Il leone, il lupo e la volpe. Una Favola di Esopo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un vecchio leone se ne stava sdraiato in una grotta. Tutti gli animali venivano a visitare il loro re, e solo la volpe non si faceva viva. Il lupo si rallegrò dell’occasione per sparlare della volpe dinanzi al leone. – Quella – disse il lupo – non ti tiene in alcun conto. Non è venuta neppure una volta a visitare il suo re. Aveva appena pronunziato queste parole che arrivò la volpe. Udì ciò che il lupo aveva detto e pensò: «Aspetta, lupo, mi vendicherò di te!» Il leone ruggì contro la volpe, ma questa gli disse: – Non farmi punire, leone; permetti che ti dica una parola. Se non sono venuta finora, è perché me n’è mancato il tempo. E il tempo mi è mancato perché sono corsa da tutte le parti a chiedere a un medico e all’altro una medicina per te. Soltanto ora l’ho trovata ed ecco, sono corsa a portartela. Disse il leone: – E di quale medicina si tratta? – Ecco qual è: se tu scorticherai un lupo vivo e ti metterai addosso la sua pelle ancor calda. Non appena il leone si fu gettato sul lupo, la volpe si mise a ridere e disse: – Ecco, fratello: ai signori bisogna consigliare il bene e non il male.

Chi orchestra e trama infide gesta e tradimenti contro gli altri, non fa altro che rivolgere prima o poi contro se stesso la propria malvagità

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