Barbablù, una fiaba di Charles Perrault. Messa in voce di Gaetano Marino

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo che aveva case bellissime in città e in campagna, vasellame d’oro e d’argento, suppellettili ricamate e berline tutte d’oro; ma, per sua disgrazia, quest’uomo aveva la barba blu e ciò lo rendeva così brutto e spaventoso che non c’era ragazza o maritata la quale, vedendolo, non fuggisse per la paura. Una sua vicina, dama molto distinta, aveva due figliole belle come il sole. Egli ne chiese una in matrimonio, lasciando alla madre la scelta di quella che avesse voluto dargli. Ma nessuna delle due ne voleva sapere, e se lo rimandavano l’una all’altra, non potendo risolversi a sposare un uomo il quale avesse la barba blu. Un’altra cosa poi a loro non andava proprio a genio: era ch’egli aveva già sposato parecchie donne, e nessuno sapeva che fine avessero fatto.

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Bella e la Bestia, di Charles Perrault

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In un tempo lontanissimo c’era una volta una città abitata quasi esclusivamente da mercanti. Quando dai porti vicini e lontani giungevano le navi cariche di merci era una festa per tutti. Uomini, donne, bambini si vestivano con gli abiti più belli, si ornavano con gioielli e ghirlande di fiori e si radunavano in piazza.
Nel centro della città, una grande casa si distingueva dalle altre; qui viveva un ricco mercante con la sua unica figlia Bella, una fanciulla semplice e buona. Sul suo bellissimo viso splendevano due occhi chiari e dolci, sull’ampia fronte cadevano riccioli bruni, il suo corpicino era snello e flessuoso. Fu perciò soprannominata da piccola «la bella bambina». E Bella fu il suo nome anche quando divenne più grande.

BiancaNeve e i Sette Nani, una fiaba dei fratelli Grimm

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una regina buona e gentile, che stava seduta accanto a una finestra mentre ricamava una veste di seta. Fuori c’era l’inverno e nevicava tanto. Mentre cuciva il ricamo la regina sollevò gli occhi per ammirare i fiocchi di neve che cadevano come se fossero piume d’argento, ma d’improvviso: “ ahi!” si punse un dito. Subito tre gocce di sangue scivolarono sulla neve. Il rosso del sangue era così bello che la regina pensò: “Oh, se potessi avere una figliuola bianca come la neve, dalle labbra rosse come il sangue e con i capelli neri come la notte!”

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Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana

  • dai sette anni

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un Re e una Regina che non avevano figliuoli e pregavano i santi, giorno e notte, per ottenerne almeno uno. Intanto consultavano anche i dottori di Corte. – Maestà, fate questo. – Maestà, fate quello. E pillole di qua, e beveroni di là; ma il sospirato figliuolo non arrivava. Una bel giorno ch’era freddino, la Regina s’era messa davanti il palazzo reale per riscaldarsi al sole. Passa una vecchiarella: – Fate la carità! E la regina rispose: – Non ho nulla. La vecchiarella andò via brontolando. – Che cosa ha brontolato? – domandò la Regina. – Maestà, ha detto che un giorno avrete bisogno di lei.


Notte Paura, Notte di Storie e altre tenere creature. Un racconto di Gaetano Marino

Un racconto donato a Lorenzo da Mamma Viviana e Papà Alessandro

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Eppure, fu un disastro. Eh sì, perché quella tela di ragno, schifosamente appiccicosa di bava schiumosa – tanto che non aveva mai mancato una preda – si ridusse miseramente in frantumi. Da sempre quella trappola stava ben incastrata tra i battenti della piccola finestra ridotta in frantumi, tra le tante del muro di cinta di quella vecchia casa. Casa buia, dove il silenzio si faceva spettrale ed era l’unico padrone superstite. Oramai un rudere abbandonato, era quella casa. Lugubre e piena di strane ombre, che comparivano improvvise e funeste, così da far venire i peli dritti dalla paura, persino ai lupi mannari, i figli randagi delle notti di luna piena, che infestavano da sempre la contea. E quella era la contea della Marmilla, una bella terra ricca e rigogliosa, posta all’interno dell’isola di Sandalia.

