La noce e il cetriolo. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Quel cetriolo era un vero sbruffone. Screditava sempre la noce e si vantava con tutti del proprio fisico ponderoso. Un giorno, mentre i due stavano chiacchierando del più e del meno, il cetriolo disse: “Cara amica Noce! Credo proprio che la natura ti sia nemica, e credo proprio che per te sarebbe meglio se morissi anziché continuare a soffrire. Tu sei troppo debole, e non capisco come potresti resistere a un qualsiasi nemico. Guarda me, invece! Io si che sono bello grosso e forte, tanto che nessuno oserebbe mai mettersi contro di me! Se vado a sbattere contro qualcosa senza fare attenzione, posso ridurla in polvere! Non c’è uomo che potrebbe lanciarmi a una distanza superiore ai dieci metri. Ma tu, amica mia! Se il vento ti ghermisse ti porterebbe cosi in alto nel cielo che non riusciresti mai più a tornare a terra!” […]

I tre fratelli e il buon padre. Una fiaba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un bravo e saggio contadino che era rimasto vedovo e aveva tre cari figliuoli. Essi erano tre ragazzi ubbidienti, bravi lavoratori e mai nessuno di loro s’era mostrato prepotente e capriccioso. Segno di una buona e affettuosa educazione ricevuta dal padre. Perché, come dice il vecchio proverbio: i frutti non cadono mai lontani dal proprio albero. Ma, ahimé, venne un dì in cui il buon contadino s’ammalò gravemente. Egli sentì che il suo tempo nella vita stava per scadere, perciò volle subito ordinare il suo testamento per donare le sue proprietà ai propri figliuoli. […]

La iena e la bertuccia. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Una volta, tanto tempo fa, quando non c’era mancanza di cibo per nessuno, una iena e una bertuccia vivevano assieme. Erano molto felici perché avevano a portata di mano tutto il cibo che serviva a loro. Un giorno, mentre erano lontane da casa, la signora scimmia si introdusse in casa loro e si portò via un po’ di carne e parecchie verdure. Tornate a casa le due amiche scoprirono sgomente che avevano subito un furto. Cominciarono allora a sospettare l’una dell’altra e ognuna pensava che l’altra fosse una ladra. […]

I tre pesci: il furbo, il saggio e lo sciocco. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Moltissimo tempo fa, negli abissi del mare vivevano dentro la stessa tana tre piccoli pesci. Essi erano grandi amici, pur avendo caratteri e nature diversi. Infatti, uno era assai sveglio e scaltro, un altro sapeva osservare e valutare le cose attraverso un pensiero saggio, tant’è che lo chiamavano il pesce filosofo; e il terzo, invece, ahimé era troppo babbeo, per niente intelligente, tant’è che o chiamavano per canzonarlo, Sciansòn Babaluc. […]

La gallina e la volpe. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Ed ecco che quel giorno, appunto, la volpe che stava proprio a non poterne più d’avere la pancia vuota, entrò coraggiosamente in un piccolo villaggio alla disperata ricerca di qualcosa da mettere nella pancia, qualsiasi cosa.
Guarda di qui, guarda di là, ad un tratto scoprì una gallina appollaiata su un albero.
La volpe si rivolse alla gallina con la faccia rivolta verso l’alto e disse alla gallina. “Salute a voi voi signora gallinella! Finalmente v’ho trovata. Grandi novelle ho da raccontarvi, ma intanto mi dica, cosa fa di bello appollaiata sull’albero? è da tanto che non ho sue notizia, e stavamo per preoccuparci. […]

La iena affamata. Una favola Etiope

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si dice che una volta, tanto ma tanto tempo fa, il cielo fosse alto solo un metro, e che si librasse appena sopra la testa degli uomini. E lì, in quel cielo basso basso, viveva una iena affamata, mentre asini e muli ben pasciuti se la spassavano sulla terra. Sulla superficie del pianeta abbondava l’erba tenera e saporita e scorreva sempre acqua fresca. Gli asini, che bevevano quell’acqua fresca e si cibavano di quell’erba saporita, si godevano la vita sotto il calore del loro amico sole, accarezzati dall’arietta ravvivante. […]

Il cieco e il ladro. Una fiaba Africana. Etiopia

Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.

