La notte di Halloween e la caccia alle streghe nella casa dei mostri

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Insomma, quella era la notte del 31 ottobre, la famosa notte di Halloween. La misteriosa notte in cui i confini tra il mondo dei vivi e il mondo dei defunti si confondevano. Per una notte sola i morti avevano il permesso di tornare in vita, con il compito di portare scompiglio, e, soprattutto, spaventare a morte, si fa per dire, vero? i vivi. Una specie di vendetta dei defunti, via. Io penso, e forse mi sbaglio, perché a loro, i morti, era toccato il destino di abbandonare il mondo dei vivi – che tutto sommato, diciamolo, non è poi così tanto brutto da buttare via. Ed eccoli dunque, i tre inseparabili amici, rigorosamente vestiti di nero, con gli abiti al rovescio, e soprattutto, dovevano camminare all’indietro; perché solo così si potevano incontrare le streghe. Adriano, portava la zucca scavata, con dentro una lanterna al petrolio. Filippo teneva sulle spalle una ragnatela ricavata dalla grande borsa a rete, che serviva alla mamma per far la spesa di casa. E Marta passeggiava sulla propria mano un ragno gigante che si chiamava Aràcnum Pelòsitum: grande quanto il suo pugno. Ma un ragno vero, pelosissimo, e soprattutto amicissimo, eh sì, perché i due si conoscevano sin da quando la bestiolina stava ancora nel suo piccolo uovo. […]

La notte di Halloween nello stagno dei piccoli e grandi amici

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Anche se quella era la notte di Halloween, la piccola rana Amelina e i suoi amici se la spassavano nell’acqua dello stagno come avevano sempre fatto in una qualsiasi notte dell’anno. Quella era una notte che non poteva essere uguale a tutte le altre notti, loro lo sapevano bene, ma nonostante tutto ogni cosa procedeva come sempre, come una solita notte: Bertoldo, il cigno osservava vanitoso il riflesso delle sue piume sullo stagno di mare, mentre Castore, il grande muggine, si srotolava sull’acqua fischiettando, e Cesarina, la piccola vongola, spruzzava di qua e di là i suoi giochi d’acqua. Così trascorreva quella notte. D’un tratto però il muggine Castore si fermò durante le sue giravolte e vide la principessa Berta, insieme alle sue sorelline, raccogliere le grandi zucche che crescevano nel giardino del grande palazzo posto di fronte allo stagno. […]

Katte, la piccola strega e l’incantesimo del ragno Orlando nella notte di Halloween

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] C’era solo una cosa che a Katte non piaceva per niente: Halloween, la notte dei defunti.
Una volta all’anno, quando le foglie cadevano dagli alberi, e le notti si facevano più lunghe, tutti i bambini della sua scuola cominciavano ad agitarsi e non parlavano d’altro che dei preparativi per la festa. Si preparavano costumi da strega davvero orribili, con nasi storti e muccolosi di puss, verruche pustolose e sanguinanti, dita mozzate o frantumate, colle unghie ricurve zozze e lunghissime, capelli neri arruffati, cresposi e sporchi di sangue raggrumato, finto ovviamente, e manici untuosi di scopa vecchia e consumata. Katte aveva provato a spiegare a scuola che si sbagliavano: – Le streghe non sono così! La mia mamma ad esempio è pulita ed è molto bella. Ma a quelle parole tutti i bambini si mettevano a ridere. […]

Storia di Giacomino dai capelli rossi, detto Pilu Arrubiu, e del diavoletto Coiscedda

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Tanto tanto tempo fa viveva nell’isola di Sardegna un piccolo uomo, scuro e rosso di capelli. Il suo nome era Giacomino, detto Pilu Arrubiu, che vuol dire proprio capelli rossi. Pilu Arrubiu aveva fama d’essere un uomo bugiardo, imbroglione e ladro, e aveva anche la cattiva abitudine di bere troppo; specialmente Abbardente, una grappa tra le più buone e conosciute al mondo.
Una notte Pilu Arrubiu si ritrovò svenuto a terra in aperta campagna, proprio perché aveva bevuto troppo. Ma dopo qualche istante, mentre la sua anima era fuggita per prendere un po’ d’aria e fluttuava libera per l’aria, un diavoletto, che si chiamava Coiscedda, venne da sottoterra rapido rapido a rubargliela. […]

Il Cucù di Adriano nella notte dei Mostri. Un racconto scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] E Si lanciarono in ogni parte della stanza, armati e addestrati a rosicchiare come castori qualsiasi cosa. Cominciarono a rosicchiare l’armadio, il letto, lo specchio, le sedie, i cuscini, i vestiti. Spezzavano, frantumavano ogni cosa. Strillavano come fossero brutte arpie stregacce, e il peggio furono le puzzette. Tremende puzze da farti spuntare i capelli grigi e bruciare il pigiama. Avevano un odore di uovo marcio inconfondibile, mischiato con vermi putrefatti di stagno morto in decomposizione, vomito rancido, zolfo di vulcano, e gas di pancia di koala. […]

Filippa, la bambina esploratrice nella notte prima di Halloween, la notte delle paure

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] E vissero per sempre felici e contenti! Qualcuno disse. Poi all’improvviso la luce della camera si spense e tutto diventò nero, buio, scuro come la pece. Solo il lumicino della Luna rubava un po’ di buio infilandosi con la propria luce d’argento spettrale. Intorno, nella camera, vi stavano solo un’idea di ombre immobili. Sì, un’idea, o forse, sarebbe meglio dire un ricordo. Perché Filippa, la piccola grande cacciatrice di mostri, conosceva bene quel posto, anche se stava immerso nel quasi buio, e perché quel posto era proprio la sua camera. Per questo sapeva con certezza che là, in fondo, ci stava la sua comodissima Spumalestorie, la poltrona sbrindellata dei viaggi di tutte le storie. Storie di sogni dalle storie di libri, e da divorare. Spumalestorie aveva di fronte, come sempre, il fedelissimo Spumailpiedino, il push push poggiapiedi dai mille colori, consumati e scoloriti. […]