La notte di Halloween e la caccia alle streghe nella casa dei mostri

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Insomma, quella era la notte del 31 ottobre, la famosa notte di Halloween. La misteriosa notte in cui i confini tra il mondo dei vivi e il mondo dei defunti si confondevano. Per una notte sola i morti avevano il permesso di tornare in vita, con il compito di portare scompiglio, e, soprattutto, spaventare a morte, si fa per dire, vero? i vivi. Una specie di vendetta dei defunti, via. Io penso, e forse mi sbaglio, perché a loro, i morti, era toccato il destino di abbandonare il mondo dei vivi – che tutto sommato, diciamolo, non è poi così tanto brutto da buttare via. Ed eccoli dunque, i tre inseparabili amici, rigorosamente vestiti di nero, con gli abiti al rovescio, e soprattutto, dovevano camminare all’indietro; perché solo così si potevano incontrare le streghe. Adriano, portava la zucca scavata, con dentro una lanterna al petrolio. Filippo teneva sulle spalle una ragnatela ricavata dalla grande borsa a rete, che serviva alla mamma per far la spesa di casa. E Marta passeggiava sulla propria mano un ragno gigante che si chiamava Aràcnum Pelòsitum: grande quanto il suo pugno. Ma un ragno vero, pelosissimo, e soprattutto amicissimo, eh sì, perché i due si conoscevano sin da quando la bestiolina stava ancora nel suo piccolo uovo. […]

La notte di Halloween nello stagno dei piccoli e grandi amici

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Anche se quella era la notte di Halloween, la piccola rana Amelina e i suoi amici se la spassavano nell’acqua dello stagno come avevano sempre fatto in una qualsiasi notte dell’anno. Quella era una notte che non poteva essere uguale a tutte le altre notti, loro lo sapevano bene, ma nonostante tutto ogni cosa procedeva come sempre, come una solita notte: Bertoldo, il cigno osservava vanitoso il riflesso delle sue piume sullo stagno di mare, mentre Castore, il grande muggine, si srotolava sull’acqua fischiettando, e Cesarina, la piccola vongola, spruzzava di qua e di là i suoi giochi d’acqua. Così trascorreva quella notte. D’un tratto però il muggine Castore si fermò durante le sue giravolte e vide la principessa Berta, insieme alle sue sorelline, raccogliere le grandi zucche che crescevano nel giardino del grande palazzo posto di fronte allo stagno. […]

Katte, la piccola strega e l’incantesimo del ragno Orlando nella notte di Halloween

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] C’era solo una cosa che a Katte non piaceva per niente: Halloween, la notte dei defunti.
Una volta all’anno, quando le foglie cadevano dagli alberi, e le notti si facevano più lunghe, tutti i bambini della sua scuola cominciavano ad agitarsi e non parlavano d’altro che dei preparativi per la festa. Si preparavano costumi da strega davvero orribili, con nasi storti e muccolosi di puss, verruche pustolose e sanguinanti, dita mozzate o frantumate, colle unghie ricurve zozze e lunghissime, capelli neri arruffati, cresposi e sporchi di sangue raggrumato, finto ovviamente, e manici untuosi di scopa vecchia e consumata. Katte aveva provato a spiegare a scuola che si sbagliavano: – Le streghe non sono così! La mia mamma ad esempio è pulita ed è molto bella. Ma a quelle parole tutti i bambini si mettevano a ridere. […]

Storia di Giacomino dai capelli rossi, detto Pilu Arrubiu, e del diavoletto Coiscedda

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Tanto tanto tempo fa viveva nell’isola di Sardegna un piccolo uomo, scuro e rosso di capelli. Il suo nome era Giacomino, detto Pilu Arrubiu, che vuol dire proprio capelli rossi. Pilu Arrubiu aveva fama d’essere un uomo bugiardo, imbroglione e ladro, e aveva anche la cattiva abitudine di bere troppo; specialmente Abbardente, una grappa tra le più buone e conosciute al mondo.
Una notte Pilu Arrubiu si ritrovò svenuto a terra in aperta campagna, proprio perché aveva bevuto troppo. Ma dopo qualche istante, mentre la sua anima era fuggita per prendere un po’ d’aria e fluttuava libera per l’aria, un diavoletto, che si chiamava Coiscedda, venne da sottoterra rapido rapido a rubargliela. […]

