La zanzara e sua maestà il leone. Una favola di Esopo

La zanzara e sua maestà il leone. Una favola di Esopo
Favole

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una piccola zanzara tanto furba e coraggiosa, e spavalda. Stanca di giocare con le solite amiche, la zanzara decise un giorno di lanciare una sfida al Re della foresta, il grande e feroce leone. La piccola zanzara si presentò così davanti al sovrano leone e lo salutò con un rispettoso inchino.
“Riverisco maestà leone, supremo signore della foresta”!
Il grande Re che era impegnato nei suoi faticosissimi riposi e pisolini lungo la riva di un fiume, adagiò una distratta occhiata all’insetto.
“Oh! Buongiorno”.
Rispose Sua Maestà e sbadigliò aprendo l’enorme bocca.
La zanzara disse: “Sire, sono giunta davanti a Voi per proporvi una sfida!” Il leone, un po’ più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.
“Una sfida, a me?”
“Certamente.”
“Ma che stai dicendo? Zanzara impertinente, lasciami dormire!”
“C’è tempo per dormire, c’è tempo.”
“Oh,ma insomma che vuoi tu?”
“Ecco, è presto detto. Voi, maestà, credete di essere il più forte degli animali eppure io dico che se facessimo un duello riuscirei a sconfiggervi!”
Il Sovrano divertito disse:
“Ahahahaha… ma senti un po’ ma senti un po’!”
“Ridete, ridete Maestà. Ride meglio chi per ultimo allarga i denti”
“Ehi tu, zanzarina sciocchina! Bada che se mi monta la rabbia!”
“Maestà io vi ho sfidato come si fa tra gentiluomini, non avrete certo paura, vero?”
“Ebbene se sei tanto sicura, proviamo!” Concluse sua Maestà il leone.
In men che non si dica il piazzale si riempì di animali d’ogni genere, curiosi di assistere alla sfida e sicuri della prossima morte della zanzara impertinente e incosciente. La sfida ebbe inizio. L’insetto andò immediatamente a posarsi sul largo naso dell’avversario cominciando a pungerlo a più non posso. Il povero leone preso alla sprovvista tentò con le sue enormi zampe di scacciare la zanzara ma, invece di eliminarla, egli non fece altro che graffiarsi il naso con i suoi stessi artigli. E fu così per parecchie volte, finché il re leone sanguinò da ogni parte, e, incredibile a vedersi, sua maestà, cadde a terra, stremato e sconfitto.
Così, la piccola zanzara fu acclamata da tutti, e prima di levarsi in volo si rivolse al Leone:
“Maestà, te l’avevo detto che avrei vinto, mai fidarti delle apparenze, io son piccina, certo, ma furba e scaltra più di te. Maramao ciao ciao….”
Ma la zanzara, levandosi in volo piena di gioia, non si accorse della tela di un ragno stesa tra due rami e che stava in agguato, e finì per restarvi imprigionata. La povera zanzara non poteva più muoversi e scoppiò in lacrime, sapendo che di lì a poco sarebbe stata divorata dal ragno.
Fortunatamente il leone, che aveva assistito alla scena, con una zampata distrusse la tela e liberò la piccola zanzara dicendo:
“Eccoti salvata mia cara amica. Ricordati che esiste sempre qualcuno più forte di te! E questo me lo hai insegnato proprio tu!” La zanzara, da quel giorno imparò a tenere un po’ a freno la propria arroganza.

Coloro che son troppo sicuri di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle piccole difficoltà.

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