Ispirato da un racconto di Francesca de Carolis
Adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Illustazione di Filipos

Finalmente un po’ di silenzio!
Amleto, operatore dell’informazione relegato al turno di notte in un Centro radiotelevisivo edificato su un’antica necropoli, sogna, o forse no, di immergersi in un labirinto tombale impregnato di incubi e chissà cos’altro. Il viaggio in fuga dal tempo si dipana tra desideri e incubi, dove appaiono strane ombre logorate dal ronzio incessante sprigionato dal Centro. Tutto comincia con l’apparizione di un uccellaccio nero. Seguirà l’incontro con le anime dei defunti che popolano i sotterranei della necropoli, quali messaggeri di una missione da affidare ad Amleto: viaggiare “al termine di quella notte” con lo scopo arduo di sabotare e zittire il chiasso di parole che infastidisce i morti dimenticati, e inonda e confonde i vivi. Ci sarà pure una resa dei conti con un amore tradito. Insomma, basterà un semplice “tac!”, una levetta da spostare per uno scarto del tempo sospeso tra la veglia e il sogno e l’eternità dei morti, affinché la missione sia compiuta. Ci riuscirà?
