Bella e la Bestia, di Charles Perrault

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In un tempo lontanissimo c’era una volta una città abitata quasi esclusivamente da mercanti. Quando dai porti vicini e lontani giungevano le navi cariche di merci era una festa per tutti. Uomini, donne, bambini si vestivano con gli abiti più belli, si ornavano con gioielli e ghirlande di fiori e si radunavano in piazza.
Nel centro della città, una grande casa si distingueva dalle altre; qui viveva un ricco mercante con la sua unica figlia Bella, una fanciulla semplice e buona. Sul suo bellissimo viso splendevano due occhi chiari e dolci, sull’ampia fronte cadevano riccioli bruni, il suo corpicino era snello e flessuoso. Fu perciò soprannominata da piccola «la bella bambina». E Bella fu il suo nome anche quando divenne più grande.

La fanciulla che calpestò il pane. Una fiaba di Hans Christian Andersen

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Si chiamava Inger, ed era una bambina povera, orgogliosa, superba e cattiva. Da piccolina aveva come divertimento quello di catturare le mosche e di strappar loro le ali riducendole ad animaletti striscianti. Prendeva il maggiolino e lo scarabeo, li infilzava con uno spillo e poi metteva una fogliolina verde o un pezzetto di carta tra i loro piedi, così il povero animale vi si afferrava e si rigirava senza posa per cercare di liberarsi dall’ago. […]


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BiancaNeve e i Sette Nani, una fiaba dei fratelli Grimm

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una regina buona e gentile, che stava seduta accanto a una finestra mentre ricamava una veste di seta. Fuori c’era l’inverno e nevicava tanto. Mentre cuciva il ricamo la regina sollevò gli occhi per ammirare i fiocchi di neve che cadevano come se fossero piume d’argento, ma d’improvviso: “ ahi!” si punse un dito. Subito tre gocce di sangue scivolarono sulla neve. Il rosso del sangue era così bello che la regina pensò: “Oh, se potessi avere una figliuola bianca come la neve, dalle labbra rosse come il sangue e con i capelli neri come la notte!”

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

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Il lupo e i sette capretti, una fiaba dei fratelli Grimm

Una Fiaba adottata da Gianni Zanata

Gianni Zanata, in qualità di Genitore Adottivo, sostiene Il lupo e i sette capretti, una fiaba dei fratelli Grimm

Le arance d’oro. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si racconta che c’era una volta un Re, il quale aveva dietro il palazzo reale un magnifico giardino. Tanti erano gli alberi di questo giardino, ma il più raro e il più pregiato, era quello che faceva le arance d’oro. Quando arrivava la stagione delle arance, il Re vi metteva a guardia una sentinella, notte e giorno; e tutte le mattine scendeva lui stesso a osservare coi suoi occhi se mai ne mancasse qualcuna, persino le foglie contava. Una mattina il re va in giardino, e trova la sentinella addormentata. Guarda l’albero… Le arance d’oro non c’erano più! – Sentinella sciagurata, pagherai colla tua testa. […]

Fata Fiore e il misterioso abito della sposa Reginotta. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Una mattina, nel far le scale per andare a comprare il latte, vide su uno scalino qualcosa, che non capiva bene cosa fosse. Si chinò, lo raccolse, e vide ch’era un fiorellino, vero, tutto scalpicciato e sgualcito; un fiorellino rosso, che mandava un odore di meraviglia. La ragazza lo ripulì, gli riaggiustò le foglioline e se lo mise in petto. Tornata a casa, lo ripose in un vasetto con l’acqua, su un tavolino della sua camera, e di tanto in tanto andava a osservarlo. In quel vasetto con l’acqua, il fiorellino parve rinato, tanto che riempì la camera del suo profumo. […]

Spera di Sole Raggio di Sole. Una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una donna che faceva la fornaia e aveva una figliuola, che era brutta assai e nera, come un tizzone di carbone. Tant’è che la chiamò Carbonella. Madre e figliuola campavano infornando il pane, e Carbonella stava sempre lì a lavorare, dalla mattina alla sera, senza riposare quasi mai. Eppure Carbonella era sempre di buon umore. Un mucchio di fuliggine, i capelli arruffati, i piedi nudi e sporchi di fango, e con in dosso due stracci che gli cascavano a pezzi; ma le sue risate risuonavano da un capo all’altro della via. – Carbonella fa l’uovo – dicevano ridacchiando le vicine.

