Il lucertolone, una fiaba di José Saramago

Il lucertolone, una fiaba di José Saramago
Fiabe

 
 
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Messa in voce di Vittoria Marras

La storia è di fate. Non che esse appaiano (né io l’ho affermato), ma che altro potrebbe essere la storia del lucertolone sbucato allo Chiado? Sì, è comparso un lucertolone allo Chiado. Grande e verde, un ramarro imponente, con degli occhi che sembravano di nero cristallo, il corpo flessuoso coperto di squame, la coda lunga e agile, le zampe rapide. Si è piazzato in mezzo alla strada, con la bocca semiaperta, sparando la lingua bifida, mentre la pelle bianca e fine del collo pulsava ritmicamente. […]

Viaggio a Roma. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte

Viaggio a Roma. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte
Fiabe

 
 
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Traduzione in lingua italiana e messa in voce di Tonino Mesina

Nel paese di Olai c’e una topolina molto vispa e girellona. Le piace viaggiare e conoscere gente nuova e vedere il mondo. Un giorno mentre era intenta a rosicchiare formaggio nel magazzino, sente zio Ignazio, il padrone, che diceva:

  • Questa cassa di formaggio la mandiamo a roma a signora Cesarina
  • A roma? – ripete la topolina – a roma ci voglia andare anche io col formaggio.
    Così si nasconde dentro la cassa, pronta per viaggiare. […]

Biazu a Roma. Una fiaba in Limba Nuorese di Maria Teresa Pinna Catte

Biazu a Roma. Una fiaba in Limba Nuorese di Maria Teresa Pinna Catte
Fiabe classiche e moderne d'altri s...

 
 
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Messa in voce di Tonino Mesina

In sa bidda ‘e Olai b’est una sorichitta ispipilla e zirella: li piachet a biazare, a connoschere zente noba e a biere su mundu.
Una die, in su mentres chi s’est rosicande casu in su magasinu, intendet a Ziu Innassiu,
su mere, nande: “Custa cassia de casu la mandamus a Roma, a Sennora Zesarina”. “A Roma? – si narat sa sorichitta – A Roma b’ando derettu deo puru chin su casu!” E si nche zaccat in sa cassia, pronta a bizzarre. […]

Piccoli dei, tra burle e mostruosi puzzoni. Una fiaba di Nicol Bertocci

Piccoli dei, tra burle e mostruosi puzzoni. Una fiaba di Nicol Bertocci
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tanto tempo fa, non si sa quanto, né quando, lassù, nell’Olimpo degli dei, giocavano fra loro tanti piccoli dèi. Come tanti cuccioli essi erano birichini e burloni.
Tra i tanti, Ares, che sarebbe diventato poi il dio della guerra, sin da piccino si dimostrò il più malandrino e dispettoso di tutti. Tant’è che si divertiva a tramare nell’Olimpo, parecchi piccoli inganni; che diventavano poi brutti litigi tra i suoi fratellini e le sue sorelline. […]

Il bambino dispettoso e il vecchio poeta gentile. Una fiaba di Christian Andersen

Il bambino dispettoso e il vecchio poeta gentile. Una fiaba di Christian Andersen
Fiabe

 
 
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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un vecchio Poeta, buono e gentile. Una sera, mentre se ne stava tranquillo a casa sua, scoppiò una terribile bufera. La pioggia veniva giù che pareva cascasse il cielo, ma il vecchio Poeta si godeva il caldo, comodamente seduto dinanzi alla sua stufa di terra cotta, dove il fuoco ardeva e scaldavano il vino e le mele cuocevano. A un tratto giunse dal di fuori una vocina supplichevole: “Oh, aprimi! Mi sento gelare, e sono tutto bagnato!” Era un ragazzino che piangeva e picchiava all’uscio. “Povero ragazzo!” – disse il vecchio Poeta; e si alzò per andare ad aprire. […]

Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm

Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Mairno

  • dai nove anni in su

Molto tempo fa c’era un uomo ricco che aveva una moglie bella e giudiziosa; si volevano tanto bene, ma, purtroppo non avevano bambini. Davanti alla loro casa, in cortile, c’era un pianta di ginepro. Un giorno, in pieno d’inverno, la donna se ne stava seduta sotto il ginepro mentre sbucciava una mela e, d’improvviso, si tagliò un dito, e il sangue cadde sulla neve: –Ah, se potessi avere un bambino, rosso come il sangue e bianco come la neve! – Disse la donna sospirando. Passarono i mesi e alla settima luna raccolse alcune bacche del ginepro, le mangiò e si fece triste e si ammalò; passò l’ottava luna, ed ella disse a suo marito: -Se dovessi morire, marito mio, voglio che mi seppellisca sotto il ginepro-. […]

Dognipelo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Dognipelo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Era ormai grande quando un giorno il re osservandola vide che somigliava in tutto alla moglie morta; allora egli provò un amore ardente per lei e disse ai consiglieri: -Voglio sposare mia figlia: è il ritratto di mia moglie morta, altrimenti non troverò altra sposa su questa terra-. All’udire queste parole, i consiglieri inorridirono e dissero: -Dio ha vietato che il padre sposi la figlia; dal peccato non può venire alcun bene-. Anche la fanciulla inorridì quando venne a conoscenza dell’intento del padre, ma sperava ancora di poterlo dissuadere. Così gli disse: -Prima di secondare il vostro desiderio, devo avere tre abiti: uno d’oro come il sole, l’altro d’argento come la luna, e il terzo splendente come le stelle; e inoltre voglio un mantello fatto con pellicce di ogni sorta, e ogni animale del vostro regno deve dare un pezzo della sua pelliccia-. […]

La figlia furba del contadino. Una fiba dei fratelli Grimm

La figlia furba del contadino. Una fiba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un povero contadino. Non possedeva terre, ma aveva comunque una piccola casetta, e una figlia. Un giorno la figlia disse: “Babbo mio, siam troppo poverelli, dovremmo pregare il re di darci un pezzetto di terra.” Il re era venuto a sapere della loro povertà e regalò loro un pezzetto di terra fertile e prosperosa. Il padre e la fanciulla ringraziarono il re e cominciarono subito a coltivare la terra. Iniziarono con il frumento e quando ebbero zappato quasi tutto il campo, trovarono nella terra un mortaio d’oro puro. “Senti” disse il padre alla fanciulla “dato che il nostro re è stato così generoso e ci ha regalato il campo dobbiamo dargli il mortaio.” Ma la figlia non era d’accordo e disse: “Babbo, ma il re ha tutto l’oro che vuole, e se abbiamo il mortaio ma non il pestello, proviamo cercare anche il pestello e non diciamo nulla.”

Il racconto di Bassoledduh. Una fiaba in Limba Orunese di Mariuccia Gattu Soddu

Il racconto di Bassoledduh. Una fiaba in Limba Orunese di Mariuccia Gattu Soddu
Fiabe classiche e moderne d'altri s...

 
 
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Messa in voce di Pina Ghisu

Sa contascia de Bassoleddhu, de Mariuccia Gattu Soddu
Boche de Pina Ghisu – Orune Lmba

Custu est unu contu po pizzinnor de atteros tempos, chi, po irvallagana, in dier longar de maju, o po collassora, in dies curzar de iberru, aian bissonzu de duos soddhor de istentu, po los acher istare chietos e incantados a su puntu de… credere abberu chi essistiat non solus unu poleddhu cacainare ma senna unu pizzinnu mannu cantu unu bassolu pithudu, chi, appuntu po cussu, si nariat Bassoleddhu!
Inutile narrere chi, chie contabat cale si siat contascia, debiat istrocchere s’aeddhu de pessones e animaler de su contu e si debiat achere a drengheles, a ghenesces e a simìles, chin ghettos, amiadas e zinnos, a secunda de su bissonzu, po rennere, cantu prus possibile, tottu beritabile! […]

Il Reuccio Gamberino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco

Il Reuccio Gamberino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
Fiabe

 
 
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Messa in voce di Cristiana Cocco

[…] E come l’ebbe a tiro la colpì con un nocciolo sul naso. La vecchietta si grattò il naso dolente, si chinò tremante, raccolse, strinse il nocciolo tra il pollice e l’indice e lo rinviò all’erede al trono. Le grida sdegnate della Corte scagliarono cento guardie sulle tracce della strega Nasuta, ma quella aveva svoltato l’angolo della via, ed era scomparsa. Al tocco aspro del nocciolo il Reuccio Sansonetto vacillò, come preso da vertigini; poi cominciò a ridere, premendosi gli orecchi con le mani.
I cortigiani lo guardavano sbigottiti ed inquieti:
— Che cosa vi sentite?
— Sento… sento…
E il Reuccio rideva, rideva senza poter rispondere.
— Che cosa vi sentite?
— Sento… sento il tempo che va indietro! Il tempo che va indietro! Che cosa buffa! Ah, se provaste! Che cosa buffa!…
La Corte lo credeva ammattito. […]

