Titanomachia, la guerra tra Titani. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Per dieci lunghi anni la terra conobbe distruzione e devastazione. Fu sconvolta da terremoti, maremoti, tempeste, uragani. Si spostarono e si sgretolarono le montagne, i mari furono perennemente in tempesta a un passo da sommergere la terra tutta. I fiumi inondavano le terre, i laghi scomparivano sprofondando nelle viscere della terra, le valli bruciavano! Orribili crepaci, precipizi, gorghi, si formarono dappertutto. Dalle fauci dei vulcani sgorgava lava e dalle crepe d’intorno si sprigionava fumo intenso, acre, che sapeva di zolfo dal colore scuro. Le cortine di fumo s’alzavano quasi sino alla volta del cielo, trasformando il giorno nella notte, impedendo alla luce del sole di poter tornare sulla terra. Ma in tutto questo sfacelo di distruzione nessuna delle due fazioni ottenne vittoria. Le forze dei nemici in campo erano della stessa portata, per cui sembrava che tutto fosse segnato, e non ci fossero né vincitori, né vinti. […]

Le ninfe e la fortuna di Eaco, re saggio e giusto. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Le ninfe erano giovani fanciulle che popolavano le campagne, i boschi, i fiumi e il mare. Erano la gioia degli spiriti dei campi e di tutta la natura in genere, di cui esse assumevano l’appartenenza nel corpo della grazia e nel dono della fecondità. Si diceva fossero figlie di Zeus, tutte, o quasi, e c’è da crederci se si conosce la volubilità del cronide, figlio della titanide Rea. Oh, belle, le ninfe, erano belle, eh? Diciamolo subito. Ma essendo figlie di un dio e di una mortale, esse non potevano considerarsi immortali, però vivevano a lungo. […]

Le nove Muse. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Erano dunque entità divine che avevano sempre avuto alto onore da parte di tutti e un grande rispetto. Esse rappresentavano l’ideale supremo dell’Arte, intesa come verità del “Tutto” ovvero l’«eterna magnificenza del divino». Ecco perché ad esse soltanto spetta il nome di olimpiche, oltre che al loro padre Zeus. […]

Quali erano le nove Muse:

  • Calliope: il cui nome in greco significa “dalla bella voce”, era l’ispiratrice della Poesia Epica.
  • Clio: “Colei che può rendere celebri” è la Musa della Storia.
  • Erato: deriva il nome da Eros ed è considerata l’ispiratrice della Poesia lirica e del canto corale
  • Euterpe: era la musa della Musica, protettrice di strumenti a fiato e, più tardi, anche della poesia lirica.
  • Melpomene: “colei che canta la Tragedia” era la musa del Canto, dell’armonia musicale e della tragedia.
  • Polimnia: è la musa protettrice dell’orchestica, della pantomima e della danza associate al canto sacro e eroico.
  • Talia: thallein (fiorire), è colei che presiede alla commedia ed alla poesia bucolica.
  • Tersicore: è la musa della Danza, il suo nome viene dalla parola τερπέω (“mi piace”) e χoρός (“danza”).
  • Urania: (dal greco antico Ouranos, «cielo») era la musa dell’astronomia e della geometria.

Adone, il bel fanciullo nato dalla mirra e amato da Afrodite. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

*** dai 15 anni in su

[…] Fu un sacrilegio che fece adirare assai Afrodite, tanto da far pagare a Cancrèide un caro prezzo. Dopotutto, si sa, non bisogna mai mettersi contro un dio, o peggio ancora, contro una dea, perché le conseguenze sarebbero imprevedibili e terribili. Difatti, Afrodite ordinò una punizione esemplare. Ma non fu Cancrèide a pagare per la sua arroganza, no, Afrodite se la prese con la giovane figlia Smirna, disponendo che la fanciulla infiammasse d’amore, ma non per un uomo qualsiasi, no, ella avrebbe perso la testa per il proprio padre Cinìra: con lui sarebbe dovuta giacere, sperduta in un amore criminale. E dato che non si può sfuggire al volere degli dei, Smirna presto arse d’amore e di desiderio per suo padre. […]

Issione, tiranno sposo e spergiuro. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Ecco perché apparvero le Erinni: le terribili vendicatrici degli assassinati dello stesso sangue, che attaccavano inesorabilmente coloro che s’erano macchiati di quegli omicidi. Si chiamavano Aletto, Tisifone e Megera. Figlie della terra e della notte. Avvolte al collo da squame di bronzo, coi capelli di serpenti, dalle ali di drago e artigli in tutto il corpo. Si portavano appresso un puzzo di morte. Erano entità delle tenebre che provenivano dagli inferi. Entità maligne dal nome impronunciabile: guai solo a pensarle, perché s’aveva la paura certa che essere apparissero; tanto era il terrore che spargevano sugli animi degli uomini. […]

