Il piccolo corvo furfante. Una favola di Esopo

Il piccolo corvo furfante. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In quel bosco, tra i tanti animali, vi stava un piccolo corvo. Era esuberante e impaziente, e camminava in ogni sentiero, per ogni albero, tutto il giorno, frugando con gli occhietti vispi anche in quelle le cose non gli spettavano. Non si lasciava sfuggire l’occasione di fare la burla, con scherzi o dispetti, a chiunque. Quel giorno però, la sua birbonata lo spinse a compiere quello che non avrebbe mai dovuto fare.
Si intromise infatti in una casetta posta ai margini del bosco e svelto svelto arraffò un bel pezzo di carne sistemato sul davanzale della finestra aperta. Ma quello, per il piccolo corvo, non doveva essere il suo giorno fortunato. Infatti, la padrona di cucina lo scoprì proprio sul davanzale e prima che il piccolo corvo potesse spiccare il volo, ella gli sferrò sopra un poderoso colpo di scopa. Il piccolo corvo si ferì, e si ferì male, ma nonostante tutto riuscì a volar via. Spaventato e malconcio il piccolo corvo tornò al nido, volando piano piano, a causa del dolore che quella mazzata di scopa gli aveva procurato. Giunto al nido il piccolo corvo si accasciò sotto le ali della sua cara mammina. La mammina si disperò vedendo in che stato s’era ridotto il proprio figliuolo: la ferita ahimé, era profonda, e perdeva molto sangue. Pareva che la fine per il piccolo corvo fosse oramai vicina, e mamma corvo pianse e pianse, preoccupata. -Oh, mammina, mammina cara!” Disse il piccolo corvo – Spero davvero di poter guarire, aiutami, ti scongiuro “. La mamma corvo, piena di dolore al cuore e di spavento disse: “Povero mio corvetto, piccolo di mamma, ma come puoi sperare di guarire, se non ti sei nemmeno pentito di quel che hai fatto?” A quelle parole il piccolo corvo comprese il danno che aveva commesso, le sue conseguenze, e la sua colpa. Chinò il capo e prima di nascondersi sotto l’ala della madre corvo disse: – Ti prometto mammina cara che non lo farò mai più, mai più. Per fortuna la ferita si rimarginò e dopo qualche giorno il piccolo corvo tornò a volare. E ricordò bene la promessa fatta alla mamma corvo, così che da quel giorno non prese quel che non era suo. Da quel giorno capì cosa volesse dire la parola “rubare “.

Gli insegnamenti appresi sulla propria pelle sono quelli che difficilmente si possono scordare.

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