Illustrazione di Cristiana Cocco

Maui, storia di un semidio mascalzone e ingegnoso – Polinesia – Mitologia – Capitolo Terzo

Maui, storia di un semidio mascalzone e ingegnoso – Polinesia – Mitologia – Capitolo Terzo
Mitologia

 
 
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Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Capitolo Terzo

  • Maui contro il mostro Anguilla
  • La morte di Maui

Nel paese di Raro-nuku, che si trova sotto le onde del mare, viveva Te-Tuna, il mostro Anguilla, insieme alla sua bellissima sposa Hina. Un giorno, Hina, stufa di abitare in quel luogo freddo e triste, oltre che l’avere per compagno un’anguilla, partì di casa con la scusa di cercare cibo, ma in realtà il suo scopo era di trovarsi un nuovo compagno. Hina venne sulla terraferma e offrì la sua compagnia agli uomini che vi abitavano:
― Uomini della terra asciutta, ascoltatemi. Io sono Hina, compagna dell’Anguilla Te-Tuna che vive in una terra sotto l’oceano. Egli vuole tenermi con se per sempre, ma Te-Tuna non è che un violento e insipido compagno. […]

Maui, storia di un semidio mascalzone e ingegnoso – Polinesia – Mitologia – Capitolo Secondo

Maui, storia di un semidio mascalzone e ingegnoso – Polinesia – Mitologia – Capitolo Secondo
Mitologia

 
 
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Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Capitolo Secondo

  • Maui pesca La Nuova Zelanda
  • Maui ruba il fuoco
  • Hinauri e Irawaru

Passarono alcuni anni, e come sempre, ogni giorno all’alba, i fratelli di Maui usavano andare a pesca, mentre Maui rimaneva pigramente in casa. Accadde così che le mogli ed i figli dell’eroe, stufi della sua pigrizia, brontolavano continuamente. Così Maui si alzò in piedi irritato e gridò:
― Non datevi pensiero! Credete proprio che io non possa riuscire a prendere cibo? Ma, se vado a pescare del pesce per voi, sarà così grande che quando lo porterò a riva non sarete capaci di mangiarvelo tutto, e marcirà prima che sia stato consumato!
Prese dunque il suo robusto amo, detto Manaia-kalani, tratto dalla mandibola di un’antenata, e si recò dai suoi fratelli sulla spiaggia. […]

Maui, storia di un semidio mascalzone e ingegnoso – Polinesia – Mitologia – Capitolo Primo

Maui, storia di un semidio mascalzone e ingegnoso – Polinesia – Mitologia – Capitolo Primo
Mitologia

 
 
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Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Capitolo Primo

  • La nascita di Maui
  • Il segreto di Taranga
  • Maui prende al laccio il Sole

[…] Tutto cominciò da un’isola antica, che si chiama ancora oggi Te-ika-a-Maui. Il suo nome significa «Il pesce di Maui» ed è il nome fantastico di un’isola posta al nord della Nuova Zelanda. Secondo la leggenda del mito essa venne trascinata fuori dalle acque, proprio dal giovane Maui. Te-Ika-a-Maui è stata da sempre una terra fertile, montuosa, e dai forti e aspri contrasti.
Maui, pur facendo parte dei Kupuà, una famiglia di semidei polinesiani, nacque prematuro e storpio. Per questo motivo che sua madre, Taranga, non volle accettarlo, per cui lo abbandonò alle onde del mare; ma prima di gettare il proprio figliuolo nell’oceano, Taranga lo avvolse in una ciocca dei suoi lunghi capelli neri. […]

Grillino. Una fiaba di Luigi Capuana

Grillino. Una fiaba di Luigi Capuana
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta due poveri contadini, marito e moglie, che campavano nella miseria. L’uomo lavorava a giornata, la donna andava a servizio dalle vicine.
Abitavano in una casetta nera e affumicata. Eppure non si lamentavano mai.
Una notte si sentirono svegliare dal canto di un grillo.
— Trih! Trih! Trih!
Trilla, trilla, trilla; non la finiva più.
L’uomo accese la candela e salta giù dal letto.
— Che vuoi fare, marito mio?
— Ammazzare questo grillaccio.
— Lascialo stare; è una creatura di Dio. […]

L’ago, il sarto e la sua figliuola. Una fiaba di Luigi Capuana

L’ago, il sarto e la sua figliuola. Una fiaba di Luigi Capuana
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un sarto, che campava la vita mettendo toppe e rivoltando vestiti usati.
Nella sua botteguccia ci si vedeva appena; per ciò lavorava sempre davanti la porta, con gli occhiali sul naso; e, tirando l’ago, canterellava:
Il mal tempo dee passare,
Il bel tempo dee venire.
Zun! Zun! Zun!
Aveva una figliuola bella quanto il sole, ma, ahimè, era senza braccia. Le vicine lo aiutavano: oggi una, domani un’altra, si prestavano a vestire la ragazza, a pettinarla, a lavarle la faccia; lui invece doveva imboccarla. Ma ad ogni boccone, brontolava:
— Chi non ha braccia, non dovrebbe aver bocca! […]

Prometeo e l’inganno del fuoco, Mitologia

Prometeo e l’inganno del fuoco, Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Soltanto l’uomo, pieno di paura, rimase nascosto e non si fece avanti, per cui non ricevette nulla. Di ciò s’accorse Prometeo, fratello di Epimeteo. Prometeo era il più intelligente di tutti i Titani, il suo nome vuol dire colui che prevede, che sa.
Egli aveva assistito alla nascita di Atena, dea della sapienza, dalla testa di Zeus, e la dea stessa gli aveva insegnato l’architettura, l’astronomia, la matematica, la medicina, l’arte di lavorare i metalli, l’arte della navigazione.
Tutta questa sapienza però non fece di Prometeo un vero e proprio saggio, anzi, a volte proprio da questo sapere egli diveniva prepotente, petulante e lodava il proprio sapere in modo eccessivo. Ed infatti si sa, che chi si loda s’imbroda.
Era così pieno di se che finiva sempre con lo sfidare il potente Zeus attraverso l’inganno. […]

Meleagro, storia di un cacciatore predestinato. Mitologia

Meleagro, storia di un cacciatore predestinato. Mitologia
Mitologia

 
 
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Scritto a messo in voce da Gaetano Marino

Meleagro fu un giovane valoroso cacciatore allevato da Eneo, re di Calidone e sposo di Altea. Ma in realtà Meleagro, il cui nome vuol dire “colui che ama la caccia” era figlio di Ares, il dio della guerra, e della regina Altea. I due si amarono in segreto follemente in una notte di passione; e proprio per rendere omaggio all’Etolia, terra natale della regina Altea, conosciuta come terra di cacciatori, chiamarono il frutto del loro amore Meleagro. Il giorno in cui Meleagro venne al mondo, la regina Altea fu visitata dalle tre Moire, le dee figlie della notte, che predicevano il destino. […]

La Mamma del Sole. Una fiaba di Francesca Branca

La Mamma del Sole. Una fiaba di Francesca Branca
Fiabe

 
 
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Scritta e messa in voce da Francesca Branca

C’era una volta una bambina che un giorno, dopo pranzo, uscì di casa proprio nel momento più caldo e afoso. Era d’estate e tante volte la sua mamma le aveva raccomandato di stare al riparo in quelle ore – “ La mamma del sole, si aggira per le strade e porta via i bambini !” – le diceva. Ma lei, di nascosto, varcò la porta e si diresse verso un campo lì vicino. A un certo punto la sua ombra divenne lunga lunga e poi si allargò e si ingigantì, tanto che il sole scomparve. Sentì un forte capogiro e svenne. Quando si riprese non ricordava più dove abitava e aveva dimenticato il suo nome e tutte le parole. […]

Armandone, il vecchio Lupone. Una fiaba

Armandone, il vecchio Lupone. Una fiaba
Fiabe

 
 
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Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

Un fiaba donata alla piccola Camilla dalla Nonna Nietta.