Pigmalione, un amore d’arte

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Ebbene, molti e molti secoli fa, un re, che si chiamava Pigmalione regnava nell’isola di Cipro. Egli, oltre ad essere re, era uno scultore, e scolpiva statue di divinità e semidei che frequentavano l’isola; allora assai affollata. Pigmalione era tanto stimato per la sua bravura e abilità nell’arte di forgiare sculture, che chi ammirava il suo lavoro diceva che le sue state erano talmente perfette che parevano vive, e a qualcuno parve persino che respirassero. Ma Pigmalione, come tanti straordinari geni dell’arte, aveva alcune strane pretese, insieme a parecchie bizzarre necessità. Evitava di frequentare le donne, o di aver con loro qualche storia d’innamoramento. Tutte le ragazze, egli pensava, non è che non gli piacessero, anzi, ma erano noiosissime, come la sua sorellina. Egli non le capiva proprio, le donne. Come pensassero, cosa pensassero, che cosa volessero. […]

Semiramide, leggenda e mito di una Regina colomba.

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Semiramide fu una grande regina della città di Babilonia. Donna affascinante, bella, indomabile, di immenso valore e di grande coraggio mostrato nelle imprese e nell’esercizio delle armi. Ogni fatto della sua vita ebbe inizio nella regione della Siria, e precisamente nella città di Ascalona, dove si venerava Derceto, una dea che si pensava vivesse nelle profondità di un lago vicino alla città. Derceto, aveva un volto meravigliosamente bello di donna e il corpo di pesce. La dea Afrodite che, sempre invidiosa per sua natura, proprio per la sua bellezza non sopportava la dea Derceto, e perciò la costrinse ad una passione violenta, segreta perché non voluta, e dunque pericolosa assai, verso un giovane cacciatore Siriano, di nome Caistro, che era figlio del grande eroe Achille e dell’amazzone Pentesilea. […]

Il gigante Anteo contro l’eroe Eracle. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Anteo era un Gigante. Figlio di Poseidone, dio del Mare e della Madre Terra Gea. Egli aveva la sua dimora nella terra di Libia, secondo alcuni, o in Marocco, secondo altri; terre situate nel nord del continente d’Africa.
Anteo era un gigante assai crudele, Tanto che appena uno straniero viaggiatore aveva la sventura di transitare nelle sue terre, questi veniva costretto con la forza a lottare e combattere contro il gigante. Dopo una lotta dura e senza riposo, né tregua, appena Anteo si rendeva conto che lo sfortunato straniero non ce l’avrebbe fatta più, e perciò se ne restava costretto a terra esausto e sanguinante, egli lo afferrava con le sue possenti braccia, piantava le gambe al suolo, lo inarcava sul proprio petto vigoroso, e con un violento colpo di reni e grido di belva umana, stritolava lo sventurato. […]

Ares contro i giganti. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Ares, il dio della guerra, sanguinario e brutale, conquistò l’amore di Afrodite, dea della bellezza. Ma ares era antipatico, irascibile e violento, soprattutto nessuno degli altri dei poteva soffrirlo, compreso suo padre, Zeus, il padre di tutti gli dei, non poteva sopportarlo. Ebbene, Ares, pur avendo conosciuto sempre la vittoria nelle sue imprese, cioè quella di scatenare guerre e massacri in ogni parte del mondo, ebbe modo di provare sulla propria pelle che le imprese vittoriose però non sempre arridono al rissoso Ares, anzi. […]

Afrodite, la dea della bellezza e i suoi figli. Mitologia

Una storia dalla Mitologia adottata da Viviana Maxia

Una storia della mitologia adottata da Viviana Maxia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Appena Afrodite emerse dalle onde, su una conchiglia di madreperla, Zefiro l’aveva spinta sulla riva dell’isola di Cipro, da qui il nome di Cipride. Appena la dea Afrodite mosse i primi passi sulla spiaggia, i fiori sbocciarono sotto i suoi piedi, e subito le vennero incontro le Ore, che portavano con se le quattro stagioni e inoltre erano esse che aprivano e chiudevano le porte di nuvole che conducevano all’Olimpo. Andarono incontro alla bella Afrodite anche la dea della persuasione, il dio del desiderio e quello della brama, Tutti ad accoglierla, per onorarla e servirla. La vestirono con una vestale splendente, bella e leggera, fluttuante più dell’aria, poi le donarono una cintura che le avvolse il seno, donando il desiderio.

