Uno gnomo in giardino. Una leggenda dall’Olanda

Parole di Storie
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Uno gnomo in giardino. Una leggenda dall'Olanda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nell’Olanda del Nord viveva in un villaggio un modesto mugnaio che lavorava da mattina a sera per soddisfare i bisogni della sua famiglia. Una volta, mentre stava al lavoro, udì una vocina che chiedeva disperatamente aiuto. Il mugnaio si precipitò nella direzione da dove proveniva il grido d’aiuto e, con grande stupore, vide un esserino simile a una bambolina che stava per essere schiacciato dalla macina del mulino. […]

La leggenda dell’Etna

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La leggenda dell'Etna
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In quel tempo le montagne della Sicilia, insieme ai popoli e ai giganti, erano sotto il dominio di Encelado. Un gigante più gigante di tutti. Feroce e invincibile. Encelado aveva dimora in una delle montagne più alte dell’isola: l’Etna. Encelado puzzava di zolfo. Aveva mani enormi quanto le montagne. La sua barba era ispida, mal curata e nido di serpi. Il corpo suo s’era ricoperto d’una selva oscura di peli, che parevano un cespuglio di rovi. Le sopracciglia erano folte quanto una foresta tropicale, ed infine la sua bocca era slabbrata e sproporzionata, simile ad un forno. […]

Il pozzo di Connla, o della saggezza. Nascita della poesia. Una leggenda dall’Irlanda.

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Il pozzo di Connla, o della saggezza. Nascita della poesia. Una leggenda dall’Irlanda.
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tanti e tanti secoli fa, lungo la costa irlandese nel punto in cui le città di Golwaj e Clifden si congiungono, c’era una piccola capanna sperduta e disabitata. Nessuno sa chi l’avesse costruita. Gli uomini temevano di abitare quel luogo, dove il cielo era quasi sempre grigio plumbeo, e in cui la luce del Sole non penetrava quasi mai. Inoltre il vento freddo dell’Atlantico soffiava così forte che sembrava volesse strappare le poche piante che riuscivano a resistergli con fatica. […]

La leggenda dei tre fratelli. Di Grazia Deledda

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La leggenda dei tre fratelli. Di Grazia Deledda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nella catena di monti che circondano Nurri, e precisamente nel monte chiamato Pala Perdixi o Corongius, c’è una grotta naturale, dove i contadini e i pastori si rifugiano per riposarsi. Una volta tre fratelli, tre buoni abitanti del villaggio, stanchi di aver raccolto olive per tutta la giornata entrarono, verso sera, per riposarsi in questa grotta. Mentre stavano cenando, videro entrare tre donne, che si fermarono sull’ingresso, guardandoli con diffidenza. […]

La legenda di Maui e la nascita dell’arcobaleno. Dalla Polinesia

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La legenda di Maui e la nascita dell'arcobaleno. Dalla Polinesia
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Sono passati ormai tanti secoli da quando il dio Ka-Le, adirato con gli uomini diventati malvagi e crudeli, sommerse le terre, innalzandosi sopra le montagne e devastando ogni cosa col suo furore. Solo a un uomo Ka-Le concesse la salvezza: si chiamava Maui ed era così buono e generoso che il dio gli concesse di fabbricare un grande vascello capace di navigare sulle acque infuriate, in attesa che l’oceano si placasse. […]


Artù, storia e leggenda di un re – La spada nella roccia

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Artù, storia e leggenda di un re - La spada nella roccia
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Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Dal loro amore nacque un bimbo. Ma, ahimè, il bimbo era pieno di peli, peloso, anzi, pelosissimo, quasi avesse una pelliccia di bestia, tanto che persino la madre ne ebbe spavento. Eppure, nonostante l’orribile aspetto, lei era la madre, e dato che, come di solito si dice, ogni figlio di mammà è bello di mamma sua, ella amava come la luce dei suoi occhi quel figliuolo, al quale mise il nome di Merlino. […]