Un vecchio Lupone che si chiamava Armandone, decise un giorno di scendere dalla sua tana, alla fattoria situata ai margini del bosco, per salutare alcuni amici che non vedeva da tanto tanto tempo. E siccome era sempre stato buono, Armandone, pensò che l’avrebbero ospitato più che volentieri; perciò, giunto alla fattorie, suonò la campanella, anche se era un po’ tardi. “Din, don”! «Chi è a quest’ora?» chiese il lombrico avvicinandosi al cancello. «Sono Armandone, il Lupone, il vecchio Lupone. Puoi farmi entrare per favore?» «Il Lupone Armandone?» ripeté il lombrico spalancando gli occhi. «Scusami tanto, ma non posso proprio aprirti se prima non chiedo il permesso; puoi aspettarmi un minutino? Vado e torno.» […]

Ciparisso, o del cipresso – Mitologia

Ciparisso, o del cipresso – Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ciparisso era un giovane cacciatore amico di Apollo, il dio della musica e della poesia. Durante una battuta di caccia Ciparisso, per disgrazia, aveva ucciso un meraviglioso cervo a cui era molto legato ed era sprofondato in un dolore inconsolabile; per porre fine alla sua sofferenza Apollo lo aveva trasformato in un cipresso, l’albero caro ai defunti. […]

La storia di Giasone e Medea, il vello d’oro – Mitologia

La storia di Giasone e Medea, il vello d’oro – Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Medea prepara per Giasone un unguento magico che lo proteggerà dal fuoco sputate dai due tori e gli dona un rubino fatato, capace di proteggerlo dai guerrieri della seconda prova. Nonostante Giasone abbia superato le prove, Eeta rifiuta di cedere il Vello d’Oro, allora Giasone, sempre aiutato da Medea, addormenta il drago, messo a guardia del Vello, se ne impadronisce e torna con la nave verso Iolco con Medea. […]

La storia di Filemone e Bauci, un amore indissolubile. Mitologia

La storia di Filemone e Bauci, un amore indissolubile. Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Gli dei sommersero il paese e trasformarono la capanna in un sontuoso tempio; ai due vecchi poi concedettero l’esaudimento di un loro desiderio. Essi chiesero di essere i sacerdoti del tempio e di morire ad un tempo; e dopo molti anni furono trasformati in due alberi, una quercia e un tiglio, che a lungo stettero dinnanzi al tempio e furono oggetto di culto.[…]

Storia di Aracne, una fanciulla superba. Mitologia

Storia di Aracne, una fanciulla superba. Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Aracne era una fanciulla famosa per la sua porpora. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice e ricamatrice in quanto le sue tele erano considerate un dono del cielo tanto erano piene di grazia e delicatezza e le persone arrivavano da ogni parte del regno per ammirarle. Aracne, orgogliosa della sua bravura, tanto che un giorno ebbe l’imprudenza di affermare che neanche l’abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei tanto che ebbe l’audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara. […]

Ermes, ladro gentiluomo – Mitologia

Ermes, ladro gentiluomo – Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ermes, conosciuto come il messaggero degli dei, era figlio di Zeus. Quando Ermes nacque sul monte Cillene, sua madre Maia, “la ninfa dalle trecce stupende”, figlia del Titano Atlante, lo avvolse nelle fasce e lo depose in un canestro, ma con sorprendente rapidità egli si trasformò in un ragazzino, e non appena la dea gli voltò le spalle balzò fuori dalla culla e andò in cerca di avventure. […]

Ermes, e come liberò la principessa Io – Mitologia

Ermes, e come liberò la principessa Io – Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Come fare a liberare la povera Io ? Zeus chiamò in aiuto Ermes, l’astuto, che velocissimo volò a Nemèa, dove la giovenca era affidata ad Argo dai cento occhi. Il mostro dormiva con due occhi soltanto, mentre gli altri restavano aperti e vigili. Ermes, sedutosi accanto, cominciò a raccontargli un sacco di storie e pian piano anche gli altri occhi cominciarono a chiudersi… Poi suonò col flauto una nenia così lunga e dolce che Argo, per la prima volta, s’addormentò completamente. E fu allora che Ermes, sguainata la spada, gli tagliò d’un colpo solo la testa. “Scappa, Io, scappa !” […]

Teseo, Arianna, e un filo – Mitologia

Teseo, Arianna, e un filo – Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re di nome Minosse, che regnava sull’isola di Creta. Il re aveva un figlio di nome Androgeo e una figlia di nome Arianna. Androgeo. Già a quel tempo ogni quattro anni si svolgevano i giochi olimpici: Androgeo ottenne dal padre il permesso di parteciparvi. Poiché era giovane, forte e coraggioso, abilissimo in tutti gli sport, vinse tutte le gare. In questo modo si attirò l’invidia e la geosia dei giovani atleti ateniesi, e un brutto giorno…[…]

Fetonte, il figlio del Sole. Mitologia

Fetonte, il figlio del Sole. Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

«Sono capace. Fammi provare» Fetonte pregava il Sole suo padre. «Cosa ci vorrà mai? Conosco le manovre perfettamente, ho guardato un sacco di volte come fai tu. Posso farlo benissimo anch’io. La verità è che tu non ti fidi di me. E invece mamma sarebbe d’accordo e mi lascerebbe…»
Ecco, adesso ci mancava che si intromettesse anche sua moglie Olimene.
«Su, che ti costa, per una volta?!» il Sole si senti infatti supplicare dalla moglie di li a poco. «In fin dei conti te lo sta chiedendo tuo figlio, non un estraneo. Mi ha promesso di essere prudente, fidati per una volta. Fallo provare, ti prego, ha solo bisogno di capire che hai stima di lui!»

La Luna (Selene) innamorata – Mitologia

La Luna (Selene) innamorata – Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La Luna percorreva il cielo di notte, su un carro bianco trainato da candidi buoi, o su un cocchio trainato da candidi cavalli. E pare che non potesse stare senza amore. Forse è per questo che tutti gli innamorati hanno un debole per lei! Tra le sue tante storie d’amore, famosissima è quella con Endimione. Si era innamorata follemente di lui, semplicemente guardandolo una volta, mentre dormiva. Gli si era avvicinata il più possibile, fino ad accarezzargli i capelli, fino a baciarlo sulle labbra. […]

La zanzara e sua maestà il leone. Una favola di Esopo

La zanzara e sua maestà il leone. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una piccola zanzara tanto furba e coraggiosa, e spavalda. Stanca di giocare con le solite amiche, la zanzara decise un giorno di lanciare una sfida al Re della foresta, il grande e feroce leone. La piccola zanzara si presentò così davanti al sovrano leone e lo salutò con un rispettoso inchino.
“Riverisco maestà leone, supremo signore della foresta”!
Il grande Re che era impegnato nei suoi faticosissimi riposi e pisolini lungo la riva di un fiume, adagiò una distratta occhiata all’insetto.
“Oh! Buongiorno”.
Rispose Sua Maestà e sbadigliò aprendo l’enorme bocca.
La zanzara disse: “Sire, sono giunta davanti a Voi per proporvi una sfida!” Il leone, un po’ più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.
“Una sfida, a me?”
“Certamente.”
“Ma che stai dicendo? Zanzara impertinente, lasciami dormire!”
“C’è tempo per dormire, c’è tempo.”
“Oh,ma insomma che vuoi tu?”
“Ecco, è presto detto. Voi, maestà, credete di essere il più forte degli animali eppure io dico che se facessimo un duello riuscirei a sconfiggervi!”
Il Sovrano divertito disse:
“Ahahahaha… ma senti un po’ ma senti un po’!”
“Ridete, ridete Maestà. Ride meglio chi per ultimo allarga i denti”
“Ehi tu, zanzarina sciocchina! Bada che se mi monta la rabbia!”
“Maestà io vi ho sfidato come si fa tra gentiluomini, non avrete certo paura, vero?”
“Ebbene se sei tanto sicura, proviamo!” Concluse sua Maestà il leone.
In men che non si dica il piazzale si riempì di animali d’ogni genere, curiosi di assistere alla sfida e sicuri della prossima morte della zanzara impertinente e incosciente. La sfida ebbe inizio. L’insetto andò immediatamente a posarsi sul largo naso dell’avversario cominciando a pungerlo a più non posso. Il povero leone preso alla sprovvista tentò con le sue enormi zampe di scacciare la zanzara ma, invece di eliminarla, egli non fece altro che graffiarsi il naso con i suoi stessi artigli. E fu così per parecchie volte, finché il re leone sanguinò da ogni parte, e, incredibile a vedersi, sua maestà, cadde a terra, stremato e sconfitto.
Così, la piccola zanzara fu acclamata da tutti, e prima di levarsi in volo si rivolse al Leone:
“Maestà, te l’avevo detto che avrei vinto, mai fidarti delle apparenze, io son piccina, certo, ma furba e scaltra più di te. Maramao ciao ciao….”
Ma la zanzara, levandosi in volo piena di gioia, non si accorse della tela di un ragno stesa tra due rami e che stava in agguato, e finì per restarvi imprigionata. La povera zanzara non poteva più muoversi e scoppiò in lacrime, sapendo che di lì a poco sarebbe stata divorata dal ragno.
Fortunatamente il leone, che aveva assistito alla scena, con una zampata distrusse la tela e liberò la piccola zanzara dicendo:
“Eccoti salvata mia cara amica. Ricordati che esiste sempre qualcuno più forte di te! E questo me lo hai insegnato proprio tu!” La zanzara, da quel giorno imparò a tenere un po’ a freno la propria arroganza.

