Il cane che voleva troppo. Una favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un giorno un uomo volle donare al suo cane un buon pezzo di arrosto di carne. Era il premio che quel cane meritava per la sua fedeltà .
Raggiante e felice il cane decise di cercare un posto tranquillo dove mangiarsi il suo arrosto. Cammina e cammina giunse alla riva di un bel fiume, dove ci stava un ponte. Il cane decise di attraversarlo e divorare il suo arrosto al di là del fiume. Quando fu nel mezzo del ponte, si specchiò per caso nelle acque calme e limpide che scorrevano di sotto.
Era a metà del tragitto quando vide, specchiandosi nelle calme acque che scorrevano di sotto, la propria immagine riflessa. Credette che laggiù vi fosse un cane con un pezzo di carne arrosto, più grosso del suo. Così il cane si lanciò in acqua deciso, non sia mai che quel cane fuggisse; ma, ahimé, il cane, quello vero, perse la sua carne, che fu trascinata via dalla corrente, e non ebbe neanche l’altro arrosto di carne. Perché? Perché non c’era più! Il fiume s’era portato via anche quella.

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