dagli uomini, anzi andiamo a posarci sulla loro mano quando ci chiamano. Noi non dimentichiamo che ci danno da mangiare. Rispose il gallo: – Voi non fuggite gli uomini perché non avete mai visto un falco arrosto, mentre noi, di galli arrosto, ne vediamo continuamente.

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Il cervo e altre storie. Favole di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un cervo si avvicinò al fiume per bere, vide nell’acqua la sua immagine e prese a rallegrarsi delle sue corna, così grandi e ramose; ma quando si guardò le zampe disse: – Ma come sono esili e malfatte le mie zampe! A un tratto salta fuori un leone e si slancia contro il cervo. Il cervo si precipita al galoppo per la pianura. Riesce a sfuggire al leone, ma quando s’inoltra nel bosco, s’impiglia con le corna nei cespugli, e il leone lo acchiappa. Mentre sta per morire il cervo dice: – Sciocco che ero! Quelle zampe che credevo esili e brutte mi hanno salvato, e le corna di cui tanto mi rallegravo mi hanno perduto. […]

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L’astronomo e il pozzo, e altre storie. Favole di Esopo

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Il cervo e la vigna, e altre storie. Favole di Esopo

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Il pipistrello e le donnole, e altre storie. Favole di Esopo

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Traduzione di Patrizia Mureddu – Messa in voce di Gaetano Marino

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Il cervo. Una Favola di Esopo

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Un cervo si avvicinò al fiume per bere, vide nell’acqua la sua immagine e prese a rallegrarsi delle sue corna, così grandi e ramose; ma quando si guardò le zampe disse: – Ma come sono esili e malfatte le mie zampe! A un tratto salta fuori un leone e si slancia contro il cervo. Il cervo si precipita al galoppo per la pianura. Riesce a sfuggire al leone, ma quando s’inoltra nel bosco

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Gli sciacalli e l’elefante. Una favola di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Gli sciacalli avevano mangiato tutte le carogne della foresta e non avevano più niente da mangiare. Un vecchio sciacallo escogitò allora il modo di sfamarsi. Andò dall’elefante e gli disse: – Noi avevamo un re, ma aveva preso delle cattive abitudini: ci ordinava di fare certe cose che non era possibile eseguire. Ora vogliamo sceglierci un altro re, e il mio popolo mi ha mandato a pregarti di diventare tu il nostro re. Da noi si vive bene: tutto ciò che ordinerai noi lo faremo e ti renderemo sempre onore. Vieni nel nostro regno!

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Il corvo e i suoi figli. Una favola di Esopo.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un corvo aveva fatto il nido su un’isola, e quando i piccoli vennero alla luce esso volle trasportarli a uno a uno dall’isola sulla terraferma. Ne prese uno tra gli artigli e volò con lui sopra il mare. Quando il vecchio corvo si trovò in mezzo al mare, si sentì sfinito, e batteva le ali sempre più lentamente. Pensò: «Ora io sono forte e lui debole e perciò lo trasporto al di là del mare; ma quando lui sarà grande e robusto, e io mi troverò indebolito per la vecchiaia, si ricorderà delle mie fatiche e mi trasporterà così da un posto all’altro?»

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Il lupo e l’agnello. Una favola di Esopo.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un lupo vide un agnello che si abbeverava al fiume. Il lupo ebbe subito voglia di divorare l’agnello, e cercò un pretesto per attaccar lite. – Tu – gli disse – hai intorbidito l’acqua, e non mi lasci bere!
Rispose l’agnello:
- Ah, lupo, com’è possibile che io ti intorbidi l’acqua? Vedi che sto più in basso di te e bevo soltanto a fior di labbra!
Ribatté il lupo:
- Ebbene, perché l’estate scorsa hai insultato mio padre?
Rispose l’agnello:
- Ma io, lupo, l’estate scorsa non ero neppure nato!
Allora il lupo s’arrabbiò e disse:
- Vuoi sempre avere tu l’ultima parola. Allora ti dirò che sono digiuno e che perciò ti mangerò.

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Il cervo e la vigna. Una favola di Esopo.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un cervo si nascose ai cacciatori in mezzo a una vigna. Quando i cacciatori furono passati oltre, il cervo si mise a brucare le foglie della vite. I cacciatori notarono che le foglie si muovevano e pensarono: «Che ci sia qualche bestia là in mezzo al fogliame?» Spararono e ferirono il cervo. Allora il cervo disse, mentre stava per morire: – Me lo merito, perché ho voluto mangiare proprio quelle foglie che mi avevano salvato.