Il Cucù di Adriano nella notte dei Mostri. Un racconto scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] E Si lanciarono in ogni parte della stanza, armati e addestrati a rosicchiare come castori qualsiasi cosa. Cominciarono a rosicchiare l’armadio, il letto, lo specchio, le sedie, i cuscini, i vestiti. Spezzavano, frantumavano ogni cosa. Strillavano come fossero brutte arpie stregacce, e il peggio furono le puzzette. Tremende puzze da farti spuntare i capelli grigi e bruciare il pigiama. Avevano un odore di uovo marcio inconfondibile, mischiato con vermi putrefatti di stagno morto in decomposizione, vomito rancido, zolfo di vulcano, e gas di pancia di koala. […]

Filippa, la bambina esploratrice nella notte prima di Halloween, la notte delle paure

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] E vissero per sempre felici e contenti! Qualcuno disse. Poi all’improvviso la luce della camera si spense e tutto diventò nero, buio, scuro come la pece. Solo il lumicino della Luna rubava un po’ di buio infilandosi con la propria luce d’argento spettrale. Intorno, nella camera, vi stavano solo un’idea di ombre immobili. Sì, un’idea, o forse, sarebbe meglio dire un ricordo. Perché Filippa, la piccola grande cacciatrice di mostri, conosceva bene quel posto, anche se stava immerso nel quasi buio, e perché quel posto era proprio la sua camera. Per questo sapeva con certezza che là, in fondo, ci stava la sua comodissima Spumalestorie, la poltrona sbrindellata dei viaggi di tutte le storie. Storie di sogni dalle storie di libri, e da divorare. Spumalestorie aveva di fronte, come sempre, il fedelissimo Spumailpiedino, il push push poggiapiedi dai mille colori, consumati e scoloriti. […]

Il diletto Orlando, una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una donna che era una strega e aveva due figlie: una, brutta e cattiva, era la sua figlia; l’altra, buona e bella, era la figliastra. Ed ella tanto amava la prima, quanto odiava la seconda. Un giorno la figliastra aveva un bel grembiule che piaceva all’altra, tanto che quest’ultima, invidiosa, andò dalla madre e disse: -Quel grembiule deve essere mio-. -Sta’ tranquilla, bimba mia, lo avrai- disse la vecchia. -La tua sorellastra ha meritato la morte da un pezzo, e questa notte, mentre dorme, verrò a tagliarle la testa. Bada solo di coricarti dietro e spingila ben bene sul davanti.-…

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Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm

* dai 10 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Molto tempo fa c’era un uomo ricco che aveva una moglie bella e giudiziosa; si volevano tanto bene, ma, purtroppo non avevano bambini. Davanti alla loro casa, in cortile, c’era un pianta di ginepro. Un giorno, in pieno d’inverno, la donna se ne stava seduta sotto il ginepro mentre sbucciava una mela e, d’improvviso, si tagliò un dito, e il sangue cadde sulla neve: –Ah, se potessi avere un bambino, rosso come il sangue e bianco come la neve! – Disse la donna sospirando. Passarono i mesi e alla settima luna raccolse alcune bacche del ginepro, le mangiò e si fece triste e si ammalò; passò l’ottava luna, ed ella disse a suo marito: -Se dovessi morire, marito mio, voglio che mi seppellisca sotto il ginepro-. […]


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Il principe senza paura. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era una volta un principe senza paura, e dato che s’annoiava tanto a vivere nel castello del padre, decise di andare in giro per il mondo, e scoprire tante cose.
Una mattina di primavera salutò il padre re, la madre regina, tutta la corte, e partì all’avventura. Camminò dalla mattina alla sera senza badare mai dove andasse. Un giorno il principe Crisponzio capitò nella casa di un gigante e, stanco dal lungo cammino si sedette sul gradino della porta. Mentre stava seduto egli notò per terra, nel giardino della casa del Gigante, una palla enorme e dei birilli enormi. […]

