Artù, storia e leggenda di un re – La spada nella roccia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Tra i tanti personaggi della storia di re Artù non possiamo non cominciare con il citare Mago Merlino, un chiaroveggente.
Fu lui l’artefice della tavola rotonda, e non solo.
Ebbene, narra un’antica leggenda bretone, che in una notte cupa e silenziosa, nel mezzo di una fitta foresta, vivevano dei demonietti maligni che popolavano l’aria.
Uno di loro, forte e scaltro, conquistò e ammaliò una damigella di nobile stirpe, educata e devota.
Dal loro amore nacque un bimbo.
Ma, ahimè, il bimbo era pieno di peli, peloso, anzi, pelosissimo, quasi avesse una pelliccia di bestia, tanto che persino la madre ne ebbe spavento.
Eppure, nonostante l’orribile aspetto, lei era la madre, e dato che, come di solito si dice, ogni figlio di mammà è bello di mamma sua, ella amava come la luce dei suoi occhi quel figliuolo, al quale mise il nome di Merlino.
Ora, a quei tempi, avere un figlio di sconosciuto padre non era proprio un bene per una donna.
I motivi erano tanti, per esempio, come poter nutrire quel figlio, come vestirlo, quale educazione affidargli?
Ma il pericolo maggiore fu che esse, madri, venivano giudicate da un tribunale assai severo, dove spesso si rischiava la condanna a morte sul rogo.
Ebbene, nonostante la tenera età, Merlino stesso difese la madre, e lo fece con tanta capacità ed intelligenza che ella fu dichiarata innocente.
Dunque, il giovane Merlino riuscì a salvare la madre, e la sua educazione e il suo sostentamento vennero affidati a Biagio, un prete saggio, oltre che intimo confessore della madre di Merlino. […]

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