La Mitologia narrata dai ragazzi

l’Associazione Aula39 presenta
La mitologia narrata dai ragazzi dell’Istituto comprensivo Giusy Devinu, di via Meilogu – Cagliari – Scuola Secondaria di primo Grado – classe 3a-A.
anno 2018 – referente del progetto professoressa Roberta Olivari
messa in voce di
Michele Massidda
Silvano Melis
Jasmin Pellizzaro
Dennis Pitzalis
Alessio Putzu
Alessandra Sanna
Adattamento e regia di Gaetano Marino

Odisseo, le seducenti Sirene, i mostri Scilla e Cariddi. Odissea, Omero. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Per Prime incontrerai strane fanciulle alate: le Sirene: femmine dalle ali immense e fluttuanti. Sono esseri mezzo uccelli e mezzo donne. Hanno voce di porpora dal fine canto, inarrestabile. Per questo seducono e ingannano tutti coloro che incontrano nel loro parco di mare. Son esseri a cui nessuno può resistere, se ascoltate. […] Laggiù dimora Scilla, un mostro con dodici piedi deformi, con scaglie acuminate e velenose. Dal suo orribile corpo spuntano sei lunghissimi colli, ciascuno con una testa di drago spaventosa. Ciascuna possiede tre file di denti aguzzi velenosissimi, che portano morte scura. […] Simile a un’enorme serpe, possiede una gigantesca bocca fornita di un’infinità di file di denti aguzzi velenosissimi, che portano morte scura. Cariddi per tre volte al giorno risucchia l’acqua del mare e la rigurgita, creando enormi vortici che affondano le navi in transito. […]

Canente la bella ninfa addolorata e il suo amato re Pico. Da Le Metamorfosi di Ovidio. Mitologia

Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Ma il fato, ahimé, volle che in quel luogo di bosco, dove Re Pico s’addentrava per cacciare il cinghiale, nello stesso giorno e alla stessa ora, la dea Circe, figlia del Sole, detta la Maga, s’aggirasse nei sentieri stretti. Ella andava in cerca di bacche ed erbe magiche per confezionare i suoi intrugli malefici. Appena la maga sentì i cavalli del re Pico avvicinarsi al galoppo, subito si nascose tra gli alti cespugli, e quando vide passare di fronte al suo nascondiglio re Pico, una vampa di calore indicibile l’avvinse in tutto il corpo. Il respiro quasi le mancò. Per il padre dio Sole, quant’era luminoso! La bellezza di Pico aveva portato una grande vertigine nel cuore della Maga Circe. Desiderio e passione, sentimenti che lei conosceva assai bene, di cui non avrebbe dovuto temere, la colsero di sorpresa, la devastarono, quasi soffocava; e non poteva liberarsene. Fu così che Circe, rendendosi conto d’essere in trappola, volle anche lei fare suo prigioniero di cuore il re Pico. […]

Odisseo e la maga Circe, sortilegi e seduzioni. Dal libro 10° dell’Odissea di Omero

Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Lei, Circe, non esitò ad aprire la porta ed uscì, invitando quegli uomini ad entrare: la seguirono tutti senza temere inganno. Ma Eurìloco restò fuori dalla porta, sospettando che fosse una trappola. Circe li portò in una sala senza tetto, il sole splendeva e pavoneggiava tra le ombre dei colonnati. Li fece accomodare sulle sedie che parevano troni dorati. Quegli uomini non ebbero nemmeno il tempo di ammirare il luogo dove stavano seduti che subito si videro serviti a tavola di formaggio, farina d’orzo, miele denso e amaro, vino di Prammo, ogni cosa, ogni bevanda fu mischiata ad inganno con un farmaco funesto. Era il veleno dell’oblìo, della dimenticanza. […]

La leggenda delle Oche Guerriere di Roma. Leggenda

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Una delle leggende più famose legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, svegliarono i soldati, che combatterono con grande energia respingendo i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dalle oche.

Dal grande Kaos al trono di Zeus – Dei e miti dall’antica Grecia – A cura di Gaetano Marino

Una storia della Mitologia adottata dalle sorelline Marta ed Emma

Una storia della Mitologia adottata dalle sorelline Marta ed Emma

adattamento e messa in voce di Gaeano Marino

Dal Kaos disordine, il nulla, alla nascita dell’universo, il cielo azzurro, Urano. Poi venne la terra Gea. I due si piacquero subito e si abbracciarono. Nel loro abbraccio diedero vita e forma ai primi figli, gli Ecatonchiri, dalle cinquanta teste e  cento braccia; poi vennero i Ciclopi, creature con un solo occhio: giganti e irascibili. Infine, al centro della terra si formò il Tartaro, l’inferno di fuoco. Ascolteremo le vicende terribili di Crono e il ferimento del padre Urano, la nascita segreta di Zeus, lo stomaco ingordo di Crono e il tradimento di Rea; con il solo scopo di salvare il figlio. Le straordinarie doti di Zeus, Ade, Poseidone, la guerra tra padre e figli, la maga Metide e i suoi intrugli. La nascita di Atena. Zeus finalmente sul trono.


