Il magico mistero della Serpe Bianca, una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re potente e saggio che ogni giorno, dopo aver pranzato, quando la tavola era sparecchiata, attendeva d’essere solo per farsi portare da uno dei suoi servi più fedeli, un piatto coperto. Il re mangiava un poco di quel che il piatto contenesse, poi lo richiudeva, e lo faceva portare via. Nessuno sapeva che cosa vi fosse dentro.
Un giorno avvenne che il servo fidato, quando il re gli diede il piatto da portare via, non seppe resistere alla tentazione: lo portò nella propria camera, lo aprì e vi trovò dentro una serpe bianca.

Cecina. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un Re, che amava talmente tanto la caccia che e per essere più libero di andarvi tutti i giorni, non aveva voluto prender moglie. I ministri gli dicevano: – Maestà, il popolo desidera una Regina. E lui rispondeva: – Prenderò moglie l’anno venturo. Passava l’anno, e i ministri da capo: – Maestà, il popolo desidera una Regina.
E lui: – Prenderò moglie l’anno venturo. Ma quest’anno non arrivava mai. […]

Senza Orecchie. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Allora venne fuori dal fondo del pozzo un braccio lungo lungo, peloso peloso, pelosissimo, che afferrò la reginota e la tirò giù nel pozzo. E così, da parecchi anni, la reginotta viveva in fondo a quel pozzo, col Lupo Mannaro che l’aveva tirata giù. In fondo al pozzo c’era una grotta grande, dieci volte più del palazzo reale. Stanze tutte d’oro e diamanti, una più bella e più ricca dell’altra. È vero che non ci arrivava mai il sole, ma ci si vedeva lo stesso. La bimba veniva servita da quella Reginotta che era. Una cameriera per spogliarla, una per vestirla, una per lavarla, una per pettinarla, una per recarle la colazione, una per servirla a pranzo, una per metterla a letto.
Il Lupo Mannaro russava tutto il santo giorno e la notte andava via. E dato che la reginotta, quando lo vedeva, strillava dalla paura, Egli si faceva vedere il meno possibile: perché non voleva spaventarla. […]

Ranocchino. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si racconta che c’era una volta un povero diavolo, il quale aveva sette figliuoli che avevano fame. Il maggiore contava dieci anni, e l’ultimo appena due. Una sera il babbo se li fece venire tutti dinanzi. – Figliuoli – disse – son due giorni che non gustiamo neppure un gocciolo d’acqua, ed io, dalla disperazione, non so più dove trovar cibo. Sapete che ho pensato? Domani mi farò prestar l’asino dal nostro vicino, gli metterò in groppa le ceste e vi porterò in giro per vendervi. Se avete un po’ di fortuna, qualcuno vi comprerà. […]

Bella e la Bestia, di Charles Perrault

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In un tempo lontanissimo c’era una volta una città abitata quasi esclusivamente da mercanti. Quando dai porti vicini e lontani giungevano le navi cariche di merci era una festa per tutti. Uomini, donne, bambini si vestivano con gli abiti più belli, si ornavano con gioielli e ghirlande di fiori e si radunavano in piazza.
Nel centro della città, una grande casa si distingueva dalle altre; qui viveva un ricco mercante con la sua unica figlia Bella, una fanciulla semplice e buona. Sul suo bellissimo viso splendevano due occhi chiari e dolci, sull’ampia fronte cadevano riccioli bruni, il suo corpicino era snello e flessuoso. Fu perciò soprannominata da piccola «la bella bambina». E Bella fu il suo nome anche quando divenne più grande.

La fanciulla che calpestò il pane. Una fiaba di Hans Christian Andersen

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Si chiamava Inger, ed era una bambina povera, orgogliosa, superba e cattiva. Da piccolina aveva come divertimento quello di catturare le mosche e di strappar loro le ali riducendole ad animaletti striscianti. Prendeva il maggiolino e lo scarabeo, li infilzava con uno spillo e poi metteva una fogliolina verde o un pezzetto di carta tra i loro piedi, così il povero animale vi si afferrava e si rigirava senza posa per cercare di liberarsi dall’ago. […]


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BiancaNeve e i Sette Nani, una fiaba dei fratelli Grimm

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una regina buona e gentile, che stava seduta accanto a una finestra mentre ricamava una veste di seta. Fuori c’era l’inverno e nevicava tanto. Mentre cuciva il ricamo la regina sollevò gli occhi per ammirare i fiocchi di neve che cadevano come se fossero piume d’argento, ma d’improvviso: “ ahi!” si punse un dito. Subito tre gocce di sangue scivolarono sulla neve. Il rosso del sangue era così bello che la regina pensò: “Oh, se potessi avere una figliuola bianca come la neve, dalle labbra rosse come il sangue e con i capelli neri come la notte!”

