Ho incontrato le mie donne. Poesie di Francesca Branca. Prima parte

Messa in voce di Gaetano Marino

Son venute da lontano, hanno rotto il segreto, infranto la vergogna, mi hanno donato una catena e hanno ripreso il largo, mi hanno ridato vita. Francesca Branca

Ho incontrato le mie donne. Poesie di Francesca Branca. Seconda parte

Messa in voce di Gaetano Marino

Son venute da lontano, hanno rotto il segreto, infranto la vergogna, mi hanno donato una catena e hanno ripreso il largo, mi hanno ridato vita. Francesca Branca

Altre poesie sparse di Margherita Fusco

Tratte dalla raccolta “Altro da me” e messe in voce da Gaetano Marino

La raccolta di poesie “Altro da me” è pubblicata in formato cartaceo e eBook su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0FH9NLFPK

Margherita Fusco, chi è?
Dopo aver conseguito il diploma presso un liceo sperimentale della capitale, intraprende il suo percorso professionale come assistente di sala all’interno di un organismo municipalizzato che sostiene e valorizza il sistema dei Musei Civici Capitolini. Immersa quotidianamente nella bellezza artistica e arricchita dall’interazione con il pubblico, scopre nella scrittura poetica un rifugio creativo e un mezzo di espressione personale. I suoi componimenti nascono come terapia catartica, ma diventano presto anche un autentico piacere, un dialogo intimo con l’arte e con la vita.

Poesie sparse di Margherita Fusco

Tratte dalla raccolta “Altro da me” e messe in voce da Gaetano Marino

La raccolta di poesie “Altro da me” è pubblicata in formato cartaceo e eBook su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0FH9NLFPK

Margherita Fusco, chi è?
Dopo aver conseguito il diploma presso un liceo sperimentale della capitale, intraprende il suo percorso professionale come assistente di sala all’interno di un organismo municipalizzato che sostiene e valorizza il sistema dei Musei Civici Capitolini. Immersa quotidianamente nella bellezza artistica e arricchita dall’interazione con il pubblico, scopre nella scrittura poetica un rifugio creativo e un mezzo di espressione personale. I suoi componimenti nascono come terapia catartica, ma diventano presto anche un autentico piacere, un dialogo intimo con l’arte e con la vita.

Rincaro salato. Poesie di Maurizio Virdis

Messa in voce di Gaetano Marino
Dalla raccolta Larvae, edizioni NOR, is cruculeus

Titoli delle poesie:
Rincaro salato
Train de vie
Nuvole
Degüello in Salmoè
Il definito


Cercare la parola; una parola. Acciuffarla. Per trovare, attraverso essa e in essa, una direzione verso cui volgersi. E le direzioni possono essere molteplici, la parola è erratica nei suoi percorsi, che mutano con il trascorrere del tempo e il volgere dell’esistenza, o il presentarsi delle occasioni, o l’erompere delle emozioni e delle pause meditative, o con l’umore perfino. Nella ricerca di un dire che non consenta alla lingua d’esser padrona del (mio) dire; ma che, ex diverso, possa piegarla, la lingua, a un quid da invenire e da definire. Un quid che peraltro soltanto (forse) la lingua può generare. Cortocircuito d’ogni darsi poetico: fra grazia e dannazione. Gioco d’azzardo, già fu detto: negare la lingua per affermarla. Maurizio Virdis

Maurizio Virdis è nato a Roma nel 1949, da sempre vive a Cagliari. Cagliari e Roma, congiuntamente, costituiscono parte integrante della sua ipseità: non come due metà, ma come due interi che in lui convivono armoniosamente. Ha insegnato all’Università di Cagliari destreggiandosi fra origini neolatine e strutture fonetiche e sintattiche del sardo, fra romanzi antico francesi e documenti e testi letterari in lingua sarda. Nella parola degli altri (poeti, narratori, letterati, filologi e linguisti) ha cercato la parola sua propria. Non è certo che l’abbia trovata. Le pagine che qui si presentano sono comunque una testimonianza di tale intento.