La leggenda di San Pietro di Sorres. Di Grazia Deledda

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La leggenda di San Pietro di Sorres. Di Grazia Deledda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una dolce e misteriosa leggenda narra che viveva anticamente, forse verso il mille, un giovane mastro, artista, poeta gentile; il quale, tornando nel suo villaggio dopo aver studiato oltremare presso un pittore ed architetto famoso, vide una finestra misteriosa, che non si apriva mai, dove crescevano le rose, e con le campanule intrecciate alle spirali delle colonnine. Solo ogni mese un arazzo intessuto di astri, di figurine e di foglie d’alloro, sventolava leggero sul davanzale. […]

La leggenda della nascita delle launeddas. Di Grazia Deledda

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La leggenda della nascita delle launeddas. Di Grazia Deledda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Grazia Deledda, premio Nobel Letteratura (Nuoro, 28 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936). Con queste leggende ci fa dono delle sue memorie di fanciulla, ricche di ricordi avvolti nel tempo senza tempo; ricordi di lunghe serate famigliari trascorse accanto al camino. Storie fantastiche, leggende e fantasticherie popolane, che riempiono i fili delle parole di queste storie, a metà tra il sonno e la veglia. Fatti e personaggi narrati da generazioni di padri e figli e di voce in voce.

La leggenda di Castel Doria. Di Grazia Deledda

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La leggenda di Castel Doria. Di Grazia Deledda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta a Castel Doria, una fortezza edificata intorno al XXII secolo a pochi passi da Santa Maria Coghinas, un sotterraneo che conduceva dal castello alla chiesa di San Giovanni, situata all’altra riva del Coghinas. Si narra che i Doria lo avessero scavato per recarsi alla messa nei giorni di festa. Un marciapiede conduce dalla torre alla Conca di la muneta, dove i Doria battevano moneta. Questa Conca pare sia una grande cisterna profonda: nel fondo esisteva una campana d’oro, e i passanti gettavano una pietra, per farla suonare. […]

La leggenda di Aprile. Di Grazia Deledda

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La leggenda di Aprile. Di Grazia Deledda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Dei figli dell’Anno, Aprile era il più bello, il più alto e il più nervosamente robusto, sebbene ancora in crescenza, come gli abeti giovani delle radure del bosco. Bonaccione, anche, laborioso e innocente, coltivava, col padre, i campi e i frutteti, e gli orti dove la tenera freschezza degli ortaggi era tale che neppure le farfalle, per non sciuparli, li sfioravano. […]

La leggenda di Zia Biròra e del suo San Michele Arcangelo. Di Grazia Deledda

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La leggenda di Zia Biròra e del suo San Michele Arcangelo. Di Grazia Deledda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La mercantessa d’uova, zia Biròra Portale, viaggiava recando un cesto d’uova da Orotelli a Nuoro. Zia Biròra viaggiava di notte perché viaggiava a piedi, e viaggiava a piedi perché i guadagni del suo commercio erano tanto esigui da non permetterle di viaggiare a cavallo. Figuratevi che tutti i capitali del suo commercio stavano dentro quel cestino intessuto di canne che ella recava sul capo: duecento uova. Ogni tre giorni zia Biròra, comprava duecento uova, le disponeva nel cestino, fra la paglia, e si metteva in viaggio per Nuoro. Col guadagno viveva tre giorni. […]

L’incredibile ascesa al trono del Re Ciro, di suo nonno Astiage e la promessa della Regina dei Massageti, Tomiri. Persia. Dalle Storie di Erodoto

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L’incredibile ascesa al trono del Re Ciro, di suo nonno Astiage e la promessa della Regina dei Massageti, Tomiri. Persia. Dalle Storie di Erodoto
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

L’incredibile ascesa al trono del Re Ciro, di suo nonno Astiage e la promessa della regina dei Massageti, Tomiri. Persia.

Piramo e Tisbe. Un amore in fuga. Una leggenda dalle Metamorfosi, di Ovidio. Babilonia, Persia