Coloro che son troppo sicuri di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle piccole difficoltà.

I tre fratelli e il buon padre. Una fiaba Africana

I tre fratelli e il buon padre. Una fiaba Africana
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un bravo e saggio contadino che era rimasto vedovo e aveva tre cari figliuoli. Essi erano tre ragazzi ubbidienti, bravi lavoratori e mai nessuno di loro s’era mostrato prepotente e capriccioso. Segno di una buona e affettuosa educazione ricevuta dal padre. Perché, come dice il vecchio proverbio: i frutti non cadono mai lontani dal proprio albero. Ma, ahimé, venne un dì in cui il buon contadino s’ammalò gravemente. Egli sentì che il suo tempo nella vita stava per scadere, perciò volle subito ordinare il suo testamento per donare le sue proprietà ai propri figliuoli. […]

Il bambino che si era perso. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte

Il bambino che si era perso. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte
Fiabe

 
 
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Traduzione e messa in voce di Tonino Mesina

Ascolta la versione originale in Limba Nuorese messa in voce da Tonino Mesina

Su pizzinnu chi si fit perdiu. Una fiaba in Limba Nuorese di Maria Teresa Pinna Catte

Su pizzinnu chi si fit perdiu. Una fiaba in Limba Nuorese di Maria Teresa Pinna Catte
Fiabe classiche e moderne d'altri s...

 
 
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Messa in voce di Tonino Mesina

Ascolta la versione in lingua italiana tradotta e messa in voce da Tonino Mesina

Annicu fit andande a su cunzau chin su babbu. Ma cada pacos passos si firmabat a annotare carchi cosa: una chicala, una croca, una tilicherta, un’ape…
“Ajò! – nabat su babbu – Si non mi sichis ti podes perdere!”. Su pizzinnu li curriat iffattu, ma… b’aiat tantas cosas de biere!
Custa borta fit una filera de furmicas carrande granos de tridicu. Annicu las cheriat sichire, pro biere comente intraban in sa cala issoro.
Sichi sichi e annota annota, est colau su tempus. Cando su pizzinnu at finiu de sichire sa caminera de sas furmicas at arziau sa conca, ma… su babbu non bi fit plus! […]

Il bambino che non voleva crescere. Una fiaba in lingua italiana di Maria Teresa Pinna Catte

Il bambino che non voleva crescere. Una fiaba in lingua italiana di Maria Teresa Pinna Catte
Fiabe

 
 
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Traduzione e messa in voce di Tonino Mesina

Ascolta la versione originale in Limba Nuorese messa in voce da Tonino Mesina

Su pizzinnu chi non cheriat creschere. Una fiaba in Limba Nuorese di Maria Teresa Pinna Catte

Su pizzinnu chi non cheriat creschere. Una fiaba in Limba Nuorese di Maria Teresa Pinna Catte
Fiabe classiche e moderne d'altri s...

 
 
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Messa in voce di Tonino Mesina

Ascolta la versione in lingua italiana messa in voce da Tonino Mesina

Cosomeddu aiat belle chimb’annos, ma non cheriat caminare, nen currere, nen brinchiare… e non cheriat nemmancu andare a iscola, ca nabat chi issu fit minoreddu. Li piachiat a istare in brazzos a sa mama o in sa chillia de sa sorrichedda naschia dae pacu.
Sa mama lu carinnabat e lu teniat in sa coda a li fachere “duru-duru”, ma non lu podiat picare prus in brazzos a lu ninniare, ca fit pesante. Fit mannittu commo e fit tempus de jocare chin atteros pizzinnos!
Unu sero chi Cosomeddu pranghiat ca si cheriat ninniau a su postu de sa sorrichedda si l’est accurziau unu soriche birde chi l’at nau: “Ite lastima chi no ischis caminare! Appo accattau un’iscusorju… chin-d una preda mazica chi ti dat tottu su chi ti bisonzat… ma b’at de caminare pro arribare a cussu locu!”. […]

Perché ci sono tanti stupidi al mondo. Una fiaba dall’Africa

Perché ci sono tanti stupidi al mondo. Una fiaba dall’Africa
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Perché l’elefante è così grande. Una fiaba dall’Africa

Perché l’elefante è così grande. Una fiaba dall’Africa
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Perché la gente muore e non rinasce più. Una fiaba dall’Africa

Perché la gente muore e non rinasce più. Una fiaba dall’Africa
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Il bambino d’oro e il bambino d’argento. Una fiaba dall’Africa

Il bambino d’oro e il bambino d’argento. Una fiaba dall’Africa
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

L’amicizia tra la tartaruga e l’aquila. Una favola africana

L’amicizia tra la tartaruga e l’aquila. Una favola africana
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La tartaruga e l’aquila non possono incontrarsi spesso: una passa il suo tempo tra le nuvole e l’altra sulla terra. Ma quando l’aquila comprese che cara compagna potesse essere la tartaruga, venne a cercarla nella sua tana.
La famiglia della tartaruga fu molto contenta della sua compagnia e l’aquila mangiò così bene che tornò spesse volte: ogni volta che andava via rideva, Ha, ha! Posso godermi l’ospitalità della tartaruga sulla terra, ma lei non potrà mai raggiungere il mio nido, lassù in cima agli alberi!
Ben presto le frequenti visite dell’aquila, il suo egoismo e la sua ingratitudine furono sulla bocca di tutti gli animali della foresta.

Tutti e cinque in un baccello. Una fiaba di Christian Andersen

Tutti e cinque in un baccello. Una fiaba di Christian Andersen
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano cinque piselli in un baccello, erano verdi e anche il baccello era verde, così loro credevano che tutto il mondo fosse verde, e avevano pienamente ragione! Il baccello cresceva, e anche i piselli crescevano, così si assestarono secondo la conformazione della casa, mettendosi tutti in fila. Fuori il sole splendeva e riscaldava il baccello; la pioggia lo schiariva, c’era bel caldo e si stava bene, era chiaro di giorno e buio di notte proprio come doveva essere, e i piselli diventavano sempre più grossi e pesavano sempre di più: se ne stavano sempre lì seduti, qualcosa dovevano pur farla! […]

Il matrimonio del magnifico topino. Una fiaba africana

Il matrimonio del magnifico topino. Una fiaba africana
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un bellissimo topino mezzo bianco e mezzo grigio, che diventava sempre più bello ogni giorno che cresceva.
I suoi genitori si chiedevano spesso:
Ma dove troveremo mai una moglie degna di lui?
Quando giunse il tempo maturo per cercare una moglie al proprio figliuolo, decisero che solo nella famiglia di Dio avrebbe potuto esserci una fanciulla giusta per lui. […]

Il poeta, l’usignolo e la rosa rossa. Una fiaba di Oscar Wilde

Il poeta, l’usignolo e la rosa rossa. Una fiaba di Oscar Wilde
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“Ha detto che ballerà con me se le porto rose rosse” esclamò il giovane Studente, “ma in tutto il mio giardino non c’è nemmeno una rosa rossa”.
Dal suo nido nel folto della Quercia l’Usignolo lo sentì e guardò attraverso le foglie e si stupì. “Nemmeno una rosa rossa nel mio giardino!” ripeté e i suoi begli occhi si riempirono di lacrime. “Oh! Da che misere cose dipende la felicità! Ho letto tutto quello che i saggi hanno scritto, e possiedo ogni segreto della Filosofia; ma ora, poiché mi manca una rosa rossa, la mia vita è rovinata.” “Ecco, dunque, un vero innamorato!” disse l’Usignolo. […]

da un’opera di Fabrizio Antonio Ibba

Felice è il principe, e la rondine devota. Una fiaba di Oscar Wilde

Felice è il principe, e la rondine devota. Una fiaba di Oscar Wilde
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

E la statua del Principe stava lassù, in cima alla città. Stava ben piantata sopra una colonna di marmo bianca, tutta ricoperta d’oro zecchino. Aveva due zaffiri luminosi al posto degli occhi, e sull’impugnatura della spada, proprio al centro, luccicava un grande rubino prezioso.
Tutta la città ammirava il Principe Felice, persino i viaggiatori restavano abbagliati dal suo splendore. […]

La Jana (fata) Elène. Una fiaba dalla Sardegna

La Jana (fata) Elène. Una fiaba dalla Sardegna
Fiabe

 
 
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Scritta e messa in voce da Francesca Branca

Ascolta la versione in Limba Dorgalese messa in voce da Francesca Branca

C’era una volta, tanto tempo fa, una bambina che si chiamava Lucia. Viveva in una famiglia molto povera e per dare un aiuto ogni notte, a mezzanotte, si alzava dal suo letto e andava al fiume a lavare i panni delle signore ricche del suo paese. La mamma era molto malata e non poteva più fare quel lavoro. Le sue piccole mani erano rosse e gonfie, aveva otto anni occhi e capelli neri che le cadevano sulle spalle.
Un giorno una Jana che passava poco lontano sentì levarsi dalla campagna un canto tanto dolce e melodioso come non ne aveva sentiti mai in vita sua. Sembrava che quel canto giocasse coi tronchi degli alberi e che poi si sollevasse verso il fitto fogliame dei rami per accompagnarsi in coro col canto degli uccelli. […]

Sa Jana Elène. Una fiaba in Limba Dorgalese dalla Sardegna

Sa Jana Elène. Una fiaba in Limba Dorgalese dalla Sardegna
Fiabe classiche e moderne d'altri s...

