Natale nella stalla. Un racconto di Astrid Lindgren

Messo in voce da Gaetano Marino

Era una notte di tanti anni fa. Due viandanti, un uomo e una donna, avanzavano nell’oscurità. Avevano camminato a lungo ed erano stanchi; avevano bisogno di dormire ma non sapevano dove. Le luci delle case erano spente. Tutti dormivano e non c’era nessuno che si preoccupasse dei viandanti in cammino. Era una notte fredda e buia, una notte senza stelle. Finalmente i due viandanti videro una piccola stalla. L’uomo apri leggermente la porta, e fece luce con la lanterna. Forse c’erano degli animali lì dentro? Lo speravano, perché dove ci sono gli animali c’è calore, e i due viandanti avevano bisogno di scaldarsi e di riposare. […]

Gli Angeli di Natale. Di Fulvia Degl’Innocenti

Messa in voce di Gaetano Marino

Tra il cielo e la terra corrono lievi e luminosi gli angeli, i messaggeri di Dio. Tante sono le imprese che hanno compiuto dall’alba dei tempi, ma ovunque siano, qualunque sia la loro missione, c’è un attimo della loro eternità in cui tutto si ferma; è quando scocca la mezzanotte del 24 dicembre. È in quel preciso momento che lassù nel cielo queste impalpabili creature, fatte di gioia e di bontà, si mescolano alle stelle, e si ritrovano per ricordare la più bella delle storie, in cui tanti di loro furono protagonisti. […]

L’angelo dal viso bello e felice. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

“Carissimi amici, dovete sapere che ogni volta che un bambino buono s’addormenta per sempre, scende sulla terra un angelo del Signore, prende in braccio il bimbo addormentato, allarga le grandi ali bianche e vola in tutti quei posti che il bambino ha amato. Poi raccoglie una manciata di fiori, che porta a Dio, affinché essi fioriscano belli assai più che sulla terra. Il buon Dio tiene i fiori sul suo cuore, ma al bimbo rapito dal sonno eterno, a quello che ha più caro di tutti dà un bacio. Appena il bimbo riceve il bacio, subito apre gli occhi e prende in dono la voce soave e può cantare con il coro dei beati.” […]

Le scarpette di Natale. Racconto

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era la notte Santa. Un povero calzolaio lavorava ancora nella sua unica stanza, dove viveva insieme alla moglie. Entro la mattina successiva, avrebbe dovuto consegnare un paio di scarpe per il figlio di un ricco signore.

  • Hai già pensato a quello che potremo comprarci con il guadagno di questo lavoro? Chiese il calzolaio alla moglie.
  • Sono piccole: ci daranno ben poco! – scherzò la donna.
  • Beh, quest’anno è andata così. […]

In quella notte di tanti anni fa. Il racconto del primo Natale.

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Un giorno Maria stava pregando nella sua stanza. Quando d’improvviso apparve una grande luce, di una luce che non s’era mai vista. Maria guardò quella luce e capì subito che si trattava di un angelo, che le disse: – Non devi aver paura, Maria. Io sono l’arcangelo Gabriele, e sono stato mandato da Dio, che ti vuole molto bene. Egli farà scendere su di te il Suo Santo Spirito. Per opera sua tu avrai un bambino, che chiamerai Gesù, il salvatore. Sarà il Figlio dell’Altissimo Onnipotente, il Re dei Re. Egli verrà al mondo per salvare il suo popolo, e il suo regno durerà per sempre, perché niente è impossibile a Dio. Maria rispose: – Io sono la serva del Signore, sia fatta la sua volontà. Anche il suo promesso sposo Giuseppe accolse la volontà del Signore, in obbedienza e nell’assoluto silenzio. […]

Canto di Natale. Da un racconto di Charles Dickens

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ebenezer Scrooge era un vecchio banchiere che viveva a Londra. Egli era un uomo ricco, avido, ed egoista. Il natale per lui era sempre stato una perdita di tempo. Scrooge rimproverava persino Dio per il riposo domenicale, perché esso era un danno serio per il commercio ed il guadagno. Talmente infastidito dalle festività, Scrooge, non solo lavorava ogni giorno con turni più lunghi di quelli degli operai delle fabbriche, ma costringeva il suo umile impiegato contabile Bob, al quale dava uno stipendio da fame, ovviamente, a fare altrettanto, obbligandolo a presentarsi al lavoro e rimanendo in ufficio fino a tardi anche il giorno della Vigilia di Natale, oltre il giorno di Santo Stefano, concedendogli con enorme risentimento di non lavorare il giorno di Natale. […]

Il gigante egoista. Una fiaba di Oscar Wilde

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tutti i bambini, appena usciti di scuola, correvano a giocare in quel giardino.
Era un giardino immenso con un castello al centro dove si ergeva una torre altissima. Si diceva che il padrone di tutto fosse un terribile e feroce Gigante. Un Gigante che aveva fama d’essere un grande Egoista. I bambini però amavano quel giardino da sempre e, non avendo mai visto il Gigante, vi correvano dentro per giocare. Forse è per questo motivo che in quel giardino pareva ci fosse sempre la bella stagione. Ma un giorno il Gigante Egoista tornò.

