Racconti, novelle, romanzi, scritti di autori classici e contemporanei messi in voce da Gaetano Antonino Marino. *Si consiglia l’età d’ascolto indicata nel titolo del brano scelto
Ispirato da un racconto di Francesca de Carolis. Musiche di Simon Balestrazzi. Adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino. Immagine di fondo realizzata da Filipos TERZA STAZIONE *Si consiglia l’ascolto dai 16 anni in su
Nuovi ospiti continuano a penetrare. Il terzo giorno è Jimmy, lo scimpanzé della gabbia di fronte, anche lui qui a rivendicare la verità delle cose, contro l’alterazione che ne fa un’informazione confusa e infida. Contro questa, e contro Oscar, operatore dell’informazione che tanto bene la rappresenta, si scatenano Boh, Jimmy e l’Assassino che…
Ispirato da un racconto di Francesca de Carolis. Musiche di Simon Balestrazzi. Adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino. Immagine di fondo realizzata da Filipos SECONDA STAZIONE *Si consiglia l’ascolto dai 16 anni in su
Anche in una scatola di carta e parole sembra difficile difendersi dalla realtà. Dopo Boh, il giorno seguente, arriva un assassino. Mi correggo: arriva “l’Assassino”, insomma, l’ombra che mescola e riassume tutto l’ipotetico universo che gravita intorno a un omicidio. Eh già, in giro si è sparsa la voce che nella “scatola” si stanno elaborando nuove teorie sul linguaggio, e l’assassino arriva col suo carico di terribili verità.
Ispirato da un racconto di Francesca de Carolis. Musiche di Simon Balestrazzi. Adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino. Immagine di fondo realizzata da Filipos PRIMA STAZIONE *Si consiglia l’ascolto dai 16 anni in su
Fra verità e menzogne, un turbinio di parole, assediandoci, vuole raccontarci il mondo. Un maldestro tentativo per difendersene diventa gabbia, scatola di carta e parole, dove pure, non invitato, saltato fuori da un trafiletto, arriva Boh, l’ultimo nero ucciso nei dintorni. Decisamente un “fatto scomodo” tutto da riscrivere, così come la messa in voce appare ancora più scomoda, o forse ispirazione per una follia piccina piccina…
Ispirato da un racconto di Francesca de Carolis Musiche di Goran Brègovic Adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Ricordate? “Romeo e Giulietta a Sarajevo”, le cronache li chiamarono così, Bosko Brkic e Admira Ismic, lui serbo ortodosso, lei bosniaca musulmana, tutti e due 25 anni. Nel maggio del 1993, durante l’assedio, decisero di fuggire. Attraversando il ponte Vrbanja furono uccisi da un cecchino. Rimasero otto giorni lì, abbracciati, prima che una tregua permettesse di recuperare i corpi. Frugando qua e là nei racconti di quella vicenda, lessi da qualche parte che lei aveva un gatto, Yellow. Questa è la loro storia come Yellow l’ha ricordata. Francesca
Ispirato da un racconto di Francesca de Carolis Musiche di Simon Balestrazzi e Miss Sarajevo dal film di Bill Carter Adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino Foto di Mario Boccia Si consiglia l’ascolto dai 16 anni
Al tempo della guerra nella ex Jugoslavia. A Sarajevo, durante l’assedio della città. Storia di Jovan, cecchino innamorato di un volto scoperto oltre linea del nemico, e l’impossibile desiderio di far sua quella donna di cui neppure conosce il nome, ma che decide gli debba comunque appartenere. Un racconto che nasce dalla narrazione di un mio collega, Ennio Remondino, a quel tempo inviato del TG1, che quel ricordo, impossibile da tradurre in un servizio televisivo, mi aveva affidato per trarne una storia. Francesca
Ispirato da un racconto di Francesca de Carolis Adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino Illustazione di Filipos * dai 16 anni
Finalmente un po’ di silenzio! Amleto, operatore dell’informazione relegato al turno di notte in un Centro radiotelevisivo edificato su un’antica necropoli, sogna, o forse no, di immergersi in un labirinto tombale impregnato di incubi e chissà cos’altro. Il viaggio in fuga dal tempo si dipana tra desideri e incubi, dove appaiono strane ombre logorate dal ronzio incessante sprigionato dal Centro. Tutto comincia con l’apparizione di un uccellaccio nero. Seguirà l’incontro con le anime dei defunti che popolano i sotterranei della necropoli, quali messaggeri di una missione da affidare ad Amleto: viaggiare “al termine di quella notte” con lo scopo arduo di sabotare e zittire il chiasso di parole che infastidisce i morti dimenticati, e inonda e confonde i vivi. Ci sarà pure una resa dei conti con un amore tradito. Insomma, basterà un semplice “tac!”, una levetta da spostare per uno scarto del tempo sospeso tra la veglia e il sogno e l’eternità dei morti, affinché la missione sia compiuta. Ci riuscirà?
Illustrazione di Alessandro de Carolis Musiche di Ida Kelarova Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino * Dai 16 anni
Ma le cose nel mio sentire stanno esattamente così. Sempre in bilico sul confine permeabile fra l’aldiqua e l’aldilà, o meglio l’aldintorno. E i pensieri e il linguaggio sono quelli che chi abita l’aldintorno suggeriscono. Pensieri e linguaggi che si rispecchiano bene nella tranquilla follia dei disegni di Alessandro. Francesca de Carolis
La vera nel pozzo, l’ombra della verità. Lai de l’Ombre di Jean Renart. Intrighi, inganni e vicende amorose tra cavalieri, dame, re e regine – *S consiglia l’ascolto dai 16 anni in su
Dalla letteratura francese del XII-XIII secolo e dintorni. In collaborazione con l’Università di Cagliari, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, nell’ambito di un progetto di ricerca scientifica a cura del professor Maurizio Virdis, docente di Filologia e Linguistica Romanza. Adattamento Messa in voce di Gaetano Marino
Messa in voce di Gaetano Marino – *Si consiglia l’ascolto dai 13 anni in su
Nazifa Bebé Ahmetovic aveva sette anni quando nel 1988 venne investita da un furgone mentre chiedeva l’elemosina a Cagliari; nel periodo tra l’inverno precedente e quello successivo, nelle baraccopoli zingare intorno alla città morirono altri 12 tra bambine e bambini, quasi tutti per broncopolmonite fulminante. Alberto Melis scrisse in suo ricordo questo racconto, a cui abbiamo dato voce.