 
 
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Scritta e messa in voce da Francesca Branca

Ascolta la versione in Lingua Italiana messa in voce da Francesca Branca

Baiada una orta, meda tempus fachede, una pitzinnedda chi si mu-tiada Luchia. Biviada in d’una famillia povera povera e pò dare un’azzudu cada notte, a mesanotte, si che pesada dae su lettu e andava a su frummene a lavare sos vistires de sas sinnoras riccas de sa idda. Sa mama fidi meda malaida e non podiada prus fachere cussu travallu; zuchiada sas maneddas rujas e uffrasas, haiada ott’annos e fidi chin sos ocros e chin sos pilos nieddos chi che l’acchirrana intas a palasa. […]

Il racconto di Bortigali e di Santa Maria de s’auccu. Un racconto popolare dalla Sardegna

Il racconto di Bortigali e di Santa Maria de s’auccu. Un racconto popolare dalla Sardegna
Racconti

 
 
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Messa in voce di Franco Mura

Storia della fuga del principe Troiano Enea e della regina di Cartagine Didone. Mitologia

Storia della fuga del principe Troiano Enea e della regina di Cartagine Didone. Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Intanto si videro nelle strade fiumi di sangue scorrere. I guerrieri greci furono spietati e uccidevano con una ferocia inaudita. Avevano un rabbia che si portava dentro, implacabile, dieci anni di guerra, di morti e dispersi, per questo non vollero dare scampo, nessuna pietà. Sapevano che quella era la battaglia della vittoria finale. L’ordine era: uomini e bambini dovranno essere trafitti a morte, fatti a pezzi, e le donne incatenate, fatte schiave e rapite. I Troiani in fuga, che avevano seguito l’ordine di Enea, si ritrovarono in riva al mare, in mezzo a molti altri uomini e donne e bambini. Arrivato anche lui al mare, il principe Enea depose a terra il padre Anchise, mentre il piccolo figliuolo Ascanio, obbediente agli ordini del padre, non disse una sola parola. […]

Il gigante e il sarto sbruffone. Una fiaba dei fratelli Grimm

Il gigante e il sarto sbruffone. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un sarto bugiardo e spaccone, oltre ad essere pure uno che non pagava mai i suoi debiti.
Un giorno quel sarto fanfarone ebbe il desiderio e la voglia d’andarsene a vagare per il bosco. Lasciò così, appena poté, il suo negozio di bottega, il villaggio, e se ne andò.
Fuori dal villaggio vide nell’azzurro lontano un monte alto e ripido. Dietro il monte vi stava una torre ancora più alta, quasi arrivava sino al cielo. Ogni cosa sovrastava un bosco fitto fitto, e selvaggio e oscuro.
— Corpo di Bacco per bacco nel bacco dal filo spesso cucito e ricucito! — esclamò forte il sarto sbruffone: — e quello che cos’è? […]

Madama Holle. Una fiaba dei fratelli Grimm

Madama Holle. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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dai 9 anni

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una vedova aveva due figlie, una bella e laboriosa, l’altra brutta e pigra. Ma ella preferiva di gran lunga quest’ultima, perché‚ era la sua vera figlia, e all’altra toccava tutto il lavoro come alla Cenerentola di casa. Ella doveva sedere ogni giorno accanto a una fontana, sulla strada maestra, e filare finché‚ le sprizzava il sangue dalle dita. […]

Il racconto di metà fava. Una fiaba popolare

Il racconto di metà fava. Una fiaba popolare
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Scritta e messa in voce da Natalino Piras

Ascolta la versione in Limba Bittese scritta e messa in voce da Natalino Piras

C’era una volta un frate questuante che uscito dal convento per la cerca arriva in una casa e qui gli hanno dato metà fava.
Il frate buttò la metà fava dentro la bisaccia e si mise nuovamente in viaggio.
Cammina cammina, arriva a un’altra casa e bussa alla porta. Venne ad aprire una vecchietta, bassa e con la gobba. Come se la vide davanti, il frate chiese: “Me la conservate questa metà fava?”
” Certo che ve la conservo” rispose la vecchietta. “Lasciatela là, nella pietra della scala”.
Il frate lasciò la metà fava e partì.
C’era però nella pietra della scala una gallina, l’unica che avesse la vecchietta, che si mangiò la metà fava. E così quando il frate ritornò, la vecchietta glielo disse.
“Ah, così è? E allora o la metà fava o la gallina, o la metà fava o la gallina”.
E così il frate si ebbe la gallina. Si rimise in viaggio e cammina cammina arrivò a un’altra casa. […]

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è piras-natalino-02-636px.jpg
Natalino Piras (Bitti 1951) laureato in lettere con una tesi sui personaggi narrati da Sciascia, è bibliotecario nel Consorzio per la pubblica lettura “Sebastiano Satta” a Nuoro. Tra i suoi libri: Il tradimento del mago (1986), La Sardegna dei sortilegi (2004), Brujas (2006), Pitzinnos Pastores Partigianos eravamo insieme sbandati (2012). Ha un profilo facebook e dal 2010 cura quotidianamente il sito Nella terra sospesa www.natalinopiras.it

Su contu de sa perredda e‘ s’ava – una fiaba popolare in Limba Bittese

Su contu de sa perredda e‘ s’ava – una fiaba popolare in Limba Bittese
Fiabe classiche e moderne d'altri s...

 
 
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Scritta e messa in voce da Natalino Piras – Limba Bitti (NU)

Ascolta la versione in Lingua Italiana scritta e messa in voce da Natalino Piras

Una via b’aiat unu prate chirca chi essitu dae cumbentu in d’una domo l’ana datu una perredda ‘e ava.
Su prate nche la ghettat a intro de sa bertula e si ponet torra in viaggiu.
Camina camina, arrivat a un’atera domo e tocchedat a sa janna. L’at abertu una ziedda vezza, tottu torta e chin sa gobba.
“A mi la tentates custa perredda ‘e ava?” dimannat su prate.
“Lassatela in cue, in sa preta ‘e s’iscala, chi poi da esso a la remonire”.
Su prate lassat sa perredda ‘e s’ava e zucat.
Capitat però chi sa pudda ‘e sa ziedda, s’unica chi baiat, si mannicat sa perredda ‘e s’ava.
Torrat su torrat su prate e cheret sa perredda ‘e s’ava.
“Si l’at mannicata sa pudda.”
“Ah, gai este? E tanno sa perredda ‘e s’ava o sa pudda. o sa perredda ‘e s’ava o sa pudda”.
E gai su prate si n’at apitu sa pudda.
Sichit in sa chirca e camina camina arrivat a un’atera domo.
Toc-toc. “A mi la tentates sa puddla?” […]

Natalino Piras (Bitti 1951) laureato in lettere con una tesi sui personaggi narrati da Sciascia, è bibliotecario nel Consorzio per la pubblica lettura “Sebastiano Satta” a Nuoro. Tra i suoi libri: Il tradimento del mago (1986), La Sardegna dei sortilegi (2004), Brujas (2006), Pitzinnos Pastores Partigianos eravamo insieme sbandati (2012). Ha un profilo facebook e dal 2010 cura quotidianamente il sito Nella terra sospesa www.natalinopiras.it

Le due fate, una fiaba di Charles Perrault. Messa in voce di Gaetano Marino

Le due fate, una fiaba di Charles Perrault. Messa in voce di Gaetano Marino
Fiabe

 
 
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Traduzione di Carlo Collodi. Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una mamma vedova che aveva due figliuole.
La maggiore, che si chiamava Cecilia, era la sua figlia naturale. La fanciulla le somigliava in tutto e chi vedeva lei, vedeva sua madre, tale e quale. Tutte e due erano antipatiche e così gonfie di superbia, che nessuno le voleva avvicinare. Viverci insieme poi, era impossibile.
La più giovane invece, che si chiamava Francesca, era la sua figliastra, a cui era purtroppo morto il babbo, ed era dolce, bella e buona di cuore
E naturalmente, poiché ogni simile ama il suo simile, quella matrigna maligna andava pazza per la figliuola sua; mentre per quell’altra figliastra un’avversione e una ripugnanza spaventevole. La faceva mangiare in cucina, e tutte le fatiche e i servizi di casa toccavano a lei.

Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana

Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana
Fiabe

 
 

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  • dai sette anni

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un Re e una Regina che non avevano figliuoli e pregavano i santi, giorno e notte, per ottenerne almeno uno. Intanto consultavano anche i dottori di Corte. – Maestà, fate questo. – Maestà, fate quello. E pillole di qua, e beveroni di là; ma il sospirato figliuolo non arrivava. Una bel giorno ch’era freddino, la Regina s’era messa davanti il palazzo reale per riscaldarsi al sole. Passa una vecchiarella: – Fate la carità! E la regina rispose: – Non ho nulla. La vecchiarella andò via brontolando. – Che cosa ha brontolato? – domandò la Regina. – Maestà, ha detto che un giorno avrete bisogno di lei.


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Mitologia.Fiabe.Favole
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Medusa, la principessa Gorgone dal sogno d’amore. Mitologia

Medusa, la principessa Gorgone dal sogno d’amore. Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Medusa era una delle tre Gorgoni, l’unica mortale, e abitava con le sorelle in una caverna nel giardino delle Esperidi, vicino al regno dei morti. Le tre Gorgoni erano figlie delle divinità marine, Forcide e Ceto ed erano bellissime, si chiamavano: Steno (la Forte), Euriale (l’Ampia) e Medusa (l’Astuta). Quest’ultima era anche la più bella delle tre e fece innamorare Poseidone, il dio del mare, che si incontrò con lei in un piccolo tempio dedicato ad Atena dove si amarono follemente. Atena, accortasi del grave affronto, volle vendicarsi trasformando Medusa, da donna bellissima, in una creatura mostruosa portatrice di morte. […]

La volpe, il leprottino e il rovo di spine, una favola di Esopo

La volpe, il leprottino e il rovo di spine, una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una graziosa volpe dal manto marrone e lucente che viveva in una piccola casetta in mezzo al bosco. Un bel mattino di primavera l’animale uscì dalla propria abitazione con l’intenzione di procurarsi una preda per il pasto di mezzodì.
Vagando per la brughiera fischiettando allegramente, la volpe attirò l’attenzione di un ingenuo leprottino il quale, incuriosito, le si avvicinò per osservarla meglio. L’astuta volpe non si lasciò sfuggire l’occasione e sorridendo al cucciolotto gli disse: “Buongiorno a te mio piccolo amico. Cosa fai tutto solo in questi boschi?” Il leprotto divenne improvvisamente diffidente di fronte a tutto quell’interessamento e, indietreggiando piano rispose: “Oh, niente, proprio niente. Anzi, adesso che ci penso, dovevo tornare a casa”.
Ma la volpe non aveva alcuna intenzione di lasciarsi scappare un bocconcino cosi prelibato. Quindi, con un abile balzo si gettò sull’animaletto per afferrarlo. Fortunatamente il piccolino riuscì a sfuggire alla volpe con salto un veloce. Indietreggiò e fuggì verso il confini del del bosco. La volpe lo seguì fino a quando non si trovò sull’orlo di un grosso precipizio. Per evitare di cadere nel vuoto l’animale di aggrappò ad una siepe di Rovo di spine pungenti, graffiandosi e pungendosi con le sue spine in tutto il corpo. La volpe abbandonò l’inseguimento al piccolo leprotto, e rimase seduta dolorante di fronte al Rovo di spine leccandosi le ferite.
“Che stupida che sono stata!” disse la volpe fra sé “Mi sono aggrappata alla prima cosa che ho trovato per non cadere nel precipizio e mi sono punta e graffiata, e chissà forse, lanciandomi forse avrei anche acciuffato il leprottino, o chissà cosa avrei trovato laggiù“.
Per quel giorno ormai la volpe non poteva più far niente e camminando piano per il male, se ne tornò a casa sconsolata.
Spesso la paura dell’ignoto ci costringe a indietreggiare ed a fermarci anche se questo, a volte, può essere meno vantaggioso.

Il ramo di nocciolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Il ramo di nocciolo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Ma, ahimé, d’improvviso, mentre la madre di Gesù si stava chinando per coglier le fragole e riempire il cesto, da dietro l’erba di un basso cespuglietto di rovi sbucò una vipera. La madre di Gesù si spaventò e lasciò cadere a terra il cesto colmo di fragole, poi si mise a correre per mettersi in salvo. Il serpente cattivo la inseguì sibilando, ma, come si può immaginare, la Madonna sapeva cosa fare: […]

Il custode dei maiali, una fiaba di Hans Christian Andersen

Il custode dei maiali, una fiaba di Hans Christian Andersen
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un povero principe, che aveva un piccolo regno, ma non così povero da non potersi sposare. Difatti, sposare una bella principessa era il suo sogno, ciò che desiderava più di ogni altra cosa. Bisogna ammettere che volersi sposare quando si è poveri, non sempre è una buona idea. Ci vuole soprattutto un buon coraggio e grande determinazione, e nonostante tutto, non è detto che ci si riesca. Specie quando si voglia sposare la figlia di un re, una principessa. […]

L’albero dei sogni d’oro. Una fiaba moderna di Lucio Cadeddu

L’albero dei sogni d’oro. Una fiaba moderna di Lucio Cadeddu
Fiabe

 
 
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Dalla raccolta Come un arcobaleno di sogni nella notte – Edizioni Aracne. Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe: ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni prelibatezza e a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati. Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli, impossibili, e per risolverli costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere. Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che pareva una strega. […]

Lucio Cadeddu.
Docente di Analisi Matematica presso di Dip. di Matematica dell’Università degli Studi di Cagliari;
ricercatore nel campo delle applicazioni della matematica alle altre scienze (biologia, fisica, chimica) e autore di diverse pubblicazioni scientifiche internazonali;
divulgatore scientifico e docente presso il Master in Comunicazione della Scienza dell’Univ. di Cagliari;
giornalista freelance iscritto all’Ord. dei Giornalisti della Regione Sardegna, numerose collaborazioni in diversi campi (articoli per Quattroruote, Applicando, HiFi World, Overheard Cams etc.);
direttore responsabile ed editore della rivista di divulgazione scientifica TNT-Audio http://www.tnt-audio.com

Autore del saggio sulla paternità “Come un arcobaleno di sogni nella notte” edito da Aracne.

La fanciulla che calpestò il pane. Una fiaba di Hans Christian Andersen

La fanciulla che calpestò il pane. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Si chiamava Inger, ed era una bambina povera, orgogliosa, superba e cattiva. Da piccolina aveva come divertimento quello di catturare le mosche e di strappar loro le ali riducendole ad animaletti striscianti. Prendeva il maggiolino e lo scarabeo, li infilzava con uno spillo e poi metteva una fogliolina verde o un pezzetto di carta tra i loro piedi, così il povero animale vi si afferrava e si rigirava senza posa per cercare di liberarsi dall’ago. […]

Il figlio irriconoscente. Una fiaba dei fratelli Grimm

Il figlio irriconoscente. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…]Era l’ora del pranzo e avevano sulla tavola davanti a loro un pollo arrosto, caldo e fumante, e volevano mangiarlo insieme. Ma d’un tratto l’uomo vide avvicinarsi alla tavola il suo vecchio padre. Allora, svelto come il vento, prese il pollo e lo nascose immediatamente, perché‚ non voleva darne al povero genitore.[…]

La signora Trude, ovvero, Gertrude. Una fiaba dei fratelli Grimm

La signora Trude, ovvero, Gertrude. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in Voce di Gaetano Marino

* dai 9 anni in su


C’era una volta una fanciullina biricchina, prepotente e curiosona. Quando il papà e la mamma le chiedevano qualcosa, lei non obbediva mai, anzi, faceva finta di non sentire. Un giorno la fanciulla disse ai suoi genitori: – Ho sentito parlare della signora Gertrude. Dicono che la sua casa sia tanto tanto strana e assai curiosa, piena di cose straordinarie, oh, quanto mi piacerebbe andare a farle visita. Il papà e la mamma subito si fecero preoccupati in viso e le dissero che la signora Gertrude era una donna malvagia e terribile. Così proibirono alla fanciulla di andarci, e che se lo avesse fatto non l’avrebbero più voluta come figlia.