Il dono di Gesù. Un racconto dal Vangelo

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Gesù, seguito dagli apostoli entrò a Gerusalemme. La folla lo acclamava con gioia. Accoglievano il messia, sventolando le palme in segno di saluto. E quella fu la Domenica delle Palme dove tutti cantavano: «Osanna nell’alto dei cieli! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» E le sue parole, le sue azioni e il suo sguardo erano cosa buona e giusta. […]

La piccina dei fiammiferi. Una fiaba di Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era un freddo terribile, nevicava e cominciava a diventare buio; e era la sera dell’ultimo dell’anno. Nel buio e nel freddo una povera bambina, scalza e a capo scoperto, camminava per la strada; aveva le ciabatte quando era uscita da casa, ma a che cosa le sarebbero servite? erano troppo grandi per lei, tanto grandi che negli ultimi tempi le aveva usate la mamma. […]

L’ultimo sogno della vecchia quercia (storia di Natale). Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nel bosco in cima alla collina, verso la spiaggia aperta, si trovava una vecchissima quercia che aveva proprio trecentosessantacinque anni, ma questo lungo periodo di tempo corrisponde per la quercia a non più di altrettanti giorni per noi uomini; noi ci svegliamo al mattino, dormiamo di notte e facciamo i nostri sogni; per gli alberi è diverso: restano svegli per tre stagioni e solo d’inverno dormono, l’inverno è il loro periodo di riposo, è la loro notte dopo il lungo giorno che si chiama primavera, estate e autunno.
Per molte giornate estive le effimere avevano danzato intorno alla sua corona di foglie, avevano vissuto, volato e erano state felici, e quando quelle creaturine si riposavano un attimo, nella loro beatitudine, su una delle grosse foglie fresche della quercia, questa diceva «Poverine! Tutta la vostra vita dura solo un giorno! com’è corta! è così triste!».
«Triste?» rispondevano sempre le effimere «che cosa intendi? Tutto è straordinariamente limpido, così caldo e bello, e noi siamo felici!» […]

Un’improvvisa pioggia di stelle. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Anche questa è una storia accaduta in un tempo dove il tempo quasi non ci stava. Per questo comincerò questa fiaba con… C’era una volta un villaggio sperduto tra le montagne, dove il tempo spesso si faceva tempaccio. Una tempaccio che arrivava proprio nei mesi freddi. E freddo, faceva, molto freddo. Tanto che il cielo non aveva più una sola nuvola di neve, perché la neve era venuta giù, caduta sulla terra, adagiando il proprio manto bianco su ogni cosa. S’era alla fine dell’anno e oramai ogni mamma, ogni papà, ogni bambino e bambina, ogni famiglia, tutti, aspettavano il felice avvento. […]

L’abete di Natale. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta in un grande bosco un piccolo abete. Era bello, e aveva tanto sole e vento quanto mai ne potesse desiderare. Aveva pure tanti amici intorno più grandi di lui, pini ed abeti, che gli tenevano compagnia. Ma egli aveva un solo grande desiderio: crescere e farsi grande. E cresceva infatti, ogni anno, ma non bastava.
“Oh, se fossi alto come quell’albero laggiù!” – sospirava il piccolo abete: “Stenderei i miei rami in lungo e in largo, e dalla mia cima guarderei tutto il mondo. Gli uccelli potrebbero fare il nido da me, e quando s’alza il vento potrei dondolarmi come i grandi alberi.” […]

Il Calzolaio povero e gli Gnomi. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un calzolaio, senza che avesse colpa, era diventato povero. Ma così tanto povero che non gli restava altro se non un pezzetto di cuoio, giusto giusto forse per fabbricare un paio di scarpe.
Una sera tagliò quel misero pezzo di cuoio, lo preparò per fare le sue ultime scarpe pensando che il giorno dopo le avrebbe cucite, e se ne andò a dormire sereno e tranquillo.
Il mattino dopo volle mettersi al lavoro; ma, ecco che le scarpe erano belle e già pronte sulla tavola. Il povero calzolaio non seppe che dire dalla meraviglia e, quando si avvicinò per guardarle meglio, vide che erano fatte in modo perfetto. […]