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Il video 

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino, e con l’amichevole partecipazione di Galìcaro Da Mapefòsca.
Dal Kaos disordine, il nulla, alla nascita dell’universo, il cielo azzurro, Urano, e venne la terra Gea. Nel loro abbraccio diedero vita e forma ai primi figli dalle cinquanta teste, e dalle cento braccia, gli Ecatonchiri, poi vennero i Ciclopi, creature con un solo occhio, giganti e irascibili. Infine il Tartaro, l’inferno sprofondato al centro della terra.
Vedremo Crono e il ferimento del padre Urano, la nascita segreta di Zeus, lo stomaco ingordo di Crono e il tradimento di Rea per salvare il figlio. Le straordinarie doti di Zeus, Ade, Poseidone, la guerra tra padre e figli, la maga Metide e i suoi intrugli. La nascita di Atena. Zeus finalmente sul trono.

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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Ade, il dio degli inferi, prende moglie – Mitologia

Una storia della mitologia adottata dalle sorelline Emma e Marta

Una storia della mitologica adottata dalle sorelline Emma e Marta

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Allora Ade decise di salire sulla Terra e di non tornare nel proprio regno fino a quando non avesse trovato una degna compagna. Durante il suo girovagare nel Regno dei Vivi, giunse nella Sicilia orientale. Entrò in un boschetto e sentì delle risate; scrutò verso il torrente, che scorreva nella valle sottostante e vide un gruppo di bellissime fanciulle che giocavano in acqua. […]


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Eracle e le tre mele d’oro. Mitologia

Una storia dalla Mitologia adottata da Mamma Ombretta

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La storia delle tre mele d’oro è l’undicesima fatica di Eracle. All’eroe venne ordinato di prendere le tre mele d’oro che si trovavano nel giardino delle Esperidi. Nessuno però sapeva dove fosse questo giardino. L’eroe tuttavia non si perse d’animo e andò in giro per il mondo a cercarlo. Dopo tante avventura venne a sapere che l’unico che potesse aiutarlo era Atlante, il Titano che reggeva il cielo e le stelle sulle sue spalle. Eracle trovò Atlante e gli domando del giardino delle Esperidi. L’eroe si offrì di reggere la volta celeste mentre Atlante sarebbe andato a prendere le famose mele d’oro. Quando il titano tornò, dopo aver assaporato la libertà dall’enorme peso che era costretto a reggere sulla sua schiena, decise di lasciare Eracle in quella posizione per sempre, ma la furbizia e la forza di Eracle… […]

Perseo e il mostro Medusa. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] E sfidò Perseo a superare la prova più difficile che si potesse immaginare. «Ti sfido a portarmi la testa di Medusa» disse al giovane. Un tempo Medusa era stata una ragazza molto bella, ma tanto superba da raccontare in giro che nemmeno le dee dell’Olimpo erano belle come lei. Gli dèi l’avevano sentita e per punirla l’avevano trasformata in una Gorgone, un mostro con serpenti al posto dei capelli e uno sguardo mortale: chi la guardava diventava di pietra. Perseo cadde nella trappola del re: «Parto subito!» gridò. […]


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Cassandra, principessa inascoltata – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Si sentiva bruciare. Diventò Una fiamma altissima e Cassandra fece un passo indietro, spaventata.
– Avrai il Dono della profezia, ma non ti servirà a nulla, perché… –
Una folgore si abbatté sulla terrazza.
– NESSUNO… MAI… ti crederà,- scandì il dio – Questa sarà la punizione per aver tradito la parole data! –
Una pioggia pungente iniziò a scendere dal cielo, ma nessuno dei due sembrava accorgersene.
– Invece che come grande sacerdotessa, verrai ricordata solo come una povera pazza!
Il calore he emanava dal suo corpo era insopportabile e Cassandra si coprì il viso con il braccio. Quando si decise a toglierlo, Apollo era scomparso.
Cassandra si guardò intorno come se vedesse quel luogo per la prima volta. Improvvisamente, tutto le era chiaro: Troia sarebbe stata distrutta dagli Achei!
Si mise a correre come una forsennata verso gli appartamenti reali.
– Padre! Madre! – gridava. Cadde, si rialzò, chiamando a gran voce tutto il palazzo.
– Svegliatevi! Ascoltatemi! Troia sarà rasa al suolo!
Ma nessuno l’ascoltò.