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Piramo e Tisbe. Un amore in fuga. Una leggenda dalle Metamorfosi, di Ovidio. Babilonia, Persia
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Nella casa vicina c’era una fanciulla di nome Tisbe, che Piramo aveva notato solo da poco tempo, perché era da appena un anno che la sua famiglia era venuta ad abitare lì.
Non solo era più bella di tutte le ragazze del quartiere, ma aveva anche una grazia particolare che la faceva sembrare una principessa nonostante fosse figlia di un contadino. I suoi occhi erano del colore dell’Eufrate quando alla luce dell’alba non sapresti dire se è blu, se è verde o se è viola.
Insomma, bastava vederla per non dimenticarla più. Passa un giorno, passa un altro, quella bella fanciulla colpi talmente il cuore di Piramo, che una sera, poco prima di addormentarsi, egli si disse: “Questa è la donna che ho sempre sognato. Sarei disposto a dare tutto l’oro del mondo per conquistarla”. Detto fatto, cominciò a corteggiarla: correva a prenderle l’anfora dell’acqua, perché non si affaticasse a portarla; per lei raccoglieva bellissime rose; e cominciò a mandarle messaggi d’amore. […]

I Geni. Una leggenda del Gabon.

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I Geni. Una leggenda del Gabon.







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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Un giorno Jounama, un vecchio pescatore, stanco per le difficoltà e per le scarse soddisfazioni del suo duro lavoro, disse a sua moglie Sambala:
– Anche oggi la pesca è andata male! Sto diventando vecchio e non ho nessuno che possa aiutarmi quando con la piroga vado a pescare al largo del fiume. Gli scogli sono troppo pericolosi. Questo pezzo di terra non è di nessuno. Da oggi sarà mio. Lavorerò queste zolle e le renderò fertili.
Si diresse verso la terra e la toccò con le sue mani callose; Jounama non aveva mai visto niente di simile e diceva tra sé: «Senza dubbio le semenze germoglieranno in brevissimo tempo».
Ma Sambala, spaventata, si era affrettata a toccare il gris-gris, un prezioso amuleto che lo stregone del villaggio aveva preparato per tenere lontano gli spiriti cattivi, mentre con occhi rivolti al cielo ammoniva il marito:
– Sai bene che questa terra appartiene ai folletti. […]

La scomparsa di Atlantide. Una Leggenda Bretone

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La scomparsa di Atlantide. Una Leggenda Bretone







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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Moltissimo tempo fa, in un piccolo paese della Bretagna, la giovane Arnaude conduceva un’esistenza felice in compagnia dei suoi genitori. In una notte di tempesta, una nave che passava di lì fu travolta dalle onde del mare e andò a conficcarsi sulle rocce della costa proprio nel punto in cui sorgeva l’abitazione della fanciulla. I suoi genitori videro con preoccupazione arrivare nella loro casa uomini di cui non conoscevano neanche la lingua, ma si tranquillizzarono non appena arrivò il capo dei naufraghi, il sultano d’Atlantide, che chiese loro ospitalità.

La storia di Tauarì, Di Marcia Theophilo – leggenda

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La storia di Tauarì, Di Marcia Theophilo - leggenda
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Messa in voce di Gaetano Marino

L’Amazzonia, la foresta, il suo popolo e i suoi miti.

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Marcia Theophilo, poeta ed antropologa, è nata a Fortaleza in Brasile.
Rappresenta l’Unione Brasiliana di Scrittori in Italia.
Ha ricevuto numerosi premi internazionali.
È presente all’EXPO RIO DE JANEIRO, 9-31/giugno/2011, con il libro
AMA+ZONIA, Corpos da Natureza (foto di Fabian e poesie di Marcia
Theophilo, in italiano, portoghese e inglese).
Lectio magistralis al salone del Libro di Torino 2011, stand del Senato
della Repubblica sul tema “Natura e nuova economia”.
È testimonial dell’iniziativa “Per una Cultura della Biodiversità”, promossa
dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO nell’ambito della campagna
di educazione allo sviluppo sostenibile (DESS). Ha ricevuto da
Fulco Pratesi il “Panda” come testimonial biodiversità del WWF
Italia. Marcia Theophilo è candidata al premio Nobel.
maggiori informazioni: http://www.marciatheophilo.it/

La leggenda del diavolo cervo. Di Grazia Deledda

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La leggenda del diavolo cervo. Di Grazia Deledda
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era dunque un pastore di Oliena, molto devoto e pio e perciò malvisto dal demonio che, riuscitegli vane tutte le tentazioni per condurlo al male, si vendicò di lui in questo modo. Nei giorni un po’ tranquilli il pastore, affidata la greggia ad un suo compagno, si recava alla caccia del cervo e del muflone su per i monti. Un bel giorno d’inverno, mentre cacciava, vide un magnifico cervo poco distante da lui: lo sparò, e lo ferì leggermente, ma non poté pigliarlo. E si mise ad inseguirlo. […]

