Storia di uno che se ne andò in cerca della paura, una fiaba dei fratelli Grimm

Storia di uno che se ne andò in cerca della paura, una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
00:00 / 19:59
 
1X
 

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un padre aveva due figli. Il maggiore era giudizioso e saggio, mentre il minore era stupido e poco intelligente, non imparava e non capiva nulla. Quando la gente lo incontrava diceva: “Eh sì, quel ragazzo sarà un bel problema per il padre!”
Se c’era qualcosa da fare, toccava sempre al maggiore. Questi però era tanto pauroso: se il padre lo mandava a prendere qualcosa di notte, lui rispondeva:

  • Ah, papà papà, ho tanta tanta paura, che mi viene la pelle d’oca!
    Oppure quando di sera, accanto al fuoco, si raccontavano delle storie da far paura, il maggiore diceva sempre:
  • Ah, che paura, mi viene la pelle d’oca!
    Il figlio minore invece se ne stava seduto in un angolo, ascoltava e non capiva perché al fratello venisse quella cosa chiamata pelle d’oca.
    Un bel giorno il padre disse al minore:
  • Ascolta, tu in quell’angolo, ormai sei grande e grosso, è ora che impari a guadagnarti il pane. Guarda come si dà da fare tuo fratello; ma con te mi sembra fatica sprecata.
  • Sì papà, rispose, – vorrei imparare anch’io qualcosa, per esempio mi piacerebbe tanto imparare ad avere paura e a farmi venire la pelle d’oca. […]

Filippa, la bambina esploratrice nella notte prima di Halloween, la notte delle paure

Filippa, la bambina esploratrice nella notte prima di Halloween, la notte delle paure
Racconti

 
 

00:00 / 21:42
 

1X

 

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] E vissero per sempre felici e contenti! Qualcuno disse. Poi all’improvviso la luce della camera si spense e tutto diventò nero, buio, scuro come la pece. Solo il lumicino della Luna rubava un po’ di buio infilandosi con la propria luce d’argento spettrale. Intorno, nella camera, vi stavano solo un’idea di ombre immobili. Sì, un’idea, o forse, sarebbe meglio dire un ricordo. Perché Filippa, la piccola grande cacciatrice di mostri, conosceva bene quel posto, anche se stava immerso nel quasi buio, e perché quel posto era proprio la sua camera. Per questo sapeva con certezza che là, in fondo, ci stava la sua comodissima Spumalestorie, la poltrona sbrindellata dei viaggi di tutte le storie. Storie di sogni dalle storie di libri, e da divorare. Spumalestorie aveva di fronte, come sempre, il fedelissimo Spumailpiedino, il push push poggiapiedi dai mille colori, consumati e scoloriti. […]

La notte di Halloween e la caccia alle streghe nella casa dei mostri

La notte di Halloween e la caccia alle streghe nella casa dei mostri
Racconti

 
 

00:00 / 38:27
 

1X

 

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Insomma, quella era la notte del 31 ottobre, la famosa notte di Halloween. La misteriosa notte in cui i confini tra il mondo dei vivi e il mondo dei defunti si confondevano. Per una notte sola i morti avevano il permesso di tornare in vita, con il compito di portare scompiglio, e, soprattutto, spaventare a morte, si fa per dire, vero? i vivi. Una specie di vendetta dei defunti, via. Io penso, e forse mi sbaglio, perché a loro, i morti, era toccato il destino di abbandonare il mondo dei vivi – che tutto sommato, diciamolo, non è poi così tanto brutto da buttare via. Ed eccoli dunque, i tre inseparabili amici, rigorosamente vestiti di nero, con gli abiti al rovescio, e soprattutto, dovevano camminare all’indietro; perché solo così si potevano incontrare le streghe. Adriano, portava la zucca scavata, con dentro una lanterna al petrolio. Filippo teneva sulle spalle una ragnatela ricavata dalla grande borsa a rete, che serviva alla mamma per far la spesa di casa. E Marta passeggiava sulla propria mano un ragno gigante che si chiamava Aràcnum Pelòsitum: grande quanto il suo pugno. Ma un ragno vero, pelosissimo, e soprattutto amicissimo, eh sì, perché i due si conoscevano sin da quando la bestiolina stava ancora nel suo piccolo uovo. […]

Notte Paura, Notte di Storie e altre tenere creature. Un racconto di Gaetano Marino

Notte Paura, Notte di Storie e altre tenere creature. Un racconto di Gaetano Marino
Racconti

 
 
00:00 / 24:15
 
1X
 

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Eppure, fu un disastro. Eh sì, perché quella tela di ragno, schifosamente appiccicosa di bava schiumosa – tanto che non aveva mai mancato una preda – si ridusse miseramente in frantumi. Da sempre quella trappola stava ben incastrata tra i battenti della piccola finestra ridotta in frantumi, tra le tante del muro di cinta di quella vecchia casa. Casa buia, dove il silenzio si faceva spettrale ed era l’unico padrone superstite. Oramai un rudere abbandonato, era quella casa. Lugubre e piena di strane ombre, che comparivano improvvise e funeste, così da far venire i peli dritti dalla paura, persino ai lupi mannari, i figli randagi delle notti di luna piena, che infestavano da sempre la contea. E quella era la contea della Marmilla, una bella terra ricca e rigogliosa, posta all’interno dell’isola di Sandalia.