I tre anelli, una fiaba di Luigi Capuana

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un sarto che aveva tre figliuole, una più bella dell’altra. Sua moglie era morta da un pezzo, e lui si stillava il cervello per riuscire a maritarle. Le ragazze non avevano dote, e senza dote un marito è un po’ difficile da trovarsi. Un giorno questo povero padre pensò d’andarsene in una pianura e chiamare la signora Sorte: – Signora Sorte, signora Sorte! Gli apparve una vecchia, con la rocca e col fuso: – Ohè, che c’è, tu mi chiami, ma perché? – Ti ho chiamata per le mie figliuole. – Portale qui ad una ad una; si sceglieranno la sorte colle loro mani. […]

Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana

  • dai sette anni

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un Re e una Regina che non avevano figliuoli e pregavano i santi, giorno e notte, per ottenerne almeno uno. Intanto consultavano anche i dottori di Corte. – Maestà, fate questo. – Maestà, fate quello. E pillole di qua, e beveroni di là; ma il sospirato figliuolo non arrivava. Una bel giorno ch’era freddino, la Regina s’era messa davanti il palazzo reale per riscaldarsi al sole. Passa una vecchiarella: – Fate la carità! E la regina rispose: – Non ho nulla. La vecchiarella andò via brontolando. – Che cosa ha brontolato? – domandò la Regina. – Maestà, ha detto che un giorno avrete bisogno di lei.


Il ramo di nocciolo. Una fiaba dei fratelli Grimm

[…] Ma, ahimé, d’improvviso, mentre la madre di Gesù si stava chinando per coglier le fragole e riempire il cesto, da dietro l’erba di un basso cespuglietto di rovi sbucò una vipera. La madre di Gesù si spaventò e lasciò cadere a terra il cesto colmo di fragole, poi si mise a correre per mettersi in salvo. Il serpente cattivo la inseguì sibilando, ma, come si può immaginare, la Madonna sapeva cosa fare: […]

Il grande serpente di mare. Una fiaba di Christian Andersen

Adattamento di Gaetano Marino e messa in voce di Edoardo Nonnis

C’era una volta un pesciolino di mare di buona famiglia che aveva milleottocento fratelli, tutti uguali a lui; non conoscevano né il padre né la madre e dovettero immediatamente provvedere a se stessi e nuotando qua e là. Avevano abbastanza acqua da bere, tutto l’oceano, e al cibo non pensavano perché lo trovavano ovunque. Il sole brillava sull’acqua, era trasparente, il mare era un mondo pieno di forme stranissime, parecchie spaventosamente enormi, con fauci grandissime, che avrebbero potuto ingoiare tutti i milleottocento pesciolini, ma loro non ci pensavano, perché nessuno era ancora stato ingoiato. Quei piccoli pesci nuotavano tutti insieme, vicini tra loro, come fanno le aringhe e gli sgombri, ma proprio mentre nuotavano beatamente cadde dall’alto, con grande rumore, proprio in mezzo a loro, una cosa lunga e pesante, che non finiva mai; si allungò sempre di più e ogni pesciolino che ne veniva toccato rimaneva schiacciato da non riprendersi più. […]

L’albero dei sogni d’oro. Una fiaba moderna di Lucio Cadeddu

Dalla raccolta Come un arcobaleno di sogni nella notte – Edizioni Aracne. Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe: ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni prelibatezza e a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati. Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli, impossibili, e per risolverli costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere. Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che pareva una strega. […]

Lucio Cadeddu.
Docente di Analisi Matematica presso di Dip. di Matematica dell’Università degli Studi di Cagliari;
ricercatore nel campo delle applicazioni della matematica alle altre scienze (biologia, fisica, chimica) e autore di diverse pubblicazioni scientifiche internazonali;
divulgatore scientifico e docente presso il Master in Comunicazione della Scienza dell’Univ. di Cagliari;
giornalista freelance iscritto all’Ord. dei Giornalisti della Regione Sardegna, numerose collaborazioni in diversi campi (articoli per Quattroruote, Applicando, HiFi World, Overheard Cams etc.);
direttore responsabile ed editore della rivista di divulgazione scientifica TNT-Audio http://www.tnt-audio.com

Autore del saggio sulla paternità “Come un arcobaleno di sogni nella notte” edito da Aracne.