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Il cane e l’asino. Una fiaba africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Un giorno il cane e l’asino decisero di lasciare i loro padroni e di andarsene in cerca di libertà. Dopo qualche giorno di cammino giunsero in una foresta. Era un posto pieno d’erba fresca e con rivoli d’acqua limpida che scorevano in ogni luogo. All’asino sembrò un posto meraviglioso, il cane, invece, non riusciva a trovare cibo per sé. Ben presto il cane cominciò a sentir fame, ma l’asino, che si trovava assai bene, chiese di poter ragliare al cielo la sua felicità…

RACCONTI D'AFRICA - PODCAST
12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
14 - Il patto fra i topi e i gattiEtiopia
17 - I tre intellettuali stupidiEtiopia
18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
19 - L'asino che perse le orecchieEtiopia
20 - Gli amici falsi e quelli veriEtiopia
21 - Il cane e l'asinoEtiopia
22- Il cieco e il ladroEtiopia
23 - La iena affamataEtiopia

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La lepre e il cane da caccia. Una favola di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una lepre disse una volta a un cane da caccia: – Perché abbai quando ci insegui? Ci prenderesti più in fretta se corressi senza gridare. Con il tuo abbaiare non fai che spingerci verso il cacciatore; egli sente dove noi scappiamo, ci corre incontro con il fucile, ci uccide e a te non dà niente. Rispose il cane: – Non per questo io abbaio; io abbaio soltanto perché quando sento il tuo odore, m’infurio, e nello stesso tempo mi rallegro perché sono sul punto di acchiapparti; e neppure io so perché non posso trattenermi dall’abbaiare.

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L’asino selvatico e l’asino domestico. Una favola di Esopo

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un asino selvatico vide un asino domestico, gli si avvicinò e si mise a lodarlo per la sua bella vita: com’era grasso, e che buon cibo doveva ricevere! Ma poi, quando l’asino domestico fu caricato col basto, e quando il conducente cominciò a spronarlo con il randello, l’asino selvatico disse: – No, fratello, ora non ti invidio più: vedo che la tua vita ti costa sudore.

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Il riccio e la lepre, una favola di Esopo

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opera di Fabrizio Antonio Ibba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La lepre incontrò il riccio e gli disse: – Saresti bello, riccio, se non avessi quelle zampe storte che s’impigliano sempre l’una nell’altra. Il riccio s’infuriò e rispose: – Che cos’hai da ridere di me? Le mie zampe storte corrono più in fretta delle tue che sono diritte. Lascia solo che io prima passi da casa, e poi vedremo chi corre di più…

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L’asino che perse le orecchie. Una favola africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce di Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

C’era una volta un gruppo di asini che viveva nella foresta. Questa era ricchissima di erba novella ed era attraversata da numerosi corsi d’ acqua fresca. Grazie a tutti questi doni della natura, gli asini erano ben nutriti e vivevano felicemente. Ogni giorno ballavano ragliavano, al colmo della gioia. Ma anche se la vita era così generosa con loro, uno del gruppo non riusciva a essere felice. Quello che lui voleva ere un bel paio di corna sulla testa, come quelle che hanno il toro o il bufalo d’acqua. Gli sembrava che la vita senza un bel paio di corna sulla testa non fosse degna di essere vissuta.

RACCONTI D'AFRICA - PODCAST
12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
14 - Il patto fra i topi e i gattiEtiopia
17 - I tre intellettuali stupidiEtiopia
18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
19 - L'asino che perse le orecchieEtiopia
20 - Gli amici falsi e quelli veriEtiopia
21 - Il cane e l'asinoEtiopia
22- Il cieco e il ladroEtiopia
23 - La iena affamataEtiopia

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Il leopardo e il monaco. Una favola africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Una volta un leopardo stava per essere ucciso da un gruppo di cacciatori. Fortunatamente per lui, nella sua fuga trovò un monaco che si stava recando a un monastero. “O Monaco! Sant’uomo, salvami tu! Salvami, ti scongiuro! La mia vita è in pericolo! I cacciatori sono sulle mie tracce” disse il monaco. L’umile monaco aprì la sua sacca e permise al leopardo di nascondersi. Poi legò l’imboccatura del suo sacco e riprese il cammino, con il leopardo che gli ballonzolava…

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12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
14 - Il patto fra i topi e i gattiEtiopia
17 - I tre intellettuali stupidiEtiopia
18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
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Il patto fra i topi e i gatti. Una favola africana. Etiopia

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Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Una volta il re dei gatti mandò un messaggio alla regina dei topi, che governava su un vasto territorio. Proponeva che i gatti potessero sposarsi con i topi, per arrivare, come risultato finale, a creare la pace fra le due razze. Entrambe le specie avrebbero così potuto condurre una vita prospera e felice. Il messaggero incaricato era una volpe, scelta ufficialmente dai gatti per operare in qualità di meditatore. Nell’atto di presentare il messaggio alla regina dei topi, la volpe, disse: “Vostra maestà! Non ci sarà mai pace in questo mondo fino a che gli uomini imporranno la loro volontà.

