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Il cucù nella notte tempestosa e altre fiabe
Scritte e messe in voce da Gaetano Antonino Marino
Durata: 117 minuti
Titoli delle fiabe di questa raccolta:
- Il Cucù nella notte tempestosa
- Pigolò, straordinario pittore di Villanova.
- Elianora e l’amato Girasole.
- Giacomino e il povero diavolo
- Nascita e sorte di Ihknòs, isola delle meraviglie.
- Il garzone povero e la gatta pezzata
Il Cucù nella notte tempestosa
(da sette anni in su)
«Cucù! Cucù! Cucù! Cucù!»
Quando la testolina piumata veniva fuori dalla porticina della sua casetta per dare l’ora giusta era giunta per il piccolo Adriano l’ora della nanna. Da quel momento i brividosi erano pronti al grande arrembaggio e non vedevano l’ora di saltar fuori svolazzando lungo la schiena di Adriano, dritti fin sopra i capelli; mentre si risvegliavano i sussulti del tenero cuoricino. Bastava che egli s’infilasse sotto il piumone dopo che la mammina e il paparino, appena finita la fiaba della buona notte, gli avessero dato il bacino dei buoni sogni e spento la luce… “No!” Disse Adriano. “La luce no! Mamma, papà, vi prego, quella deve restare quasi spenta.” […]
Pigolò, straordinario pittore di Villanova
Una fiaba moderna liberamente ispirata da un racconto di Francesca de Carolis.
(da 9 anni in su)
Nel sud dell’isola di Ihknos, accadde in quel tempo che in una soffitta di Villanova, uno tra i più antichi quartieri della città di Castello, vivesse un pittore assai conosciuto. Il suo nome era Pigolò. Che nome buffo vero? In verità quello era il suo soprannome, e bisogna dire che mai soprannome fu più azzeccato. Ora sono sicuro che molti appassionati vorranno sapere qualcosa di più su questo grande artista. Beh, diciamo subito che non serve essere intenditori d’arte per spiegarlo, dato che le sue opere furono il frutto di ciò di cui lui si cibava o, se preferite, potremmo chiamare scientificamente quel frutto con il nome di “guano”.[…]
Elianora e l’amato Girasole
(da otto anni in su)
In una grande pianura dell’isola di Ihknos c’era il piccolo regno del Sole Splendente. Il suo re si chiamava Istevene da Monreale e aveva il suo castello in cima ad una collinetta. Re Istevene aveva una moglie regina che si chiamava Giuditta, e una figlia principessa bella più del Sole di nome Elianora. Purtroppo la regina Giuditta quando Elianora era già una fanciulla e si trovava nel tempo difficile dell’adolescenza, era morta a causa della morte nera, una malattia terribile che in quel tempo non dava scampo, e spesso anche oggi. La principessa Elianora soffrì tanto per la perdita della madre Giuditta perché era lei che le dava sostegno nell’affrontare la vita.[…]
Giacomino e il povero diavolo
Fiaba liberamente ispirata dai fratelli Grimm
(da otto anni in su)
Tanto tanto tempo fa viveva nell’isola di Ihknos un piccolo uomo di pelle scura e dai capelli rossi. Il suo nome era Giacomino, detto Pelorosso. Egli era conosciuto per essere un uomo ladro e imbroglione, inoltre aveva la cattiva abitudine di bere troppo, specialmente una grappa tra le più buone al mondo che tutti chiamavano Acqua di Fuoco o Acqua che Brucia.[…]
Nascita e sorte di Ihknòs, isola delle meraviglie
Ci fu un tempo in cui l’uomo nacque pesce. O meglio, quando l’uomo divenne uomo, già non era più pesce. Per capirci dovremmo mettere ordine nel tempo della storia dell’uomo, il che, ovviamente, non è impresa facile, se non impossibile. Come potremmo andare alle radici di un epoca in cui non c’eravamo? Potremmo forse avvicinarci a quel mistero chiamato mito, di cui però ne sappiamo poco, o nulla. Perché il mito, quel racconto venuto prima degli uomini, e da chissà dove, è arrivato e basta. E soprattutto, non è mai stato raccontato allo stesso modo, dunque nessuna certezza.[…]
Il garzone povero e la gatta pezzata
Una fiaba ispirata dai fratelli fratelli Grimm
Cerano una volta tre garzoni che lavoravano presso un mulino. Il padrone, che era un vecchio mugnaio gentile e laborioso, rimasto vedovo e senza figli, quando sentì che ormai la sua vita era quasi giunta al termine, chiamò i tre garzoni, ai quali disse: Ragazzi miei, voi sapete che non ho figli, eppure vi ho sempre considerati e trattati come se lo foste. Dunque, sento che la mia vita è oramai prossima alla fine, e per questo vorrei lasciare il mulino a chi di voi mi porterà a casa il più bel cavallo del mondo. Andate dunque e buona fortuna.[…]