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

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Il lupo e i sette capretti, una fiaba dei fratelli Grimm

Una Fiaba adottata da Gianni Zanata

Gianni Zanata, in qualità di Genitore Adottivo, sostiene Il lupo e i sette capretti, una fiaba dei fratelli Grimm

Le arance d’oro. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si racconta che c’era una volta un Re, il quale aveva dietro il palazzo reale un magnifico giardino. Tanti erano gli alberi di questo giardino, ma il più raro e il più pregiato, era quello che faceva le arance d’oro. Quando arrivava la stagione delle arance, il Re vi metteva a guardia una sentinella, notte e giorno; e tutte le mattine scendeva lui stesso a osservare coi suoi occhi se mai ne mancasse qualcuna, persino le foglie contava. Una mattina il re va in giardino, e trova la sentinella addormentata. Guarda l’albero… Le arance d’oro non c’erano più! – Sentinella sciagurata, pagherai colla tua testa. […]

Fata Fiore e il misterioso abito della sposa Reginotta. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Una mattina, nel far le scale per andare a comprare il latte, vide su uno scalino qualcosa, che non capiva bene cosa fosse. Si chinò, lo raccolse, e vide ch’era un fiorellino, vero, tutto scalpicciato e sgualcito; un fiorellino rosso, che mandava un odore di meraviglia. La ragazza lo ripulì, gli riaggiustò le foglioline e se lo mise in petto. Tornata a casa, lo ripose in un vasetto con l’acqua, su un tavolino della sua camera, e di tanto in tanto andava a osservarlo. In quel vasetto con l’acqua, il fiorellino parve rinato, tanto che riempì la camera del suo profumo. […]

Spera di Sole Raggio di Sole. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una donna che faceva la fornaia e aveva una figliuola, che era brutta assai e nera, come un tizzone di carbone. Tant’è che la chiamò Carbonella. Madre e figliuola campavano infornando il pane, e Carbonella stava sempre lì a lavorare, dalla mattina alla sera, senza riposare quasi mai. Eppure Carbonella era sempre di buon umore. Un mucchio di fuliggine, i capelli arruffati, i piedi nudi e sporchi di fango, e con in dosso due stracci che gli cascavano a pezzi; ma le sue risate risuonavano da un capo all’altro della via. – Carbonella fa l’uovo – dicevano ridacchiando le vicine.

I tre anelli, una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un sarto che aveva tre figliuole, una più bella dell’altra. Sua moglie era morta da un pezzo, e lui si stillava il cervello per riuscire a maritarle. Le ragazze non avevano dote, e senza dote un marito è un po’ difficile da trovarsi. Un giorno questo povero padre pensò d’andarsene in una pianura e chiamare la signora Sorte: – Signora Sorte, signora Sorte! Gli apparve una vecchia, con la rocca e col fuso: – Ohè, che c’è, tu mi chiami, ma perché? – Ti ho chiamata per le mie figliuole. – Portale qui ad una ad una; si sceglieranno la sorte colle loro mani. […]

Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana

  • dai sette anni

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un Re e una Regina che non avevano figliuoli e pregavano i santi, giorno e notte, per ottenerne almeno uno. Intanto consultavano anche i dottori di Corte. – Maestà, fate questo. – Maestà, fate quello. E pillole di qua, e beveroni di là; ma il sospirato figliuolo non arrivava. Una bel giorno ch’era freddino, la Regina s’era messa davanti il palazzo reale per riscaldarsi al sole. Passa una vecchiarella: – Fate la carità! E la regina rispose: – Non ho nulla. La vecchiarella andò via brontolando. – Che cosa ha brontolato? – domandò la Regina. – Maestà, ha detto che un giorno avrete bisogno di lei.