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12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
14 - Il patto fra i topi e i gattiEtiopia
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18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
19 - L'asino che perse le orecchieEtiopia
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Il leone e il bambino abbandonato. Una favola africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Riscritte e messe in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Un giorno un leone se ne andava in giro per la foresta, quando d’improvviso trovò un bambino appena nato che ea stato abbandonato. Il leone, anziché mangiarselo, lo prese delicatamente tra le fauci e se lo portò nella sua tana. Nel tempo il leone adottò il bambino, come se fosse un suo cucciolo. Tanto che gli procurava il miglior cibo che potesse, così che il bambino crescesse robusto e sano. E il bambino crebbe in maniera stupefacente, addirittura si fece più forte del leone stesso. Ma il leone non aveva mai smesso di cercare i genitori del bambino, e tutti i giorni si recava al villaggio per riuscire a scoprire chi fossero. Il tempo passò e un giorno…

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13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
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23 - La iena affamataEtiopia

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Il leopardo e l’antilope. Una favola africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Riscritte e messe in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Tutti sanno che il leopardo e l’antilope sono nemici fra loro, e spesso quest’ultima si trova a dover interpretare la parte della vittima nei loro scontri.
Un giorno, senza che nessuno dei due l’avesse voluto, un leopardo e un’antilope si incontrarono faccia a faccia. Decisero che era meglio se si mettevano a discutere fra di loro anziché azzuffarsi, e alla fine conclusero di porre fine alla loro inimicizia e di vivere assieme in pace. Ma…

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13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
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Il fagiolo che voleva essere palma, una favola di Massimo Fancellu

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di Massimo Fancellu & Agape Consulting
Messa in voce di Gaetano Marino

Massimo Fancellu
Un papà-formatore imprestato allo storytelling
www.massimofancellu.comwww. educareconlefavole.comwww.agapeconsulting.it
Sono il babbo di Valentina, una splendida bimba di circa 10 anni.
Il mio training nell’arte del racconto educativo per bambini è cominciato nel 2012, oserei dire per disperazione, in una “tranquilla” nottata durante la quale Valentina, durante un incubo notturno, ha pensato bene di condividere con il resto del quartiere la sua paura dei mostri. Se hai bambini piccoli, sai di cosa parlo, vero?
In quell’occasione, fare per lavoro il motivatore e conoscere metodi efficaci per comunicare e per migliorare sé stessi come quelli proposti dalla Programmazione Neuro Linguistica e dal Coaching è tornato davvero utile anche in casa…
Così, ancora mezzo addormentato, le ho raccontato una storia. E ha funzionato talmente bene al punto che, evidentemente rasserenata, la bambina ha smesso di fare brutti sogni.
Da quella notte è iniziata la mia esperienza di storyteller: infatti, per sostenere la sua autostima, giorni dopo ho creato il personaggio di “Orsetto Pancione”, un buffo e tenace cucciolo d’orso protagonista di tante avventure educative a lieto fine. Un orsetto che ci ha fatto compagnia per circa 3 anni, grazie alle storie che raccontavo “a gettone” a mia figlia, in cui il piccolo protagonista, vincendo goffaggine e paure, impara a sentirsi più sicuro e soddisfatto di sé stesso.
Un personaggio straordinario che, col suo esempio, ha aiutato anche mia figlia a imparare, di volta in volta, una “lezione” o “morale” diversa.
I risultati positivi ottenuti con Valentina mi hanno spinto a condividere con altri genitori ed educatori questo fantastico ed efficace modo di sostenere lo sviluppo dei bambini.
Il libro “Educare con le favole” nasce da questo piacere e da questo bisogno: consideralo come una prima, timida finestra aperta nello spazio e potere immenso della fantasia, esemplare e giocosa maestra di vita.
Massimo Fancellu

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Le più belle favole di Esopo. L’uomo morsicato dal cane e altre storie

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un uomo era stato morsicato da un cane. Pieno di spavento cominciò a correre qua e là,cercando qualcuno che fosse in grado di curare le sue ferite. Incontrò un amico che gli disse che avrebbe dovuto inzuppare nel sangue che gli usciva dalla ferita un pezzo di pane, e poi darlo da mangiare al cane che l’aveva morsicato. Ma l’uomo ferito disse che se avesse fatto come l’amico gli suggeriva, tutti i cani della città avrebbero cercato di morsicarlo. (e altre storie)

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Le più belle favole di Esopo. Il riccio e la lepre e altre storie

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opera di Fabrizio Antonio Ibba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La lepre incontrò il riccio e gli disse: – Saresti bello, riccio, se non avessi quelle zampe storte che s’impigliano sempre l’una nell’altra. Il riccio s’infuriò e rispose: – Che cos’hai da ridere di me? Le mie zampe storte corrono più in fretta delle tue che sono diritte. Lascia solo che io prima passi da casa, e poi vedremo chi corre di più. […]

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Il leone e il topo e altre favole. Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino