La storia di Narciso. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

C’era una volta una bellissima ninfa che diede alla luce un bambino: il piccolo Narciso. Questo era il suo nome. Egli cresceva accanto a sua madre, dalla quale era amato come pochi al mondo lo sono mai stati. Per lui nulla era troppo bello, troppo delicato o troppo prezioso. Un giorno volendo conoscere il destino del suo adorato figlio la ninfa si recò dall’indovino Tiresia, la cui sapienza era leggendaria: – Mio figlio vivrà fino a una felice vecchiaia? – gli domandò. – Sì – rispose Tiresia – Se non conoscerà se stesso. […]

Perseo e il mostro Medusa. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

[…] Medusa era circondata da centinaia e centinaia di uomini che erano diventati statue di pietra per aver fissato lo sguardo su di lei. “Come faccio a ucciderla senza guardarla?” si chiedeva Perseo, preoccupato. Un raggio di sole si rifletté sullo scudo di Atena, e Perseo ebbe un’idea. Si mise lo scudo davanti al viso e volò all’indietro trasportato dai sandali alati. Riuscì cosi a guardare il mostro, riflesso nel metallo lucidissimo. […]

La storia di Giasone e Medea, il vello d’oro – Mitologia

Adattamento e lettura ad alta voce di Gaetano Marino

[…] Medea prepara per Giasone un unguento magico che lo proteggerà dal fuoco sputate dai due tori e gli dona un rubino fatato, capace di proteggerlo dai guerrieri della seconda prova. Nonostante Giasone abbia superato le prove, Eeta rifiuta di cedere il Vello d’Oro, allora Giasone, sempre aiutato da Medea, addormenta il drago, messo a guardia del Vello, se ne impadronisce e torna con la nave verso Iolco con Medea. […]

Amore e Psiche, anima curiosa. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Ma alla dea dell’Amore, Afrodite, non fece piacere che qualcuno osasse mettere a confronto la sua bellezza con quella di una semplice mortale. Ma quando vide Psiche riconobbe, suo malgrado, che quella bellezza meritava davvero lodi e apprezzamenti assai maggiori. Afrodite decise di vendicarsi.

Luna innamorata. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Dalle buie acque dell’Oceano sorgevano gli astri. Tra questi stava pure la Luna. Ella percorreva il cielo di notte, e pare che non potesse mai stare senza amore. Tra le sue tante storie di passione ci fu quella verso Endimione, giovane uomo e forte. La dolce e luminosa Luna lo amava solo nel sonno, così che la notte era compagna e unico vero abbraccio del desiderio. Ma il tempo scorreva per tutti. La Luna restava sempre giovane e lucente, e il suo amato umano, ahimè, invecchiava inesorabilmente. Solo in sogno dunque, i due potevano amarsi.

Eracle. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Eracle era un tipo eccezionale. Principalmente per la forza che divenne leggendaria; ma già il modo in cui nacque e il modo in cui fu concepito, furono davvero fuori dal comune. Sua madre si chiamava Alcmena ed era sposata con un uomo di nome Anfitrione, che un giorno partì per la guerra. Alcmena era sicuramente molto bella e attraente: un giorno Zeus la vide e se ne innamorò. Lei però, era innamorata di suo marito Anfitrione e non degnò il dio di un solo sguardo. Zeus non era tipo da arrendersi. Così, usando i suoi poteri divini, si trasformò in un uomo uguale ad Anfitrione: stessi capelli ricci, stessa barba, identico fisico atletico. […]

Pandora e il vaso misterioso. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…]Zeus decise di inviare sulla terra una creatura modellata apposta, una donna, che si chiamava Pandora, che in greco significa “tutti i doni”. Fu creata da Efesto e Atena, aiutati da tutti gli dei, per ordine di Zeus. Ognuno donò a Pandora una qualità: la bellezza, la grazia, l’abilità manuale e la persuasione.[…]

Prometeo, benefattore dell’umanità. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Prometeo, il cui nome significa colui che prevede, fu il più intelligente tra tutti i Titani; ovviamente dopo Zeus. Prometeo era cugino di Zeus, in quanto figlio del Titano Giapeto, fratello di Crono. Sua madre appare di incerta provenienza e nome. A volte la si identifica con Asia, o con Climène, entrambe figlie di Oceano. […]

Il dio Ade e il regno dei morti. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

[…]L’oltretomba era il regno dei morti e il dio Ade se ne stava là sotto al buio, tutto solo. Nascoste, nelle viscere della terra, c’era un’immensa ricchezza, ci stavano pietre preziose e i metalli pregiati per forgiare le armi. Il regno di Ade era dunque immenso, un labirinto senza fine circondato dal fiume nero che si chiamava Stige. Su quel fiume, che separava il regno dei vivi da quello dei morti, transitavano le anime dei morti. Viaggiavano a bordo di una barca condotta dal terribile capitano Caronte.[…]

Iside e Osiride, dei e sposi felici. Mitologia dall’Egitto

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…]Quello di Iside e Osiride fu il più popolare tra i miti egiziani. Essi furono la coppia divina più venerata. Il loro mito si ispirava al succedersi delle delle stagioni, e dunque, alla nascita e alla morte della vita. Ìside, era la dea della vita, della bellezza e della natura in fiore, e aveva sposato un giovane dio, Osìride, al quale erano cari i boschi, le messi e tutto quello che di bello la natura donava al mondo.[…]

Rie, antico dio solare. Mitologia dall’Egitto

[…] Il dio Rie viaggiava su due barche solari: la prima chiamata Mandjet (Barca dei Milioni di Anni), o barca del mattino; la seconda chiamata Mesektet, o barca della notte. Queste imbarcazioni trasportavano il dio Rie nel suo viaggio attraverso il cielo e il Duat, l’oltretomba. Ma il dio Rie oramai si faceva vecchio assai, nuovi dei erano apparsi, più giovani e più vigorosi di lui; per questo riusciva difficile all’antico dio solare reggere l’insieme dell’universo con la forte e sicura mano di un tempo. […]

Quando la donna è una dea. Intrighi e amori sull’Olimpo e dintorni. Omero, Apollonio Rodio, Teocrito.

Traduzione di Patrizia Mureddu. Drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Università di Cagliari. Facoltà di Studi Umanistici – Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica

I tre brani, accomunati dal tema della presenza femminile e dell’amore, mettono a confronto due modi diversi di intendere il mito e la stessa poesia: alla semplice ed arcana bellezza del mondo evocato da Omero si contrappongono le studiate scelte espressive e narrative dei due poeti-filologi alessandrini, che giocano con il modello, evocandolo o rovesciandolo.
La traduzione in endecasillabi sciolti, che vuole dare conto della dimensione fortemente poetica degli originali, cerca di fare transitare nel testo italiano alcune caratteristiche stilistiche (uso della ripetizione formulare nel testo omerico; arte allusiva e divertito distacco in Apollonio e Teocrito) dei testi di partenza.

Processo ad Antigone. Dalla tragedia di Sofocle.

Musiche dei TAC – Simon Balestrazzi
Traduzione, adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Tesi dell’accusa a cura di Denise Salis. Tesi della difesa a cura di Carlo Usai.
In collaborazione con l’Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici
Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica

Il fatto
Antigone, Figlia di Edipo e Giocasta, ha due fratelli, Eteocle e Polinice. Edipo è morto e i due fratelli si accordano per dividersi a turno il trono, ma Eteocle non rispetta i patti. Polinice, fugge in esilio e muove guerra alla sua città. Nel duello finale Eteocle e Polinice muoiono per mano reciproca. Il potere è assunto da Creonte, fratello di Giocasta. E qui comincia l’opera di Sofocle.
Creonte considera Polinice un traditore e ordina, nel pieno rispetto delle leggi dello stato, che il suo cadavere rimanga insepolto. Ma Antigone, appellandosi alla legge degli dei, che impongono pietà e la sepoltura dei parenti defunti, disobbedisce. Esce dalle mura, si avvicina al cadavere del fratello Polinice e lo cosparge con un pugno di terra dandogli simbolicamente sepoltura. La ragazza viene arrestata e portata alla presenza del re, dinanzi al quale rivendica la legittimità sacra del suo gesto. Creonte, adirato, ordina che Antigone sia sepolta viva in una grotta fuori città.

Il processo
Quando la docente di Letteratura Greca dell’Università di Cagliari, Patrizia Mureddu, mi chiese di mettere in scena l’Antigone di Sofocle, pensai di realizzare un processo in forma teatrale. Un motivo principe, o meglio, una domanda mi spinse in questa direzione: perché sono ben 25 secoli che ci si dibatte sulla questione aperta dal moderato Sofocle? Un dilemma infinito che contempla parecchi temi: lo stato, la pòlis, la famiglia, la legge degli uomini e quella degli dei. Per programmare il processo ho individuato nel testo del tragediografo ateniese il movente, focalizzando il capo d’accusa nel seguente dilemma: la giovane Antigone, seppellendo il proprio fratello Polinice, traditore della patria, ha fatto bene o no a trasgredire l’editto del tiranno Creonte, la figlia di Edipo è colpevole o innocente; è giusto o no che debba morire? In poche parole volevo mettere a giudizio Antigone, l’eroina di Tebe, e affidare allo spettatore il suo nuovo destino.

Storia della Principessa Ifigenia e del suo sacrificio. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…]La divina Artemide non lascerà partire nemmeno una nave, se tu, generale dei generali, Agamennone, non le avrai prima offerto un sacrificio.” I comandanti presenti si guardarono l’un l’altro ponendosi domande tra gli sguardi silenziosi. “Quale sacrificio?” Domandò Agamannone. “ Dimmi, o Calcante. Io sono pronto a qualunque sacrificio.” “La potente dea Artemide, vuole Ifigenia!” “Ifigenia? Mia figlia?!” Domandò Agamennone con uno sguardo di stupore disperato. “Dice la dea: ‘Quando Agamennone avrà offerto a me la sua figlia Ifigenia, sacrificandola sul mio altare levandole la vita, allora io perdonerò il suo orgoglio. Solo allora la tempesta cesserà e le navi potranno partire’.”[…]

Artemide innamorata. Nascita della Costellazione di Orione. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Accadde una notte che li sorprese Apollo, un dio vanitoso, arrogante e geloso, ma soprattutto, dispettoso. Apollo vide la sorella Artemide che se ne andava per il mare aperto dirigendosi verso un’isola. Il dio la seguì e quando giunse sull’isola, si nascose in un anfratto di roccia, in attesa. Poi vide giungere dal mare un uomo, che nuotava proprio verso quell’isola. Quando giunse sulla spiaggia, Artemide gli corse incontro, si abbracciarono e subito una nuvola di lucciole li avvolse; poi scomparvero. […]

Il mito, i suoi misteri e i suoi epigoni – la grande fiaba dell’uomo

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Che cos’ è il mito, quali sono i suoi misteri e i suoi epigoni? Possiamo innanzitutto dire che il mito è una piccola parola che racchiude in se il trascorrere di migliaia e migliaia d’anni, raccolti in un susseguirsi di eventi straordinari fissati in un tempo senza tempo.
Nella parola mito tutto appare già in una frase posta al principio di ogni storia, che è poi la storia del mondo, e che comincia con quel “c’era una vola”.

Achille vs Ettore, il duello. Libro 22°. Iliade, Omero. Mitologia

Traduzione di Patrizia Mureddu
Drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino

Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici
Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica

L’Iliade racconta di un evento reale, la guerra di Troia, che si concluderà con la distruzione della città per opera di una confederazione di popoli greci, forse l’ultima grande impresa prima della fine dei regni micenei, databile intorno al 1100 a.C. Sicuramente, in quegli anni non esistevano un alfabeto o dei materiali scrittori adeguati per registrare un testo poetico così lungo e complesso: per molto tempo, perciò, i fatti che diventeranno il nucleo del poema – tra i quali dovette avere un posto importante l’episodio cruciale dello scontro tra i ‘campioni’ dei due eserciti nemici, Achille ed Ettore – vennero raccontati e tramandati oralmente. Nel corso di questo processo di elaborazione, durato almeno tre secoli, si deve collocare l’attività di quel grande aedo di nome Omero che fu, secondo gli antichi, l’autore dei due grandi poemi.
Radici tanto oscure e remote nel tempo spiegano perché il mondo che essi raccontano (e lo stesso modo di raccontarlo) ci può apparire estraneo, misterioso, duro. Ma proprio in questa diversità risiede gran parte del fascino di queste opere straordinarie, che hanno finito per rappresentare il principio ed il fondamento di tutta la nostra storia letteraria.

La fontana di Lerna e il dono di Poseidone. Mitologia

Storie dalla Mitologia, lettura e messa in voce delle storie degli dei, eroi, guerre, amori e inganni. Da Occidente a Oriente. Avventure fantastiche dalle tradizioni culturali e religiose dei popoli di tutto il mondo. Come il piacere di un misterioso ritorno alle origini.

Dal Nulla del Kaos al regno di Zeus. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Storie dalla Mitologia, lettura e messa in voce delle storie degli dei, eroi, guerre, amori e inganni. Da Occidente a Oriente. Avventure fantastiche dalle tradizioni culturali e religiose dei popoli di tutto il mondo. Come il piacere di un misterioso ritorno alle origini.

Artemide, la dea vergine selvaggia, protettrice dei boschi e della caccia. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Storie dalla Mitologia, lettura e messa in voce delle storie degli dei, eroi, guerre, amori e inganni. Da Occidente a Oriente. Avventure fantastiche dalle tradizioni culturali e religiose dei popoli di tutto il mondo. Come il piacere di un misterioso ritorno alle origini.

Cassandra, il passato può attendere. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino. Musiche di Ennio Santaniello

Storie dalla Mitologia, lettura e messa in voce delle storie degli dei, eroi, guerre, amori e inganni. Da Occidente a Oriente. Avventure fantastiche dalle tradizioni culturali e religiose dei popoli di tutto il mondo. Come il piacere di un misterioso ritorno alle origini.

Era, signora dell’Olimpo e moglie dell’ingannevole Zeus. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Era, la signora dell’Olimpo e moglie di Zeus, figlia del Titano Crono e della Titanide Rea, nacque nell’isola di Samo o, come altri dicono, ad Argo. Le Stagioni furono le nutrici della piccola Era. Zeus, fratello gemello di Era, dopo aver sconfitto il padre Crono, raggiunse la sorella a Cnosso, nell’isola di Creta, dove la corteggiò. Era però, non desiderava essere amata da Zeus perché sapeva a quale vita triste di tradimenti, disonore e ingiustizie sarebbe stata destinata. Ma poi cadde nell’inganno, uno dei tanti, perpetrati da Zeus, avendo compassione del figlio di Crono quando si presentò sotto le sembianze di un cucùlo infreddolito. Era, mossa a compassione e travolta dal sentimento materno, accolse il povero uccello sul proprio seno, e lo riscaldò. Fu allora che Zeus riprese il suo aspetto e senza indugi.[…]

Mida, triste storia di un re avido e prepotente. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

[…] E mentre tornava a palazzo fischiettando, staccò un ramoscello da un cespuglio, subito quello divenne oro. Raccolse una pietra da terra e quella divenne oro. Prese una manciata di terra e quella divenne d’oro. Attraversò un campo di grano, raccolse qualche spiga e subito quelle divennero d’oro. Strinse un frutto raccolto da un albero e quello divenne oro. Ogni cosa insomma diveniva d’oro. Il dono del dio Dioniso si stava avverando. Re Mida gridò dalla gioia. Persino ad una fonte, mentre si lavava le mani, riuscì a trasformare in oro il ruscello d’acqua. […]

Efesto, il dio del fuoco – Mitologia

Messa in voce di Gaetnao Marino

Efesto il dio del fuoco, il fabbro delle opere di ingegno. Colui che forgiava armi nella sua grande officina dentro il vulcano Etna. Era così forte che per assistenti aveva i Ciclopi, giganti forzuti con un solo occhio, e per schiavi progettò e costruì un’armata di automi d’acciaio, una specie di robot. Efesto, grande architetto degli dei, figlio di Zeus e di Era. Fu lui a costruire le armi per Achille, fu lui a forgiare l’arco e le frecce per Apollo e Artemide, fu lui a costruire l’elmo e i sandali alati di Ermes, e fece pure, tra le tante opere, l’arco e le frecce di Heros. Lui, Efesto,plasmò nel fuoco dei suoi forni la bella Pandora, e altre opere che passeranno alla storia degli dei. Ma Efesto era un dio dall’aspetto orribile: basso, tozzo, capelli rossi e untuosi, naso enorme adunco, sguardo truce, e, in particolare, con una sola gamba. Per questo lassù, nell’Olimpo, lo chiamavano “il dio storpio”. Infine era silenzioso e irascibile: un tipaccio dunque. Sì, bisogna dirlo, nonostante tutta la perfezione degli immortali, la dea Era, la grande regina, e Zeus, il signore re assoluto, forgiarono un figlio venuto male.

Aiace, onore e destino di un grande eroe della guerra di Troia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Una spiaggia deserta. Arbusti tutt’intorno. Un uomo è solo, assorto, in piedi. Se ne sta sulla piana che separa la grande città di Troia dal mare. Quell’uomo si chiama Aiace, detto il grande eroe, re di Salamina. Egli ora è qui. Il frastuono delle armi e le grida della battaglia ora riposano per un po’. Egli contempla una spada lucente, la sua spada, affilatissima; conficcata al suolo, nel mezzo di un tumulo di sabbia. La punta è riversa in alto, come fosse predatrice, in attesa della sua vittima.
Quale vittima? Passano pochi minuti e le parole si affacciano sulla bocca di quell’uomo eroe. – Ecco, il mio boia. Saldo e ben piantato. L’ho messo a filo di piombo. Il mio carnefice fa corpo con la terra Troiana, il suolo di una guerra che dura da troppo tempo. L’ho affondato io. Ora dunque, mi mostri il suo affetto. E che sia morte rapida!

L’amore del Ciclope Polifemo per la ninfa Galatea, figlia del mare. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Per un attimo Polifemo restò muto, incantato da quella altera e furibonda bellezza. Mai nessun essere umano aveva osato parlargli a quel modo. Mai nessun mortale si era rivolto a lui con tali minacce, senza restare morto o bastonato. Anche gli dei, conoscendo la sua suscettibilità, lo trattavano con miglior garbo, rispetto al resto, consapevoli della sua forza e della sua audacia! Eppure quella fanciulla, apparentemente così fragile e delicata, osava minacciarlo e deriderlo, osava disprezzarlo ed insultarlo, senza timore alcuno. Polifemo ne restò ancora più ammaliato. Messosi in ginocchio, davanti a lei, su quell’incantevole spiaggia, avvicinò la faccia alla bianca figura, candore di latte e […]

Il gigante Anteo contro l’eroe Eracle. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Anteo era un Gigante. Figlio di Poseidone, dio del Mare e della Madre Terra Gea. Egli aveva la sua dimora nella terra di Libia, secondo alcuni, o in Marocco, secondo altri; terre situate nel nord del continente d’Africa.
Anteo era un gigante assai crudele, Tanto che appena uno straniero viaggiatore aveva la sventura di transitare nelle sue terre, questi veniva costretto con la forza a lottare e combattere contro il gigante. Dopo una lotta dura e senza riposo, né tregua, appena Anteo si rendeva conto che lo sfortunato straniero non ce l’avrebbe fatta più, e perciò se ne restava costretto a terra esausto e sanguinante, egli lo afferrava con le sue possenti braccia, piantava le gambe al suolo, lo inarcava sul proprio petto vigoroso, e con un violento colpo di reni e grido di belva umana, stritolava lo sventurato. […]