Il diletto Orlando, una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una donna che era una strega e aveva due figlie: una, brutta e cattiva, era la sua figlia; l’altra, buona e bella, era la figliastra. Ed ella tanto amava la prima, quanto odiava la seconda. Un giorno la figliastra aveva un bel grembiule che piaceva all’altra, tanto che quest’ultima, invidiosa, andò dalla madre e disse: -Quel grembiule deve essere mio-. -Sta’ tranquilla, bimba mia, lo avrai- disse la vecchia. -La tua sorellastra ha meritato la morte da un pezzo, e questa notte, mentre dorme, verrò a tagliarle la testa. Bada solo di coricarti dietro e spingila ben bene sul davanti.-…

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.

Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm

* dai 10 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Molto tempo fa c’era un uomo ricco che aveva una moglie bella e giudiziosa; si volevano tanto bene, ma, purtroppo non avevano bambini. Davanti alla loro casa, in cortile, c’era un pianta di ginepro. Un giorno, in pieno d’inverno, la donna se ne stava seduta sotto il ginepro mentre sbucciava una mela e, d’improvviso, si tagliò un dito, e il sangue cadde sulla neve: –Ah, se potessi avere un bambino, rosso come il sangue e bianco come la neve! – Disse la donna sospirando. Passarono i mesi e alla settima luna raccolse alcune bacche del ginepro, le mangiò e si fece triste e si ammalò; passò l’ottava luna, ed ella disse a suo marito: -Se dovessi morire, marito mio, voglio che mi seppellisca sotto il ginepro-. […]


La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Gatta Cenerentola. Una fiaba di Giambatista Basile

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un principe vedovo assai stimato in tutto il regno di Bertolla. Questi aveva un figlia tanto amata di nome Zezolla, e l’adorava a tal punto da non avere altri sguardi né pensieri per nessuno. Quando la fanciulla ebbe l’età adatta, decise di affidare la figlia amata ad una maestra di cucito: Carmusina, chiamava, assai conosciuta in tutto il regno per la sua esperienza e bravura nell’arte del ricamo, del cucito, del punto e croce, punto in aria, punto di sotto, di sopra e chissà dove. Sapeva anche essere maestra grande nel confezionare orli, frange e…

La bella dai capelli d’oro, una fiaba di Madame d’Aulnoy

Anna Maria Pisano

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una bella principessa, così bella che tutti la chiamavano la Bella dai capelli d’oro. Nelle terre vicine c’era un Re molto ricco, il quale, durante un ricevimento, vide la Bella principessa dai capelli d’oro e se ne innamorò. Un bel giorno il Re mandò il proprio ambasciatore per chiedere la mano della Bella principessa dai capelli d’oro. Quando l’ambasciatore arrivò alla corte della Bella principessa dai capelli d’oro, e avanzò la proposta di matrimonio, la fanciulla disse che non aveva nessuna intenzione di maritarsi. L’ambasciatore tornò in città e riferì la risposta della Bella principessa dai capelli d’oro. Il Re se ne dispiacque tanto e si mise a piangere come un ragazzino. […]

 

Il video

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.

La luce del sole lo rivelerà. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un garzone sarto girava per il mondo in cerca di lavoro, ma non riusciva a trovarne ed era così povero che non aveva più un soldo in tasca. Un giorno incontrò per strada un ebreo e, pensando che avesse molto denaro in tasca, scacciò Dio dal suo cuore, si precipitò su di lui e disse: -Dammi il tuo denaro o ti ammazzo!-. L’ebreo rispose: -Fatemi grazia della vita, denaro non ne ho; avrò forse otto centesimi in tutto-. Ma il sarto disse: -Sì che ne hai di denaro, e deve venir fuori!-. Allora gli usò violenza e lo picchiò tanto che lo ridusse in fin di vita. E quando fu per morire, l’ebreo disse queste ultime parole: -La luce del sole lo rivelerà!- e morì.

Il garzone povero e la gatta pezzata. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Cerano una volta tre garzoni che lavoravano presso un mulino. Il padrone, che era un vecchio mugnaio gentile e laborioso, rimasto vedovo e senza figli, quando sentì che ormai la sua vita era quasi giunta al termine, chiamò i tre garzoni, ai quali disse: Ragazzi miei, voi sapete che non ho figli, eppure vi ho sempre considerati e trattati come se lo foste. Dunque, sento che la mia vita è oramai prossima alla fine, e per questo vorrei lasciare il mulino a chi di voi mi porterà a casa il più bel cavallo del mondo. Andate dunque e buona fortuna. […]

Sirenetta, principessa del mare. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Là, in mezzo al mare, nelle profondità proibite all’uomo, abita gente del mare sconosciuta al mondo. Nel punto più lontano del fondo si trova il castello del re del mare. Le mura sono di corallo e le grandi finestre sono fatte con ambra chiarissima, il tetto è formato da conchiglie ricche di perle giganti e meravigliose. II re del mare era vedovo da molti anni, pur avendo perso la moglie gli rimasero sei figlie. Tute belle e soavi. Ma chi governava il castello era la vecchia madre del re. Ella voleva molto bene alle piccole principesse del mare, le sue nipotine, ed esse ricambiavano con devozione e affetto. Le principesse del mare erano sirene. Avevano la pelle bianca come l’avorio e delicata come un petalo di rosa bianca, gli occhi erano azzurri come il mare, ma non avevano piedi, perché il loro corpo era per metà pesce e per metà fanciulla. E al posto dei piedi possedevano una grande pinna. […]