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Teseo, Arianna, e un filo – Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta un re di nome Minosse, che regnava sull’isola di Creta. Il re aveva un figlio di nome Androgeo e una figlia di nome Arianna. Androgeo. Già a quel tempo ogni quattro anni si svolgevano i giochi olimpici: Androgeo ottenne dal padre il permesso di parteciparvi. Poiché era giovane, forte e coraggioso, abilissimo in tutti gli sport, vinse tutte le gare. In questo modo si attirò l’invidia e la geosia dei giovani atleti ateniesi, e un brutto giorno…[…]


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Narciso, storia di un fanciullo che amava troppo se stesso – Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Storia di un fanciullo che amava troppo se stesso…


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La storia di Giasone e Medea, il vello d’oro – Mitologia

adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Medea prepara per Giasone un unguento magico che lo proteggerà dal fuoco sputate dai due tori e gli dona un rubino fatato, capace di proteggerlo dai guerrieri della seconda prova. Nonostante Giasone abbia superato le prove, Eeta rifiuta di cedere il Vello d’Oro, allora Giasone, sempre aiutato da Medea, addormenta il drago, messo a guardia del Vello, se ne impadronisce e torna con la nave verso Iolco con Medea. […]


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La storia di Filemone e Bauci, un amore indissolubile. Mitologia

adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Gli dei sommersero il paese e trasformarono la capanna in un sontuoso tempio; ai due vecchi poi concedettero l’esaudimento di un loro desiderio. Essi chiesero di essere i sacerdoti del tempio e di morire ad un tempo; e dopo molti anni furono trasformati in due alberi, una quercia e un tiglio, che a lungo stettero dinnanzi al tempio e furono oggetto di culto.[…]


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Il principe Demofonte, ad un passo dall’immortalità. Mitologia

Adattamento emessa in voce di Gaetano Marino

Demofonte (o Demofonte; gr. Δημοϕόων) Mitico figlio di Celeo, re di Eleusi, e di Metanira. Secondo Omero, Demetra, grata per l’accoglienza avuta da Celeo, cominciò ad allevare D. per renderlo immortale, nutrendolo di ambrosia, alimentandolo con il suo soffio divino ed esponendolo di notte alla fiamma viva del fuoco. Metanira, ignara di ciò, avendo visto il figlio esposto al fuoco, interruppe l’operato della dea e impedì così la divinizzazione.

Storia di Aracne, una fanciulla superba. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Geatno Marino

Aracne era una fanciulla famosa per la sua porpora. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice e ricamatrice in quanto le sue tele erano considerate un dono del cielo tanto erano piene di grazia e delicatezza e le persone arrivavano da ogni parte del regno per ammirarle. Aracne, orgogliosa della sua bravura, tanto che un giorno ebbe l’imprudenza di affermare che neanche l’abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei tanto che ebbe l’audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara. […]


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Ermes, e come liberò la principessa Io – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Come fare a liberare la povera Io ? Zeus chiamò in aiuto Ermes, l’astuto, che velocissimo volò a Nemèa, dove la giovenca era affidata ad Argo dai cento occhi. Il mostro dormiva con due occhi soltanto, mentre gli altri restavano aperti e vigili. Ermes, sedutosi accanto, cominciò a raccontargli un sacco di storie e pian piano anche gli altri occhi cominciarono a chiudersi… Poi suonò col flauto una nenia così lunga e dolce che Argo, per la prima volta, s’addormentò completamente. E fu allora che Ermes, sguainata la spada, gli tagliò d’un colpo solo la testa. “Scappa, Io, scappa !” […]


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Fetonte, il figlio del Sole. Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

«Sono capace. Fammi provare» Fetonte pregava il Sole suo padre. «Cosa ci vorrà mai? Conosco le manovre perfettamente, ho guardato un sacco di volte come fai tu. Posso farlo benissimo anch’io. La verità è che tu non ti fidi di me. E invece mamma sarebbe d’accordo e mi lascerebbe…»
Ecco, adesso ci mancava che si intromettesse anche sua moglie Olimene.
«Su, che ti costa, per una volta?!» il Sole si senti infatti supplicare dalla moglie di li a poco. «In fin dei conti te lo sta chiedendo tuo figlio, non un estraneo. Mi ha promesso di essere prudente, fidati per una volta. Fallo provare, ti prego, ha solo bisogno di capire che hai stima di lui!»


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Bellerofonte, un principe in fuga – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

In seguito a un’ingiusta accusa, l’eroe greco Bellerofonte deve affrontare una serie di pericolose imprese, la più nota delle quali è l’uccisione della Chimera. Da tutte esce vittorioso. Poi insuperbisce e tenta di salire al cielo sul cavallo alato Pegaso, ma Zeus lo punisce facendolo precipitare e rendendolo zoppo

Pegaso, il cavallo alato – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Nella mitologia greca, cavallo alato, generato da Posidone e dalla Gorgone Medusa. Secondo la versione più nota balzò fuori dal collo della Gorgone quando Perseo le tagliò il capo, presso le sorgenti dell’Oceano. Fu cavalcato prima da Perseo, che grazie a Pegaso liberò Andromeda; poi da Bellerofonte che con esso poté vincere la Chimera e combattere con le Amazzoni. Morto Bellerofonte, Pegaso risalì al cielo a tirare per Zeus il carro del tuono. Quando il Monte Elicona cominciò a salire verso il cielo per il piacere datogli dal canto delle Pieridi in gara con le Muse, Pegaso per ordine di Posidone lo arrestò con un colpo di zoccolo che fece sgorgare la fonte Ippocrene («sorgente del cavallo»). Pegaso, infine, fu mutato in costellazione.