La donna che riuscì a mettere nel sacco i folletti. Una fiaba Celtica

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] I folletti cominciarono a pensare di avere la fornaia a loro completa disposizione, per mangiar quando e come volevano le prelibatezze che lei sola sapeva sfornare. Finché decisero di rapire la fornaia, e l’occasione non tardò. Spiando una notte dal buco della serratura della casa della fornaia, un folletto scoprì che la donna era stata incaricata di preparare i dolci per una festa di matrimonio che si sarebbe tenuta al castello. Si trattava di una celebrazione importante, con centinaia di invitati, per cui la fornaia avrebbe trascorso l’intera giornata nelle cucine del palazzo, e solo all’imbrunire sarebbe tornata a casa. I folletti organizzarono così il rapimento. […]

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Il bimbo che fu rapito dalle fate. Una fiaba Celtica.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una giovane madre che pensava, come spesso succede, che il suo bambino fosse tanto bello da non esserci al mondo altri bimbetti più belli. E se ne vantava per tutto il pese, con tutti e in ogni momento. In molti le ripetevano che questa sua presunzione non poteva far altro che recarle danno e sventure. “Perché non dovrei farlo sapere a tutti?” diceva la giovane made. “La verità è che non si è mai visto un bimbo bello come il mio.” “Non sai che cosa potrebbe succedere” borbottavano i compaesani scuotendo il capo. “Stai attenta o te ne pentirai.” Il bimbo, intanto, continuava a crescere in buona salute e sempre più bello, finché un giorno accadde quel che si sa. […]

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L’osso che canta. Una fiaba dei fratelli Grimm

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 * dai 7 anni in su

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In una gran foresta si aggirava un cinghiale che sconvolgeva campi, uccideva il bestiame e azzannava e sbranava gli uomini. Nessuno si avventurava più nei pressi del bosco, poiché‚ l’animale era diventato un vero flagello per il paese. Il re promise una ricompensa a chi sarebbe riuscito a catturarlo o ucciderlo, ma tutti coloro quelli che ci provarono morirono miseramente, sicché‚ più nessuno aveva coraggio di accettare l’impresa. Infine il re rese noto che colui che avesse abbattuto il cinghiale avrebbe avuto la sua unica figlia in sposa. Ed ecco che da tutto il regno si fecero avanti solo due fratelli, figli di un pover’uomo: il maggiore era astuto e superbo; il minore, era innocente e sciocco, per il troppo buon cuore. Il re li fece entrare nel bosco da due punti diversi, dai quali essi dovevano tentare la loro fortuna. […]


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La strega e la sorella del sole. Una fiaba di Aleksandr Nikolaevic Afanas’ev

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Vivevano un tempo, in un lontano reame, uno zar e una zarina che avevano un figlio, Ivan, muto dalla nascita. Aveva dodici anni quando un giorno andò nella stalla dal suo stalliere preferito. Questo stalliere gli raccontava sempre le fiabe e anche quella volta il principe Ivan era andato da lui per sentirne una, ma udì ben altro. – Principe Ivan! ­ disse lo stalliere – Tua madre darà presto alla luce una figlia, che sarà una terribile strega e divorerà padre, madre e tutti i sudditi. Perciò va, chiedi a tuo padre il suo cavallo migliore, come se volessi cavalcare un po’, e vattene via di qui se vuoi salvarli da tanta sciagura. […]

I tre capelli d’oro del diavolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. “Oh,” gli risposero, “è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re.” Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l’accettare e pensarono: E’ un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla. […]

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Dognipelo. Una fiaba dei fratelli Grimm