Il ramo di nocciolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

[…] Ma, ahimé, d’improvviso, mentre la madre di Gesù si stava chinando per coglier le fragole e riempire il cesto, da dietro l’erba di un basso cespuglietto di rovi sbucò una vipera. La madre di Gesù si spaventò e lasciò cadere a terra il cesto colmo di fragole, poi si mise a correre per mettersi in salvo. Il serpente cattivo la inseguì sibilando, ma, come si può immaginare, la Madonna sapeva cosa fare: […]

Titanomachia, la guerra tra Titani. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Per dieci lunghi anni la terra conobbe distruzione e devastazione. Fu sconvolta da terremoti, maremoti, tempeste, uragani. Si spostarono e si sgretolarono le montagne, i mari furono perennemente in tempesta a un passo da sommergere la terra tutta. I fiumi inondavano le terre, i laghi scomparivano sprofondando nelle viscere della terra, le valli bruciavano! Orribili crepaci, precipizi, gorghi, si formarono dappertutto. Dalle fauci dei vulcani sgorgava lava e dalle crepe d’intorno si sprigionava fumo intenso, acre, che sapeva di zolfo dal colore scuro. Le cortine di fumo s’alzavano quasi sino alla volta del cielo, trasformando il giorno nella notte, impedendo alla luce del sole di poter tornare sulla terra. Ma in tutto questo sfacelo di distruzione nessuna delle due fazioni ottenne vittoria. Le forze dei nemici in campo erano della stessa portata, per cui sembrava che tutto fosse segnato, e non ci fossero né vincitori, né vinti. […]

Le ninfe e la fortuna di Eaco, re saggio e giusto. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Le ninfe erano giovani fanciulle che popolavano le campagne, i boschi, i fiumi e il mare. Erano la gioia degli spiriti dei campi e di tutta la natura in genere, di cui esse assumevano l’appartenenza nel corpo della grazia e nel dono della fecondità. Si diceva fossero figlie di Zeus, tutte, o quasi, e c’è da crederci se si conosce la volubilità del cronide, figlio della titanide Rea. Oh, belle, le ninfe, erano belle, eh? Diciamolo subito. Ma essendo figlie di un dio e di una mortale, esse non potevano considerarsi immortali, però vivevano a lungo. […]

Le nove Muse. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Erano dunque entità divine che avevano sempre avuto alto onore da parte di tutti e un grande rispetto. Esse rappresentavano l’ideale supremo dell’Arte, intesa come verità del “Tutto” ovvero l’«eterna magnificenza del divino». Ecco perché ad esse soltanto spetta il nome di olimpiche, oltre che al loro padre Zeus. […]

Quali erano le nove Muse:

  • Calliope: il cui nome in greco significa “dalla bella voce”, era l’ispiratrice della Poesia Epica.
  • Clio: “Colei che può rendere celebri” è la Musa della Storia.
  • Erato: deriva il nome da Eros ed è considerata l’ispiratrice della Poesia lirica e del canto corale
  • Euterpe: era la musa della Musica, protettrice di strumenti a fiato e, più tardi, anche della poesia lirica.
  • Melpomene: “colei che canta la Tragedia” era la musa del Canto, dell’armonia musicale e della tragedia.
  • Polimnia: è la musa protettrice dell’orchestica, della pantomima e della danza associate al canto sacro e eroico.
  • Talia: thallein (fiorire), è colei che presiede alla commedia ed alla poesia bucolica.
  • Tersicore: è la musa della Danza, il suo nome viene dalla parola τερπέω (“mi piace”) e χoρός (“danza”).
  • Urania: (dal greco antico Ouranos, «cielo») era la musa dell’astronomia e della geometria.