Il ramo di nocciolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Ma, ahimé, d’improvviso, mentre la madre di Gesù si stava chinando per coglier le fragole e riempire il cesto, da dietro l’erba di un basso cespuglietto di rovi sbucò una vipera. La madre di Gesù si spaventò e lasciò cadere a terra il cesto colmo di fragole, poi si mise a correre per mettersi in salvo. Il serpente cattivo la inseguì sibilando, ma, come si può immaginare, la Madonna sapeva cosa fare: […]

I dodici apostoli. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Centinaia e centinaia d’anni prima della venuta al mondo di Gesù Cristo, viveva in un villaggio povero una madre che aveva dodici figli. Ella era così povera e misera che non sapeva proprio come sfamarli e mantenerli in vita. Pregava il Signore Iddio ogni giorno di concederle che tutti i suoi figli vivessero sulla terra insieme al promesso Redentore. Ma, dato che la loro miseria si faceva sempre più grande, la povera madre mandò i dodici fili, uno dopo l’altro, in giro per il mondo a guadagnarsi il pane.
Il maggiore si chiamava Pietro. Egli se ne andò, e quando ebbe già camminato per un intero giorno, capitò in un grande e buio bosco. […]

Quell’uomo nella notte Santa. Una fiaba sul Natale

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta uomo che uscì nella notte buia per cercare un po’ di brace per accendere il fuoco. Andò di casa in casa bussando alle porte:

  • Per favore, vi prego, aiutatemi! Mia moglie ha appena dato alla luce un figlio e devo fare un fuoco per scaldare lei e il piccolo!
    Ma quella era notte buia e tutti dormivano. Perciò nessuno rispose. L’uomo camminò e
    camminò.
    Finalmente vide il bagliore di un fuoco, e vide che ardeva in mezzo ad un prato. Un
    gran numero di pecore dormiva intorno al fuoco, e un vecchio pastore sorvegliava il gregge. […]

Il mistero dell’agrifoglio e il canto degli Angeli nella notte di Natale

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Il pastorello si svegliò all’improvviso. In cielo c’era una luce nuova: una luce mai vista a quell’ora. Il giovane pastore si spaventò, lasciò l’ovile, attraversò il bosco: e si ritrovò nel campo aperto, sotto una bellissima volta celeste.
Dall’alto giunse il canto dolce e soave degli Angeli.

  • Tanta pace non può venire che di lassù – pensò il pastorello, e sorrise sereno.
    Le pecorelle, a sua insaputa, l’avevano seguito e lo guardarono stupite.
    Ecco che arrivò tanta gente e tutti, frettolosi e ansiosi, si incamminarono verso una stalla.

Come l’uccellino marrone diventò pettirosso la notte di Natale

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nella stalla dove stavano dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Quando ci furono soltanto poche braci ancora accese e pochi tizzoni ormai spenti, Maria e Giuseppe sentivano freddo, ed erano così stanchi che si agitavano nel sonno.
Nella stalla c’era un altro ospite: un uccellino tutto marrone; era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù e i suoi genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì per nessun motivo. […]

Babbo Natale in quella buia città.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era notte fonda. Al principio non se ne accorse ma… dopo un po’… cominciò a vedere qualcosa di strano. Non vedeva in giro neanche un segno del Natale: non c’erano alberi addobbati, nessuna stella cometa fatta di lampadine, le vetrine erano tutte buie. Nessuna luminaria per le strade. Era una città spenta, una buia città.
Quando poi la sua slitta passò sotto le finestre della scuola elementare il suo sbalordimento fu davvero grande: non c’era niente alle finestre, nemmeno un piccolo disegno.

  • Ma insomma – disse Babbo Natale, anche un po’ seccato – che modo é questo di ricevermi?
    Babbo Natale fu preso dallo sconforto e cominciò a pensare che si fossero dimenticati di lui. Subito bussò ad una porta. […]

Il minuto vagabondo nella notte di Natale. Una fiaba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era la sera di Natale. Tutti aspettavano la mezzanotte: i bambini più piccoli dormivano già sognando i regali, mentre i più grandi non staccavano gli occhi dall’orologio: undici e mezzo, undici e tre quarti, undici e cinquantacinque, ancora pochi minuti alla mezzanotte! Fu allora che quel minuto, prima della mezzanotte, pensando che non facesse male a nessuno, uscì dalla sua ora e se ne andò via, da solo. Scomparve. Dove? Nessuno poteva saperlo. […]

