La condanna di Sisifo, re di Corinto malvagio e avido. Mitologia

La condanna di Sisifo, re di Corinto malvagio e avido. Mitologia
Mitologia

 
 
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino […]
Sisifo fu persino un ricattatore senza pietà, né scrupoli; nemmeno di fronte a Zeus ebbe ritegno. Accade una mattina. Sisifo se ne stava, come sempre, in agguato al solito posto, sul colle. Quando d’improvviso gli passò dinanzi agli occhi un aquila che volava velocissima verso la costa del mare. Il rapace teneva tra i suoi artigli la preda. Ma Sisifo intuì subito che quella non era un’aquila solita, e ciò che teneva imprigionata tra artigli non era una preda da cibo, come di solito poteva essere un leprotto, o un vitello o una marmotta. No, quell’aquila era Zeus, che aveva preso le sembianze di un aquila – ed era questa una sua vecchia abitudine – e quella preda non era un animale; eh no, quella era una fanciulla, la ninfa Egìna, la giovane figlia del dio fiume Asòpo. […]

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