Percevaliana. Poesie di Maurizio Virdis

Messa in voce di Gaetano Marino.
Dalla raccolta Larvae, edizioni NOR, is cruculeus

Titoli delle poesie:
Percevaliana
Eppure
Grammatologica
Anima velata
Iterazione di una morte
Che occasione
Cupio dissolvi
Anima, l’anima ti darò
Urbanitas


Cercare la parola; una parola. Acciuffarla. Per trovare, attraverso essa e in essa, una direzione verso cui volgersi. E le direzioni possono essere molteplici, la parola è erratica nei suoi percorsi, che mutano con il trascorrere del tempo e il volgere dell’esistenza, o il presentarsi delle occasioni, o l’erompere delle emozioni e delle pause meditative, o con l’umore perfino. Nella ricerca di un dire che non consenta alla lingua d’esser padrona del (mio) dire; ma che, ex diverso, possa piegarla, la lingua, a un quid da invenire e da definire. Un quid che peraltro soltanto (forse) la lingua può generare. Cortocircuito d’ogni darsi poetico: fra grazia e dannazione. Gioco d’azzardo, già fu detto: negare la lingua per affermarla. Maurizio Virdis

Maurizio Virdis è nato a Roma nel 1949, da sempre vive a Cagliari. Cagliari e Roma, congiuntamente, costituiscono parte integrante della sua ipseità: non come due metà, ma come due interi che in lui convivono armoniosamente. Ha insegnato all’Università di Cagliari destreggiandosi fra origini neolatine e strutture fonetiche e sintattiche del sardo, fra romanzi antico francesi e documenti e testi letterari in lingua sarda. Nella parola degli altri (poeti, narratori, letterati, filologi e linguisti) ha cercato la parola sua propria. Non è certo che l’abbia trovata. Le pagine che qui si presentano sono comunque una testimonianza di tale intento.

Effetto riflesso. Poesie di Maurizio Virdis

Messa in voce di Gaetano Marino
Dalla raccolta Larvae, edizioni NOR, is cruculeus

Titoli delle poesie:
Effetto riflesso
Cruciverba d’amore
Soltanto che non fa
L’ultima menzogna
Invero
Stil semi novo
Galleggiare pallido e assorto
Eros e dedalo


Cercare la parola; una parola. Acciuffarla. Per trovare, attraverso essa e in essa, una direzione verso cui volgersi. E le direzioni possono essere molteplici, la parola è erratica nei suoi percorsi, che mutano con il trascorrere del tempo e il volgere dell’esistenza, o il presentarsi delle occasioni, o l’erompere delle emozioni e delle pause meditative, o con l’umore perfino. Nella ricerca di un dire che non consenta alla lingua d’esser padrona del (mio) dire; ma che, ex diverso, possa piegarla, la lingua, a un quid da invenire e da definire. Un quid che peraltro soltanto (forse) la lingua può generare. Cortocircuito d’ogni darsi poetico: fra grazia e dannazione. Gioco d’azzardo, già fu detto: negare la lingua per affermarla. Maurizio Virdis

Maurizio Virdis è nato a Roma nel 1949, da sempre vive a Cagliari. Cagliari e Roma, congiuntamente, costituiscono parte integrante della sua ipseità: non come due metà, ma come due interi che in lui convivono armoniosamente. Ha insegnato all’Università di Cagliari destreggiandosi fra origini neolatine e strutture fonetiche e sintattiche del sardo, fra romanzi antico francesi e documenti e testi letterari in lingua sarda. Nella parola degli altri (poeti, narratori, letterati, filologi e linguisti) ha cercato la parola sua propria. Non è certo che l’abbia trovata. Le pagine che qui si presentano sono comunque una testimonianza di tale intento.