La storia del piccolo abete e il dono di Babbo Natale

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era l’autunno e gli alberi del bosco perdevano le foglie. E non erano affatto contenti di rimanere nudi e spogli, coi rami che parevano fantasmi stecchiti.
Per questo non badavano al pianto di un uccellino che si trascinava per terra perché aveva un’ala spezzata. L’uccellino si fermò al piede della quercia e le disse:

  • Oh, quercia grande potente, fammi rifugiare tra i tuoi rami! Ho un’ala spezzata e il freddo che sta per arrivare può farmi morire.
  • Non ho voglia di esser buona! – rispose la quercia. – Quando perdo le foglie sono di malumore!
    L’uccellino si trascinò al piede di un castagno. […]

Il Natale di Martìn, un racconto di Lev Tolstoj

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In una grande città viveva un calzolaio di nome Martìn. Lavorava nella stanzetta di un seminterrato, con una finestretta che dava sulla strada. Da quella finestretta il calzolaio Martìn poteva vedere i piedi delle persone che passavano, ed egli riconosceva molti di loro dalle scarpe, che lui stesso, infatti, aveva riparato.
Martìn aveva sempre molto da fare, perché lavorava bene, e non si faceva pagare troppo. Anni prima, ahimé, gli erano morti la moglie e i figli, e Martìn si era disperato tanto da rimproverare persino il buon Dio.

Una festa di Natale, un racconto di Carlo Collodi

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ci fu una vedova che si chiamava Contessa Maria, ed era rimasta con i suoi tre figli: due maschi e una bambina.
Il maggiore, di nome Luigino, aveva otto nove anni, Alberto, il secondo, ne finiva sette, e Ada, la minore, aveva appena compiuti i sei anni, sebbene ne dimostrasse di più, essendo alta, sottile e veramente aggraziata.
La contessa passava molti mesi all’anno in una sua villa per amore de’ suoi figlioletti, che erano gracilissimi e di una salute molto delicata. […]

Il dono di Natale, un racconto di Grazia Deledda

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

– Siamo tutti in casa? – domandò mio padre, rientrando una sera sul tardi, tutto intabarrato e col suo fazzoletto di seta nera al collo. E dopo un rapido sguardo intorno si volse a chiudere la porta col paletto e la stanga, quasi fuori s’avanzasse una torma di ladri o di lupi. Noi bambine gli si saltò intorno curiose e spaurite.
– Che c’è, che c’è?
– C’è che comincia a nevicare e ne avremo per tutta la notte e per parecchi giorni ancora: il cielo sembra il petto di un colombo.

Eva e i suoi figli. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Caterina Scalas

Messa in voce di Caterina Scalas

Venne il tempo in cui Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso terrestre per aver disubbidito al Signore Dio. I due dovettero allora costruirsi una casa su una terra arida e sterile, e dovettero pure mangiare il pane col sudore della fatica e del dolore.
Adamo arava e tentava di seminare il campo ed Eva filava la lana, oltre ad accudire la casa.
Ogni anno Eva, con lo sofferenza e nei dolori, metteva al mondo un figlio, ma i figli erano diversi tra loro, troppo diversi. Alcuni erano belli, altri erano brutti.
Dopo un bel po’ di tempo, il Signore Dio inviò un angelo ai due coniugi, per far loro sapere che Egli voleva andare a far visita e per vedere la loro casa. […]

Rodolfo, la renna dal naso rosso e la scelta di Babbo Natale. Una fiaba da Robert Lewis May

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Lassù nel nord, dove le notti sono più buie e assai lunghe, dove la neve è assai più bianca che dalle nostre parti, proprio là abitano le renne. Ogni anno Babbo Natale si reca in quella regione per cercare gli animali più forti e più veloci. Perché saranno essi che dovranno trasportare per il cielo la sua enorme slitta piena di doni. E proprio da quelle parti viveva una famiglia di renne: Un papà, una mamma e cinque cuccioli. Il più giovane di loro si chiamava Rodolfo. Un cucciolo piuttosto vivace e curioso, ed infilava il suo naso dappertutto. […]

Le nozze celesti. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta, in chiesa, un povero contadinello udì il parroco che diceva: -Chi vuole arrivare nel regno dei cieli, deve sempre andare diritto-. Allora egli si mise in cammino e andò sempre diritto, senza mai cambiare direzione, per monti e per valli. Alla fine la strada lo condusse in una grande città, dove proprio nel mezzo ci stava una chiesa, dentro la quale si stava celebrando la messa. Quando vide tutta quella magnificenza, egli credette di essere arrivato in cielo, si mise a sedere ed era tutto contento. […]