Adone, il bel fanciullo nato dalla mirra e amato da Afrodite. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

*** dai 15 anni in su

[…] Fu un sacrilegio che fece adirare assai Afrodite, tanto da far pagare a Cancrèide un caro prezzo. Dopotutto, si sa, non bisogna mai mettersi contro un dio, o peggio ancora, contro una dea, perché le conseguenze sarebbero imprevedibili e terribili. Difatti, Afrodite ordinò una punizione esemplare. Ma non fu Cancrèide a pagare per la sua arroganza, no, Afrodite se la prese con la giovane figlia Smirna, disponendo che la fanciulla infiammasse d’amore, ma non per un uomo qualsiasi, no, ella avrebbe perso la testa per il proprio padre Cinìra: con lui sarebbe dovuta giacere, sperduta in un amore criminale. E dato che non si può sfuggire al volere degli dei, Smirna presto arse d’amore e di desiderio per suo padre. […]

Issione, tiranno sposo e spergiuro. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Ecco perché apparvero le Erinni: le terribili vendicatrici degli assassinati dello stesso sangue, che attaccavano inesorabilmente coloro che s’erano macchiati di quegli omicidi. Si chiamavano Aletto, Tisifone e Megera. Figlie della terra e della notte. Avvolte al collo da squame di bronzo, coi capelli di serpenti, dalle ali di drago e artigli in tutto il corpo. Si portavano appresso un puzzo di morte. Erano entità delle tenebre che provenivano dagli inferi. Entità maligne dal nome impronunciabile: guai solo a pensarle, perché s’aveva la paura certa che essere apparissero; tanto era il terrore che spargevano sugli animi degli uomini. […]

Pigmalione, un amore d’arte

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Ebbene, molti e molti secoli fa, un re, che si chiamava Pigmalione regnava nell’isola di Cipro. Egli, oltre ad essere re, era uno scultore, e scolpiva statue di divinità e semidei che frequentavano l’isola; allora assai affollata. Pigmalione era tanto stimato per la sua bravura e abilità nell’arte di forgiare sculture, che chi ammirava il suo lavoro diceva che le sue state erano talmente perfette che parevano vive, e a qualcuno parve persino che respirassero. Ma Pigmalione, come tanti straordinari geni dell’arte, aveva alcune strane pretese, insieme a parecchie bizzarre necessità. Evitava di frequentare le donne, o di aver con loro qualche storia d’innamoramento. Tutte le ragazze, egli pensava, non è che non gli piacessero, anzi, ma erano noiosissime, come la sua sorellina. Egli non le capiva proprio, le donne. Come pensassero, cosa pensassero, che cosa volessero. […]

Semiramide, leggenda e mito di una Regina colomba.

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Semiramide fu una grande regina della città di Babilonia. Donna affascinante, bella, indomabile, di immenso valore e di grande coraggio mostrato nelle imprese e nell’esercizio delle armi. Ogni fatto della sua vita ebbe inizio nella regione della Siria, e precisamente nella città di Ascalona, dove si venerava Derceto, una dea che si pensava vivesse nelle profondità di un lago vicino alla città. Derceto, aveva un volto meravigliosamente bello di donna e il corpo di pesce. La dea Afrodite che, sempre invidiosa per sua natura, proprio per la sua bellezza non sopportava la dea Derceto, e perciò la costrinse ad una passione violenta, segreta perché non voluta, e dunque pericolosa assai, verso un giovane cacciatore Siriano, di nome Caistro, che era figlio del grande eroe Achille e dell’amazzone Pentesilea. […]

Il gigante Anteo contro l’eroe Eracle. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Anteo era un Gigante. Figlio di Poseidone, dio del Mare e della Madre Terra Gea. Egli aveva la sua dimora nella terra di Libia, secondo alcuni, o in Marocco, secondo altri; terre situate nel nord del continente d’Africa.
Anteo era un gigante assai crudele, Tanto che appena uno straniero viaggiatore aveva la sventura di transitare nelle sue terre, questi veniva costretto con la forza a lottare e combattere contro il gigante. Dopo una lotta dura e senza riposo, né tregua, appena Anteo si rendeva conto che lo sfortunato straniero non ce l’avrebbe fatta più, e perciò se ne restava costretto a terra esausto e sanguinante, egli lo afferrava con le sue possenti braccia, piantava le gambe al suolo, lo inarcava sul proprio petto vigoroso, e con un violento colpo di reni e grido di belva umana, stritolava lo sventurato. […]