Le dodici principesse. Una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba adottata da Lucio Cadeddu

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re che aveva dodici figlie. Ma la disgrazia, diciamo così, era quella di avere tutte le figlie belle, belle una più dell’altra. Dovrebbe essere invece una gioia e una grande fortuna aver dodici figlie belle, ma, ahimé, la sfortuna e la disgrazia per le fanciulle, fu che il re era geloso e possessivo. Le dodici principesse, proprio a causa delle gelosia del loro re padre, dormivano tutte in una stanza, e la sera, dopo le preghiere, e prima della nanna, la porta della stanza veniva chiusa dall’esterno con una passante di ferro robusto e un chiavistello d’acciaio. Proprio come se le fanciulle fossero rinchiuse una pigione. […]

Il cibo di Dio. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta due sorelle: una non aveva figli ed era ricca, mentre l’altra aveva cinque figli, era vedova e cosi povera che non aveva neanche il pane per sfamare se stessa e i suoi bambini. Allora, in quegli stenti della fame, la sorella povera andò dalla sorella ricca e le disse:
-Io e i miei bambini stiamo morendo di fame. Tu, sorella mia, che sei ricca, potresti darmi un tozzo di pane?
Ma la sorella riccona era malvagia e aveva il cuore di pietra, perciò disse alla sorella povera:
-Anch’io non ho niente in casa, cara sorella mia.

I dodici apostoli. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Centinaia e centinaia d’anni prima della venuta al mondo di Gesù Cristo, viveva in un villaggio povero una madre che aveva dodici figli. Ella era così povera e misera che non sapeva proprio come sfamarli e mantenerli in vita. Pregava il Signore Iddio ogni giorno di concederle che tutti i suoi figli vivessero sulla terra insieme al promesso Redentore. Ma, dato che la loro miseria si faceva sempre più grande, la povera madre mandò i dodici fili, uno dopo l’altro, in giro per il mondo a guadagnarsi il pane.


Il maggiore si chiamava Pietro. Egli se ne andò, e quando ebbe già camminato per un intero giorno, capitò in un grande e buio bosco. […]

La vecchia casa. Una fiaba di Christian Andersen

Messa in voce di Edoardo Nonnis. Adattamento di Gaetano Marino.

C’era giù nella strada una vecchissima casa, che aveva quasi trecento anni. Tutte le altre case della strada erano nuove e belle pulite: si capiva subito che non volevano aver niente a che fare con quella vecchia casa; infatti pensavano: “Per quanto tempo ancora quel rottame dovrà rimanere in questa strada a dare scandalo? Che vergogna!.” Anche sull’altro lato della strada c’erano case nuove e pulite e queste pensavano proprio come le altre, ma alla finestra di una casa si trovava un fanciullo con due belle guance rosee e gli occhi chiari e pieni di gioia: per lui la vecchia casa era la più bella di tutte, alla luce del sole come al chiaro di luna.

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Un’improvvisa pioggia di stelle. Una fiaba dei fratelli Grimm.

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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Anche questa è una storia accaduta in un tempo dove il tempo quasi non ci stava. Per questo comincerò questa fiaba con… C’era una volta un villaggio sperduto tra le montagne, dove il tempo spesso si faceva tempaccio. Una tempaccio che arrivava proprio nei mesi freddi. E freddo, faceva, molto freddo. Tanto che il cielo non aveva più una sola nuvola di neve, perché la neve era venuta giù, caduta sulla terra, adagiando il proprio manto bianco su ogni cosa…

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Il meraviglioso paese di Cuccagna, una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba per il Natale adottata dai piccoli Liliana e Leonardo, in qualità di Genitore Adottivo

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Alessio, il papà di Liliana e Leonardo…

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Il Calzolaio povero e gli Gnomi, una fiaba dei fratelli Grimm

Una fiaba adottata da Viviana Maxia

Viviana Maxia è il Genitore Adottivo della fiaba Il calzolaio povero e gli gnomi, dei fratelli Grimm

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Viviana Maxia è il Genitore Adottivo della fiaba “Il calzolaio e gli Gnomi” dei fratelli Grimm

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L’Abete di Natale, una fiaba di Christian Andersen

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

Rodolfo, la renna dal naso rosso – Una fiaba per il Natale

Una fiaba per il Natale adottata dal piccolo Adriano, in qualità di Genitore Adottivo

Il piccolo Adriano, in qualità di Genitore Adottivo, sostiene Rodolfo, la renna dal naso rosso.