La notte di Halloween nello stagno dei piccoli e grandi amici

La notte di Halloween nello stagno dei piccoli e grandi amici
Racconti

 
 
00:00 / 28:51
 
1X
 

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Anche se quella era la notte di Halloween, la piccola rana Amelina e i suoi amici se la spassavano nell’acqua dello stagno come avevano sempre fatto in una qualsiasi notte dell’anno. Quella era una notte che non poteva essere uguale a tutte le altre notti, loro lo sapevano bene, ma nonostante tutto ogni cosa procedeva come sempre, come una solita notte: Bertoldo, il cigno osservava vanitoso il riflesso delle sue piume sullo stagno di mare, mentre Castore, il grande muggine, si srotolava sull’acqua fischiettando, e Cesarina, la piccola vongola, spruzzava di qua e di là i suoi giochi d’acqua. Così trascorreva quella notte. D’un tratto però il muggine Castore si fermò durante le sue giravolte e vide la principessa Berta, insieme alle sue sorelline, raccogliere le grandi zucche che crescevano nel giardino del grande palazzo posto di fronte allo stagno. […]

Storia di Giacomino dai capelli rossi, detto Pilu Arrubiu, e del diavoletto Coiscedda

Storia di Giacomino dai capelli rossi, detto Pilu Arrubiu, e del diavoletto Coiscedda
Racconti

 
 

00:00 / 14:04
 

1X

 

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Tanto tanto tempo fa viveva nell’isola di Sardegna un piccolo uomo, scuro e rosso di capelli. Il suo nome era Giacomino, detto Pilu Arrubiu, che vuol dire proprio capelli rossi. Pilu Arrubiu aveva fama d’essere un uomo bugiardo, imbroglione e ladro, e aveva anche la cattiva abitudine di bere troppo; specialmente Abbardente, una grappa tra le più buone e conosciute al mondo.
Una notte Pilu Arrubiu si ritrovò svenuto a terra in aperta campagna, proprio perché aveva bevuto troppo. Ma dopo qualche istante, mentre la sua anima era fuggita per prendere un po’ d’aria e fluttuava libera per l’aria, un diavoletto, che si chiamava Coiscedda, venne da sottoterra rapido rapido a rubargliela. […]

Storia dello zio Tonto, l’Orco Tontolone. Una fiaba scritta da Gaetano Marino. Dalla tradizione popolare degli orchi.

Storia dello zio Tonto, l’Orco Tontolone. Una fiaba scritta da Gaetano Marino. Dalla tradizione popolare degli orchi.
Fiabe

 
 

00:00 / 20:25
 

1X

 

Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo

Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Isotta doveva starsene vicino ai piedi della mamma, proprio in fondo alle coperte e guai, guai a dire un solo lamento.
Intanto la notte si faceva ancora più nera e buia. Si sentivano fuori gli ululati dei cani e il richiamo dei gufi, le urla delle civette. Mamma e figliuola stavano lì, nel letto, immobili. Nemmeno fiatavano. Attesero lo zio Tonto, l’Orco Tontolone, sapevano che era capace di ogni cosa, ma erano sicure che non sarebbe riuscito ad entrare perché tutte le fessure erano state chiuse per bene. D’improvviso la mamma ebbe un sospetto: – Il lavandino! Il buco dell’acqua del lavandino, l’hai tappato tu, Isotta?

Sostieni Parole di Storie con una libera donazione. Puoi farlo qui, oppure vai sulla pagina “Sostieni Parole di Storie” e scopri in quanti modi potrai sostenere il nostro lavoro. La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite. Grazie, anche solo per averci pensato, e come sempre, buone storie nuove a tutti.

 

Il Cucù di Adriano nella notte dei Mostri. Un racconto scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Il Cucù di Adriano nella notte dei Mostri. Un racconto scritto e messo in voce da Gaetano Marino
Racconti

 
 

00:00 / 17:31
 

1X

 

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] E Si lanciarono in ogni parte della stanza, armati e addestrati a rosicchiare come castori qualsiasi cosa. Cominciarono a rosicchiare l’armadio, il letto, lo specchio, le sedie, i cuscini, i vestiti. Spezzavano, frantumavano ogni cosa. Strillavano come fossero brutte arpie stregacce, e il peggio furono le puzzette. Tremende puzze da farti spuntare i capelli grigi e bruciare il pigiama. Avevano un odore di uovo marcio inconfondibile, mischiato con vermi putrefatti di stagno morto in decomposizione, vomito rancido, zolfo di vulcano, e gas di pancia di koala. […]

Katte, la piccola strega e l’incantesimo del ragno Orlando nella notte di Halloween

Katte, la piccola strega e l’incantesimo del ragno Orlando nella notte di Halloween
Racconti

 
 

00:00 / 14:35
 

1X

 

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] C’era solo una cosa che a Katte non piaceva per niente: Halloween, la notte dei defunti.
Una volta all’anno, quando le foglie cadevano dagli alberi, e le notti si facevano più lunghe, tutti i bambini della sua scuola cominciavano ad agitarsi e non parlavano d’altro che dei preparativi per la festa. Si preparavano costumi da strega davvero orribili, con nasi storti e muccolosi di puss, verruche pustolose e sanguinanti, dita mozzate o frantumate, colle unghie ricurve zozze e lunghissime, capelli neri arruffati, cresposi e sporchi di sangue raggrumato, finto ovviamente, e manici untuosi di scopa vecchia e consumata. Katte aveva provato a spiegare a scuola che si sbagliavano: – Le streghe non sono così! La mia mamma ad esempio è pulita ed è molto bella. Ma a quelle parole tutti i bambini si mettevano a ridere. […]

I tre capelli d’oro del diavolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

I tre capelli d’oro del diavolo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
00:00 / 18:13
 
1X
 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. “Oh,” gli risposero, “è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re.” Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l’accettare e pensarono: E’ un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla. […]