Ares contro i giganti. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ares, il dio della guerra, sanguinario e brutale, conquistò l’amore di Afrodite, dea della bellezza. Ma ares era antipatico, irascibile e violento, soprattutto nessuno degli altri dei poteva soffrirlo, compreso suo padre, Zeus, il padre di tutti gli dei, non poteva sopportarlo. Ebbene, Ares, pur avendo conosciuto sempre la vittoria nelle sue imprese, cioè quella di scatenare guerre e massacri in ogni parte del mondo, ebbe modo di provare sulla propria pelle che le imprese vittoriose però non sempre arridono al rissoso Ares, anzi. […]

Il grande serpente di mare. Una fiaba di Christian Andersen

Adattamento di Gaetano Marino e messa in voce di Edoardo Nonnis

C’era una volta un pesciolino di mare di buona famiglia che aveva milleottocento fratelli, tutti uguali a lui; non conoscevano né il padre né la madre e dovettero immediatamente provvedere a se stessi e nuotando qua e là. Avevano abbastanza acqua da bere, tutto l’oceano, e al cibo non pensavano perché lo trovavano ovunque. Il sole brillava sull’acqua, era trasparente, il mare era un mondo pieno di forme stranissime, parecchie spaventosamente enormi, con fauci grandissime, che avrebbero potuto ingoiare tutti i milleottocento pesciolini, ma loro non ci pensavano, perché nessuno era ancora stato ingoiato. Quei piccoli pesci nuotavano tutti insieme, vicini tra loro, come fanno le aringhe e gli sgombri, ma proprio mentre nuotavano beatamente cadde dall’alto, con grande rumore, proprio in mezzo a loro, una cosa lunga e pesante, che non finiva mai; si allungò sempre di più e ogni pesciolino che ne veniva toccato rimaneva schiacciato da non riprendersi più. […]

L’albero dei sogni d’oro. Una fiaba moderna di Lucio Cadeddu

Dalla raccolta Come un arcobaleno di sogni nella notte – Edizioni Aracne. Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe: ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni prelibatezza e a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati. Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli, impossibili, e per risolverli costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere. Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che pareva una strega. […]

Lucio Cadeddu.
Docente di Analisi Matematica presso di Dip. di Matematica dell’Università degli Studi di Cagliari;
ricercatore nel campo delle applicazioni della matematica alle altre scienze (biologia, fisica, chimica) e autore di diverse pubblicazioni scientifiche internazonali;
divulgatore scientifico e docente presso il Master in Comunicazione della Scienza dell’Univ. di Cagliari;
giornalista freelance iscritto all’Ord. dei Giornalisti della Regione Sardegna, numerose collaborazioni in diversi campi (articoli per Quattroruote, Applicando, HiFi World, Overheard Cams etc.);
direttore responsabile ed editore della rivista di divulgazione scientifica TNT-Audio http://www.tnt-audio.com

Autore del saggio sulla paternità “Come un arcobaleno di sogni nella notte” edito da Aracne.

Le dodici principesse. Una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba adottata da Lucio Cadeddu

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re che aveva dodici figlie. Ma la disgrazia, diciamo così, era quella di avere tutte le figlie belle, belle una più dell’altra. Dovrebbe essere invece una gioia e una grande fortuna aver dodici figlie belle, ma, ahimé, la sfortuna e la disgrazia per le fanciulle, fu che il re era geloso e possessivo. Le dodici principesse, proprio a causa delle gelosia del loro re padre, dormivano tutte in una stanza, e la sera, dopo le preghiere, e prima della nanna, la porta della stanza veniva chiusa dall’esterno con una passante di ferro robusto e un chiavistello d’acciaio. Proprio come se le fanciulle fossero rinchiuse una pigione. […]

Il cibo di Dio. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta due sorelle: una non aveva figli ed era ricca, mentre l’altra aveva cinque figli, era vedova e cosi povera che non aveva neanche il pane per sfamare se stessa e i suoi bambini. Allora, in quegli stenti della fame, la sorella povera andò dalla sorella ricca e le disse:
-Io e i miei bambini stiamo morendo di fame. Tu, sorella mia, che sei ricca, potresti darmi un tozzo di pane?
Ma la sorella riccona era malvagia e aveva il cuore di pietra, perciò disse alla sorella povera:
-Anch’io non ho niente in casa, cara sorella mia.