Llorona, la donna che piange. Leggenda dal Messico. Messa in voce di Gaetano Marino

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Llorona, la donna che piange. Leggenda dal Messico. Messa in voce di Gaetano Marino
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Scritto da Gaetano Marino

Molto tempo fa la dea Cihuacoatl, conosciuta come la donna serpente protettrice della stirpe degli Atzechi, un’antica civiltà messicana, verso sera scendeva fra gli uomini dei villaggi con l’aspetto di una bellissima donna vestita di bianco lino e grandi veli di seta. In quelle sere ricche di mistero, tutti i villaggi sentivano la dea piangere e gridare al suo popolo: “Oh figli miei, presto si avvicina la vostra distruzione, dove potrò condurvi in salvo?”. […]

Semiramide, leggenda e mito di una Regina colomba.

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Semiramide, leggenda e mito di una Regina colomba.
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Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Semiramide fu una grande regina della città di Babilonia. Donna affascinante, bella, indomabile, di immenso valore e di grande coraggio mostrato nelle imprese e nell’esercizio delle armi. Ogni fatto della sua vita ebbe inizio nella regione della Siria, e precisamente nella città di Ascalona, dove si venerava Derceto, una dea che si pensava vivesse nelle profondità di un lago vicino alla città. Derceto, aveva un volto meravigliosamente bello di donna e il corpo di pesce. La dea Afrodite che, sempre invidiosa per sua natura, proprio per la sua bellezza non sopportava la dea Derceto, e perciò la costrinse ad una passione violenta, segreta perché non voluta, e dunque pericolosa assai, verso un giovane cacciatore Siriano, di nome Caistro, che era figlio del grande eroe Achille e dell’amazzone Pentesilea. […]

La vecchierella. Una leggenda dei fratelli Grimm

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La vecchierella. Una leggenda dei fratelli Grimm
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Quando arrivò, la chiesa era già illuminata, ma non da candele, come al solito, bensì da una luce crepuscolare. Inoltre era già piena di gente, tutti i posti erano occupati, e quando la vecchierella giunse al suo, non era più libero neanche quello: tutto il banco era pieno. E quando ella guardò la gente […]

Il bosco di San Giuseppe. Una leggenda dei fratelli Grimm

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Il bosco di San Giuseppe. Una leggenda dei fratelli Grimm
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ma l’angelo custode, che ogni bimbo buono ha con se, non l’abbandonò e la riportò sempre sulla strada giusta del ritorno. Tuttavia una volta la bimba non riuscì a trovare la strada per uscire dal bosco e l’angioletto finse di non esserci. Così la poveretta continuò a camminare fino a sera; allora vide in lontananza ardere un lumicino, corse verso quella luce e arrivò davanti a una piccola capanna. Bussò, la porta si aprì ed ella giunse a una seconda porta, alla quale bussò di nuovo. Le aprì un vecchio che aveva la barba bianca e un aspetto venerando, e non era altri che san Giuseppe. […]

Umiltà e povertà portano in cielo. Una leggenda dei fratelli Grimm

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Umiltà e povertà portano in cielo. Una leggenda dei fratelli Grimm
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un principe che un giorno se ne andava per i campi, triste e pensieroso. Guardò il cielo, così limpido e azzurro, sospirò e disse: “Come si deve stare bene lassù!” In quel mentre scorse un vecchio mendicante che passava di là, gli rivolse la parola e domandò: – Perdonatemi buon uomo, vorrei chiedervi, come posso io andare in cielo?
L’uomo rispose: – Con umiltà e povertà, povertà vera. Mettiti i miei stracci, vai in giro senza meta per il mondo e per sette anni, senza mai fermarti, e impara a conoscerne la miseria; non prendere denaro, e quando hai fame prega come i mendicanti, supplica le persone pietose di darti un pezzetto di pane. […]