I fiori della piccola Ida. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] “I miei poveri fiori sono tutti morti!” disse la piccola Ida. “Erano così belli ieri sera, e ora sono tutti appassiti! Perché è successo?” chiese allo studente, che sedeva sul divano. Lei gli era molto affezionata, perché sapeva raccontare le storie più belle e sapeva ritagliare figurine di carta molto divertenti: cuori che contenevano damine che danzavano, fiori e grandi castelli, le cui porte si potevano aprire; era proprio uno studente simpatico! “Perché i fiori sono così brutti oggi?” gli chiese nuovamente, e gli mostrò un mazzo che era tutto appassito. “Oh, sai che cos’hanno?” disse lo studente. “I fiori sono stati a ballare questa notte e per questo ora hanno la testa che ciondola.” […]

Il principe senza paura. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era una volta un principe senza paura, e dato che s’annoiava tanto a vivere nel castello del padre, decise di andare in giro per il mondo, e scoprire tante cose.
Una mattina di primavera salutò il padre re, la madre regina, tutta la corte, e partì all’avventura. Camminò dalla mattina alla sera senza badare mai dove andasse. Un giorno il principe Crisponzio capitò nella casa di un gigante e, stanco dal lungo cammino si sedette sul gradino della porta. Mentre stava seduto egli notò per terra, nel giardino della casa del Gigante, una palla enorme e dei birilli enormi. […]

La campana. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Accadde una sera. Proprio in quelle strette vie della grande città, quando il sole tramontava e le nuvole luccicavano come fossero d’argento. In alto, su su, tra i camini delle case, si udiva arrivare un suono. Un suono strano, come fosse il rintocco di una campana. Lo si sentiva per un momento, lontano lontano, tra i rumori della città, e gli schiamazzi della folla che riempiva le strade. «Quello dovrebbe essere il tocco della campana che annuncia l’arrivo della sera, ora il sole calerà verso il suo giaciglio e riposerà» qualcuno diceva. Coloro che abitavano fuori città, dove le case avevano giardini e campi, vedevano il cielo del tramonto ancora più chiaro e splendido, e sentivano quel suono di campana, nitido e forte. Pareva che giungesse dal mezzo dell’odoroso bosco che stava d’intorno alla città. Tutti gli sguardi della gente erano rivolti verso quel punto sconosciuto. […]

La noce e il cetriolo. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Quel cetriolo era un vero sbruffone. Screditava sempre la noce e si vantava con tutti del proprio fisico ponderoso. Un giorno, mentre i due stavano chiacchierando del più e del meno, il cetriolo disse: “Cara amica Noce! Credo proprio che la natura ti sia nemica, e credo proprio che per te sarebbe meglio se morissi anziché continuare a soffrire. Tu sei troppo debole, e non capisco come potresti resistere a un qualsiasi nemico. Guarda me, invece! Io si che sono bello grosso e forte, tanto che nessuno oserebbe mai mettersi contro di me! Se vado a sbattere contro qualcosa senza fare attenzione, posso ridurla in polvere! Non c’è uomo che potrebbe lanciarmi a una distanza superiore ai dieci metri. Ma tu, amica mia! Se il vento ti ghermisse ti porterebbe cosi in alto nel cielo che non riusciresti mai più a tornare a terra!” […]

Trottolino e Pallina, i due fidanzati. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Passò qualche tempo, e un pomeriggio d’estate il bambino della casa levò dal cassetto la Pallina. Trottolino vide che Pallina veniva lanciata in alto, sembrava davvero una stupenda ballerina, quasi avesse le ali di un uccello grazioso. Dopo un bel po’ quasi non la si vide più. Volava talmente in alto principessa Pallina, che quando toccava terra rimbalzava schizzando ancora più in alto, ma poi tornava giù. Finché Pallina, dopo l’ultimo lancio, non tornò più. Il bambino gridò parole disperate guardando verso l’alto, ma Trottolino non capiva le parole del suo padroncino. Il bambino la cercò inutilmente per tanto tempo. «Io lo so dove è andata Principessa Pallina!» sospirò pensieroso e addolorato Trottolino. […]

I tre fratelli e il buon padre. Una fiaba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un bravo e saggio contadino che era rimasto vedovo e aveva tre cari figliuoli. Essi erano tre ragazzi ubbidienti, bravi lavoratori e mai nessuno di loro s’era mostrato prepotente e capriccioso. Segno di una buona e affettuosa educazione ricevuta dal padre. Perché, come dice il vecchio proverbio: i frutti non cadono mai lontani dal proprio albero. Ma, ahimé, venne un dì in cui il buon contadino s’ammalò gravemente. Egli sentì che il suo tempo nella vita stava per scadere, perciò volle subito ordinare il suo testamento per donare le sue proprietà ai propri figliuoli. […]

La iena e la bertuccia. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Una volta, tanto tempo fa, quando non c’era mancanza di cibo per nessuno, una iena e una bertuccia vivevano assieme. Erano molto felici perché avevano a portata di mano tutto il cibo che serviva a loro. Un giorno, mentre erano lontane da casa, la signora scimmia si introdusse in casa loro e si portò via un po’ di carne e parecchie verdure. Tornate a casa le due amiche scoprirono sgomente che avevano subito un furto. Cominciarono allora a sospettare l’una dell’altra e ognuna pensava che l’altra fosse una ladra. […]

Lo zaino, il cappellino e la cornetta. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta tre fratelli tanto poveri. Così poveri che un giorno non ebbero più nulla da mangiare. Decisero così di andare in giro per il mondo a cercar cibo e fortuna. Cammina cammina, finché giunsero in un grande bosco dove c’era una montagna d’argento. Il maggiore, soddisfatto, ne prese quanto poteva trasportarne e ritornò a casa; gli altri due invece si augurarono d’aver più fortuna, lasciarono la montagna d’argento e proseguirono. Cammina e cammina finché arrivarono a una montagna che era tutta dorata. Il secondo fratello, ne prese quanto poteva trasportarne e ritornò a casa. Il fratello minore, che si chiamava Giovannino, invece pensò: “Oro e argento non mi toccano: non voglio perdere la mia fortuna, sono sicuro che mi aspetta qualcosa di più.
Lasciò l’oro di quella montagna e proseguì. […]