I dodici apostoli. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Centinaia e centinaia d’anni prima della venuta al mondo di Gesù Cristo, viveva in un villaggio povero una madre che aveva dodici figli. Ella era così povera e misera che non sapeva proprio come sfamarli e mantenerli in vita. Pregava il Signore Iddio ogni giorno di concederle che tutti i suoi figli vivessero sulla terra insieme al promesso Redentore. Ma, dato che la loro miseria si faceva sempre più grande, la povera madre mandò i dodici fili, uno dopo l’altro, in giro per il mondo a guadagnarsi il pane.


Il maggiore si chiamava Pietro. Egli se ne andò, e quando ebbe già camminato per un intero giorno, capitò in un grande e buio bosco. […]

Afrodite, la dea della bellezza e i suoi figli. Mitologia

Una storia dalla Mitologia adottata da Viviana Maxia

Una storia della mitologia adottata da Viviana Maxia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Appena Afrodite emerse dalle onde, su una conchiglia di madreperla, Zefiro l’aveva spinta sulla riva dell’isola di Cipro, da qui il nome di Cipride. Appena la dea Afrodite mosse i primi passi sulla spiaggia, i fiori sbocciarono sotto i suoi piedi, e subito le vennero incontro le Ore, che portavano con se le quattro stagioni e inoltre erano esse che aprivano e chiudevano le porte di nuvole che conducevano all’Olimpo. Andarono incontro alla bella Afrodite anche la dea della persuasione, il dio del desiderio e quello della brama, Tutti ad accoglierla, per onorarla e servirla. La vestirono con una vestale splendente, bella e leggera, fluttuante più dell’aria, poi le donarono una cintura che le avvolse il seno, donando il desiderio.

La vecchia casa. Una fiaba di Christian Andersen

Messa in voce di Edoardo Nonnis. Adattamento di Gaetano Marino.

C’era giù nella strada una vecchissima casa, che aveva quasi trecento anni. Tutte le altre case della strada erano nuove e belle pulite: si capiva subito che non volevano aver niente a che fare con quella vecchia casa; infatti pensavano: “Per quanto tempo ancora quel rottame dovrà rimanere in questa strada a dare scandalo? Che vergogna!.” Anche sull’altro lato della strada c’erano case nuove e pulite e queste pensavano proprio come le altre, ma alla finestra di una casa si trovava un fanciullo con due belle guance rosee e gli occhi chiari e pieni di gioia: per lui la vecchia casa era la più bella di tutte, alla luce del sole come al chiaro di luna.

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Un’improvvisa pioggia di stelle. Una fiaba dei fratelli Grimm.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Anche questa è una storia accaduta in un tempo dove il tempo quasi non ci stava. Per questo comincerò questa fiaba con… C’era una volta un villaggio sperduto tra le montagne, dove il tempo spesso si faceva tempaccio. Una tempaccio che arrivava proprio nei mesi freddi. E freddo, faceva, molto freddo. Tanto che il cielo non aveva più una sola nuvola di neve, perché la neve era venuta giù, caduta sulla terra, adagiando il proprio manto bianco su ogni cosa…

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Il Natale di Martìn, un racconto di Lev Tolstoj

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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Una festa di Natale, un racconto di Carlo Collodi

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Il meraviglioso paese di Cuccagna, una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba per il Natale adottata dai piccoli Liliana e Leonardo, in qualità di Genitore Adottivo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Alessio, il papà di Liliana e Leonardo…

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Il Calzolaio povero e gli Gnomi, una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba adottata da Viviana Maxia

Viviana Maxia è il Genitore Adottivo della fiaba Il calzolaio povero e gli gnomi, dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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L’Abete di Natale, una fiaba di Christian Andersen

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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Rodolfo, la renna dal naso rosso – Una fiaba per il Natale

Una fiaba per il Natale adottata dal piccolo Adriano, in qualità di Genitore Adottivo

Il piccolo Adriano, in qualità di Genitore Adottivo, sostiene Rodolfo, la renna dal naso rosso.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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Le nozze celesti. Una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta, in chiesa, un povero contadinello udì il parroco che diceva: -Chi vuole arrivare nel regno dei cieli, deve sempre andare diritto-. Allora egli si mise in cammino e andò sempre diritto, senza mai cambiare direzione, per monti e per valli. Alla fine la strada lo condusse in una grande città, dove proprio nel mezzo ci stava una chiesa, dentro la quale si stava celebrando la messa. Quando vide tutta quella magnificenza, egli credette di essere arrivato in cielo, si mise a sedere ed era tutto contento. […]