Odisseo e la maga Circe, sortilegi e seduzioni. Dal libro 10° dell’Odissea di Omero

Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino

[…] Lei, Circe, non esitò ad aprire la porta ed uscì, invitando quegli uomini ad entrare: la seguirono tutti senza temere inganno. Ma Eurìloco restò fuori dalla porta, sospettando che fosse una trappola. Circe li portò in una sala senza tetto, il sole splendeva e pavoneggiava tra le ombre dei colonnati. Li fece accomodare sulle sedie che parevano troni dorati. Quegli uomini non ebbero nemmeno il tempo di ammirare il luogo dove stavano seduti che subito si videro serviti a tavola di formaggio, farina d’orzo, miele denso e amaro, vino di Prammo, ogni cosa, ogni bevanda fu mischiata ad inganno con un farmaco funesto. Era il veleno dell’oblìo, della dimenticanza. […]

Apollo e Dafne. Mitologia

Messa in voce di Gaetano Marino

Apollo si innamorò perdutamente di lei. E lei di lui… proprio per niente! Sennò, che punizione sarebbe stata? Così, Eros incoccò un’altra freccia per Dafne ma non una freccia d’amore. Era di piombo, arrugginita e spuntata: una freccia di disamore! Non appena Dafne ne fu colpita, si scatenò in lei il disgusto per Apollo. Più lui si avvicinava, più lei arretrava. Più lui le rivolgeva dolci parole d’amore, più lei inorridiva. E quando Apollo allungò una mano per toccarla, lei fuggì, veloce come un capriolo. Apollo le fu dietro, non voleva lasciarla andare, non poteva. Era innamorato! […]

Achille, nascita e destino di un eroe leggendario. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Achille fu un personaggio tra i più leggendari che la storia del mito ricordi.
Una figura antica, resa celebre soprattutto dall’Iliade, di Omero, di cui sappiamo che il motivo principale non è la guerra di Troia, bensì, l’ira di Achille. In breve, tutto accadde per un torto subito da Achille, ad opera del comandante generale dell’armata greca, Agamennone. Fu proprio quell’ira a causare una perdita considerevole di soldati Achei, Greci alleati e compagni di Achille stesso. Ma chi era Achille, l’eroe leggendario?

Le ninfe e la fortuna di Eaco, re saggio e giusto. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Le ninfe erano giovani fanciulle che popolavano le campagne, i boschi, i fiumi e il mare. Erano la gioia degli spiriti dei campi e di tutta la natura in genere, di cui esse assumevano l’appartenenza nel corpo della grazia e nel dono della fecondità. Si diceva fossero figlie di Zeus, tutte, o quasi, e c’è da crederci se si conosce la volubilità del cronide, figlio della titanide Rea. Oh, belle, le ninfe, erano belle, eh? Diciamolo subito. Ma essendo figlie di un dio e di una mortale, esse non potevano considerarsi immortali, però vivevano a lungo. […]

Le Arpie, serve di Zeus. Mitologia. Messa in voce di Gaetano Marino

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Le Arpie sono rappresentate come donne provviste d’ali, oppure come uccelli dalla testa di donna. Hanno artigli aguzzi e assai velenosi. Si diceva che abitassero le isole Strofadi, nel Mar Egeo.
Queste creature vengono considerate demoni della tempesta, si cibano delle anime delle persone, dopo averli rapiti. Portavano con se l’odore terribile della morte.
Più tardi, il poeta Virgilio le pose nell’anticamera degli Inferi, in compagnia d’altri mostri feroci.