La vera sposa e i doni della fata Iride. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] La fanciulla raccolse le sue poche cose, prese il suo abito da sposa dall’armadio, insieme ad un fazzoletto, dentro il quale vi mise un pugno di pietre preziose e partì.
Camminò e camminò, in ogni luogo e in ogni città, ovunque ella arrivasse, chiedeva notizie del suo sposo, ma nessuno aveva mai sentito il suo nome. Caterina girò il mondo, ma, ahimé, non lo trovò. Alla fine andò a far la pastorella da un contadino e seppellì il suo vestito da sposa, insieme al fazzoletto con le pietre preziose, sotto una pietra. Da allora visse facendo la pastorella: custodiva il gregge ed era sempre triste e addolorata per il suo amato principe scomparso. […]

I tre pesci: il furbo, il saggio e lo sciocco. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Moltissimo tempo fa, negli abissi del mare vivevano dentro la stessa tana tre piccoli pesci. Essi erano grandi amici, pur avendo caratteri e nature diversi. Infatti, uno era assai sveglio e scaltro, un altro sapeva osservare e valutare le cose attraverso un pensiero saggio, tant’è che lo chiamavano il pesce filosofo; e il terzo, invece, ahimé era troppo babbeo, per niente intelligente, tant’è che o chiamavano per canzonarlo, Sciansòn Babaluc. […]

La gallina e la volpe. Una favola

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Ed ecco che quel giorno, appunto, la volpe che stava proprio a non poterne più d’avere la pancia vuota, entrò coraggiosamente in un piccolo villaggio alla disperata ricerca di qualcosa da mettere nella pancia, qualsiasi cosa.
Guarda di qui, guarda di là, ad un tratto scoprì una gallina appollaiata su un albero.
La volpe si rivolse alla gallina con la faccia rivolta verso l’alto e disse alla gallina. “Salute a voi voi signora gallinella! Finalmente v’ho trovata. Grandi novelle ho da raccontarvi, ma intanto mi dica, cosa fa di bello appollaiata sull’albero? è da tanto che non ho sue notizia, e stavamo per preoccuparci. […]

La iena affamata. Una favola Etiope

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si dice che una volta, tanto ma tanto tempo fa, il cielo fosse alto solo un metro, e che si librasse appena sopra la testa degli uomini. E lì, in quel cielo basso basso, viveva una iena affamata, mentre asini e muli ben pasciuti se la spassavano sulla terra. Sulla superficie del pianeta abbondava l’erba tenera e saporita e scorreva sempre acqua fresca. Gli asini, che bevevano quell’acqua fresca e si cibavano di quell’erba saporita, si godevano la vita sotto il calore del loro amico sole, accarezzati dall’arietta ravvivante. […]

Beowulf, storia di un eroe della notte. Una leggenda Sassone.

Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

Parecchio tempo fa, in un lontano passato, tanto remoto che ancora sapeva di vera leggenda, dove gli eroi avevano un grande valore e rispetto, nelle terre del Nord, buie di luce e dominate dal freddo, un giovane guerriero, che si chiamava Beowulf, stava ascoltando, seduto accanto al fuoco, le parole dei grandi saggi, che narravano una storia di sangue appena giunta da un paese lontano. Si parlava del terribile Grendel. Il mostro, che era assai temuto e conosciuto in tutta la Danimarca per la sua ferocia. Un notte irruppe con una violenza mai vista nella sala reale del Grande Cervo del guerriero Rotghar, re di Danimarca. Grendel uccise parecchi guerrieri e massacrò uomini e donne, dilaniando i loro corpi; le pareti della sala reale furono imbrattate di sangue e brandelli di carne umana furono sparsi in ogni dove. Ma non finì lì. Grendel tornava ogni notte. […]

La storia di Hok Lee e i nani del bosco. Una fiaba dalla Cina.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“Stia bene attento alle mie parole, caro signore, ed esegua quel che ora le dirò: Dovrà attendere la prima notte di luna piena, appena la luna avrà raggiunto il suo massimo splendore lei dovrà recarsi nel bosco, cercherà un albero particolare, l’istinto le dirà quale albero sarà quello giusto; trovato l’albero giusto stia lì fermo e aspetti. Dopo un po’ si mostreranno i nani e gli spiritelli danzatori, che vivono nelle viscere della terra. I nani la inviteranno a danzare, e lei dovrà farlo al meglio. Se danzerà bene, essi accetteranno di esaudire il suo desiderio, e allora guarirà; se invece danzerà da far schifo, essi si vendicheranno con un dispetto. Bene, quel che ho detto ho detto, e ora la saluto.” […]

La principessa Rosetta alla ricerca del Re dei Pavoni. Una fiaba di Marie-Catherine d’Aulnoy

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Giunti al porto, il Re dei Pavoni aveva mandato al molo cento berline tirate da ogni sorta di bestie rare: leoni, orsi, cervi, aquile, pavoni. La berlina in cui la principessa Rosetta doveva salire era tirata da sei scimmie blu che sapevano saltare, ballare sulla corda e fare mille giochi diversi. Si vedevano inoltre sessanta giovinette che il Re aveva scelto per tenere compagnia alla sposa; erano vestite di tutti i colori dell’iride. […]

Il pigro Tristano e la pigra moglie Isotta. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tristano era un gran pigrone, e benché non avesse altro da fare che portare tutti i giorni la capretta al pascolo, finita la sua giornata, tornava a casa sospirando: – Uffa! è proprio una grande fatica portare questa capretta al pascolo, e per giunta tutti i giorni! Se almeno ci si potesse sdraiare e dormire! Ma no, bisogna tenere gli occhi aperti, perché potrebbe fare danno alle piante, o entrare in qualche proprietà d’altri, o magari scappare, o magari diventar cibo per qualche lupo. Come si fa così a stare in pace e godersi la vita? […]