 

Le scarpette di Natale. Fiaba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era la notte Santa. Un povero calzolaio lavorava ancora nella sua unica stanza, dove viveva insieme alla moglie. Entro la mattina successiva, avrebbe dovuto consegnare un paio di scarpe per il figlio di un ricco signore.
– Hai già pensato a quello che potremo comprarci con il guadagno di questo lavoro? Chiese il calzolaio alla moglie.
– Sono piccole: ci daranno ben poco! – scherzò la donna.
– Beh, quest’anno è andata così.  […]

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La famiglia felice delle lumache bianche. Una fiaba di Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era dunque una volta un vecchio castello, dove non si mangiavano più le lumache, perché si erano estinte; ma non si erano estinte le piante di farfaraccio, che crescevano sempre più lungo i sentieri e le aiuole, tanto che non era più possibile controllarle; s’era ormai formato un vero e proprio bosco di farfaraccio, e tra le sue foglie vivevano le ultime due lumache, ormai vecchissime. Nemmeno loro sapevano quanto fossero vecchie, ma ricordavano eccome, che un tempo erano state moltissime. Esse discendevano da una famiglia di origine straniera e che il bosco era stato piantato per la loro famiglia. Non erano state mai fuori dal bosco, ma sapevano che esisteva qualcosa che si chiamava castello e che lassù venivano cucinate, e, una volta diventate nere, posate su un vassoio d’argento; quello che accadeva in seguito non lo sapeva nessuno.

L’Angelo. Una fiaba di Christian Andersen

Dovete sapere che ogni volta che un bambino buono s’addormenta per sempre, scende sulla terra un angelo del Signore, prende in braccio il bimbo addormentato, allarga le grandi ali bianche e vola in tutti quei posti che il bambino ha amato, poi raccoglie una manciata di fiori, che porta a Dio, affinché essi fioriscano belli assai più che sulla terra. Il buon Dio tiene i fiori sul suo cuore, ma al bimbo rapito dal sonno eterno, a quello che ha più caro di tutti dà un bacio. Appena il bimbo riceve il bacio, subito apre gli occhi e prende in dono la voce soave e può cantare con il coro dei beati. […]

Canto di Natale. Una fiaba da Charles Dickens

Una fiaba scritta e messa in voce da Gaetano Marino, tratta da un piccolo romanzo di Charles Dickens

Ebenezer Scrooge era un vecchio banchiere che viveva a Londra. Egli era un uomo ricco, avido, ed egoista. Il natale per lui era sempre stato una perdita di tempo. Scrooge rimproverava persino Dio per il riposo domenicale, perché esso era un danno serio per il commercio ed il guadagno. Talmente infastidito dalle festività, Scrooge, non solo lavorava ogni giorno con turni più lunghi di quelli degli operai delle fabbriche, ma costringeva il suo umile impiegato contabile Bob, al quale dava uno stipendio da fame, ovviamente, a fare altrettanto, obbligandolo a presentarsi al lavoro e rimanendo in ufficio fino a tardi anche il giorno della Vigilia di Natale, oltre il giorno di Santo Stefano, concedendogli con enorme risentimento di non lavorare il giorno di Natale. […]

La vecchierella. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Quando arrivò, la chiesa era già illuminata, ma non da candele, come al solito, bensì da una luce crepuscolare. Inoltre era già piena di gente, tutti i posti erano occupati, e quando la vecchierella giunse al suo, non era più libero neanche quello: tutto il banco era pieno. E quando ella guardò la gente […]

Il bosco di San Giuseppe. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ma l’angelo custode, che ogni bimbo buono ha con se, non l’abbandonò e la riportò sempre sulla strada giusta del ritorno. Tuttavia una volta la bimba non riuscì a trovare la strada per uscire dal bosco e l’angioletto finse di non esserci. Così la poveretta continuò a camminare fino a sera; allora vide in lontananza ardere un lumicino, corse verso quella luce e arrivò davanti a una piccola capanna. Bussò, la porta si aprì ed ella giunse a una seconda porta, alla quale bussò di nuovo. Le aprì un vecchio che aveva la barba bianca e un aspetto venerando, e non era altri che san Giuseppe. […]