Apollo e Dafne. Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Apollo si innamorò perdutamente di lei. E lei di lui… proprio per niente! Sennò, che punizione sarebbe stata? Così, Eros incoccò un’altra freccia per Dafne ma non una freccia d’amore. Era di piombo, arrugginita e spuntata: una freccia di disamore! Non appena Dafne ne fu colpita, si scatenò in lei il disgusto per Apollo. Più lui si avvicinava, più lei arretrava. Più lui le rivolgeva dolci parole d’amore, più lei inorridiva. E quando Apollo allungò una mano per toccarla, lei fuggì, veloce come un capriolo. Apollo le fu dietro, non voleva lasciarla andare, non poteva. Era innamorato!


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Tantalo, ingannatore degli dei – mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tantalo, uno dei figli di Zeus, regnava a Sipilo, in Frigia, ed era assai ricco e famoso. Se mai gli dèi dell’Olimpo abbiano stimato e onorato un mortale, questi era lui. A causa della sua discendenza, egli si conquistò la loro amicizia e da ultimo gli fu permesso di banchettare alla tavola di Zeus, partecipando di tutto ciò che gli immortali discutevano fra loro. Ma la sua superba natura umana non seppe mantenersi all’altezza di quella fortuna ultraterrena, e in diversi modi egli prese a commettere empietà e sacrilegi contro gli dèi.

Amore e Psiche, anima curiosa – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La dea, sentendosi trascurata ed offesa, pensò di vendicarsi. 
La vendetta consisteva nel far innamorare la fanciulla dell’uomo più povero, brutto e sfortunato che ci fosse sulla terra, non solo, avrebbe dovuto sposarlo e vivere una vita di povertà e di dolore; per far questo incaricò il proprio figlio che si chiamava Eros, il dio dell’amore. Egli avrebbe dovuto colpirla con una delle sue frecce terribili, che facevano innamorare chiunque ne fosse colpito. Eros si mise subito alla ricerca di Psiche e la trovò. Subito si preparò per scoccare la freccia fatale, ma, appena Psiche lo guardò negli occhi, il dio dell’amore rimase incantato dalla sua bellezza. Colpito e confuso dalla splendida fanciulla Eros lasciò cadere l’arco e la freccia, ma questa lo ferì ad un piede. Fu così che Eros cadde vittima del suo stesso inganno. Si innamorò all’istante di Psiche.

Alcione, la figlia del vento. Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Eolo, il dio dei venti aveva una figlia che si chiamava Alcione; era una bella ragazza, quasi come era stato un bel ragazzo Giacinto. Anche lei, come Apollo, desiderava un mortale più di tutti gli dei messi insieme. Era un giovane marinaio di nome Ceice, e la fanciulla tanto fece finchè lo sposò. Un giorno Ceice partì per il mare, per andare a consultare l’oracolo di Apollo.
Nel viaggio di ritorno si scatenò una violenta tempesta, e la nave su cui si trovava l’amatissimo marito di Alcione affondò. […]


Atreo e Tieste, due fratelli e il loro odio. Mitologia

Una storia dalla Mitologia adottata da Stefano Novelli

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Stefano Novelli, in qualità di Genitore Adottivo, sostiene Atreo e Tieste, due fratelli e il loro odio

Ares, il potente dio della guerra. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Quella notte stessa Era restò incinta di Ares. Un altro maschietto. Era lo guardò subito con sospetto e prevenuta, non sia mai che faccia due. Ma questa volta pareva tutto apposto. Il capitolo Efesto, figlio ingrato, era messo da parte, finalmente. Ora aveva un nuovo erede, che dava ad Era lo stato di regina madre insostituibile. E suo figlio era forte, bello, allegro e… Piantagrane. Oh no, non ne va bene una. Pensò Era. Infatti, Ares, seppure di un bell’aspetto, aveva un bruttissimo carattere. E appena Zeus ebbe modo di conoscerlo gli affidò, senza nemmeno pensarci un po’, il potere di stabilire dove, come e quando accadessero liti, crimini e guerre. Ares divenne il dio della Guerra. […]