Odisseo, le seducenti Sirene, i mostri Scilla e Cariddi. Odissea, Omero. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Per Prime incontrerai strane fanciulle alate: le Sirene: femmine dalle ali immense e fluttuanti. Sono esseri mezzo uccelli e mezzo donne. Hanno voce di porpora dal fine canto, inarrestabile. Per questo seducono e ingannano tutti coloro che incontrano nel loro parco di mare. Son esseri a cui nessuno può resistere, se ascoltate. […] Laggiù dimora Scilla, un mostro con dodici piedi deformi, con scaglie acuminate e velenose. Dal suo orribile corpo spuntano sei lunghissimi colli, ciascuno con una testa di drago spaventosa. Ciascuna possiede tre file di denti aguzzi velenosissimi, che portano morte scura. […] Simile a un’enorme serpe, possiede una gigantesca bocca fornita di un’infinità di file di denti aguzzi velenosissimi, che portano morte scura. Cariddi per tre volte al giorno risucchia l’acqua del mare e la rigurgita, creando enormi vortici che affondano le navi in transito. […]

Canente la bella ninfa addolorata e il suo amato re Pico. Da Le Metamorfosi di Ovidio. Mitologia

Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Ma il fato, ahimé, volle che in quel luogo di bosco, dove Re Pico s’addentrava per cacciare il cinghiale, nello stesso giorno e alla stessa ora, la dea Circe, figlia del Sole, detta la Maga, s’aggirasse nei sentieri stretti. Ella andava in cerca di bacche ed erbe magiche per confezionare i suoi intrugli malefici. Appena la maga sentì i cavalli del re Pico avvicinarsi al galoppo, subito si nascose tra gli alti cespugli, e quando vide passare di fronte al suo nascondiglio re Pico, una vampa di calore indicibile l’avvinse in tutto il corpo. Il respiro quasi le mancò. Per il padre dio Sole, quant’era luminoso! La bellezza di Pico aveva portato una grande vertigine nel cuore della Maga Circe. Desiderio e passione, sentimenti che lei conosceva assai bene, di cui non avrebbe dovuto temere, la colsero di sorpresa, la devastarono, quasi soffocava; e non poteva liberarsene. Fu così che Circe, rendendosi conto d’essere in trappola, volle anche lei fare suo prigioniero di cuore il re Pico. […]

Odisseo e la maga Circe, sortilegi e seduzioni. Dal libro 10° dell’Odissea di Omero

Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Lei, Circe, non esitò ad aprire la porta ed uscì, invitando quegli uomini ad entrare: la seguirono tutti senza temere inganno. Ma Eurìloco restò fuori dalla porta, sospettando che fosse una trappola. Circe li portò in una sala senza tetto, il sole splendeva e pavoneggiava tra le ombre dei colonnati. Li fece accomodare sulle sedie che parevano troni dorati. Quegli uomini non ebbero nemmeno il tempo di ammirare il luogo dove stavano seduti che subito si videro serviti a tavola di formaggio, farina d’orzo, miele denso e amaro, vino di Prammo, ogni cosa, ogni bevanda fu mischiata ad inganno con un farmaco funesto. Era il veleno dell’oblìo, della dimenticanza. […]

Il cieco e il ladro. Una fiaba Africana. Etiopia

Dal meraviglioso e affascinante continente d’Africa ci giungono antiche fiabe, favole, e leggende.

(Puoi anche leggere la versione testo in lingua inglese di Joshua Farley)

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un cieco molto ricco, che possedeva molte monete d’oro. La notte non riusciva a dormire perché aveva paura di un ladro che viveva nei paraggi. Costui era solito rubare le pecore belle grasse e le capre che appartenevano agli abitanti del villaggio, e tutto questo faceva sì che il cieco avesse sempre più paura per il suo oro. Un giorno questo cieco portò con sé nella foresta tutto il suo tesoro, scavò una fossa e ce lo seppellì. Sfortunatamente il ladro era nelle vicinanze e così vide tutto quello che il cieco stava facendo. […]

RACCONTI D'AFRICA - PODCAST
12 - Il leopardo e l'antilopeEtiopia
13-Il leone e il bambino abbandonatoEtiopia
14 - Il patto fra i topi e i gattiEtiopia
17 - I tre intellettuali stupidiEtiopia
18 - Il leopardo e il monacoEtiopia
19 - L'asino che perse le orecchieEtiopia
20 - Gli amici falsi e quelli veriEtiopia
21 - Il cane e l'asinoEtiopia
22- Il cieco e il ladroEtiopia
23 - La iena affamataEtiopia


VERSIONE TESTUALE IN LINGUA INLESE

Un carissimo amico-ascoltatore-sostenitore del New London, North Carolina, Stati Uniti d’America, Joshua Farley, ha voluto farci dono di un suo lavoro, traducendo per noi, in lingua inglese, la fiaba etiope “Il cieco e il ladro”. Non poteva esserci miglior pensiero. Ringraziamo Joshua tantissimo, ed ecco, qui di sotto, la versione inglese.
Troverete in fondo alla traduzione tutti i possibili riferimenti e contatti di/per/con Joshua Farley.