Umiltà e povertà portano in cielo. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un principe che un giorno se ne andava per i campi, triste e pensieroso. Guardò il cielo, così limpido e azzurro, sospirò e disse: “Come si deve stare bene lassù!” In quel mentre scorse un vecchio mendicante che passava di là, gli rivolse la parola e domandò: – Perdonatemi buon uomo, vorrei chiedervi, come posso io andare in cielo?
L’uomo rispose: – Con umiltà e povertà, povertà vera. Mettiti i miei stracci, vai in giro senza meta per il mondo e per sette anni, senza mai fermarti, e impara a conoscerne la miseria; non prendere denaro, e quando hai fame prega come i mendicanti, supplica le persone pietose di darti un pezzetto di pane. […]

I tre ramoscelli verdi. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un eremita che viveva in un bosco ai piedi di un monte e trascorreva il suo tempo in preghiera e opere pie; e ogni sera portava ancora due secchi d’acqua su per il monte, per amor di Dio. Quell’acqua dissetava molti animali e ristorava molte piante, perché‚ sulle cime soffia sempre un vento forte che prosciuga l’aria e la terra; e gli uccelli selvatici, che temono gli uomini, roteano su in alto nel cielo, cercando un po’ d’acqua. E poiché‚ l’eremita era tanto devoto, un angelo del Signore, che lui solo poteva vedere, lo accompagnava su per il monte, contava i suoi passi e gli portava da mangiare, quando egli aveva finito il suo lavoro; come quell’altro profeta eremita che per desiderio del buon Dio era nutrito dai corvi.

Fiorinda e Fioringhello. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un antichissimo castello che stava in mezzo ad una foresta enorme; là abitava, tutta sola, una vecchia strega, molto molto potente. Di giorno si trasformava in gatto o in civetta, mentre la sera riprendeva l’aspetto di stregaccia. Sapeva come attirare la selvaggina e gli uccelli, poi li macellava e se li cucinava o in pentola lessati o sul fuorco arrostiti. Se qualche sventurato s’avvicinava a cento passi dal castello, era costretto a fermarsi e non poteva più muoversi finché‚ ella non lo liberava. Ma se una vergine entrava in quel cerchio, la vecchia la trasformava subito in un uccello e la rinchiudeva in una gabbia, che poi metteva in una delle stanze del castello. Di quelle gabbie ne aveva ben centinaia di migliaia, con dentro ciascuna uccelli tanto rari. […]

Notte Paura Notte di Storie e altre tenere creature. Un racconto di Gaetano Marino

Un racconto scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Eppure, fu un disastro. Eh sì, perché quella tela di ragno, seppure fosse schifosamente appiccicosa di bava schiumosa, tanto che non aveva mai mancato una preda, si ridusse miseramente in frantumi. Da sempre quella trappola stava ben incastrata tra i battenti della piccola finestra ridotta in frantumi, tra le tante del muro di cinta di quella vecchia casa. Casa buia, dove il silenzio si faceva spettrale ed era l’unico padrone superstite. Oramai un rudere abbandonato, era quella casa. Lugubre e piena di strane ombre, che comparivano improvvise e funeste, così da far venire i peli dritti dalla paura, persino ai lupi mannari, i figli randagi delle notti di luna piena, che infestavano da sempre la contea. E quella era la contea della Marmilla, una bella terra ricca e rigogliosa, posta all’interno dell’isola di Sandalia.

La Mitologia narrata dai ragazzi

l’Associazione Aula39 presenta
La mitologia narrata dai ragazzi dell’Istituto comprensivo Giusy Devinu, di via Meilogu – Cagliari – Scuola Secondaria di primo Grado – classe 3a-A.
anno 2018 – referente del progetto professoressa Roberta Olivari
messa in voce di
Michele Massidda
Silvano Melis
Jasmin Pellizzaro
Dennis Pitzalis
Alessio Putzu
Alessandra Sanna
Adattamento e regia di Gaetano Marino