(Puoi anche leggere la versione testo in lingua inglese di Joshua Farley)

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un cieco molto ricco, che possedeva molte monete d’oro. La notte non riusciva a dormire perché aveva paura di un ladro che viveva nei paraggi. Costui era solito rubare le pecore belle grasse e le capre che appartenevano agli abitanti del villaggio, e tutto questo faceva sì che il cieco avesse sempre più paura per il suo oro. Un giorno questo cieco portò con sé nella foresta tutto il suo tesoro, scavò una fossa e ce lo seppellì. Sfortunatamente il ladro era nelle vicinanze e così vide tutto quello che il cieco stava facendo. […]

RACCONTI D'AFRICA - PODCAST
12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
14 - Il patto fra i topi e i gattiEtiopia
17 - I tre intellettuali stupidiEtiopia
18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
19 - L'asino che perse le orecchieEtiopia
20 - Gli amici falsi e quelli veriEtiopia
21 - Il cane e l'asinoEtiopia
22- Il cieco e il ladroEtiopia
23 - La iena affamataEtiopia


VERSIONE TESTUALE IN LINGUA INLESE

Un carissimo amico-ascoltatore-sostenitore del New London, North Carolina, Stati Uniti d’America, Joshua Farley, ha voluto farci dono di un suo lavoro, traducendo per noi, in lingua inglese, la fiaba etiope “Il cieco e il ladro”. Non poteva esserci miglior pensiero. Ringraziamo Joshua tantissimo, ed ecco, qui di sotto, la versione inglese.
Troverete in fondo alla traduzione tutti i possibili riferimenti e contatti di/per/con Joshua Farley.

 

THE BLIND MAN AND THE THIEF
An Ethiopian Folktale Translated from Italian by Joshua Farley
Once upon a time, there was a very rich blind man who owned many gold coins. In the nighttime, he was unable to sleep because he was afraid of a thief that lived just around the corner. This thief had the habit of stealing plump, beautiful sheep and goats that belonged to the village’s inhabitants, and this made the blind man fear more and more for his gold. One day, this blind man took his entire fortune into the forest, dug a pit, and buried it all there. Unfortunately, the thief was in the vicinity and, thus, saw everything that the blind man was doing. The wealthy man had just distanced himself when the thief took the gold and carried it home. A couple weeks later, the blind man returned to the forest to check on his treasure but found nothing more than an empty hole. It didn’t take him long to conclude that it was the thief who stole his gold and he began to think of how he could go about getting it back. The following morning, he made a visit to the thief’s house and, after exchanging pleasantries with him, said, “listen, my dear sir, I have a huge problem and I don’t have anyone to share my concerns with. I’ve considered all my neighbors and haven’t found a single one that inspires as much trust in me as you. Look, I own a lot of gold and my concern is this: If I put all my gold in one place, I could lose it all in a single swipe at the hands of some troublemaker, you know? But also, if I keep it on my person I could get mugged, you know? On the other hand, I’m also thinking that I could give my gold to someone honest who would hold on to it for me. Oh, my kind sir, what do you think of my problem? And which solution would you suggest to me?” The thief responded, “sir, listen to me very carefully. If you have decided to ask me for advice, then that means you trust me, so listen to what I have to tell you. Do not give your property to anyone because nobody is honest and worthy of trust in this day and age. Don’t even put your gold in several different places among them. Put all your wealth in a single location where it is easy for you to check when you wish to do so, or to add more gold when you come across some.” “Oh, thank you so much! I just hope that you are a true friend and will keep my secret. Sir, I beg of you to keep an eye open for me in the future. Thank you!” And having said this, he thanked him and went on his way back home. Later that day, the blind man made a visit to an old friend’s house and said, “my friend, as you know I am blind and therefore cannot see a thing that happens around me. So I kindly ask you to gather as many venomous snakes as you can and place them a single box.” “Venomous snakes?” “Indeed! Very venomous snakes! What is the reward for this service, you ask? I will give you a kilo of my gold!” The friend was quite pleased to make himself useful and captured a good number of venomous snakes. That same evening, he sent them to his blind friend in a closed box. In the meantime, the thief was on cloud nine. He took care to put the stolen gold back in its place so he could take it again later when more gold was added which, as he knew, or imagined, or hoped, the blind man would hide in the same spot. And so, without letting himself be seen by anyone, which was his specialty seeing how he was a thief after all, he went into the forest and put the gold right back in the same place. In the dead of the night, the blind man headed off into the forest to see if the thief had returned the stolen goods and discovered that not even a gram of his gold was missing. He discreetly took it back and, in the hole that had by that point been dug up time and again, he swapped it with the box full of venomous snakes which he covered with dirt and soil. Then, he walked home slowly. The following night, the thief went into the forest and dug up the loose soil. He discovered an extremely heavy box which he positively believed to be full of gold. He was very happy and became convinced that, from that point on, he would be rich forever. He opened the box and, alas, the snakes sprung out of their prison! They bit him rapidly and he died right there on the spot, almost without even saying “ah!” It was in this way that the blind man had outsmarted the thief because blind people have three eyes: two are cordial and friendly, the third is evil.