 

THE BLIND MAN AND THE THIEF
An Ethiopian Folktale Translated from Italian by Joshua Farley
Once upon a time, there was a very rich blind man who owned many gold coins. In the nighttime, he was unable to sleep because he was afraid of a thief that lived just around the corner. This thief had the habit of stealing plump, beautiful sheep and goats that belonged to the village’s inhabitants, and this made the blind man fear more and more for his gold. One day, this blind man took his entire fortune into the forest, dug a pit, and buried it all there. Unfortunately, the thief was in the vicinity and, thus, saw everything that the blind man was doing. The wealthy man had just distanced himself when the thief took the gold and carried it home. A couple weeks later, the blind man returned to the forest to check on his treasure but found nothing more than an empty hole. It didn’t take him long to conclude that it was the thief who stole his gold and he began to think of how he could go about getting it back. The following morning, he made a visit to the thief’s house and, after exchanging pleasantries with him, said, “listen, my dear sir, I have a huge problem and I don’t have anyone to share my concerns with. I’ve considered all my neighbors and haven’t found a single one that inspires as much trust in me as you. Look, I own a lot of gold and my concern is this: If I put all my gold in one place, I could lose it all in a single swipe at the hands of some troublemaker, you know? But also, if I keep it on my person I could get mugged, you know? On the other hand, I’m also thinking that I could give my gold to someone honest who would hold on to it for me. Oh, my kind sir, what do you think of my problem? And which solution would you suggest to me?” The thief responded, “sir, listen to me very carefully. If you have decided to ask me for advice, then that means you trust me, so listen to what I have to tell you. Do not give your property to anyone because nobody is honest and worthy of trust in this day and age. Don’t even put your gold in several different places among them. Put all your wealth in a single location where it is easy for you to check when you wish to do so, or to add more gold when you come across some.” “Oh, thank you so much! I just hope that you are a true friend and will keep my secret. Sir, I beg of you to keep an eye open for me in the future. Thank you!” And having said this, he thanked him and went on his way back home. Later that day, the blind man made a visit to an old friend’s house and said, “my friend, as you know I am blind and therefore cannot see a thing that happens around me. So I kindly ask you to gather as many venomous snakes as you can and place them a single box.” “Venomous snakes?” “Indeed! Very venomous snakes! What is the reward for this service, you ask? I will give you a kilo of my gold!” The friend was quite pleased to make himself useful and captured a good number of venomous snakes. That same evening, he sent them to his blind friend in a closed box. In the meantime, the thief was on cloud nine. He took care to put the stolen gold back in its place so he could take it again later when more gold was added which, as he knew, or imagined, or hoped, the blind man would hide in the same spot. And so, without letting himself be seen by anyone, which was his specialty seeing how he was a thief after all, he went into the forest and put the gold right back in the same place. In the dead of the night, the blind man headed off into the forest to see if the thief had returned the stolen goods and discovered that not even a gram of his gold was missing. He discreetly took it back and, in the hole that had by that point been dug up time and again, he swapped it with the box full of venomous snakes which he covered with dirt and soil. Then, he walked home slowly. The following night, the thief went into the forest and dug up the loose soil. He discovered an extremely heavy box which he positively believed to be full of gold. He was very happy and became convinced that, from that point on, he would be rich forever. He opened the box and, alas, the snakes sprung out of their prison! They bit him rapidly and he died right there on the spot, almost without even saying “ah!” It was in this way that the blind man had outsmarted the thief because blind people have three eyes: two are cordial and friendly, the third is evil.

Biografia Joshua Farley:
Il mio sito web: https://scrittarte.wordpress.com/
Email: joshfarley2696@gmail.com

LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/josh-farley-translator/


 

I quattro avventurieri. Leggenda

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] L’uomo si mise in mente di esplorare il mondo assieme a una scimmia, un topo e un serpente. Dopo molti giorni di cammino, i quattro amici si trovarono in un territorio freddo e coperto di neve. C’era cosi tanta neve sul terreno che il serpente, il topo e la scimmia non riuscivano ad avanzare di un solo centimetro. Per loro fortuna, nella vicina foresta sorgeva una casa, e tutti quanti si avviarono in quella direzione per vedere se era possibile passarvi la notte. […]

Il nuovo Re e la grande abbuffata. Leggenda

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Migliaia e migliaia d’anni fa, quando il mondo del corpo degli uomini non possedeva ancora un re; le mani, le gambe, gli occhi, il cuore, la testa, e persino le due colline del popò, pretendevano d’essere sovrani. Ognuno di loro esigeva il governo assoluto su tutti. Ma il corpo dell’uomo, la sua forza e la sua saggezza, non poteva permettere che ciascuno decidesse per conto proprio. Così, come per un qualsiasi popolo non si poteva avere più di un sovrano, pure per il corpo dell’uomo non potevano esserci tanti re: ovviamente, si sarebbe rischiata l’anarchia. Tant’è che ciascuno avrebbe governato e condotto la propria parte come meglio credeva. Provate voi ad immaginare un corpo d’uomo che se ne vada in giro senza avere idea precisa di dove andare, oppure di non sapere come andare, né, soprattutto, perché andare. […]

 

La leggenda delle Oche Guerriere di Roma. Leggenda

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una delle leggende più famose legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, svegliarono i soldati, che combatterono con grande energia respingendo i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dalle oche.

Dal grande Kaos al trono di Zeus – Dei e miti dall’antica Grecia – A cura di Gaetano Marino

Una storia della Mitologia adottata dalle sorelline Marta ed Emma

Una storia della Mitologia adottata dalle sorelline Marta ed Emma

adattamento e messa in voce di Gaeano Marino

Dal Kaos disordine, il nulla, alla nascita dell’universo, il cielo azzurro, Urano. Poi venne la terra Gea. I due si piacquero subito e si abbracciarono. Nel loro abbraccio diedero vita e forma ai primi figli, gli Ecatonchiri, dalle cinquanta teste e  cento braccia; poi vennero i Ciclopi, creature con un solo occhio: giganti e irascibili. Infine, al centro della terra si formò il Tartaro, l’inferno di fuoco. Ascolteremo le vicende terribili di Crono e il ferimento del padre Urano, la nascita segreta di Zeus, lo stomaco ingordo di Crono e il tradimento di Rea; con il solo scopo di salvare il figlio. Le straordinarie doti di Zeus, Ade, Poseidone, la guerra tra padre e figli, la maga Metide e i suoi intrugli. La nascita di Atena. Zeus finalmente sul trono.


