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I tre doni del padre e altre fiabe
Scritte e messe in voce da Gaetano Antonino Marino
durata: 118 minuti


Titoli delle fiabe:
– I tre doni del padre
– Kentamolente, il mostro mezzo uomo e mezzo asino
– Il segreto di un’anima


I tre doni del padre
Una fiaba liberamente ispirata dalla tradizione popolare
Un anziano padre aveva tre figli. Il più grande si chiamava Giovannino, il secondogenito Pasqualino e il più piccolo Franceschino. Quando l’anziano padre sentì vicino il tempo di lasciare questo mondo per iniziare il viaggio verso il lungo sonno, chiamò i tre figli al suo capezzale, e quando gli furono vicini egli disse: “Figlioli miei cari, il mio tempo sta per finire e sento che sto per lasciarvi, ma prima voglio farvi dono dei miei beni. Giovannino caro, a te desidero donare la mia mastruca che ti renderà invisibile quando la indosserai. A te Pasqualino lascio il mio organetto, quando lo suonerai vedrai apparire un plotone di guardiacaccia pronti ai tuoi ordini. A te Franceschino lascio la mia bisaccia di pelle di montone che non resterà mai vuota. E ora figli miei cari è giunto il momento di lasciarvi, abbiate cura di voi stessi e restate sempre uniti. Addio”.[…]


Kentamolènte, il mostro mezzo uomo e mezzo asino
Una fiaba liberamente ispirata dalla tradizione popolare
In un villaggio posto ai piedi di una montagna viveva un contadino che si chiamava Giovanni, egli aveva tre figli. Il maggiore si chiamava Gianpietro, il secondogenito Giangiacomo, e il più piccolo Giangavino. Giovanni e i suoi figli avevano un grande podere coltivato a grano. Nel mese di maggio quando le spighe erano quasi mature, si vedeva un’immensa distesa agitata dal vento ondeggiare come fosse il mare, quando poi veniva il tempo del raccolto era bello osservare quel grano dal colore intenso dell’oro. Dopo la mietitura e la battitura, per ventilare il raccolto e liberarlo dalle erbacce, Giovanni, con i suoi figli e il mezzadro Angiolino, insaccavano il grano pronto per la vendita al mercato, e lo lasciavano nell’aia per caricarlo sui carri il giorno dopo.[…]


Il segreto di un’anima
Dai 13 anni in su
In paese c’era un bravo artigiano che di mestiere faceva lo scultore e si chiamava Michelino. Egli lavorava la pietra e il marmo, un’arte nobile nella quale era molto bravo a forgiare statue e monumenti. Molti suoi ammiratori dicevano che le sue opere erano talmente perfette che ad alcune pareva mancasse solo la parola, e davano la sensazione d’essere quasi vive. Michelino aveva sposato una giovane e bella ragazza che di mestiere faceva la tessitrice e si chiamava Nietta. Lavorava al telaio, anche questa un’arte nobile, ed era bravissima nel realizzare scialli, tappeti e vestiti ricchi di colori e figure che parevano veri dipinti di così rara bellezza da essere richiesti persino alla corte del re.[…]


L’inganno dello stregone Ogam
Una fiaba ispirata dalla tradizione popolare
Da 8 anni in su
E Cammina, cammina, cammina, e sembrava che il sentiero non finisse mai. Agostino doveva aver perso la strada del ritorno. Com’era possibile? Egli conosceva bene il bosco dei ginepri. Percorreva quei sentieri ogni giorno alla ricerca di tartufi; e quanti ne cavava da sotto terra, e soprattutto non aveva bisogno di un cane per scovarli perché il suo olfatto, che lo aveva reso famoso tartufaio in tutta la contea, era assai più sensibile di un labrador, una razza di cane famosa per le sue capacità di fiutare tartufi. Eppure quel giorno, durante il ritorno a casa con il sacco pieno di tartufi, cammina, cammina e cammina, ad Agostino gli sembrava di tornare sempre allo stesso punto; finché il sole tramontò e il buio iniziò a nascondere le ombre.[…]

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