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[…] Era ormai grande quando un giorno il re osservandola vide che somigliava in tutto alla moglie morta; allora egli provò un amore ardente per lei e disse ai consiglieri: -Voglio sposare mia figlia: è il ritratto di mia moglie morta, altrimenti non troverò altra sposa su questa terra-. All’udire queste parole, i consiglieri inorridirono e dissero: -Dio ha vietato che il padre sposi la figlia; dal peccato non può venire alcun bene-. Anche la fanciulla inorridì quando venne a conoscenza dell’intento del padre, ma sperava ancora di poterlo dissuadere. Così gli disse: -Prima di secondare il vostro desiderio, devo avere tre abiti: uno d’oro come il sole, l’altro d’argento come la luna, e il terzo splendente come le stelle; e inoltre voglio un mantello fatto con pellicce di ogni sorta, e ogni animale del vostro regno deve dare un pezzo della sua pelliccia-. […]

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Il diavolo e sua nonna, una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta ci fu una grande guerra dove il re diede ai soldati una paga così misera, che proprio non bastava loro per vivere. Allora tre soldati si misero insieme e pensarono di scappare. Uno disse: -Se ci prendono, però, saranno guai seri: come faremo?-. L’altro rispose: -Là c’è un grosso campo di grano; se vi entriamo e ci nascondiamo, non ci trova nessuno: l’esercito non può entrare là in mezzo-. Così si acquattarono nel grano, e vi rimasero due giorni e due notti. Passò il tempo e avevano tanta fame che credevano di morire, perché non potevano uscire. Allora dissero: -A cosa ci serve essere scappati, se qui ci tocca morire miseramente di fame!-. In quella giunse a volo nell’aria un drago di fuoco, li vide distesi laggiù e chiese: -Che cosa fate lì in mezzo al grano?-.

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La signora Trude, ovvero, Gertrude. Una fiaba dei fratelli Grimm

* dai 9 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una fanciullina biricchina, prepotente e curiosona. Quando il papà e la mamma le chiedevano qualcosa, lei non obbediva mai, anzi, faceva finta di non sentire. Un giorno la fanciulla disse ai suoi genitori: – Ho sentito parlare della signora Gertrude. Dicono che la sua casa sia tanto tanto strana e assai curiosa, piena di cose straordinarie, oh, quanto mi piacerebbe andare a farle visita. Il papà e la mamma subito si fecero preoccupati in viso e le dissero che la signora Gertrude era una donna malvagia e terribile. Così proibirono alla fanciulla di andarci, e che se lo avesse fatto non l’avrebbero più voluta come figlia.

Storia dello zio Tonto, l’Orco Tontolone. Una fiaba scritta da Gaetano Marino. Dalla tradizione popolare degli orchi.

Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo

Una fiaba donata dal papà Giulio ai piccoli Alessandro e Lorenzo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Isotta doveva starsene vicino ai piedi della mamma, proprio in fondo alle coperte e guai, guai a dire un solo lamento.
Intanto la notte si faceva ancora più nera e buia. Si sentivano fuori gli ululati dei cani e il richiamo dei gufi, le urla delle civette. Mamma e figliuola stavano lì, nel letto, immobili. Nemmeno fiatavano. Attesero lo zio Tonto, l’Orco Tontolone, sapevano che era capace di ogni cosa, ma erano sicure che non sarebbe riuscito ad entrare perché tutte le fessure erano state chiuse per bene. D’improvviso la mamma ebbe un sospetto: – Il lavandino! Il buco dell’acqua del lavandino, l’hai tappato tu, Isotta?

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Storia di uno che se ne andò in cerca della paura, una fiaba dei fratelli Grimm

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Il Principe Ranocchio, una fiaba dei fratelli Grimm

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Nei tempi lontani, c’era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole si meravigliava, quando le illuminava il viso. Vicino al castello del re c’era un bosco e nel bosco c’era un sorgente d’acqua chiara. Nelle ore più calde del giorno, la principessina andava nel bosco e sedeva su un grande masso che stava accanto alla sorgente. E quando si annoiava, ella prendeva una pallina d’oro, la buttava in alto e la ripigliava. Un giorno la pallina d’oro, ahimè, non ricadde nella manina della principessina, ma scivolò a terra e… e rotolò, e rotolò, e rotolò, sinché, plunfete! cadde nell’acqua della sorgente.

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Hansel e Gretel, una fiaba dei fratelli Grimm

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