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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Le nozze celesti. Una fiaba dei fratelli Grimm

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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta, in chiesa, un povero contadinello udì il parroco che diceva: -Chi vuole arrivare nel regno dei cieli, deve sempre andare diritto-. Allora egli si mise in cammino e andò sempre diritto, senza mai cambiare direzione, per monti e per valli. Alla fine la strada lo condusse in una grande città, dove proprio nel mezzo ci stava una chiesa, dentro la quale si stava celebrando la messa. Quando vide tutta quella magnificenza, egli credette di essere arrivato in cielo, si mise a sedere ed era tutto contento. […]


 

Le scarpette di Natale. Fiaba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Era la notte Santa. Un povero calzolaio lavorava ancora nella sua unica stanza, dove viveva insieme alla moglie. Entro la mattina successiva, avrebbe dovuto consegnare un paio di scarpe per il figlio di un ricco signore.
– Hai già pensato a quello che potremo comprarci con il guadagno di questo lavoro? Chiese il calzolaio alla moglie.
– Sono piccole: ci daranno ben poco! – scherzò la donna.
– Beh, quest’anno è andata così.  […]

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La famiglia felice delle lumache bianche. Una fiaba di Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era dunque una volta un vecchio castello, dove non si mangiavano più le lumache, perché si erano estinte; ma non si erano estinte le piante di farfaraccio, che crescevano sempre più lungo i sentieri e le aiuole, tanto che non era più possibile controllarle; s’era ormai formato un vero e proprio bosco di farfaraccio, e tra le sue foglie vivevano le ultime due lumache, ormai vecchissime. Nemmeno loro sapevano quanto fossero vecchie, ma ricordavano eccome, che un tempo erano state moltissime. Esse discendevano da una famiglia di origine straniera e che il bosco era stato piantato per la loro famiglia. Non erano state mai fuori dal bosco, ma sapevano che esisteva qualcosa che si chiamava castello e che lassù venivano cucinate, e, una volta diventate nere, posate su un vassoio d’argento; quello che accadeva in seguito non lo sapeva nessuno.

L’Angelo. Una fiaba di Christian Andersen

Dovete sapere che ogni volta che un bambino buono s’addormenta per sempre, scende sulla terra un angelo del Signore, prende in braccio il bimbo addormentato, allarga le grandi ali bianche e vola in tutti quei posti che il bambino ha amato, poi raccoglie una manciata di fiori, che porta a Dio, affinché essi fioriscano belli assai più che sulla terra. Il buon Dio tiene i fiori sul suo cuore, ma al bimbo rapito dal sonno eterno, a quello che ha più caro di tutti dà un bacio. Appena il bimbo riceve il bacio, subito apre gli occhi e prende in dono la voce soave e può cantare con il coro dei beati. […]

Canto di Natale. Una fiaba da Charles Dickens

Una fiaba scritta e messa in voce da Gaetano Marino, tratta da un piccolo romanzo di Charles Dickens

Ebenezer Scrooge era un vecchio banchiere che viveva a Londra. Egli era un uomo ricco, avido, ed egoista. Il natale per lui era sempre stato una perdita di tempo. Scrooge rimproverava persino Dio per il riposo domenicale, perché esso era un danno serio per il commercio ed il guadagno. Talmente infastidito dalle festività, Scrooge, non solo lavorava ogni giorno con turni più lunghi di quelli degli operai delle fabbriche, ma costringeva il suo umile impiegato contabile Bob, al quale dava uno stipendio da fame, ovviamente, a fare altrettanto, obbligandolo a presentarsi al lavoro e rimanendo in ufficio fino a tardi anche il giorno della Vigilia di Natale, oltre il giorno di Santo Stefano, concedendogli con enorme risentimento di non lavorare il giorno di Natale. […]