Biografia Joshua Farley:
Il mio sito web: https://scrittarte.wordpress.com/
Email: joshfarley2696@gmail.com

LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/josh-farley-translator/


 

Il cane e l’asino. Una fiaba africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Un giorno il cane e l’asino decisero di lasciare i loro padroni e di andarsene in cerca di libertà. Dopo qualche giorno di cammino giunsero in una foresta. Era un posto pieno d’erba fresca e con rivoli d’acqua limpida che scorevano in ogni luogo. All’asino sembrò un posto meraviglioso, il cane, invece, non riusciva a trovare cibo per sé. Ben presto il cane cominciò a sentir fame, ma l’asino, che si trovava assai bene, chiese di poter ragliare al cielo la sua felicità…

RACCONTI D'AFRICA - PODCAST
12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
14 - Il patto fra i topi e i gattiEtiopia
17 - I tre intellettuali stupidiEtiopia
18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
19 - L'asino che perse le orecchieEtiopia
20 - Gli amici falsi e quelli veriEtiopia
21 - Il cane e l'asinoEtiopia
22- Il cieco e il ladroEtiopia
23 - La iena affamataEtiopia

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Gli amici falsi e quelli veri, una fiaba africana. Etiopia

Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

C’era una volta un uomo ricco, che aveva come amici altri uomini ricchi. Grazie alla sua grande fortuna negli affari, era così ricco che ogni settimana era solito dare una grande festa nella sua lussuosa abitazione. A queste feste invitava sempre tutte le persone più importanti della città, che partecipavano a quei festini che duravano tutta la notte. Nessuno sapeva il motivo per cui non invitava mai alle sue feste i suoi fratelli, che erano molto poveri. Nessuno, nemmeno i suoi più stretti familiari, glielo avevano mai rimproverato, anzi i suoi fratelli dicevano che se il loro ricco fratello avesse avuto un qualsiasi problema, loro si sarebbero precipitati al suo fianco,e avrebbero sofferto con lui.