Sostieni Parole di Storie con una libera donazione. Puoi farlo qui, oppure vai sulla pagina “Sostieni Parole di Storie” e scopri in quanti modi potrai sostenere il nostro lavoro. La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite. Grazie, anche solo per averci pensato, e come sempre, buone storie nuove a tutti.

Il video 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino, e con l’amichevole partecipazione di Galìcaro Da Mapefòsca.
Dal Kaos disordine, il nulla, alla nascita dell’universo, il cielo azzurro, Urano, e venne la terra Gea. Nel loro abbraccio diedero vita e forma ai primi figli dalle cinquanta teste, e dalle cento braccia, gli Ecatonchiri, poi vennero i Ciclopi, creature con un solo occhio, giganti e irascibili. Infine il Tartaro, l’inferno sprofondato al centro della terra.
Vedremo Crono e il ferimento del padre Urano, la nascita segreta di Zeus, lo stomaco ingordo di Crono e il tradimento di Rea per salvare il figlio. Le straordinarie doti di Zeus, Ade, Poseidone, la guerra tra padre e figli, la maga Metide e i suoi intrugli. La nascita di Atena. Zeus finalmente sul trono.

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

sostieni Parole di Storie con una libera donazione

Ade, il dio degli inferi, prende moglie – Mitologia

Una storia della mitologia adottata dalle sorelline Emma e Marta

Una storia della mitologica adottata dalle sorelline Emma e Marta

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Allora Ade decise di salire sulla Terra e di non tornare nel proprio regno fino a quando non avesse trovato una degna compagna. Durante il suo girovagare nel Regno dei Vivi, giunse nella Sicilia orientale. Entrò in un boschetto e sentì delle risate; scrutò verso il torrente, che scorreva nella valle sottostante e vide un gruppo di bellissime fanciulle che giocavano in acqua. […]


Sostieni Parole di Storie con una libera donazione. Puoi farlo qui, oppure vai sulla pagina “Sostieni Parole di Storie” e scopri in quanti modi potrai sostenere il nostro lavoro. La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite. Grazie, anche solo per averci pensato, e come sempre, buone storie nuove a tutti.

Il giovane gigante. Una fiaba dei fratelli Grimm

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] -No- disse il padre -resta qui, là fuori non servi a nulla e potresti anche perderti.- Allora il piccolo incominciò a piangere e, per essere lasciato in pace, il padre dovette portarlo con se. Così se lo mise in tasca e quando fu nel campo lo tirò fuori e lo mise in un solco appena arato. Mentre il piccolo se ne stava là seduto, ecco arrivare un gran gigante attraverso le montagne. -Vedi là quel grande mostro?- disse il padre, che voleva spaventare il piccino perché‚ stesse buono. -Viene qui e ti porta via.- Ma il gigante aveva le gambe lunghe e arrivò al solco in due passi; ne tirò fuori il piccolo Gigante e se ne andò con lui. […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Due fratelli e il Regno di UccelDorato. Una fiaba liberamente tratta dai Fratelli Grimm

Una fiaba adottata dai fratellini  Alessandro e Lorenzo

Liberamente tratta dai fratelli Grimm, scritta e messa in voce da Gaetano Marino

C’era una volta un brav’uomo che si chiamava Crisponzio. Era rimasto vedovo e aveva due figli, Francisco e Matteus. L’uomo non possedeva altri beni che la casa in cui abitavano. Ognuno dei figli avrebbe voluto avere la casa alla sua morte, ma Crisponzio, da buon padre, amava entrambi allo stesso modo e non sapeva come decidere per non fare torto a nessuno. Venderla non voleva, perché era la casa dei suoi padri: altrimenti avrebbe diviso il denaro tra i suoi figli. Finalmente un giorno gli venne un’idea, convocò i suoi figli e disse loro: -Figliuoli miei cari, Francisco e Matteus, andate in giro per il mondo e mettetevi alla prova; ognuno di voi impari un mestiere e, quando tornerete, chi farà il miglior lavoro avrà la casa-. […]

Topino, Uccellino e Salsiccia, una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba adottata da mamma Luana e donata ai piccoli Clarissa e Giuseppe

Una fiaba donata da mamma Luana ai piccoli Clarissa e Giuseppe

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta un topino, un uccellino e una salsiccia si erano messi in società e governavano insieme la casa, felici. Vissero a lungo pieni di gioia e in buon’armonia. Ciascuno di loro aveva il giusto compito per condurre la casa.
Compito dell’uccellino era di volare ogni giorno nella foresta e di procurare legna. Compito del topino doveva portare acqua, accendere il fuoco, preparare il tavolo, mentre la salsiccia doveva cucinare.
Infatti, il topino, una volta acceso il fuoco e portata l’acqua, andava a riposarsi nella sua cameretta finché‚ gli ordinavano di preparare la tavola; la salsiccia stava ai fornelli, badava che il cibo cuocesse bene e, verso l’ora di pranzo, si rotolava due o tre volte nel purè o nella verdura, e il cibo era bell’e pronto, condito e salato. […]

 

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.