La vecchierella. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Quando arrivò, la chiesa era già illuminata, ma non da candele, come al solito, bensì da una luce crepuscolare. Inoltre era già piena di gente, tutti i posti erano occupati, e quando la vecchierella giunse al suo, non era più libero neanche quello: tutto il banco era pieno. E quando ella guardò la gente […]

Il bosco di San Giuseppe. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ma l’angelo custode, che ogni bimbo buono ha con se, non l’abbandonò e la riportò sempre sulla strada giusta del ritorno. Tuttavia una volta la bimba non riuscì a trovare la strada per uscire dal bosco e l’angioletto finse di non esserci. Così la poveretta continuò a camminare fino a sera; allora vide in lontananza ardere un lumicino, corse verso quella luce e arrivò davanti a una piccola capanna. Bussò, la porta si aprì ed ella giunse a una seconda porta, alla quale bussò di nuovo. Le aprì un vecchio che aveva la barba bianca e un aspetto venerando, e non era altri che san Giuseppe. […]

Umiltà e povertà portano in cielo. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un principe che un giorno se ne andava per i campi, triste e pensieroso. Guardò il cielo, così limpido e azzurro, sospirò e disse: “Come si deve stare bene lassù!” In quel mentre scorse un vecchio mendicante che passava di là, gli rivolse la parola e domandò: – Perdonatemi buon uomo, vorrei chiedervi, come posso io andare in cielo?
L’uomo rispose: – Con umiltà e povertà, povertà vera. Mettiti i miei stracci, vai in giro senza meta per il mondo e per sette anni, senza mai fermarti, e impara a conoscerne la miseria; non prendere denaro, e quando hai fame prega come i mendicanti, supplica le persone pietose di darti un pezzetto di pane. […]

I tre ramoscelli verdi. Una leggenda dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un eremita che viveva in un bosco ai piedi di un monte e trascorreva il suo tempo in preghiera e opere pie; e ogni sera portava ancora due secchi d’acqua su per il monte, per amor di Dio. Quell’acqua dissetava molti animali e ristorava molte piante, perché‚ sulle cime soffia sempre un vento forte che prosciuga l’aria e la terra; e gli uccelli selvatici, che temono gli uomini, roteano su in alto nel cielo, cercando un po’ d’acqua. E poiché‚ l’eremita era tanto devoto, un angelo del Signore, che lui solo poteva vedere, lo accompagnava su per il monte, contava i suoi passi e gli portava da mangiare, quando egli aveva finito il suo lavoro; come quell’altro profeta eremita che per desiderio del buon Dio era nutrito dai corvi.

Fiorinda e Fioringhello. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un antichissimo castello che stava in mezzo ad una foresta enorme; là abitava, tutta sola, una vecchia strega, molto molto potente. Di giorno si trasformava in gatto o in civetta, mentre la sera riprendeva l’aspetto di stregaccia. Sapeva come attirare la selvaggina e gli uccelli, poi li macellava e se li cucinava o in pentola lessati o sul fuorco arrostiti. Se qualche sventurato s’avvicinava a cento passi dal castello, era costretto a fermarsi e non poteva più muoversi finché‚ ella non lo liberava. Ma se una vergine entrava in quel cerchio, la vecchia la trasformava subito in un uccello e la rinchiudeva in una gabbia, che poi metteva in una delle stanze del castello. Di quelle gabbie ne aveva ben centinaia di migliaia, con dentro ciascuna uccelli tanto rari. […]

Fernando fedele e Fernando infedele. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un uomo e una donna che erano molto ricchi, e finché furono ricchi non ebbero figli, ma quando il destino li rese poveri ecco che ebbero un figlio. Essi però erano così poveri che non riuscirono a trovare un compare per far battezzare il neonato; allora il pover’uomo disse che sarebbe andato nel paese vicino, per vedere se là qualcuno avrebbe accettato di far da padrino.
Per strada, incontrò un altro pover’uomo che gli domandò dove stesse andando; egli rispose che andava a vedere in paese se fosse riuscito a trovare qualcuno disposto a battezzargli il figliuolo: egli era povero e perciò nessuno voleva fargli da padrino né diventare suo compare. […]