I tre porcellini. Una fiaba dei fratelli Grimm

I tre porcellini. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta tre piccoli porcellini che se ne andavano in giro per il mondo soli e soletti a cercar fortuna e una casa dove poter dormire. Il primo porcellino trovò un contadino che trascinava una grande balla di paglia. “Per favore contadino. Per favore contadino… contadino per favore… oh, contadino! o’ contadino ma c’hai la paglia nelle orecchie?” “eh, sì che c’è?” rispose il contadino. “per favore contadino, me la daresti quella balla di paglia?, vorrei costruirmi una casa calda e bella, tutta di paglia” E l’uomo contadino, che era buono e generoso, che fece? gliela regalò. Il porcellino allora si costruì una casetta tutta di paglia e andò a dormire al calduccio. La mattina dopo, appena spuntò il sole, il porcellino sentì bussare alla porta. […]

L’anatra bianca e la strega. Una fiaba dalla Russia.

L’anatra bianca e la strega. Una fiaba dalla Russia.
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta uno Zar grande e potente, che sposò una bellissima principessa. Non c’era al mondo una coppia più felice di loro, ma la loro luna di miele fu ben presto interrotta, poiché lo Zar fu chiamato in una spedizione di guerra contro un paese nemico, ed essi furono costretti a separarsi. La giovane sposa pianse amare lacrime, e il marito cercò di consolarla e prepararla al distacco dandole dei consigli. Le raccomandò sopratutto di non allontanarsi mai dal castello, di non dare confidenza agli estranei, di guardarsi sempre dai cattivi consiglieri e specialmente dalle donne strane. […]

Cenerentola, una fiaba dei fratelli Grimm

Cenerentola, una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo ricco e gentile che aveva sposato una donna umile e buona. Entrambi vivevano felici e in armonia, ed ebbero pure una figlia giudiziosa e bella.
Ma venne un triste giorno in cui la moglie dell’uomo si ammalò gravemente. Per la povera donna provarono ogni sorta di cura, ma, ahimè il destino aveva già deciso, e quando la donna sentì ormai vicina la fine chiamò la sua unica figlioletta, e le disse:
Figliuola mia, sii sempre buona e non aver timore, tuo padre ti proteggerà e io ti sarò vicina dal cielo.
La povera donna chiuse gli occhi, si distese leggera e si addormentò per sempre.
Da allora, ogni mattina, la povera fanciulla, insieme al padre, andava per i campi a raccogliere un bel mazzo di fiori per poi recarsi alla tomba e offrirli al suo dolce ricordo. […]

La rosa, una fiaba dei fratelli Grimm

La rosa, una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una povera donna che aveva due bambini. Vivevano tutti in una casa di campagna, e in quel tempo, era calato l’inverno, e faceva tanto freddo.
La mamma badava alla casa e il più piccolo andava andare tutti i giorni nel bosco d’intorno a fare legna.
Una volta il piccolo fanciullo si era spinto molto lontano per cercar legna, quando d’improvviso gli si avvicinò un bambino piccino. Quel bambinello, che era tutto bello e luminoso, lo aiutò con cortesia e gentilezza a raccogliere la legna. Tanto gentile e premuroso che gliela portò fino a casa.
E appena ebbe appoggiato la legna alla porta, in un attimo, così com’è comparso, il bambinello caro sparì… […]

Il nonno e il nipotino. Una fiaba dei fratelli Grimm

Il nonno e il nipotino. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Il figlio e la nuora erano disgustati, così gli costruirono un seggiolone e insieme al seggiolone pure una mangiatoia. Misero dentro il vecchierello e lo fecero mangiare in un angolo, dietro la porta. Poi, dato che non riusciva a tenere in mano la scodella, gliene fecero una di legno. Così il povero nonno dovette mangiare da solo e guardava con le lacrime e tanta tristezza verso il tavolo dove stavano comodamente seduti suo figlio, la nuora e il piccolo nipote. […]

La bella Caterinella e Pim Pum Pam Fracasso. Una fiaba dei fratelli Grimm

La bella Caterinella e Pim Pum Pam Fracasso. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una bel dì di Primavera, Pim Pum Pam Fracasso si presentò nel giardino di papà Berticchio Radicchio:
-Buon giorno, papà Berticchio Radicchio, scusate se un poco mi lenticchio.-
-Salute a voi, Pim Pum Pam Fracasso, fate e dite purché non sia un salasso.-
-Perdonate papà Berticchio Radicchio, vi vorrei domandare: che me la dareste vostra figlia Caterina, detta la Triglia, che tutti vogliono e nessuno se la piglia?
-Oh ma certo che sì, Pim Pum Pam Fracasso. Se mamma Pastora e Bastona, fratello Sborone del bosco, sorella Gorgonza Caciotta e la bella Caterinella saranno contenti, si può anche fare fuori dai denti.
-Ah, bene, benissimo, dunque. E, perdonate papà Berticchio Radicchio, ditemi, dov’è andata la mamma Pastora Bastona? […]

Il contadino e il diavoletto. Una fiaba dei Fratelli Grimm

Il contadino e il diavoletto. Una fiaba dei Fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un contadino furbo di nome Crisponzio, tanto astuto che proprio, come suol dirsi, sapeva dove il diavolo tiene la propria coda. Di lui, del contadino Crisponzio, se ne raccontavano parecchie, perché non vi era nessuno che potesse stargli alla pari per LA sua astuzia. Ma la più bella fra tutte fu la burla d’imbroglio che fece al diavolo. Sì, proprio al diavolo in persona. […]

La regina delle api. Una fiaba dei fratelli Grimm

La regina delle api. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Due principi se ne andarono in cerca di avventure e finirono col trascorrere una vita dissoluta, tanto che non fecero più ritorno a casa. Avevano un fratello piccolo che loro chiamavano il Grullo. Questi se ne andò alla ricerca dei fratelli e quando li trovò, essi lo presero in giro. Si misero in cammino tutti e tre e dopo un po’ giunsero a un formicaio. I due maggiori volevano buttarlo all’aria, per vedere le formichine scappare impaurite, e portare via le uova. Ma il Grullo disse: – Lasciatele in pace quelle povere bestie, non è buono che le disturbiate. […]

Il chiodo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Il chiodo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un mercante aveva fatto grandi buoni affari alla fiera: aveva venduto tutta la sua mercanzia e la sua borsa era piena di monete d’oro e d’argento. Siccome voleva mettersi in viaggio in modo da arrivare a casa prima che facesse notte, per paura di perdersi o subire furti da parte dei briganti, chiuse in fretta il denaro nella valigia, la caricò dietro la sella, legò per bene ogni cosa, montò a cavallo e s’avviò verso casa.
A mezzogiorno si fermò in una città per desinare e, al momento di ripartire, lo stalliere gli disse:

  • Signore, al suo cavallo manca un chiodo nel ferro posteriore sinistro.”
  • pazienza,- rispose il mercante, non mi pare così grave, […]

La volpe e la pantera. Una favola di Esopo

La volpe e la pantera. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Al di là di un boschetto di frassini profumati vi era un bellissimo laghetto dalle acque limpide e cristalline davanti al quale, due giovani animali accarezzati da un lieve venticello primaverile, stavano ammirando, rimirando ciascuno il proprio portamento fiero, e il colore del pelo. I due giovani animali erano una graziosa pantera e una volpe ugualmente graziosa.
“Perdonami, gentile signorina volpe, vuoi forse mettere la mia figura con la tua?” Disse la pantera all’amica.
“Tu sei goffa e piccola io invece sono snella, slanciata e flessuosa. Il mio portamento è tale che perfino gli uomini usano il mio nome per indicare certe donne dal fascino aggressivo!”
La volpe, dopo avere ascoltato in silenzio rispose;
“Io sarò forse meno bella e più piccola ma sono comunque più piacente e più simpatica. E poi il mio pelo è senza dubbio più folto e più caldo del tuo. A proposito di donne, se tu andassi in città vedresti quante signore si fanno belle indossando la mia pelliccia morbida, a volte rossa e altre volte argentata”.
Sempre più altezzosa, la pantera ribatté: “Oh beh, ohiboh, in quanto al pelo, si, è vero, il mio è più corto ma è più lucido e splendente, inoltre nella mia famiglia c’è da sbizzarrirsi nella scelta dei colori. So di non peccare di vanità dicendo di essere molto più bella di te! Mia cara.”
Solo in quel momento la volpe si rese conto di essere stata al gioco di quella frivola compagna la quale badava solamente al proprio aspetto tisico, così concluse:
“Cara amica, sicuramente tu sei ammirata da tutti per la tua bellezza esteriore. Io invece sono molto più apprezzata per la mia intelligenza e la mia furbizia. Ti assicuro che sono queste le doti più importanti e non le scambierei mai con nessuna altra qualità!”
A quelle parole la pantera non fu in grado di ribattere e non le rimase altro che tacere di fronte all’evidenza dei fatti.
L’intelligenza e la bontà sono doti interiori molto più apprezzabili della bellezza fisica.