Efesto, il dio del fuoco – Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Efesto il dio del fuoco, il fabbro delle opere di ingegno. Colui che forgiava armi nella sua grande officina dentro il vulcano Etna. Era così forte che per assistenti aveva i Ciclopi, giganti forzuti con un solo occhio, e per schiavi progettò e costruì un’armata di automi d’acciaio, una specie di robot. Efesto, grande architetto degli dei, figlio di Zeus e di Era. Fu lui a costruire le armi per Achille, fu lui a forgiare l’arco e le frecce per Apollo e Artemide, fu lui a costruire l’elmo e i sandali alati di Ermes, e fece pure, tra le tante opere, l’arco e le frecce di Heros. Lui, Efesto,plasmò nel fuoco dei suoi forni la bella Pandora, e altre opere che passeranno alla storia degli dei. Ma Efesto era un dio dall’aspetto orribile: basso, tozzo, capelli rossi e untuosi, naso enorme adunco, sguardo truce, e, in particolare, con una sola gamba. Per questo lassù, nell’Olimpo, lo chiamavano “il dio storpio”. Infine era silenzioso e irascibile: un tipaccio dunque. Sì, bisogna dirlo, nonostante tutta la perfezione degli immortali, la dea Era, la grande regina, e Zeus, il signore re assoluto, forgiarono un figlio venuto male.


Prometeo, l’amico degli uomini, la punizione di Zeus e il dono di Pandora

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Tra gli uomini, viveva Prometeo, che in greco vuol dire “uomo che prevede”. Prometeo non era proprio un uomo, perché era figlio di Titani (Giapeto e Climene, o forse era Asia, figlia di Oceano) e dunque Titano lui stesso. Di lui si raccontano molte storie e tutte dimostrano che fosse assetato di conoscenza e con un gran desiderio di far uscire il genere umano dalla condizione un po’ animalesca in cui viveva. E per fare questo, finiva sempre con lo sfidare Zeus o, comunque, col farlo arrabbiare. E Zeus, quando si arrabbiava, non era uno che faceva la faccia brutta e poi gli passava. No. Zeus era uno che ci andava giù pesante e si vendicava senza pietà!


Orfeo e la sua Euridice. Mitologia

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Al giovane fu data in sposa la splendida ninfa Euridice ed Orfeo l’amava talmente tanto che nessuna felicità poteva paragonarsi a quella dei due giovani sposi di Tracia. Ma un giorno che la ninfa correva spensierata per la campagna, una vipera nascosta nell’erba, la morse e la povera Euridice morì , uccisa dal veleno del serpente. Inutilmente Orfeo cercò di placare il suo immenso dolore, errando per i boschi e per le montagne con la sola compagnia della sua lira; nulla poteva fargli dimenticare il volto dolcissimo della sua amata sposa. Egli volle allora andarla a cercare nelle oscure caverne dei Morti. […]

con il sostegno di: Gruppo ACENTRO


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07 – Alla guerra! Il sacrificio di Ifigenia – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo settimo

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Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche dei TAC, da Splintered

Guerra! Tutta la Grecia s’armò: più di mille navi coi loro guerrieri furono pronte a partire.
Ma il re Ulisse, non voleva andare a combattere. S’era sposato da circa un anno e mezzo, e lasciare la sua bella e buona moglie Penelope e il suo bimbo Telemaco gli dispiaceva. Aveva fatto di tutto per evitare la guerra; se Menelao era stato imprudente la colpa non era davvero del re di Itaca! Pensando a tutte queste cose, il re Ulisse si persuadeva di avere già compiuto il suo dovere verso Menelao, e cercava il modo di lasciar partire gli altri e rimanere a casa. Trovò un’astuzia che gli parve buona.

 
01 - il Re Laomedonte e la promessa mancata - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo primo
02 - il Re Priamo e il sogno di Ecuba - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo secondo
03 - Il giudizio di Paride - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo terzo
04 - Il principe Paride ritorna in Patria - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo quarto
05 - Atreo e Tieste, due fratelli in odio - Agamennone e Menelao - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo quinto
06 - Il rapimento di Elena - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo sesto
07 - Alla guerra! Il sacrificio di Ifigenia - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo settimo

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06 – Il rapimento di Elena – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo sesto

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Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche dei TAC, da Splintered

Trascorsero gli anni, Menelao era l’uomo più felice, più rispettato e ammirato di tutta l’Ellade: era diventato re di Sparta e aveva sposato la donna più bella del mondo, Elena, con la quale ebbe una figlia, che si chiamava Ermione.
Elena però non era felice. Menelao non era più gentile con lei come una volta, quando la desiderava in sposa, né la riempiva di attenzioni e devozione. La regina di Sparta non diceva nulla, e non si lamentava: sapeva bene che quasi tutte le donne erano trattate allo stesso modo. Perciò si sentiva triste e annoiata.