Mignolina, una fiaba di Christian Andersen

Una fiaba donata da papà Daniele alla piccola Alice per il suo compleanno

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una donna che desiderava molto avere una bambina, ma non sapeva come ottenerla; così un giorno andò da una vecchia strega e le disse: «Desidero dal profondo del cuore avere una bambina, mi vuoi dire come posso fare per averla?». «Sì, posso aiutarti» disse la strega. «Questo è un granello d’orzo, ma non è di quelli che crescono nei campi del contadino e neppure di quelli che mangiano i polli; mettilo in un vaso e vedrai cosa succederà!» «Grazie molte» replicò la donna, e diede alla strega dodici centesimi; poi andò a casa, piantò il granello d’orzo e subito crebbe un bel fiore grande, sembrava un tulipano, ma i petali restavano chiusi come fosse ancora una gemma. […]

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La Luna. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era una volta un villaggio, dove la notte era sempre scura e buia e il cielo avvolgeva le case e il mondo come fosse un grande mantello nero. La luna, ahimè, da sempre non spuntava mai da dietro i monti e non c’era mai stata neppure una stella che brillasse in cielo. Pareva che dalla creazione del mondo quel villaggio avesse solo il buio della notte. […]

Una foglia dal cielo, una fiaba di Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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Il diletto Orlando, una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una donna che era una strega e aveva due figlie: una, brutta e cattiva, era la sua figlia; l’altra, buona e bella, era la figliastra. Ed ella tanto amava la prima, quanto odiava la seconda. Un giorno la figliastra aveva un bel grembiule che piaceva all’altra, tanto che quest’ultima, invidiosa, andò dalla madre e disse: -Quel grembiule deve essere mio-. -Sta’ tranquilla, bimba mia, lo avrai- disse la vecchia. -La tua sorellastra ha meritato la morte da un pezzo, e questa notte, mentre dorme, verrò a tagliarle la testa. Bada solo di coricarti dietro e spingila ben bene sul davanti.-…

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Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm

* dai 10 anni in su

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Molto tempo fa c’era un uomo ricco che aveva una moglie bella e giudiziosa; si volevano tanto bene, ma, purtroppo non avevano bambini. Davanti alla loro casa, in cortile, c’era un pianta di ginepro. Un giorno, in pieno d’inverno, la donna se ne stava seduta sotto il ginepro mentre sbucciava una mela e, d’improvviso, si tagliò un dito, e il sangue cadde sulla neve: –Ah, se potessi avere un bambino, rosso come il sangue e bianco come la neve! – Disse la donna sospirando. Passarono i mesi e alla settima luna raccolse alcune bacche del ginepro, le mangiò e si fece triste e si ammalò; passò l’ottava luna, ed ella disse a suo marito: -Se dovessi morire, marito mio, voglio che mi seppellisca sotto il ginepro-. […]


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Gatta Cenerentola. Una fiaba di Giambatista Basile

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un principe vedovo assai stimato in tutto il regno di Bertolla. Questi aveva un figlia tanto amata di nome Zezolla, e l’adorava a tal punto da non avere altri sguardi né pensieri per nessuno. Quando la fanciulla ebbe l’età adatta, decise di affidare la figlia amata ad una maestra di cucito: Carmusina, chiamava, assai conosciuta in tutto il regno per la sua esperienza e bravura nell’arte del ricamo, del cucito, del punto e croce, punto in aria, punto di sotto, di sopra e chissà dove. Sapeva anche essere maestra grande nel confezionare orli, frange e…

La bella dai capelli d’oro, una fiaba di Madame d’Aulnoy

Anna Maria Pisano

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una bella principessa, così bella che tutti la chiamavano la Bella dai capelli d’oro. Nelle terre vicine c’era un Re molto ricco, il quale, durante un ricevimento, vide la Bella principessa dai capelli d’oro e se ne innamorò. Un bel giorno il Re mandò il proprio ambasciatore per chiedere la mano della Bella principessa dai capelli d’oro. Quando l’ambasciatore arrivò alla corte della Bella principessa dai capelli d’oro, e avanzò la proposta di matrimonio, la fanciulla disse che non aveva nessuna intenzione di maritarsi. L’ambasciatore tornò in città e riferì la risposta della Bella principessa dai capelli d’oro. Il Re se ne dispiacque tanto e si mise a piangere come un ragazzino. […]

