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I doni del vento e altre fiabe
Scritte e messe in voce da Gaetano Antonino Marino
Dai sette anni in su
Durata: 127 minuti

Titoli delle fiabe:

  • I doni del vento
  • Le due regine
  • L’anello stregato
  • Storia dell’Orchessa Barbutona e della ciambella di bue
  • Il vecchio e il passero
  • Il prezzo di un sorriso

I doni del vento
Una fiaba ispirata da una fiaba norvegese
Tra le valli del nord dell’isola di Ihknos, c’era una piccola casa abitata da una donna debole di nome Adelaide insieme al suo figliolo Eugenio. Un giorno Eugenio andò alla dispensa delle provviste per prendere la farina necessaria ad impastare il pane. Dopo averla presa la mise in un cesto insieme ad un po’ di lievito e tornò a casa. Improvvisamente una folata di vento Maestrale si portò via la farina dal cesto. Eugenio, amareggiato, riandò nella dispensa a prendere un altro po’ di farina, ma appena riaprì la porta per uscire, il vento Maestrale tornò e si portò via anche quella farina. Andò così anche la volta successiva finché nella dispensa non ci stette più farina. Allora Eugenio s’infuriò e pensò che non era giusto che il vento Maestrale si comportasse come un ladro. Decise così di andare a trovarlo per chiedere la restituzione della farina. […]


Le due regine
Nella meravigliosa isola di Ihknos c’erano un re e una regina che si amavano tanto ed erano felici. La loro gioia purtroppo durò poco perché il re dovette partire per una spedizione di guerra contro un paese nemico che minacciava i confini del regno. Prima di partire il re raccomandò alla regina di non allontanarsi mai dal castello, di non dare confidenza agli estranei e guardarsi sempre dai cattivi consiglieri, specialmente da chi si fosse mostrato troppo gentile verso di lei. Dopo che il re partì la sovrana si ritirò con le sue fedeli damigelle nelle stanze reali e lì trascorse gran parte del suo tempo a tessere dedicando i suoi pensieri al caro sposo. Ma il tempo passava lento, il re non tornava e la regina diventava ogni giorno sempre più triste.[…]


L’anello stregato
C’era una volta nell’isola di ihknos il Regno di Pabilonca. Come in quasi tutti i regni esso aveva un Re e una Regina. Si chiamavano Eugenio e Filippa. I due sovrani avevano una sola e bellissima figlia il cui nome era Lucilla alla quale volevano un gran bene, ma avere figlie belle, si sa, spesso è una grande fatica. Un giorno il Re Babalùc, sovrano di Babalucchia, mandò i suoi ambasciatori per chiedere in sposa la principessa Lucilla. Re Eugenio e la Regina Filippa, che non volevano separarsi dalla figliola, risposero di no perché la principessa Lucilla era ancora una bambina. Re Babalùc non la prese bene, ovviamente.[…]


Storia dell’Orchessa Barbutona e della ciambella di bue
Fiaba ispirata dalla tradizione popolare.
C’era una volta in un villaggio una buona madre che aveva una cara figliola di nome Isotta. Era il tempo del carnevale, e tutte le famigliole del villaggio sentivano una gran voglia di Zeppolona. Molti si chiederanno cosa sia la Zeppolona. Beh, come dice il nome stesso, la Zeppolona è una zeppola che si lascia a lievitare più di tutte le altre, perciò, quando si frigge, si fa tanto tanto grande. E quel giorno la mamma chiamò Isotta per dirle che essendo carnevale bisognava fare la zeppolona. Isotta fu molto felice di preparare insieme alla mamma la zeppolona. Ma la mamma da qualche tempo non trovava la padellona per friggere la zeppolona. Subito Isotta si offrì per cercare la padellona.[…]


Il vecchio e il passero
Una fiaba ispirata dalla tradizione orale giapponese
Tanto tanto tempo fa, nel mezzo di un’alta montagna viveva una coppia di vecchierelli. I due stavano in pace pur avendo due caratteri profondamente diversi. Il vecchio era un uomo buono, mentre la moglie era cattiva. Un giorno di primavera, mentre il vecchio stava seduto nel giardino di casa, d’improvviso vide svolazzare verso di lui un passero. L’uccelletto era spaventatissimo e cercava rifugio nel suo palmo della mano. Il cuoricino del piccolo pennuto si sentiva battere forte forte. Il vecchio si guardò intorno e vide un grosso corvaccio nero nero che stava dando la caccia al passerotto. L’uomo subito si alzò e quando il corvaccio gli fu a portata di tiro, con una botta di mano lo mise in fuga. Il passerotto, ancora tremante, rimase nel palmo della mano del vecchio. Pareva si sentisse al sicuro. E lì volle restare, al che il vecchio lo portò con se.[…]


Il prezzo di un sorriso
Una fiaba liberamente ispirata dai fratelli Grimm
Tanto tanto tempo fa in un villaggio sorto a oriente dell’isola di Ihknos viveva un uomo assai fortunato nel gioco. Quell’uomo si chiamava Galìcaro. Egli era un abile giocatore di carte, tanto bravo che nessuno riusciva a batterlo. Ma il destino, come si sa, non scrive sempre sulle vecchie strade, esso cambia in modo imprevedibile, cosicché anche per Galìcaro il destino mutò la sera in cui egli se ne stava seduto nell’osteria del suo villaggio, «LA TANA DELL’ORSO SDENTATO», in attesa che qualche ingenuo giocatore volesse fare fare una partita a carte con lui. Quella sera Galìcaro vide avvicinarsi al tavolo uno straniero il cui aspetto si mostrava assai particolare.[…]

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