Le Arpie sono dunque rapinatrici, il loro nome deriva dal greco proprio dal significato di Ghermire, portare via. In particolare di bambini morti prematuramente e di anime suicide. Si affiggeva spesso la loro immagine sulle tombe dei defunti, nel gesto di trasportare l’anima del morto afferrata e sicura fra i loro artigli. […]

Teseo, l’eroe degli eroi. Mitologia. Messa in voce di Gaetano Marino

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Teseo fu l’eroe più famoso e conosciuto di tutta l’Attica. La sua fama superò persino quella di Eracle. Le sue gesta ebbero luogo principalmente nel Peloponneso. Teseo appartenne alla generazione che precedette la guerra di Troia, alla quale però presero parte i suoi due figli, Demofonte e Acamante. Teseo era più giovane dell’invincibile Eracle. Si disse anche che i due eroi fossero stati compagni di viaggio nella famosa spedizione degli Argonauti, la grande impresa allestita dal principe Giasone, in viaggio sulla nave Argo alla ricerca del Vello d’oro. Teseo fu anche tra i principali protagonisti della guerra contro le Amazzoni.
Per quanto riguarda le sue origini, vi sono due ipotesi: la prima si riferisce ad una origine terrena, la seconda a una divina. […]

Antiope, l’Amazzone

Calcante, storia di un indovino. Mitologia

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

Calcante era un indovino di Micene, la città governata da Agamennone, il comandante supremo dell’armata greca che combattè contro la città di Troia.
Calcante era figlio di Tèstore, e fu un grande indovino (così come il padre stesso) e sacerdote di Apollo, dio del Sole e figlio di Zeus.
L’indovino accompagnò soprattutto il suo popolo all’assedio di Troia. Egli era il più abile e capace del suo tempo nell’interpretare il volo degli uccelli ed era colui che conosceva meglio il passato, il presente e il futuro. Tant’è che annunciò numerose profezie importanti proprio nel tempo della preparazione e dello svolgimento della guerra di Troia.

Il ritorno di Odisseo a Itaca. La vendetta. Mitologia

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Venne il tramonto e Odisseo stava lì, sulla spiaggia dell’isola dei Feaci, a raccontare le sue avventure. Il fuoco illuminava su ogni cosa, mentre gli sguardi dei Feaci stavano silenziosi, basiti, e rapiti dall’emozione. Poi, quando la notte spinse il sole oltre l’orizzonte, e le ombre dominarono il buio danzando sui riflessi roventi del fuoco, Odisseo, il triste eroe e sfortunato re di Itaca, concluse il suo racconto con il desiderio di poter rivedere la sua patria. Fu allora che il re dei Feaci, Alcinoo, si alzò e parlò così:
-Odisseo, amico straniero e nostro onorabile ospite, hai sofferto molto, ora però le tue pene sono finite. Noi ti accompagneremo a Itaca, come promesso. Riceverai da noi molti doni preziosi, più di quanto non avessi meritato dopo aver sconfitto la città di Troia. […]

Eracle, tra inganni, colpe e schiavitù. Dalla principessa Iole alla regina Onfale.

Scritto e messo in voce da Gaetano Marino

[…] Per espiare questo delitto esecrabile, in quanto compiuto in casa dall’ospite, Eracle si rivolse all’oracolo di Delfi per chiederne penitenza, ma la Pizia non volle nemmeno ascoltarlo e si rifiutò di dargli responso.
Anche qui Eracle mostrò il suo caratteraccio e si mise a devastare il santuario, tanto che intervenne Apollo e si accese una lotta feroce tra i due.
Ma Apollo era un Dio ed Ercole un semidio, per cui alla fine avrebbe prevalso Apollo, ed Eracle sarebbe dunque morto. Allora Zeus per non perdere il figlio intervenne e fece cessare la lotta, poi pregò la Pizia di fare il suo lavoro e questa a malincuore lasciò il responso. […]

La Mitologia narrata dai ragazzi

l’Associazione Aula39 presenta
La mitologia narrata dai ragazzi dell’Istituto comprensivo Giusy Devinu, di via Meilogu – Cagliari – Scuola Secondaria di primo Grado – classe 3a-A.
anno 2018 – referente del progetto professoressa Roberta Olivari
messa in voce di
Michele Massidda
Silvano Melis
Jasmin Pellizzaro
Dennis Pitzalis
Alessio Putzu
Alessandra Sanna
Adattamento e regia di Gaetano Marino