 

Il video

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La luce del sole lo rivelerà. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Un garzone sarto girava per il mondo in cerca di lavoro, ma non riusciva a trovarne ed era così povero che non aveva più un soldo in tasca. Un giorno incontrò per strada un ebreo e, pensando che avesse molto denaro in tasca, scacciò Dio dal suo cuore, si precipitò su di lui e disse: -Dammi il tuo denaro o ti ammazzo!-. L’ebreo rispose: -Fatemi grazia della vita, denaro non ne ho; avrò forse otto centesimi in tutto-. Ma il sarto disse: -Sì che ne hai di denaro, e deve venir fuori!-. Allora gli usò violenza e lo picchiò tanto che lo ridusse in fin di vita. E quando fu per morire, l’ebreo disse queste ultime parole: -La luce del sole lo rivelerà!- e morì.

Il garzone povero e la gatta pezzata. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Cerano una volta tre garzoni che lavoravano presso un mulino. Il padrone, che era un vecchio mugnaio gentile e laborioso, rimasto vedovo e senza figli, quando sentì che ormai la sua vita era quasi giunta al termine, chiamò i tre garzoni, ai quali disse: Ragazzi miei, voi sapete che non ho figli, eppure vi ho sempre considerati e trattati come se lo foste. Dunque, sento che la mia vita è oramai prossima alla fine, e per questo vorrei lasciare il mulino a chi di voi mi porterà a casa il più bel cavallo del mondo. Andate dunque e buona fortuna. […]

Sirenetta, principessa del mare. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Là, in mezzo al mare, nelle profondità proibite all’uomo, abita gente del mare sconosciuta al mondo. Nel punto più lontano del fondo si trova il castello del re del mare. Le mura sono di corallo e le grandi finestre sono fatte con ambra chiarissima, il tetto è formato da conchiglie ricche di perle giganti e meravigliose. II re del mare era vedovo da molti anni, pur avendo perso la moglie gli rimasero sei figlie. Tute belle e soavi. Ma chi governava il castello era la vecchia madre del re. Ella voleva molto bene alle piccole principesse del mare, le sue nipotine, ed esse ricambiavano con devozione e affetto. Le principesse del mare erano sirene. Avevano la pelle bianca come l’avorio e delicata come un petalo di rosa bianca, gli occhi erano azzurri come il mare, ma non avevano piedi, perché il loro corpo era per metà pesce e per metà fanciulla. E al posto dei piedi possedevano una grande pinna. […]

I fiori della piccola Ida. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] “I miei poveri fiori sono tutti morti!” disse la piccola Ida. “Erano così belli ieri sera, e ora sono tutti appassiti! Perché è successo?” chiese allo studente, che sedeva sul divano. Lei gli era molto affezionata, perché sapeva raccontare le storie più belle e sapeva ritagliare figurine di carta molto divertenti: cuori che contenevano damine che danzavano, fiori e grandi castelli, le cui porte si potevano aprire; era proprio uno studente simpatico! “Perché i fiori sono così brutti oggi?” gli chiese nuovamente, e gli mostrò un mazzo che era tutto appassito. “Oh, sai che cos’hanno?” disse lo studente. “I fiori sono stati a ballare questa notte e per questo ora hanno la testa che ciondola.” […]

Il principe senza paura. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] C’era una volta un principe senza paura, e dato che s’annoiava tanto a vivere nel castello del padre, decise di andare in giro per il mondo, e scoprire tante cose.
Una mattina di primavera salutò il padre re, la madre regina, tutta la corte, e partì all’avventura. Camminò dalla mattina alla sera senza badare mai dove andasse. Un giorno il principe Crisponzio capitò nella casa di un gigante e, stanco dal lungo cammino si sedette sul gradino della porta. Mentre stava seduto egli notò per terra, nel giardino della casa del Gigante, una palla enorme e dei birilli enormi. […]

