Podcast audio di spettacoli e letture teatrali dai testi della letteratura classica, moderna e contemporanea. *Si consiglia l’età d’ascolto indicata nel titolo del brano scelto
Scritto e messo in voce da Gaetano Marino. Musiche di Paolo Mereu. Una produzione teatrale Aula39 – anno 2016 * Si consiglia l’ascolto dai 16 anni in su. ** Temi e argomenti tragici di forte impatto emotivo
Era il 1993. Un’amica, reduce da un viaggio di lavoro all’estero, mi raccontò una storia vera di ordinaria follia. Una vicenda vissuta proprio nei giorni di soggiorno in una città d’Europa. L’amica si occupava di un progetto civile legato al tema dell’accoglienza in favore degli stranieri immigrati, soprattutto giovani donne; spesso fanciulle coinvolte nella tratta della prostituzione. Tra queste numerose schiave ci stava Sara, un nome che ho ovviamente inventato. Sara era una piccina di quasi dodici anni, non ancora formata del tutto, caduta in una delle improvvise retate-bonifiche de la Police e destinata al rimpatrio coatto. La piccola Sara, come tutte le altre sue compagne, era stata vittima delle Maman, succube delle pratiche voodoo, incagliata dagli stupri subiti e intimorita dai ricatti di estrema violenza perpetrati finanche alla famiglia d’origine.
** Si consiglia l’ascolto dai 13 anni in su. Con Lilli Fois, Manuela Fiori, Gaetano Marino, Roberta Perra, Caterina Scalas e la partecipazione straordinaria di Francesco Grecu. Elaborazione del suono a cura di Simon Balestrazzi. Drammaturgia e scrittura scenica di di Gaetano Marino. Una produzione teatro aula39 – anno 2001
“Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché già troppi li hanno ricordati a modo loro? Qui vedo chiaro che la mia fanciullezza è più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi. E mi ci sento le vertigini. Ma è grazie agli artifici del ricordo che si riesce a sopportare ogni passato, e forse a non avere eccessi di paura del futuro. Ma non sarà che rimane memoria solo di ciò che lo voleva diventare, ci aspirava da sé, per conto suo, a essere memoria?”.
Traduzione di Patrizia Mureddu. Messa in voce e drammaturgia del suono di Gaetano Marino In collaborazione con l’Università di Cagliari, Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica. Produzione Aula39 – anno 2010 – * Si consiglia l’ascolto dai 16 anni in su
Presentazione L’Iliade racconta di un evento reale, la guerra di Troia, che si concluderà con la distruzione della città per opera di una confederazione di popoli greci, forse l’ultima grande impresa prima della fine dei regni micenei, databile intorno al 1100 a.C. Sicuramente, in quegli anni non esistevano un alfabeto o dei materiali scrittori adeguati per registrare un testo poetico così lungo e complesso: per molto tempo, perciò, i fatti che diventeranno il nucleo del poema – tra i quali dovette avere un posto importante l’episodio cruciale dello scontro tra i ‘campioni’ dei due eserciti nemici, Achille ed Ettore – vennero raccontati e tramandati oralmente. Nel corso di questo processo di elaborazione, durato almeno tre secoli, si deve collocare l’attività di quel grande aedo di nome Omero che fu, secondo gli antichi, l’autore dei due grandi poemi. Radici tanto oscure e remote nel tempo spiegano perché il mondo che essi raccontano (e lo stesso modo di raccontarlo) ci può apparire estraneo, misterioso, duro. Ma proprio in questa diversità risiede gran parte del fascino di queste opere straordinarie, che hanno finito per rappresentare il principio ed il fondamento di tutta la nostra storia letteraria. La traduzione – integrale – del libro XXII dell’Iliade vuole fare i conti con questa realtà, a partire dal verso adottato, simile, per conformazione metrica ed estensione, a quello ‘canonico’ dell’epica greca e poi latina: l’esametro dattilico. Ripetizioni, uso sovrabbondante di epiteti, scelte lessicali rare o banali, digressioni, similitudini, tutto è stato fatto ‘transitare’, nei limiti del possibile, nel testo italiano: perché l’ascoltatore possa avere un’idea, anche se inevitabilmente parziale, del grado di suggestione e di coinvolgimento emotivo che la recitazione dei rapsodi era in grado di esercitare sul pubblico del tempo.
Con Lilli Fois, Roberta Perra, Caterina Scalas e Gaetano Marino. Musiche Giulio Caccini – (Beniamino Gigli) – Voci fuori campo di Manuela Fiori, Eliseo Etzi e Federica Puddu – Adattamento e regia di Gaetano Marino – Produzione IsolaTeatro, anno 1997 *Si consiglia l’ascolto dai 16 anni in su.
E’ fitto l’intrecciarsi di memorie sfumate nel tempo, in questo affresco disegnato da Sergio Atzeni, lo scrittore sardo recentemente scomparso. Chi è il protagonista assente Tullio Saba? Un anarchico, un capopopolo, un incantatore di folle? Ladro, assassino, ribelle, idealista, opportunista o forse solo un po’ matto? Le testimonianze, i racconti si incrociano nel chiacchiericcio del paese. Ognuno lo ricorda a modo suo evocando frammenti di un mondo scomparso (Guspini, le miniere, le lotte sindacali, gli scioperi). Chi egli realmente sia stato – un traditore o un eroe – non è dato saperlo.
Traduzione di Patrizia Mureddu. Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino In collaborazione con l’Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica – Produzione Aula39 – anno 2008. Si consiglia l’ascolto dai 16 anni in poi