La volpe e la cicogna. Una favola di Esopo

La volpe e la cicogna. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un giorno la volpe volle invitare ad una cena l’amica cicogna. La cicogna, onorata e felice dell’invito accettò, e la sera si presentò a casa della volpe. I due presero posto a tavola. Quella sera la volpe volle preparare un gustosissimo brodo di rape, per il quale la cicogna andava ghiotta. Ma quando ella vide vide che il suo brodino stava dentro una ciotola, che era troppo larga, scoprì che non riusciva proprio ad assaggiare nemmeno un piccolo sorso di quel brodino. Il suo becco era troppo lungo e ogni sforzo appariva inutile; intanto la volpe sghignazzava.
Quando poi fu la cicogna ad invitare la volpe a cena, essa, a cicogna, preparò con cura un pranzetto dai mille profumi di arrosto.
Ma, ahimè, alla volpe il cibo fu servito a spezzatino sul fondo di un vaso dal collo stretto e lunghissimo.
La cicogna mangiava con tutta facilità infilando il becco nel vaso, ma la volpe, affamata, poteva solo guardare. In quel recipiente così lungo e stretto, non riuscì a infilare neppure la punta del naso.
Vedi, amica volpe, mia cara, ho fatto quel che tu hai fatto con me, ho seguito il tuo esempio generoso, amica volpe.- disse la cicogna.
E, sghignazzando e beffarda, con grande gusto, la cicogna divorò anche l’ultimo boccone. Come dire, chi la fa l’aspetti.

La giraffa vanitosa. Una favola dall’Africa

La giraffa vanitosa. Una favola dall’Africa
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una favola donata da Mamma Emanuela e Papà Emanuele ai piccoli Alessandra e Federico

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra. Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e per questo non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedesse. Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza al mondo, dicendo: – Guardatemi, ammiratemi, io sono la più bella. […]

Il cibo di Dio. Una fiaba dei fratelli Grimm

Il cibo di Dio. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta due sorelle: una non aveva figli ed era ricca, mentre l’altra aveva cinque figli, era vedova e cosi povera che non aveva neanche il pane per sfamare se stessa e i suoi bambini. Allora, in quegli stenti della fame, la sorella povera andò dalla sorella ricca e le disse:
-Io e i miei bambini stiamo morendo di fame. Tu, sorella mia, che sei ricca, potresti darmi un tozzo di pane?
Ma la sorella riccona era malvagia e aveva il cuore di pietra, perciò disse alla sorella povera:
-Anch’io non ho niente in casa, cara sorella mia.

Le tre principesse nere. Una fiaba dei fratelli Grimm

Le tre principesse nere. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta una città in oriente era assediata dai nemici, che non volevano togliere l’assedio se prima non venivano dati loro seicento scudi.
Allora la città proclamò che colui che avesse potuto procurarli sarebbe diventato borgomastro. Ora c’era un povero pescatore, che pescava in riva al mare con suo figlio; giunsero i nemici, fecero prigioniero il figlio, e in cambio diedero al padre seicento scudi. Il padre andò a darli ai capi della città, i nemici si ritirarono e il pescatore divenne borgomastro.
Allora fu stabilito che chi non avesse detto -signor Borgomastro- sarebbe stato impiccato. […]

Una volta una città in oriente era assediata dai nemici, che non volevano togliere l'assedio se prima non venivano dati loro seicento scudi. 
Allora la città proclamò che colui che avesse potuto procurarli sarebbe diventato borgomastro. 
Ora c'era un povero pescatore, che pescava in riva al mare con suo figlio; giunsero i nemici, fecero prigioniero il figlio, e in cambio diedero al padre seicento scudi. Il padre andò a darli ai capi della città, i nemici si ritirarono e il pescatore divenne borgomastro. 
Allora fu stabilito che chi non avesse detto -signor Borgomastro- sarebbe stato impiccato.

Griselda, la Principessa. Una fiaba di Charles Perrault

Griselda, la Principessa. Una fiaba di Charles Perrault
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ai piedi delle Alpi, le alte montagne, dalle quali il fiume Po nasce e scorre per le campagne e la valle, viveva un principe di nome Alcibiade. Giovane e temerario, signore assoluto, stimato e rispettato in tutto il regno della la valle. Alcibiade era forte e valoroso. Amava le arti, la guerra, le gesta eroiche, la gloria, ma soprattutto, il suo scopo era quello di rendere felice il suo popolo.
Un’ombra però oscurava il suo carattere: in fondo in fondo al suo cuore, il principe pensava che tutte le donne fossero perfide e infedeli; anche la più virtuosa gli sembrava ipocrita, superba, nemica spietata, sempre ansiosa di tiranneggiare sull’uomo disgraziato che le capitasse a tiro. […]

La donna che riuscì a mettere nel sacco i folletti. Una fiaba Celtica

La donna che riuscì a mettere nel sacco i folletti. Una fiaba Celtica
Fiabe

 
 

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] I folletti cominciarono a pensare di avere la fornaia a loro completa disposizione, per mangiar quando e come volevano le prelibatezze che lei sola sapeva sfornare. Finché decisero di rapire la fornaia, e l’occasione non tardò. Spiando una notte dal buco della serratura della casa della fornaia, un folletto scoprì che la donna era stata incaricata di preparare i dolci per una festa di matrimonio che si sarebbe tenuta al castello. Si trattava di una celebrazione importante, con centinaia di invitati, per cui la fornaia avrebbe trascorso l’intera giornata nelle cucine del palazzo, e solo all’imbrunire sarebbe tornata a casa. I folletti organizzarono così il rapimento. […]

Il corvo di Stromberg, una fiaba dei fratelli Grimm

Il corvo di Stromberg, una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una madre che aveva una bambina piccola e doveva ancora portarla in braccio. Un giorno la bambina era inquieta; la mamma poteva dire ciò che voleva, ma lei non si chetava mai. Allora la donna si spazientì e, poiché‚ c’erano dei corvi che volavano intorno alla casa, aprì la finestra e disse: -Vorrei che fossi un corvo e che volassi via, così sarei tranquilla-. Aveva appena pronunciato queste parole che la bimba si tramutò in corvo e volò via dalle sue braccia, fuori dalla finestra. Volò lontano, senza che nessuno potesse raggiungerla, e andò a rifugiarsi nel folto di un bosco, ove rimase […]

Tutti a casa di messere Babalucco. Una fiaba dei fratelli Grimm

Tutti a casa di messere Babalucco. Una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta una gallinella che si chiamava Guendalina e un gallinello che si chiamava Gesualdigno. Un bel giorno di primavera, che ci stava un sole enorme e splendente, Guendalina e Gesualdigno decisero di fare un viaggio in carrozza. Così, Gallinello Gesualdigno decise di costruire una carrozza. Andò nel bosco per cercare del buon legno di faggiolo. Lo trovò, e con becco e artigli, lo segò, lo tagliò, lo intagliò, lo modellò, finché, insieme all’amico porcospino occhiofino, che era un buon costruttore di carrozze, fabbricò una magnifica carrozza. […]

Il forno dei misteri, una fiaba dei fratelli Grimm

Il forno dei misteri, una fiaba dei fratelli Grimm
Fiabe

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una fiaba adottata dal Comune di Oniferi (NU)

Proprio in quel tempo ci fu un principe gentile che divenne vittima di un incantesimo; anche se, diciamolo, non era il solo ad aver subito un tale nefasto destino. Sì, bisogna ammettere che proprio allora di principi stregati e di principesse mute e senza mani, o dalla treccia dorata e infinita ce n’erano un’infinità, e per tutti i gusti; ma questo bel principe, che s’era avventurato nel bosco durante una battuta di caccia, dovette subire un incantesimo davvero originale. […]

Il re degli ignoranti, Adim Molente, Sovrano della Terra d’Orecchie del Burricco

Il re degli ignoranti, Adim Molente, Sovrano della Terra d’Orecchie del Burricco
Fiabe

 
 
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Scritta e messa in voce da Gaetano Marino

*dai 10 anni in su

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, che sembra ancora ieri, e forse ancora oggi e di quasi certo pure domani, un re piccino piccino; tanto piccino quanto crudele, spietato, e ingordo. Il suo nome era re Adim Molente, e il suo regno si chiamava Terra d’Orecchie del Burricco. Adim Molente era noto per essere re di straordinaria ignoranza, e dato che ogni popolo possiede la stessa fortuna del proprio re, pure esso, il popolicchio, godeva di una straordinaria ignoranza.
Re Adim Molente e il popolo di Terra d’Orecchie del Burricco possedevano una stravagante caratteristica, erano provvisti di maestose orecchie, assai simili a quelle dell’asino. L’asino, si sa è invero un animale assai intelligente e saggio, ma la diceria del popolo, – chissà come e perché nascano tali calunnie – decise che gli ignoranti fossero come gli asini. […]