I tre ramoscelli verdi. Una leggenda dei fratelli Grimm

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I tre ramoscelli verdi. Una leggenda dei fratelli Grimm
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un eremita che viveva in un bosco ai piedi di un monte e trascorreva il suo tempo in preghiera e opere pie; e ogni sera portava ancora due secchi d’acqua su per il monte, per amor di Dio. Quell’acqua dissetava molti animali e ristorava molte piante, perché‚ sulle cime soffia sempre un vento forte che prosciuga l’aria e la terra; e gli uccelli selvatici, che temono gli uomini, roteano su in alto nel cielo, cercando un po’ d’acqua. E poiché‚ l’eremita era tanto devoto, un angelo del Signore, che lui solo poteva vedere, lo accompagnava su per il monte, contava i suoi passi e gli portava da mangiare, quando egli aveva finito il suo lavoro; come quell’altro profeta eremita che per desiderio del buon Dio era nutrito dai corvi.

Beowulf, storia di un eroe della notte. Una leggenda Sassone.

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Beowulf, storia di un eroe della notte. Una leggenda Sassone.
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Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Parecchio tempo fa, in un lontano passato, tanto remoto che ancora sapeva di vera leggenda, dove gli eroi avevano un grande valore e rispetto, nelle terre del Nord, buie di luce e dominate dal freddo, un giovane guerriero, che si chiamava Beowulf, stava ascoltando, seduto accanto al fuoco, le parole dei grandi saggi, che narravano una storia di sangue appena giunta da un paese lontano. Si parlava del terribile Grendel. Il mostro, che era assai temuto e conosciuto in tutta la Danimarca per la sua ferocia. Un notte irruppe con una violenza mai vista nella sala reale del Grande Cervo del guerriero Rotghar, re di Danimarca. Grendel uccise parecchi guerrieri e massacrò uomini e donne, dilaniando i loro corpi; le pareti della sala reale furono imbrattate di sangue e brandelli di carne umana furono sparsi in ogni dove. Ma non finì lì. Grendel tornava ogni notte. […]

I quattro avventurieri. Leggenda

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I quattro avventurieri. Leggenda







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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] L’uomo si mise in mente di esplorare il mondo assieme a una scimmia, un topo e un serpente. Dopo molti giorni di cammino, i quattro amici si trovarono in un territorio freddo e coperto di neve. C’era cosi tanta neve sul terreno che il serpente, il topo e la scimmia non riuscivano ad avanzare di un solo centimetro. Per loro fortuna, nella vicina foresta sorgeva una casa, e tutti quanti si avviarono in quella direzione per vedere se era possibile passarvi la notte. […]

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La leggenda delle Oche Guerriere di Roma. Leggenda

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La leggenda delle Oche Guerriere di Roma. Leggenda







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Una delle leggende più famose legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, svegliarono i soldati, che combatterono con grande energia respingendo i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dalle oche.

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La fortuna del Re Policrate di Samo. Una leggenda di Lev Nikolaevič Tolstoj

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La fortuna del Re Policrate di Samo. Una leggenda di Lev Nikolaevič Tolstoj







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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era un re greco chiamato Policrate. Egli era fortunato in tutto. Aveva conquistato molte città ed era diventato ricchissimo. Policrate aveva descritto in una lettera la sua vita fortunata e aveva mandato questa lettera al suo amico Amazis, re di Egitto. Amazis, letta la lettera, scrisse a Policrate la risposta. Ecco quale: «E’ gradito conoscere i successi di un amico. Ma la tua fortuna non mi piace. Secondo me è meglio quando a un uomo una cosa va bene e l’altra no, affinché vi sia un avvicendamento. Ascoltami e fa come ti dico: prendi la cosa che ti è più cara di tutte e buttala in qualche luogo dove nessuno possa trovarla. Così avrai avvicendato la felicità e l’infelicità» […]

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Pandagian, la dolce fanciulla e la nascita delle lucciole. Una leggenda dall’Indonesia

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Pandagian, la dolce fanciulla e la nascita delle lucciole. Una leggenda dall'Indonesia







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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Pandagian era la più bella fanciulla di un lontano villaggio dell’Indonesia e sapeva danzare come nessuno al mondo. Non appena il cielo s’oscurava e le stelle cominciavano a brillare, Pandagian si recava nella radura davanti all’immenso mare e danzava, accompagnandosi col melodioso suono della voce. Ogni cosa Pandagian dimenticava. Solo al il primo raggio di sole la fanciulla si destava dall’incanto e smetteva di danzare. […]

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