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12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
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18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
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21 - Il cane e l'asinoEtiopia
22- Il cieco e il ladroEtiopia
23 - La iena affamataEtiopia

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L’asino che perse le orecchie. Una favola africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce di Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

C’era una volta un gruppo di asini che viveva nella foresta. Questa era ricchissima di erba novella ed era attraversata da numerosi corsi d’ acqua fresca. Grazie a tutti questi doni della natura, gli asini erano ben nutriti e vivevano felicemente. Ogni giorno ballavano ragliavano, al colmo della gioia. Ma anche se la vita era così generosa con loro, uno del gruppo non riusciva a essere felice. Quello che lui voleva ere un bel paio di corna sulla testa, come quelle che hanno il toro o il bufalo d’acqua. Gli sembrava che la vita senza un bel paio di corna sulla testa non fosse degna di essere vissuta.

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Il leopardo e il monaco. Una favola africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Una volta un leopardo stava per essere ucciso da un gruppo di cacciatori. Fortunatamente per lui, nella sua fuga trovò un monaco che si stava recando a un monastero. “O Monaco! Sant’uomo, salvami tu! Salvami, ti scongiuro! La mia vita è in pericolo! I cacciatori sono sulle mie tracce” disse il monaco. L’umile monaco aprì la sua sacca e permise al leopardo di nascondersi. Poi legò l’imboccatura del suo sacco e riprese il cammino, con il leopardo che gli ballonzolava…

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I tre intellettuali stupidi, una fiaba africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Vivevano un tempo tre studiosi, che aveavo adoperato la maggior parte del tempo a loro disposizione leggendo libi e cercando il segreto della natura. erano persone molto famose per l’istruzione che avevano, ed erano grandemente onorati da tutti i contemporanei.
un giorno questi tre decisero di recarsi in undienza dal re percé affidasse a loro qualche lavoro a palazzo.
tutto questo perché avevano sentito voci secondo cui il re era molto favorevole alle persone istruite e faceva quanto fosse in suo potere per aitarle.

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Il patto fra i topi e i gatti. Una favola africana. Etiopia

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Adattamento e messa in voce in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Una volta il re dei gatti mandò un messaggio alla regina dei topi, che governava su un vasto territorio. Proponeva che i gatti potessero sposarsi con i topi, per arrivare, come risultato finale, a creare la pace fra le due razze. Entrambe le specie avrebbero così potuto condurre una vita prospera e felice. Il messaggero incaricato era una volpe, scelta ufficialmente dai gatti per operare in qualità di meditatore. Nell’atto di presentare il messaggio alla regina dei topi, la volpe, disse: “Vostra maestà! Non ci sarà mai pace in questo mondo fino a che gli uomini imporranno la loro volontà.

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Il leone e il bambino abbandonato. Una favola africana. Etiopia

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Riscritte e messe in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Un giorno un leone se ne andava in giro per la foresta, quando d’improvviso trovò un bambino appena nato che ea stato abbandonato. Il leone, anziché mangiarselo, lo prese delicatamente tra le fauci e se lo portò nella sua tana. Nel tempo il leone adottò il bambino, come se fosse un suo cucciolo. Tanto che gli procurava il miglior cibo che potesse, così che il bambino crescesse robusto e sano. E il bambino crebbe in maniera stupefacente, addirittura si fece più forte del leone stesso. Ma il leone non aveva mai smesso di cercare i genitori del bambino, e tutti i giorni si recava al villaggio per riuscire a scoprire chi fossero. Il tempo passò e un giorno…

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Il leopardo e l’antilope. Una favola africana. Etiopia

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Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.
Riscritte e messe in voce da Gaetano Marino, per paroledistorie.net.

Tutti sanno che il leopardo e l’antilope sono nemici fra loro, e spesso quest’ultima si trova a dover interpretare la parte della vittima nei loro scontri.
Un giorno, senza che nessuno dei due l’avesse voluto, un leopardo e un’antilope si incontrarono faccia a faccia. Decisero che era meglio se si mettevano a discutere fra di loro anziché azzuffarsi, e alla fine conclusero di porre fine alla loro inimicizia e di vivere assieme in pace. Ma…

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