La campana. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Accadde una sera. Proprio in quelle strette vie della grande città, quando il sole tramontava e le nuvole luccicavano come fossero d’argento. In alto, su su, tra i camini delle case, si udiva arrivare un suono. Un suono strano, come fosse il rintocco di una campana. Lo si sentiva per un momento, lontano lontano, tra i rumori della città, e gli schiamazzi della folla che riempiva le strade. «Quello dovrebbe essere il tocco della campana che annuncia l’arrivo della sera, ora il sole calerà verso il suo giaciglio e riposerà» qualcuno diceva. Coloro che abitavano fuori città, dove le case avevano giardini e campi, vedevano il cielo del tramonto ancora più chiaro e splendido, e sentivano quel suono di campana, nitido e forte. Pareva che giungesse dal mezzo dell’odoroso bosco che stava d’intorno alla città. Tutti gli sguardi della gente erano rivolti verso quel punto sconosciuto. […]

Trottolino e Pallina, i due fidanzati. Una fiaba di Hans Christian Andersen

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Passò qualche tempo, e un pomeriggio d’estate il bambino della casa levò dal cassetto la Pallina. Trottolino vide che Pallina veniva lanciata in alto, sembrava davvero una stupenda ballerina, quasi avesse le ali di un uccello grazioso. Dopo un bel po’ quasi non la si vide più. Volava talmente in alto principessa Pallina, che quando toccava terra rimbalzava schizzando ancora più in alto, ma poi tornava giù. Finché Pallina, dopo l’ultimo lancio, non tornò più. Il bambino gridò parole disperate guardando verso l’alto, ma Trottolino non capiva le parole del suo padroncino. Il bambino la cercò inutilmente per tanto tempo. «Io lo so dove è andata Principessa Pallina!» sospirò pensieroso e addolorato Trottolino. […]

I tre fratelli e il buon padre. Una fiaba

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una volta c’era un bravo e saggio contadino che era rimasto vedovo e aveva tre cari figliuoli. Essi erano tre ragazzi ubbidienti, bravi lavoratori e mai nessuno di loro s’era mostrato prepotente e capriccioso. Segno di una buona e affettuosa educazione ricevuta dal padre. Perché, come dice il vecchio proverbio: i frutti non cadono mai lontani dal proprio albero. Ma, ahimé, venne un dì in cui il buon contadino s’ammalò gravemente. Egli sentì che il suo tempo nella vita stava per scadere, perciò volle subito ordinare il suo testamento per donare le sue proprietà ai propri figliuoli. […]

Lo zaino, il cappellino e la cornetta. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’erano una volta tre fratelli tanto poveri. Così poveri che un giorno non ebbero più nulla da mangiare. Decisero così di andare in giro per il mondo a cercar cibo e fortuna. Cammina cammina, finché giunsero in un grande bosco dove c’era una montagna d’argento. Il maggiore, soddisfatto, ne prese quanto poteva trasportarne e ritornò a casa; gli altri due invece si augurarono d’aver più fortuna, lasciarono la montagna d’argento e proseguirono. Cammina e cammina finché arrivarono a una montagna che era tutta dorata. Il secondo fratello, ne prese quanto poteva trasportarne e ritornò a casa. Il fratello minore, che si chiamava Giovannino, invece pensò: “Oro e argento non mi toccano: non voglio perdere la mia fortuna, sono sicuro che mi aspetta qualcosa di più.
Lasciò l’oro di quella montagna e proseguì. […]

La vera sposa e i doni della fata Iride. Una fiaba dei fratelli Grimm

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] La fanciulla raccolse le sue poche cose, prese il suo abito da sposa dall’armadio, insieme ad un fazzoletto, dentro il quale vi mise un pugno di pietre preziose e partì.
Camminò e camminò, in ogni luogo e in ogni città, ovunque ella arrivasse, chiedeva notizie del suo sposo, ma nessuno aveva mai sentito il suo nome. Caterina girò il mondo, ma, ahimé, non lo trovò. Alla fine andò a far la pastorella da un contadino e seppellì il suo vestito da sposa, insieme al fazzoletto con le pietre preziose, sotto una pietra. Da allora visse facendo la pastorella: custodiva il gregge ed era sempre triste e addolorata per il suo amato principe scomparso. […]