 
01 - il Re Laomedonte e la promessa mancata - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo primo
02 - il Re Priamo e il sogno di Ecuba - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo secondo
03 - Il giudizio di Paride - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo terzo
04 - Il principe Paride ritorna in Patria - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo quarto
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05 – Atreo e Tieste, due fratelli in odio – Agamennone e Menelao – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo quinto

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Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche dei TAC, da Splintered

Parecchi anni fa, in un antico paese, vivevano due fratelli. Uno si chiamava Tieste e l’altro, che aveva sposato la figlia di un re, si chiamava Atreo. Atreo e Tieste si odiavano a morte perché Tieste aveva rubato al re Atreo la moglie, e Atreo aveva cacciato di casa il fratello traditore. Tieste vagabondava per il mondo, senza una casa e senza una famiglia. Ma ad Atreo non bastava. Il suo odio non gli dava pace e voleva una vendetta crudele.

 
01 - il Re Laomedonte e la promessa mancata - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo primo
02 - il Re Priamo e il sogno di Ecuba - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo secondo
03 - Il giudizio di Paride - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo terzo
04 - Il principe Paride ritorna in Patria - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo quarto
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06 - Il rapimento di Elena - Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia - capitolo sesto
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04 – Il principe Paride ritorna in Patria – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo quarto

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Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche dei TAC, da Splintered

Passò qualche tempo, ma Paride, da quando seppe d’essere un principe non era più quello di prima, spesso pensava: «Se’ sono figlio di re, perché resto qui a fare il pastore? Se posso avere la donna più bella del mondo, perché mi contento di Enone? Enone è carina e mi vuol bene, ma chi sa com’è bella Elena! Sarà certo simile a una dea!».

 
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03 – Il giudizio di Paride – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo terzo

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Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche dei TAC, da Splintered

Un giorno su nell’Olimpo, nella casa degli dei, accadde qualcosa di strordinario.
Teti, una delle dee del mare, doveva sposare Pèleo re di Ftia, che non era un dio.
A Teti da principio non era piaciuta affatto l’idea di sposare un uomo, ma nessun dio voleva sposare lei, perché si sapeva che il figlio di Teti sarebbe stato più forte di suo padre. Gli dei non volevano avere figli più forti di loro, ma gli uomini sì…

 
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02 – il Re Priamo e il sogno di Ecuba – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo secondo

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Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche dei TAC, da Splintered

Quando divenne re di troia, Priamo sposò una principessa che si chiamava Ecuba con la quale ebbe molti figli. I figli del re Priamo erano forti e belli. Ma il più bello di tutti, che si chiamava Paride, non stava nel palazzo con gli altri fratelli. Perché prima che egli nascesse la regina Ecuba fece un sogno terribile. Le era parso in sogno di sentire dentro di sé una grande fiamma. Poi aveva visto la fiamma innalzarsi, diventar grande e sempre più grande, andare verso le mura della città di Troia e incendiarla. Si svegliò spaventata, chiamò il re e gli raccontò il sogno. Quando venne la mattina, Priamo mandò a chiamare i sapienti.

 
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01 – il Re Laomedonte e la promessa mancata – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo primo

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Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
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Molti e molti anni fa c’era nell’Asia, vicino al mare, una città che si chiamava Troia. Il re di Troia si chiamava Ilo e aveva fatto fabbricare nella parte più alta della città palazzi per i principi e case per i soldati e templi dove i Troiani andavano a pregare; e quel quartiere si chiamava Ilio. E il re di Troia aveva un figlio, il principe Laomedonte, che era bello e forte, ma non sapeva mantener le promesse. Un giorno Ilo morì e Laomedonte divenne re di Troia. Laomedonte pensò: «Se intorno a Ilio ci fosse un muro, le case e i palazzi e i templi sarebbero molto più sicuri».

 
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Ade e Poseidone, fratelli alleati di Zeus – Mitologia

adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

La storia di Icaro e di suo padre Dedalo, il grande inventore. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Mitico figlio di Dedalo e di Naucrate, schiava di Minosse. Rinchiuso con il padre nel labirinto di Creta, fuggì volando con le ali che Dedalo aveva adattato con la cera al proprio corpo e a quello del figlio. Ma, avvicinatosi troppo al Sole, la cera si sciolse e Icaro cadde nel mare.

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La nascita del dio Dioniso, Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Zeus, travestito da uomo mortale, ebbe una segreta avventura d’amore con Semele, figlia del re Cadmo di Tebe. Venuta a conoscenza del tradimento, la dea Hera – sotto le sembianze di una vecchia nutrice di Semele – finse di non credere che il padre del bimbo nel grembo della principessa (incinta ormai di sei mesi) fosse proprio Zeus, a meno che la giovane non convincesse il suo amante a rivelarsi nel suo vero aspetto. […]


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