Eracle e le tre mele d’oro. Mitologia

Una storia dalla Mitologia adottata da Mamma Ombretta

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La storia delle tre mele d’oro è l’undicesima fatica di Eracle. All’eroe venne ordinato di prendere le tre mele d’oro che si trovavano nel giardino delle Esperidi. Nessuno però sapeva dove fosse questo giardino. L’eroe tuttavia non si perse d’animo e andò in giro per il mondo a cercarlo. Dopo tante avventura venne a sapere che l’unico che potesse aiutarlo era Atlante, il Titano che reggeva il cielo e le stelle sulle sue spalle. Eracle trovò Atlante e gli domando del giardino delle Esperidi. L’eroe si offrì di reggere la volta celeste mentre Atlante sarebbe andato a prendere le famose mele d’oro. Quando il titano tornò, dopo aver assaporato la libertà dall’enorme peso che era costretto a reggere sulla sua schiena, decise di lasciare Eracle in quella posizione per sempre, ma la furbizia e la forza di Eracle… […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Lo sgabello magico. Una fiaba Celtica

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ai confini di una verde e desolata brughiera del nord, viveva, in un paesello una bella ragazza. Fin da quando aveva sedici anni i ragazzi delle città vicine avevano mostrato uno speciale interesse per quella fanciulla: così minuta, così leggera e amabile e dalle labbra rosse come i frutti maturi del corbezzolo selvatico. I suoi occhi grandi scintillavano di un azzurro profondo, mentre i capelli scuri le ricadevano a boccoli sul collo slanciato. Le figlie dei vicini la guardavano passare con l’invidia negli occhi. Lei sapeva bene di essere bella. Tutti i ragazzi le mostravano ammirazione. Con il passare del tempo, però, la bella ragazza divenne sempre più vanitosa e insoddisfatta. […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

La donna che riuscì a mettere nel sacco i folletti. Una fiaba Celtica

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] I folletti cominciarono a pensare di avere la fornaia a loro completa disposizione, per mangiar quando e come volevano le prelibatezze che lei sola sapeva sfornare. Finché decisero di rapire la fornaia, e l’occasione non tardò. Spiando una notte dal buco della serratura della casa della fornaia, un folletto scoprì che la donna era stata incaricata di preparare i dolci per una festa di matrimonio che si sarebbe tenuta al castello. Si trattava di una celebrazione importante, con centinaia di invitati, per cui la fornaia avrebbe trascorso l’intera giornata nelle cucine del palazzo, e solo all’imbrunire sarebbe tornata a casa. I folletti organizzarono così il rapimento. […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

 

Il ladro e il suo maestro. Una fiaba dei fratelli Grimm

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un uomo di nome Mastro Gesualdo che aveva un figliuolo di nome Crispino, al quale non riusciva proprio ad insegnare un mestiere. Il brav’uomo Mastro Gesualdo un giorno andò in chiesa a chiedere aiuto al Nostro Signore, per chiedergli che cosa fosse meglio e giusto insegnare al suo ragazzo. Ma dietro l’altare ci stava il sagrestano che disse senza farsi vedere: -Il ladro! – Il ladro? – Fategli imparare il mestiere del ladro! Vedrete quanta fortuna vi porterà -. Allora Mastro Gesualdo, tutto contento, andò a casa e disse al proprio figlio: – Crispino, figliuolo mi caro, ho chiesto al Nostro Signore che mestiere da imparare sarebbe stato meglio per te, e m’ha detto che dovrai imparare a fare il ladro. […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

 

Le rane chiedono un re, e altre favole di Esopo.

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Le favole del gruppo
01.Le rane chiedono un re
02.La volpe con la pancia piena
03.La volpe e la pantera
04.La volpe, il leprottino e il rovo di spine
05.La zanzara e il leone

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.

L’aquila e lo scarafaggio, e altre favole di Esopo

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Le favole del gruppo
01.L’aquila e o scarafaggio
02.Il cerbiatto e il cervo
03.Il corvo malato
04.Il granchio e la volpe
05.Il nibbio che voleva nitrire
06.L’inverno e la primavera

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.

 

Il bimbo che fu rapito dalle fate. Una fiaba Celtica.

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una giovane madre che pensava, come spesso succede, che il suo bambino fosse tanto bello da non esserci al mondo altri bimbetti più belli. E se ne vantava per tutto il pese, con tutti e in ogni momento. In molti le ripetevano che questa sua presunzione non poteva far altro che recarle danno e sventure. “Perché non dovrei farlo sapere a tutti?” diceva la giovane made. “La verità è che non si è mai visto un bimbo bello come il mio.” “Non sai che cosa potrebbe succedere” borbottavano i compaesani scuotendo il capo. “Stai attenta o te ne pentirai.” Il bimbo, intanto, continuava a crescere in buona salute e sempre più bello, finché un giorno accadde quel che si sa. […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.

La fortuna del Re Policrate di Samo. Una leggenda di Lev Nikolaevič Tolstoj

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era un re greco chiamato Policrate. Egli era fortunato in tutto. Aveva conquistato molte città ed era diventato ricchissimo. Policrate aveva descritto in una lettera la sua vita fortunata e aveva mandato questa lettera al suo amico Amazis, re di Egitto. Amazis, letta la lettera, scrisse a Policrate la risposta. Ecco quale: «E’ gradito conoscere i successi di un amico. Ma la tua fortuna non mi piace. Secondo me è meglio quando a un uomo una cosa va bene e l’altra no, affinché vi sia un avvicendamento. Ascoltami e fa come ti dico: prendi la cosa che ti è più cara di tutte e buttala in qualche luogo dove nessuno possa trovarla. Così avrai avvicendato la felicità e l’infelicità» […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.

Pandagian, la dolce fanciulla e la nascita delle lucciole. Una leggenda dall’Indonesia

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, che potranno restare libere e gratuite.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Pandagian era la più bella fanciulla di un lontano villaggio dell’Indonesia e sapeva danzare come nessuno al mondo. Non appena il cielo s’oscurava e le stelle cominciavano a brillare, Pandagian si recava nella radura davanti all’immenso mare e danzava, accompagnandosi col melodioso suono della voce. Ogni cosa Pandagian dimenticava. Solo al il primo raggio di sole la fanciulla si destava dall’incanto e smetteva di danzare. […]

La tua donazione ci aiuterà a raccontare nuove storie, nuove avventure, che potranno restare libere e gratuite.